Cisl Fp Umbria: “Bene relazione commissione difesa, ora fatti concreti per stabilimenti Terni e Baiano di Spoleto”

“Soddisfazione per la Relazione n. 257 approvata all’unanimità dalla IV Commissione Difesa che accende una luce importante sulla grave situazione in cui versano gli stabilimenti militari dell’Umbria. Ora però tutte le istituzioni, a cominciare proprio dal Ministero della Difesa, facciano la propria parte per attualizzare quanto indicato dalla Commissione”. E’ questo il commento con cui il responsabile FP Cisl Umbria, Luca Talevi,  e il coordinatore regionale Difesa Cisl, Mario Pragliola, hanno salutato la fine dei recenti lavori della Commissione Difesa presieduta dalla Senatrice Laura Garavini.

“La Risoluzione” dicono ancora Talevi e Pragliola “è un documento molto puntuale, chiaro e concreto su quello che c’è da fare per non vedere definitivamente perse queste due strutture che rappresentano, ognuna nel proprio settore, delle vere eccellenze. Abbiamo apprezzato – continuano- come la Commissione della Presidente Garavini ha messo in evidenza non solo il ruolo strategico di queste realtà ma anche come sarebbe pericoloso demandare la manutenzione degli assetti militari solo al privato. Da sempre la Cisl rivendica che la manutenzione e il controllo di armamenti, assetti ed equipaggiamenti resti nelle mani del Dicastero, ovvero delle strutture industriali a ciò deputate”.

Lo studio elaborato dalla IV Commissione Difesa ha accertato come, per la sola area industriale che fa capo al Comando Logistico dell’Esercito, di cui fa parte anche il PMAL di Terni, entro il 2024 saranno 1.733 i posti persi rispetto a quanto previsto nelle tabelle organiche.

“Il rischio ancor più grave e attuale -continuano Talevi e Pragliola- è la prossima perdita di conoscenze tecnologiche, visto che l’età media del personale civile si attesta a 59 anni. C’è quindi bisogno di nuove assunzioni che, come messo in risalto dalla senatrice Garavini, non può essere sopperita con l’inserimento del personale militare non più idoneo al servizio”.

“Sappiamo di un Progetto industriale che potrebbe rilanciare i due stabilimenti umbri, progetto che abbiamo condiviso e che siamo pronti a portare all’attenzione della Presidente Garavini. Il rilancio dell’area industriale della Difesa, ed in particolare quella dell’Esercito non è più procrastinabile. Con ciò ci aspettiamo che ognuno, a cominciare dalla Regione dell’Umbria, parlamentari del territorio, enti locali e nazionali, faccia la propria parte”.

Sanità, la manifestazione unitaria regionale. Talevi (Cisl Fp Umbria): “Le nostre ragioni confermate anche dai dati della Banca d’Italia”

I dati della Banca D’Italia, aggiornati al 30 giugno 2020, analizzati dalla Fp Cisl Umbria, denotano un quadro della Sanità e degli enti territoriali umbri degni di estrema attenzione ed alla base della mobilitazione sindacale unitaria del 7 luglio.

“L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha evidenziato come l’Umbria, nonostante una dotazione complessiva di posti letto superiore alla media nazionale tra regioni a statuto ordinario, aveva, prima dell’emergenza Covid, un divario negative , con specifico riferimento ai posti letto in terapia intensiva ( 7,9 contro 8,6 di media nazionale ogni 100.000 abitanti)”. A dichiararlo il responsabile della Cisl Fp Umbria Luca Talevi (nella foto), che sarà presente alla manifestazione di Perugia.

Intervento del responsabile Cisl Fp Umbria Luca Talevi

Sanità: l’attivo unitario si terrà a Perugia in piazza Italia il prossimo 7 luglio

Sanità umbra: martedì a Perugia gli “eroi” scendono in piazza 
 

La fase dei medici e infermieri “eroi” da sostenere e premiare è già finita ed esplodono le contraddizioni e le criticità di una politica sanitaria regionale che non sembra aver “imparato la lezione” impartita dall’emergenza coronavirus. È per questo che martedì 7 luglio dalle ore 9.30 le lavoratrici e i lavoratori della sanità umbra saranno in piazza a Perugia, sotto la sede della Regione (piazza Italia, ore 9.30) in assemblea con Cgil, Cisl e Uil, per manifestare e mettere a nudo i tanti problemi irrisolti che attraversano il settore e soprattutto la mancanza di un confronto su organizzazione e programmazione delle attività in questa nuova fase dopo il picco dell’emergenza Covid-19. 

“Da mesi ci viene promessa l’apertura di un confronto per una riorganizzazione che valorizzi la sanità pubblica e garantisca sicurezza a lavoratori e cittadini – affermano Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, i sindacati dei lavoratori pubblici – ma a questa promessa non sono seguiti i fatti. La nostra sanità pubblica e territoriale ha dimostrato nell’emergenza Coronavirus tutta la sua efficienza, dovuta alla grande professionalità e disponibilità di tutto il personale sanitario. Ora però bisogna procedere al potenziamento degli organici e ad una riorganizzazione che rafforzi e non indebolisca la sanità pubblica sul territorio, strumento fondamentale contro la diffusione delle pandemie e unico sistema realmente in grado di rispondere alle esigenze di prevenzione e cura dei cittadini”.
 
Tra i punti che i sindacati mettono alla base della mobilitazione c’è anche la riduzione dei tempi di attesa per i cittadini che accedono ai servizi sanitari, tempi che si sono dilatati ulteriormente dopo l’emergenza degli ultimi mesi: “Riteniamo fondamentale individuare e condividere strumenti che possano ridurre queste attese e garantire le prestazioni del servizio sanitario pubblico, perché il Covid non può diventare la scusa per la privatizzazione della sanità”.
 
E a proposito di accesso ai servizi sanitari pubblici e di liste d’attesa, martedì in piazza a Perugia ci saranno anche i lavoratori di Umbria Salute, la partecipata della Regione che si occupa delle prenotazioni medico-sanitarie, al cui interno circa 180 lavoratrici e lavoratori precari con contratti in scadenza rischiano di perdere il lavoro. 

I lavoratori del Gruppo BancoBPM chiedono con forza l’immediata e totale riapertura di tutti gli sportelli

Nella foto: Il segretario generale First Cisl Umbria Francesco Marini

A distanza di quasi 2 mesi dalla fine del lockdown, mentre tutte le produzioni sono ripartite e la gran parte della concorrenza ha ripreso a pieno l’ attività, BancoBPM non riapre circa 250 filiali sul territorio nazionale, chiuse apparentemente per l’emergenza covid. Questa situazione sta determinando una forte concentrazione di personale e clientela nelle filiali aperte limitrofe a quelle chiuse, accresciuto rischio contagio, carichi di lavoro insostenibili, disservizi e conseguenti forti tensioni con la clientela, che sono già purtroppo sfociate in aggressioni verbali, fisiche e danneggiamenti al patrimonio. Numerosissime le istanze pervenute da singoli clienti, associazioni, istituzioni locali che chiedono la riapertura delle filiali del proprio territorio. La forte concentrazione degli sportelli chiusi in territori poco colpiti dal virus, la presenza di numerose filiali con grandi spazi interni, la comune piccola dimensione commerciale degli sportelli, ci fanno però pensare che queste chiusure poco o nulla abbiano a che fare con la tutela della salute di personale e
clientela. Nessun impegno alla completa riapertura da parte dell’ Azienda se non per fine anno, una prospettiva commerciale davvero poco credibile. Tutto questo mentre l’ AD Castagna dichiara che il Piano Industriale presentato a marzo è di fatto sospeso e che le filiali in chiusura saranno di più delle 200 precedentemente dichiarate. Quello che possiamo leggere nelle scelte di BancoBPM e dalle dichiarazioni stampa dell’ AD Castagna è soltanto una pervicace ricerca della riduzione dei costi, un progressivo abbandono del modello di banca del territorio verso un modello più automatizzato di servizio a distanza, senza peraltro vedere traccia di adeguati investimenti tecnologici. La prospettiva occupazionale e di sostegno alle economie locali del terzo gruppo bancario nazionale ne uscirebbe fortemente compromessa. Per questo le OO.SS. delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo BancoBPM chiedono con forza l’immediata e totale riapertura di tutti gli sportelli, sostengono tutte le istanze di clienti e istituzioni per mettersi totalmente al servizio del paese, impegnando tutte le capacità produttive e commerciali, senza lasciare indietro nessuno, a partire dai territori più svantaggiati, soprattutto in questo momento di particolare bisogno di credito di imprese e privati.

Milano, 26 giugno 2020
Coordinamenti Gruppo Banco BPM
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Comunicato stampa del 26 giugno 2020

Cuneo fiscale: i risultati del nostro impegno

Dalla retribuzione del mese di luglio molti lavoratori dipendenti percepiranno un beneficio fiscale. Il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti: “Si tratta di un primo e importante risultato: la Cisl – puntualizza – da tempo è impegnata per una vera e propria riforma fiscale”.

First Cisl Umbria: “La pandemia ha evidenziato il ruolo sociale dei bancari e della funzione svolta”

Il Comitato esecutivo regionale della First Cisl, riuniti nei giorni scorsi ad Assisi presso la Domus Pacis, ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2019. Dopo l’introduzione del segretario generale regionale Francesco Marini, la precisa e puntuale relazione del consiglio sindacale e la relativa presentazione delle specifiche voci di bilancio, il comitato ha approvato l’atto. Particolare apprezzamento è stato espresso per l’attività svolta, evidenziando la trasparenza e la correttezza con cui si è gestita l’attività di segreteria e i risultati ottenuti nel corso dell’anno. Il dibattito è seguito con una panoramica sulla situazione dei singoli istituti di credito, presentata dai referenti sindacali, anche sulla scorta delle difficoltà e dei cambiamenti derivati dall’emergenza Covid.

La pandemia ha evidenziato il ruolo sociale dei bancari e della funzione svolta da essi sul territorio e per i cittadini. Un’attività essenziale che dà valore ai tanto vituperati bancari che, a proprio rischio, hanno continuato a lavorare, offrendo un servizio, che come si è dimostrato, risulta insostituibile.

Una riflessione approfondita inoltre è stata riservata al caso Cassa di Risparmio di Orvieto, rispetto alla quale, rimangono purtroppo forti le preoccupazioni in relazione al futuro dell’istituto, con le implicazioni che ne derivano sul piano occupazionale e dell’economia del territorio. Rispetto a ciò il comitato regionale ha predisposto immediate azioni da intraprendere sia sul piano istituzionale che sindacale di cui darà notizia nei prossimi giorni.

Aeroporto “San Francesco”: è stato di agitazione

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Umbria, in relazione alle numerose richieste di incontro, attualmente tutte inevase, inviate rispetto ai continui atti unilaterali, di materia contrattuale, di materia legata alla sicurezza del lavoro, di mancanza di informativa rispetto all’avanzamento della CIGS, sulla necessità di un confronto preventivo, rispetto alla turnificazione del personale, relativa alla riapertura dell’ aeroporto, ritengono necessario attivare tutte le iniziative utili per arrivare ad una definizione della vertenza.

Per quanto sopra esposto, le organizzazioni sindacali sono a proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale di SASE all’ interno dell’aeroporto “San Francesco” di Perugia e ad aprire formalmente le procedure di raffreddamento ai sensi della legge 146/90 e successive modifiche.

AGGIORNAMENTO DEL 29.06.2020: Sase ha convocato le organizzazioni sindacali per lunedì 6 luglio alle ore 15,00.

Smart-working e provincia di Perugia. Talevi (Cisl Fp Umbria): “Siamo a disposizione per un confronto sul tema”

Con riferimento alle dichiarazioni del Presidente della Provincia di Perugia Luciano Bacchetta sul tema dello smart-working, la Cisl Fp Umbria ricorda che il lavoro in smart-working ha la medesima dignità e valenza del lavoro in sede ed i lavoratori della Provincia di Perugia hanno ampiamente dimostrato, nel pieno della emergenza Covid-19, la loro professionalità e dedizione, garantendo in ogni momento i servizi ai cittadini.

Si comprende la necessità di un graduale ritorno in sede alla luce delle riaperture di molte attività, ma vi è la necessita’ di garantire il percorso con il pieno coinvolgimento di Rsu ed OO.SS al fine di contemperare le esigenze organizzative dell’Ente con le eventuali necessità dei lavoratori, monitorando la situazione settore per settore supportando il confronto sul tema tra dirigenti e lavoratori.

Lo smart -working non è uno strumento legato alla eccezionalità ma una modalità di lavoro che ha dimostrato, durante l’emergenza Covid-19, di garantire un’elevata produttività da parte dei lavoratori che si sono dimostrati all’altezza della situazione utilizzando spesso, a proprio carico, strumentazione personale.

La Cisl Fp Umbria, stante anche la valenza politica dell’ente Provincia, è a disposizione per un confronto sul tema teso a coniugare le esigenze organizzative con quelle dei lavoratori, nel comune interesse dei cittadini.

Il Responsabile Cisl Fp Umbria
Luca Talevi

Fondo per la non autosufficienza: i pensionati di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Umbria in piazza

Tra gli interventi di piazza Italia di questa mattina, 25 giugno 2020, quelli di Mario Propersi e Giulivo Scibinitti, oltre a quello del segretario generale regionale Fnp Cisl Umbria Giorgio Menghini: “Chiediamo alla Regione di riconsiderare la posizione sulle risorse per la non autosufficienza. La Fnp Cisl Umbria -ha precisato Menghini- è pronta a riaprire qualsiasi dialogo”.

Alla manifestazione ha partecipato la segreteria regionale Cisl Umbria.

Mense e pulizie: in piazza a Perugia e Terni per chiedere risorse, dignità e futuro

Oggi le lavoratrici e i lavoratori dei servizi mensa e pulizie scolastiche e aziendali sono scesi in piazza a Perugia e Terni, così come in oltre 60 città in tutta Italia. A casa per l’emergenza Covid-19 dalla dichiarazione del lockdown a marzo, queste migliaia di uomini e, soprattutto, donne sono di fatto senza lavoro e in molti casi senza reddito per le responsabilità incrociate di aziende e Inps.


A questi tre mesi di inattività forzata, per molte di loro, si sommerà un periodo altrettanto lungo di sospensione dei contrattii, che coincide da sempre con la fine dell’anno scolastico. Altri tre mesi senza stipendio e, soprattutto, senza la garanzia di riprendere a lavorare, a settembre, per la riapertura delle scuole.


Dai presidi sotto le prefetture di Perugia e Terni, organizzati da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti, lavoratrici e lavoratori umbri hanno fatto sentire la loro voce, per chiedere che venga estesa la copertura degli ammortizzatori sociali, erogate le indennità e, soprattutto, date garanzie per una rapida ripresa delle attività.

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