Consiglio Generale Cisl Umbria a Città di Castello. A concludere i lavori la segretaria generale Cisl Daniela Fumarola

IL SEGRETARIO GENERALE CISL UMBRIA ANGELO MANZOTTI: “NELLA TRANSIZIONE NECESSARIO INVESTIRE SUI GIOVANI”

All’interno della Scuola Bufalini di Città di Castello, da sinistra: il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, il sindaco di Città di Castello Luca Secondi, il segretario regionale Fnp Umbria Claudio Bartalini, il direttore della Scuola Bufalini Marco Menichetti, il coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Alto Tevere Antonello Paccavia, il docente della scuola Bufalini Alvaro Bianconi, il segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli e la segretaria generale Cisl Daniela Fumarola

Nella foto la segretaria generale Cisl Daniela Fumarola (al centro) con la segreteria Cisl Umbria: da sinistra i segretari regionali Cisl Umbria Giuliano Bicchieraro, Gianluca Giorgi, Riccardo Marcelli, Simona Garofano e il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti

PERUGIA, 20 marzo 2026 – Un Consiglio Generale della Cisl Umbria a Città di Castello alla presenza della segretaria generale Cisl Daniela Fumarola e dedicato ai giovani: alla costituzione del Coordinamento Regionale Cisl Umbria. La location scelta, la Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini, è stata consapevole: un luogo simbolo di incontro tra la formazione e il mercato del lavoro. Non solo per i giovani, ma sicuramente in larga misura. “Si tratta della prima volta di un segretario generale confederale in un consiglio generale a Città di Castello e per questo ringraziamo per la sua partecipazione la segretaria generale Cisl Daniela Fumarola”. Sono le parole del coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Alto Tevere Antonello Paccavia che ha presieduto l’assise di oggi, 20 marzo 2026, e fatto gli onori di casa alla visita che ha preceduto l’incontro cislino. Prima dell’inizio dei lavori, infatti, la segretaria generale Cisl Daniela Fumarola e il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti con il sindaco di Città di Castello Luca Secondi e il direttore della scuola Marco Menichetti ed altri rappresentanti delle rispettive associazioni, istituzioni e strutture hanno visitato i luoghi della formazione della Bufalini, le classi dove si lavora e si studia da decenni, da oltre un secolo.
Il sindaco Secondi, ad apertura dei lavori, portando il saluto istituzionale, ha sottolineato: “La costituzione del coordinamento giovani della Cisl Umbria in questo luogo simbolo della formazione, la scuola di arti e mestieri Bufalini con oltre 117 anni di storia alle spalle è motivo di soddisfazione per le istituzioni, il comune di Città di Castello e San Giustino, soggetti fondatori della scuola assieme ad altre realtà comprensoriali. La presenza della segretaria generale Cisl Daniela Fumarola – ha ribadito – inoltre, rende ancora più significativo ed importante questo evento che affronta tra l’altro questioni di stringente attualità, legate allo sviluppo socio-economico dei territori. Buon lavoro e benvenuti nella nostra città”. Il primo cittadino ha ringraziato quindi il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti e i responsabili territoriali “per la presenza ed il lavoro che ogni giorno svolgono in sinergia con gli altri sindacati da sempre interlocutori fondamentali per le istituzioni”.
Il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti ha quindi aperto i lavori del Consiglio e, nel ribadire l’importanza di strutture come la Bufalini, sia in termini di incontro formazione – lavoro che in quelli di integrazione e sviluppo, ha spiegato ai presenti come fosse importante che in questo momento di transizione economica e sociale la Cisl Umbria avesse deciso di investire sui giovani, creando un coordinamento ad essi dedicato. “E’ da tempo che ci stiamo lavorando – ha aggiunto il segretario – e siamo consapevoli che per dare voce ai giovani è necessario che si dia vita a una struttura di raccordo, che dovrà essere propositiva per tutte le categorie, per approcciarsi ad un mercato del lavoro in forte e costante cambiamento. Un mercato del lavoro che si trova di fronte sfide che qualche anno fa sarebbero state impensabili, come quella dell’intelligenza artificiale. Cambiamenti che devono essere guidati e non subiti attraverso lo studio, l’approfondimento, idee e partecipazione”. Sempre con approccio partecipativo e di condivisione degli obiettivi, poi, per il segretario Manzotti si è aperta un’opportunità, quella della Zes: “Un’opportunità che va e che deve andare oltre i singoli campanili e deve essere colta nella sua portata dall’intero territorio regionale. Per fare questo sono necessari partecipazione e confronto: in altre parole, una strategia che permetta di sviluppare maggiormente il nostro sistema produttivo, a partire dal settore manifatturiero, e quindi creare nuovo lavoro. Un lavoro che deve essere contrattualizzato, ben retribuito e sicuro”.
Dopo un partecipato dibattito, a concludere i lavori è stato l’intervento della segretaria Daniela Fumarola: «L’Umbria è una regione con una storia produttiva importante, costruita su un tessuto diffuso di piccole e medie imprese, su tradizioni manifatturiere solide, su una cultura del lavoro che ha saputo resistere a più di una crisi. Ma negli ultimi anni la regione ha registrato performance peggiori rispetto alla media delle regioni del Centro Italia.
La produttività è in flessione, il sistema produttivo fatica ad innovare, le imprese – soprattutto le più piccole – si trovano strette tra costi energetici crescenti, difficoltà di accesso al credito e mercati sempre più instabili. L’ Umbria ha istruzione e università di qualità ma i giovani cercano altrove quello che qui non trovano: salari adeguati, prospettive di carriera, opportunità di costruirsi una vita.
Quando un territorio perde giovani non perde solo persone: perde energie, perde innovazione, perde futuro. Bene quindi che la Regione abbia introdotto incentivi per le imprese che stabilizzano i giovani con contratti coerenti con il loro profilo. Va nella direzione giusta. Ma da sola non basta: va inserita in una strategia più ampia che affronti il nodo dei salari, della produttività e soprattutto della qualità del lavoro offerto. Il riconoscimento dell’Umbria tra le regioni della ZES è una buona notizia. La CISL lo ha sostenuto fin dall’inizio e i dati sulla ZES Unica nel Mezzogiorno – autorizzazioni, investimenti – confermano che il modello funziona. Ma la ZES è uno strumento, non una bacchetta magica.
Perché produca effetti strutturali deve essere integrata in una strategia più ampia: fondi di coesione, programmazione europea, politica industriale. Deve diventare uno strumento di coesione territoriale, capace di creare filiere produttive solide e lavoro stabile e di qualità. Non solo agevolazioni fiscali a tempo. Il passaggio cruciale che ci aspetta è quello che si aprirà dopo il PNRR. Il Piano ha accelerato investimenti, aperto cantieri, messo risorse in movimento. Ma è temporaneo per definizione. Se non costruiamo continuità attraverso una strategia ed un metodo stabile di investimento , rischiamo uno stop-and-go che lascia incompiute le opere, spezza le filiere e crea nuova sfiducia. Non possiamo permettercelo. Né il Paese né l’Umbria. È proprio in questa fase che diventa ancora più centrale la nostra proposta di costruire un grande Patto sociale per lo sviluppo, il lavoro e la coesione del Paese. Non un semplice tavolo di confronto occasionale, ma un metodo stabile di dialogo tra istituzioni, imprese e parti sociali. Un patto capace di affrontare i nodi fondamentali del Paese: salari, politica industriale, formazione, welfare e qualità del lavoro. Anche per l’Umbria questo significa avviare un confronto tra istituzioni, parti datoriali e sindacati capace di affrontare le priorità concrete: il lavoro dignitoso, la riduzione delle disuguaglianze, la gestione delle crisi aziendali in un’ottica coordinata e non emergenziale».