Simone Liti alla guida della Fim Cisl Umbria

Nella foto il segretario generale Fim Cisl Nazionale Roberto Benaglia con il segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti

Simone Liti è il segretario generale Fim Cisl Umbria, con lui – oggi 10 giugno 2021 al Consiglio Generale della categoria dei metalmeccanici umbri, che si è tenuto a Massa Martana – sono stati eletti: Andrea Calzoni, Emilio Trotti e Antimo Zucchetti. 

Presenti i vertici dell’organizzazione: ai lavori hanno partecipato il segretario generale Fim Cisl Nazionale Roberto Benaglia e il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti. Il neo segretario generale ha ringraziato la squadra che in questi anni di attività lo ha supportato, chi ha manifestato il proprio consenso nel corso delle votazioni e il segretario uscente Adolfo Pierotti, “con il quale ho condiviso otto anni di attività”.

Quella di Liti sarà una Fim Cisl forte, presente e leale per una Cisl forte e attenta a tutte le trasformazioni in atto. Trasformazioni che il segretario intende guidare e vivere da protagonista per un’Umbria in forte difficoltà: “Da maggio 2020, in base ad uno studio di Banca l’Italia – sottolinea – la nostra regione ha visto precipitare il Pil pro capite di circa il 30 per cento”. Liti vede nei fondi europei, nel Next Generation Eu, una delle strade da percorrere per cercare di dare risposte in termini di ripresa e sviluppo, ma soprattutto di risposte concrete ai lavoratori. “Nonostante il blocco dei licenziamenti – afferma il segretario – c’è chi si è trovato fuori dal mercato del lavoro, alimentando frange di già esistente povertà e disuguaglianze sociali”. Il riferimento esplicito, nella relazione, è stato a chi in questo periodo era contrattualizzato a termine, a chi aveva un contratto in somministrazione e all’occupazione femminile. “Tante donne – precisa – si sono trovate a dover scegliere tra il lavoro e la famiglia”. 

Il segretario non ha presentato nessuna facile ricetta, ma nella consapevolezza della complessità del contesto in essere, inasprito dalle conseguenze della pandemia, il segretario generale della Fim dell’Umbria indica, tra le altre cose, la formazione e la bilateralità come due opportunità di rilancio e sostegno per un’occupazione stabile di qualità. “Dobbiamo non solo stare a guardare, ma guidare con le nostre idee, proposte e competenze la Transizione Ecologica e Digitale”. Chiarisce da subito Liti che, nella sua prima relazione alla guida della categoria dei metalmeccanici umbri, richiama l’attenzione sulla competitività di sistema, che “deve essere incrementata attraverso la riqualificazione della pubblica amministrazione e il miglioramento delle infrastrutture materiali, immateriali e viarie”. Per un’industria 4.0, che deve caratterizzare anche le piccole e medie imprese umbre, serve maggiore e migliore concertazione, anche e soprattutto di secondo livello, welfare aziendale, una concertazione reale con le istituzioni e politiche attente all’ambiente e al territorio. 

La Fim Cisl Umbria con il segretario generale Fim Cisl Nazionale Roberto Benaglia e la segreteria Cisl Umbria (Angelo Manzotti, Simona Garofano e Gianluca Giorgi)

A sottolineare l’importanza del settore metalmeccanico per l’Umbria e per il suo Pil è stato il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti che è ritornato sulla strategicità della contrattazione di secondo livello: “Questa deve trovare spazio in tutte le realtà produttive per rinforzare il welfare aziendale”. Riguardo alla situazione di difficoltà che sta attraversando l’Umbria, Manzotti torna a rivolgersi alla Regione: “Serve un piano con le istituzioni e le parti datoriali per definire un nuovo modello di sviluppo regionale – afferma Manzotti -. Per questo serve maggiore concertazione in modo che si possa cogliere a pieno l’opportunità offerta dal PNRR e dalla programmazione europea”. Il segretario della Cisl Umbria ha augurato buon lavoro a Simone Liti e alla sua squadra: “Per tutelare le lavoratrici e i lavoratori – conclude – ci vuole maggiore sinergia tra le categorie e tra le categorie e la Cisl: una visione confederale che non lasci indietro nessuno”.

I complimenti e gli auguri di buon lavoro al nuovo segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti e alla nuova segreteria, composta da Andrea Calzone, Emilio Trotti e Antimo Zucchetti, sono arrivati dal segretario generale Fim Cisl Nazionale Roberto Benaglia che è intervenuto ai lavori umbri. “La contrattazione – ha affermato -, anche in questo momento di difficoltà, deve continuare a garantire i lavoratori ma attraverso forme diverse”. Per il segretario generale della Fim Cisl Nazionale per essere rappresentativi è importante fare lavoro di squadra: “E’ giusto procedere in sinergia con la Cisl e, in virtù di questo, abbiamo di recente sottoscritto un accordo con la categoria della Felsa Cisl per riuscire a dare continuità rappresentativa tra i lavoratori in somministrazione e quelli direttamente assunti dalle aziende. Inoltre, abbiamo sottoscritto un accordo con il Patronato Inas. Ai nostri lavoratori – ha spiegato – vogliamo dare risposte veloci ed efficienti anche attraverso il delegato dei servizi”.

Concorso centri per l’impiego, i sindacati scrivono all’assessore Fioroni: riconoscere competenze acquisite dai navigator

Chiedono “garanzie per il riconoscimento delle competenze acquisite dai navigator, in vista della definizione del percorso concorsuale pubblico per il rafforzamento dei Cpi”. I sindacati dei lavoratori atipici, che rappresentano i navigator in Umbria, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil, hanno scritto all’assessore regionale Michele Fioroni per rimarcare ancora una volta come “questi lavoratori siano già vincitori di concorso anche se con un’agenzia privata che però opera in regime di quasi monopolio con il pubblico”.
“Chiediamo che per questi lavoratori si definisca una valutazione del percorso in ragione dell’esperienza maturata – scrivono i segretari dei tre sindacati, Vanda Scarpelli, Rocco Ricciarelli e Roberta Giovannini -. Questione peraltro già comunicata all’assessore Fioroni e su cui si era definita una convergenza di intenti”. I sindacati chiedono dunque un incontro urgente per definire nel percorso concorsuale “le articolazioni utili al riconoscimento del lavoro svolto dai navigator e dell’acquisita professionalità”.
“Non vorremmo che questa regione stesse sbattendo la porta in faccia a chi ha alacremente portato avanti le politiche attive e il reddito di cittadinanza durante il periodo della pandemia”, concludono Scarpelli, Ricciarelli e Giovannini.

“Fai bella l’Italia”: torna il tradizionale appuntamento della Fai Cisl Nazionale dedicato all’ambiente. In Umbria in riva al lago di Piediluco

Fai bella l’Italia”: torna il tradizionale appuntamento della Fai Cisl Nazionale, dedicato all’ambiente e alla sua cura, che si terrà in tutta Italia. In Umbria l’iniziativa per la cura dell’ambiente si terrà domani, 4 giugno 2021, in riva al lago di Piediluco, nel parco adiacente il parcheggio Vincenzo Noceta a partire dalle ore 10,00.
 
“Come gli anni passati – afferma il segretario generale Fai Cisl Umbria, Simone Dezi– ci dedicheremo a pulire uno degli spazi verdi dell’Umbria. Sarà un’occasione per stare insieme, all’aria aperta, all’insegna del contatto e del rispetto della natura: un patrimonio che è volano di sviluppo per il territorio e ricchezza che dovremo consegnare alle nuove generazioni”.
 
La terza edizione della Giornata nazionale Fai Cisl per la Cura dell’Ambiente, iniziativa del sindacato agroalimentare nata per sensibilizzare cittadini, imprese e istituzioni verso la salvaguardia del territorio, si svolgerà a Napoli il prossimo 5 giugno.

Gianluca Giorgi (Fit Cisl Umbria): “Da apprezzare il risanamento della rete viaria umbra, ma Anas Umbria deve rinforzare la prima linea”

Nella foto il segretario generale Fit Cisl Umbria Gianluca Giorgi

La Fit Cisl Umbria esprime grande preoccupazione per la situazione che si sta verificando all’interno di Anas Umbria. “La prima linea di Anas, rappresentata dai cantonieri – spiega il segretario generale Fit Cisl Umbria, Gianluca Giorgi – è fortemente sottodimensionata. Basti pensare che, per monitorare, sorvegliare ed intervenire su tutte le strade dell’Umbria, comprese quelle gestite in precedenza da altri enti (Provincia) ed ora rientrate ad Anas, ci sono soltanto 48 dipendenti. Numero, questo – precisa il sindacalista -, destinato a diminuire per effetto dei prossimi pensionamenti, che non saranno ricoperti da nuove assunzioni”.

Un esempio su tutti: il raccordo autostradale “Bettolle–Perugia”, con un’intensità di traffico giornaliero importante, è seguito soltanto da tre persone, invece delle cinque previste. “Numero non adeguato – commenta Giorgi – per una strada a quattro corsie e per le schede sulla sicurezza imposte dalla stessa Anas”. Prosegue Giorgi: “Anas per far fronte alla carenza di personale agisce principalmente utilizzando lo strumento dell’interim. D’altra parte – sottolinea – Anas non può pensare di sopperire ad una tale mancanza di personale utilizzando l’interim, in base al quale le squadre hanno più tronchi di strada da gestire e stigmatizza la necessità di ripristinare condizioni di sicurezza, senza le quali non si può procedere a realizzare interventi efficaci”.

Inoltre, Giorgi vorrebbe conoscere il motivo per cui non si procede alla stabilizzazione dei dieci dipendenti che Anas assume per il periodo invernale: “Sarebbe così possibile – precisa – implementare il numero dei cantonieri, internalizzando lavori che altrimenti devono essere affidati a ditte esterne, con conseguente aggravio di costi, come accade in questo momento”.

Situazione analogamente critica è vissuta dai tecnici di Anas. “Geometri ed ingegneri – afferma il segretario – da anni subiscono un aumento degli incarichi per la gestione dei numerosi cantieri e sono chiamati ad intervenire 24 ore su 24, con l’assunzione di responsabilità sia civili che penali”.

La Fit Cisl, pur apprezzando i lavori di risanamento della rete viaria umbra, chiede che tutto questo si realizzi, non a spese dei lavoratori e della loro sicurezza.

Fit Cisl Umbria
Perugia, 3 giugno 2021

Francesco Ferroni alla guida dei pensionati del territorio perugino

Nella foto da sinistra: il segretario generale Fnp Cisl Umbria Luigi Fabiani, il segretario Fnp Cisl Nazionale Girolamo Di Matteo e il coordinatore territoriale Fnp Cisl del perugino Francesco Ferroni

Francesco Ferroni alla guida dei pensionati di Perugia: ad eleggerlo questa mattina, 31 maggio 2021, il Consiglio Direttivo della Fnp Cisl del territorio perugino. A lui sono andate le congratulazioni della Fnp Cisl Umbria e del suo segretario generale Luigi Fabiani, della segreteria Cisl Umbria e di Girolamo Di Matteo, segretario Fnp Cisl Nazionale, presente ai lavori. Il coordinatore territoriale Fnp Cisl del Perugino, Francesco Ferroni, ringraziando per la sua elezione, ha sottolineato come la sua azione si caratterizzerà per un lavoro sinergico con la Cisl e la federazione dei pensionati, a livello nazionale e regionale.
I lavori, presieduti dal responsabile Rls zona del Lago Franco Righetti, si sono aperti con le dimissioni del rappresentante dei pensionati del territorio perugino, Luigi Fabiani, chiamato a nuovo incarico (di recente eletto alla guida della Fnp Cisl Umbria), e hanno visto l’intervento del segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti: “Dobbiamo portare la concertazione in tutti i territori – ha affermato Manzotti-, per la difesa dei servizi per tutelate i pensionati e i lavoratori”.
La Cisl Umbria – alla riunione perugina hanno partecipato anche i membri di segreteria Gianluca Giorgi e Simona Garofano – è ritornata sull’esigenza di una sanità pubblica e universale. “Dovremo partire dalle esigenze delle persone, da quello che gli umbri chiedono – ha detto Manzotti ai presenti -. Le risposte devono arrivare dal territorio, da strutture protette e dalle case della salute. Questo anche per abbattere le troppo lunghe liste d’attesa. Così da diventare una regione attrattiva anche da questo punto di vista. Questo è un processo necessario, che serve anche per recuperare lavoro ed occupazione persi durante la pandemia ma anche a causa di problemi strutturali pregressi. Il PNRR sarà lo strumento cardine per rilanciare l’economia umbra, ma non sufficiente: ecco perché la formazione, la riqualificazione e le politiche attive diventano leve strategiche di sviluppo”. Il segretario Manzotti ha quindi rinnovato alla Regione la richiesta di una maggiore concertazione: “Solo attraverso il confronto potremo creare le premesse per riuscire a creare opportunità per i nostri giovani. Un futuro per l’Umbria”.
Sostenere i giovani, in un’ottica di dialogo intergenerazionale, e rivedere la tassazione delle pensioni: tra le priorità indicate dal segretario Fnp Cisl Nazionale Girolamo Di Matteo che, nelle conclusioni del direttivo, ha puntato l’attenzione sul futuro delle nuove generazioni e sulla rivalutazione delle pensioni, oltre che sulla necessità di una riforma fiscale. “La famiglia e i giovani vanno sostenuti – ha affermato – per dare futuro e nuova energia al nostro Paese, che sta invecchiando. Le difficoltà nella sanità già esistevano prima della pandemia, che si sono con essa aggravate. Non dobbiamo abbassare la guardia su questo settore: devo ringraziare la confederazione per il lavoro di miglioramento del processo concertativo per il sostegno dei servizi a livello nazionale e nei territori”. Riguardo alla non autosufficienza, il segretario ha ribadito che le risorse ci sono: “Ma adesso manca la legge: questa deve essere approvata entro l’anno. Siamo a buon punto e ciò è frutto anche del nostro impegno profuso negli anni”.

Fai Cisl Umbria: Simone Dezi eletto segretario generale regionale

Simone Dezi è il nuovo segretario generale della Fai Cisl Umbria, categoria degli agro-alimentaristi. Ad eleggerlo è stato il Consiglio Generale della federazione regionale riunitosi oggi 28 maggio 2021 a Bevagna, Perugia, in presenza dei segretari nazionali Raffaella Buonaguro e Patrizio Giorni, del segretario generale della Fai Cisl nazionale Onofrio Rota, e della segreteria regionale della Cisl Umbria guidata da Angelo Manzotti. Dopo il saluto del segretario generale uscente della Fai Cisl Umbria Dario Bruschi e della sua segreteria, composta da Eros Mincigrucci ed Eulalia Caprio, il Consiglio ha eletto Simone Dezi e come componenti di segreteria Massimiliano Binacci, Francesco Bonini, Anna Rita Boila, Loreto Fioretti.

“Potrò contare su una squadra di grande esperienza e cuore: continueremo insieme a dare voce e tutele ai lavoratori. Insieme a noi lavorerà anche Serena Bergamaschi, che in questi mesi abbiamo già potuto apprezzare per le sue competenze, proprio come tutti i delegati che ci rappresentano nei luoghi di lavoro”, ha sottolineato il nuovo segretario Dezi, ringraziando il consiglio per la fiducia manifestata, Dario Bruschi per il lavoro svolto negli anni assieme alla segreteria e per gli insegnamenti alla luce dei valori cardine a tutela dei lavoratori, la Fai Cisl nazionale e la Cisl Umbria per aver sempre sostenuto la categoria.

L’impegno della nuova segreteria sarà in continuità con le precedenti segreterie, ma utilizzando anche nuovi strumenti per dar vita a un progetto di Fai Cisl Umbria 4.0. Nel sottolineare questo, Dezi ha ricordato la strategicità del settore agroalimentare: “Durante il lockdown questi lavoratori sono stati fondamentali per la tenuta del Paese, nei mesi successivi però non c’è stato un immediato riconoscimento: c’è voluto un grande impegno della Fai Cisl nazionale per riuscire sia a rinnovare il Ccnl dell’industria alimentare che ottenere il bonus agricolo per i lavoratori stagionali”. Nella sua relazione il nuovo segretario ha parlato del binomio tra sostenibilità e ricerca del bene comune, attingendo al convegno nazionale della Fai Cisl e della sua Fondazione “Transizione ecologica, bene comune. L’Italia del Manifesto d’Assisi”, che si è svolto ieri ad Assisi. “Per sviluppare un’area bisogna prima curarla e prevenire danni, in Umbria sono disponibili 4 milioni di euro per il dissesto idrogeologico, fondi che arrivano dall’Europa e che potrebbero essere anche volano di nuova occupazione”, ha detto Dezi, che poi rivolgendosi alla Regione ha sottolineato anche l’esigenza di sottoscrivere un protocollo contro il caporalato per tutelare i lavoratori agricoli. 

“Con Dario Bruschi – ha detto il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti – c’è sempre stata trasparenza, è stato un bravo sindacalista anche perché ha saputo costruire la continuità della federazione. Dobbiamo fare formazione per essere sempre all’altezza del confronto nella tutela dei lavoratori e aprire le porte dell’organizzazione ai giovani: la Cisl è dei lavoratori e deve trovare nuova linfa nelle nuove generazioni. Il vecchio mondo del lavoro non esiste più e per questo dobbiamo creare le premesse per un ammortizzatore sociale universale. Anche per questo oggi stiamo manifestando a Roma. Anche in Umbria, in particolare con la Regione, dobbiamo far riscoprire alle istituzioni lo spirito della concertazione. Il PNRR è uno degli strumenti per dare risposte importanti, per arginare l’aumento della disoccupazione che non è effetto solo della pandemia, ma anche di problemi regressi. Per questo la Regione ci deve ascoltare, dobbiamo concertare soluzioni, anche per riuscire a dare risposte concrete ai giovani in cerca di lavoro e ai Neet, ossia chi non studia e non cerca lavoro. Nella nostra regione rimane centrale il territorio e il suo sviluppo. Con questa visione facciamo gli auguri di buon lavoro al nuovo segretario Simone Dezi e alla segreteria oggi eletta”.

“Siamo tutti emozionati – ha detto il segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota, in conclusione dell’evento – nel salutare e ringraziare Dario Bruschi, sindacalista infaticabile che ha saputo affrontare con pazienza e coinvolgimento anche tante vertenze non facili, guardando sempre al bene dei lavoratori e alle loro opportunità di crescita umana e professionale. A Simone Dezi e alla nuova segreteria regionale un grande in bocca in lupo, siamo consapevoli dell’esperienza e della profonda conoscenza del territorio che Simone ha maturato: è la persona più adatta a raccogliere il testimone per consolidare la rappresentanza dei lavoratori e valorizzare il ricambio generazionale avviato in federazione in questi ultimi anni”.

Transizione ecologica, bene comune. L’Italia del Manifesto di Assisi

Si svolgerà giovedì 27 maggio alle ore 15 ad Assisi il seminario dal titolo “Transizione ecologica, bene comune. L’Italia del Manifesto di Assisi”, organizzato dalla Fai Cisl insieme alla sua Fondazione Studi e Ricerche.
Dopo i saluti dell’On. Ilaria Fontana, Sottosegretaria al Ministero della Transizione Ecologica, di Angelo Manzotti, Segretario generale USR Cisl Umbria e di Dario Bruschi, Segretario generale Fai Cisl Umbria, interverranno all’incontro Padre Enzo Fortunato, Portavoce del Manifesto di Assisi, Ermete Realacci, Portavoce del Manifesto di Assisi e Presidente di Symbola, Leonardo Becchetti, Docente di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata, e il Segretario Generale della Fai Cisl nazionale Onofrio Rota.

“La pandemia – afferma Rota – si è sovrapposta alla crisi climatica e ha reso ancora più urgente il bisogno di un nuovo modello sociale che faccia leva sulla sostenibilità ambientale, e a tutti i corpi intermedi spetta una responsabilità enorme nell’indirizzare questa transizione a favore del bene comune. Un obiettivo affrontato in profondità da Papa Francesco con l’Enciclica ‘Laudato sì’, che a sei anni esatti dalla sua scrittura rimane un messaggio di straordinaria attualità per orientare imprese, parti sociali e istituzioni verso uno sviluppo partecipato e integrale, rispettoso della dignità della persona e del valore del lavoro”.
L’incontro, moderato da Vincenzo Conso, Presidente della Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche, si terrà nella Sala stampa del Sacro Convento di Assisi e sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook e Youtube della Fai Cisl nazionale.

Il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, richiamando alla mente San Francesco e il suo Cantico delle Creature, sottolinea l’appropriatezza del luogo scelto a livello nazionale per trattare di ambiente e sostenibilità. “Oggi – sottolinea il segretario della Cisl Umbria – trattare di sostenibilità significa intersecare e trovare il giusto equilibrio tra lavoro, ambiente e inclusione sociale. Il Pnrr è lo strumento utile per riuscire a trovare un modello di sviluppo che tenga conto di tutti questi aspetti, che sono perseguibili solo attraverso la concertazione e che sono necessari per il perseguimento del bene comune”.

* L’accesso in sala sarà garantito secondo le norme Covid. Per accreditarsi, scrivere a stampafaicisl@cisl.it.

Cgil, Cisl e Uil Umbria sotto la prefettura di Terni per dire: “Basta morti sul lavoro”.

Con il presidio di questa mattina (24 maggio 2021) a Terni, prosegue la mobilitazione dei sindacati confederali per ribadire l’importanza della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e l’urgenza di risposte certe per un tema che continua ad essere di grande attualità. Dopo essere scesi in piazza a Perugia, in piazza Grande a Gubbio e di nuovo a Perugia, aver incontrato il prefetto nella città capoluogo, Cgil, Cisl e Uil Umbria hanno riportato all’attenzione pubblica, dei giornalisti e all’incontro con il Prefetto di Terni il drammatico tema delle “strage nei luoghi di lavoro”. 

“Ci vuole un piano nazionale dedicato alla sicurezza” hanno ribadito i sindacati che hanno anche riportato al rappresentante del governo le forti preoccupazioni rispetto alle ipotesi di deregolamentazione sugli appalti, presenti nel decreto semplificazioni. “Così si generalizza il massimo ribasso e si liberalizzano i sub-appalti senza limiti – hanno osservato i rappresentanti dei tre sindacati – In questo modo si antepone il profitto alla qualità e alla sicurezza, ma non può essere questa la leva per costruire un nuovo modello di sviluppo che, oltre a porre attenzione all’ambiente e all’innovazione tecnologica, dovrebbe basarsi anche sulla coesione sociale”. Cgil, Cisl e Uil hanno poi ribadito gli obiettivi chiave della mobilitazione nazionale: raggiungere un accordo per la sicurezza tra Esecutivo, enti locali, enti preposti e parti sociali; condizionare le risorse del Pnrr destinate alle imprese al rispetto dei contratti e delle norme su salute e sicurezza, con la previsione di una patente a punti; formazione e assunzioni per garantire prevenzione, ispezioni e controlli; valorizzare la contrattazione e rafforzare la rappresentanza sindacale in tutti i luoghi di lavoro.

Castel Ritaldi: chiuso l’ultimo sportello bancario. Il segretario Francesco Marini (First Cisl Umbria): “Siamo solidali con la popolazione. Noi a sostegno degli istituti bancari nelle piccole e medie realtà regionali”

Nella foto di repertorio il segretario generale First Cisl Umbria Francesco Marini

Prendiamo atto, con rammarico, che la manifestazione tenutasi a Castel Ritaldi per denunciare la chiusura dell’ultimo ed unico sportello bancario presente sul territorio, non fosse estesa a tutte le sigle sindacali, dal momento che, la First CISL, che ho l’onore di rappresentare, non è stata inviata. Una constatazione amara, soprattutto perché esclude chi, come noi, in questi anni, è stato sempre in prima linea nella battaglia per difendere la presenza dei servizi bancari, in tutte le piccole e medie realtà regionali. Ci dispiace non aver partecipato, anche perché, a fronte di una parata di politici, anche di rango regionale, che a suon di selfie, si sono ritrovati a Castel Ritaldi, avremmo colto l’occasione per chiedere come mai solo oggi ci si accorge degli effetti che, alcune importanti operazioni bancarie, hanno determinato nella nostra regione. In questi anni, con numerosi articoli ed interventi, abbiamo denunciato e chiesto pubblicamente alle istituzioni regionali, per la verità, dei diversi schieramenti politici, di incontrare le forze sindacali su alcune importanti e delicate questioni che hanno interessato gli istituti di credito del territorio. In ordine di tempo, l’ultima e più eclatante ha riguardato la vicenda della Cassa di risparmio di Orvieto, ma ne potremmo citare altre. Tuttavia, dalle istituzioni, purtroppo, non abbiamo mai ricevuto risposta. Come sempre, poi, si prova a chiudere la stalla, quando i buoi sono usciti. Siamo pertanto solidali con i cittadini dei territori ( Castel Ritaldi è uno, ma non l’unico) che stanno vivendo il disagio provocato dalla chiusura di uno sportello bancario. E ci continueremo a battere nelle sedi opportune affinché si trovino soluzioni che invertano questa prassi sempre più di moda. 

Ma dobbiamo anche constatare che questi episodi non sono la causa, ma l’effetto di tante scelta, di cui, chi poteva e doveva, non si è occupato. 

Francesco Marini

Segretario generale First CISL Umbria

La Cisl Umbria dice no al bullismo

CISL UMBRIA: “DOBBIAMO LAVORARE AFFINCHE’ SI OPERI IN SINERGIA CON LE ISTITUZIONI, PROFESSIONALITA’ DEL SETTORE, INSEGNANTI, FAMIGLIE E FORZE SOCIALI”

“Il caso di bullismo ai danni di alcune giovani ragazze in cura presso il centro per l’anoressia nella città di Todi, non deve essere enfatizzato, ma, allo stesso tempo, deve accendere un campanello di allarme in tutto noi”. Per la Cisl Umbria il caso tuderte mette in correlazione due spaccati molto complessi e drammatici dell’universo giovanile: da una parte il tema dei disturbi alimentari, sempre più frequenti negli adolescenti, dall’altra, il fenomeno del bullismo, che, l’Istat ci dice essere in continua crescita nel nostro Paese.
“A preoccuparci – ribadisce la Cisl Umbria – è il disagio di molti giovani, che in questo periodo di isolamento si è certamente acuito, e che in termini lavorativi si registra con il numero sempre più consistente dei Neet, ossia di chi non studia e, sfiduciato, non cerca lavoro”. Un quadro generazionale preoccupante, per la Cisl Umbria, su cui non si può non tentare di indagare su ragioni e cause.
“È opinione scientifica – prosegue la Cisl Umbria – come la pandemia con le sue conseguenze in termini sociali, economici e di necessarie restrizioni, come la chiusura di scuole, centri aggregativi e blocco delle attività sportive non possa non incidere sul percorso di crescita dei nostri giovani, che, in alcuni casi, trovano nell’aggressività, nella violenza, nella vessazione, una forma di reazione al proprio malessere. E in molti casi a subire questi comportamenti sono i soggetti più deboli, più introversi, incapaci di reagire e difendersi. Sappiamo perfettamente – aggiunge – che questi fenomeni vengono da lontano e la pandemia ha solo acuito comportamenti da condannare e per i quali il nostro comparto Scuola, da anni, si interessa in termini preventivi per contrastare il bullismo, nelle sue diverse declinazioni”.
La Cisl Umbria ribadisce che “il tema è di portata sociale talmente amplia, che lo stesso deve essere affrontato da ogni versante della rappresentanza sindacale, lavorando affinché, per affrontare il problema, entrino in sinergia istituzioni, professionalità del settore, insegnanti, famiglie e forze sociali. Questo perché i fattori che determinano il crescente malessere nelle giovani generazioni spesso nascono all’interno del nucleo familiare a causa di problemi legati al lavoro dei genitori, alla scarsa presenza, alla mancanza di dialogo e alla gestione economica della famiglia, che sono, in molti casi, effetto di carenze strutturali e sociali del nostro Paese. Ma soprattutto non possiamo ignorare che anche nella nostra regione i fenomeni legati al bullismo siano ormai una realtà e vadano combattuti con il massimo impegno”.

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