Gubbio Cultura e Multiservizi, i sindacati: “Messa in liquidazione decisione inaccettabile

Gubbio Cultura e Multiservizi, i sindacati: “Messa in liquidazione decisione inaccettabile

Lo scorso 28 ottobre si è svolta presso la sala DigiPASS di Gubbio l’assemblea del personale della Gubbio Cultura e Multiservizi Srl, promossa da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, per analizzare la grave decisione dell’Amministrazione comunale di avviare la messa in liquidazione della società partecipata.

All’esito di questo incontro, il personale e le organizzazioni sindacali esprimono ferma contrarietà e profonda preoccupazione per una scelta calata dall’alto e approvata  tra malumori e distinguo dalla maggioranza in Consiglio Comunale.

“È inaccettabile – sottolineano le segreterie territoriali – che una crisi economico-finanziaria legata a fattori contingenti e straordinari — come il cantiere di Piazza Quaranta Martiri (che hanno già penalizzato la Farmacia Comunale) e i lavori in Piazza Grande, davanti  al Palazzo dei Consoli — venga bollata come “irreversibile”, anziché essere affrontata con un piano industriale di rilancio e risanamento sostenuto dai dati già positivi di gestione finanziaria del 2026”

Dietro la narrazione dell’ “atto dovuto”, le organizzazioni sindacali intravedono una volontà politica rinunciataria, che rischia di scaricare il peso delle criticità sulle spalle del personale e di aprire la strada allo spezzettamento e alla privatizzazione di servizi pubblici (Musei, IAT, Farmacia, DigiPASS).

Per questa ragione, sindacati e lavoratori ribadiscono la necessità di tutelare con forza  la gestione attuale e la qualità dei servizi per cittadini e turisti; la continuità occupazionale, i diritti e la dignità di tutto il personale; la trasparenza sulle prospettive future, pretendendo impegni vincolanti e non generiche rassicurazioni.

L’assemblea ha  inoltre deliberato all’unanimità di richiedere l’immediata convocazione di un tavolo di confronto urgente con l’Amministratore Unico Angelo Linci, il sindaco e il segretario comunale.

In assenza di un tempestivo riscontro, le organizzazioni sindacali e i lavoratori attiveranno ogni legittima iniziativa di mobilitazione e protesta a difesa dell’occupazione e del patrimonio pubblico della città.