Tasse, tariffe e bilancio comunale: Cgil, Cisl e Uil e le categorie dei pensionati sollecitano l’incontro con la commissaria di Spoleto

Sono passati 3 mesi da quando Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro alla commissaria prefettizia di Spoleto dottoressa Tiziana TOMBESI per discutere di tasse, tariffe e bilancio comunale. È inaccettabile che ancora non ci sia una risposta e una data per l‘incontro. Ricordiamo alla commissaria che rappresentiamo anche a Spoleto decine di migliaia di lavoratori e di pensionati che stanno subendo in maniera pesante la crisi che colpisce la città del Festival. Nel richiedere questo appuntamento, ribadiamo che in tutti i comuni del territorio gli incontri si stanno facendo e quindi sarebbe singolare che la città che ha più bisogno di confronto veda un’assenza di dialogo. Ciò nella consapevolezza che il confronto con le forze sociali è sempre stato costruttivo per il territorio e per la difesa delle fasce più deboli della società. Pertanto invitiamo a convocarci quanto prima per superare questo momento di stallo nel dialogo tra istituzioni e sindacato.

Cgil, Cisl, Uil territoriali
Spi, Fnp, Uilp territoriali
Spoleto, 30 luglio

Sisma 2016: la Cisl Umbria a fianco dei cittadini

La Cisl Umbria, con l’impegno di Bruno Mancinelli (Cisl Foligno – Spoleto) coadiuvato da Riccardo Marcelli (Cisl Terni – Orvieto), è stata promotrice di un’azione volta alla tutela dei residenti nei comuni del cratere che non hanno fatto richiesta della “Busta paga pesante”.
La Cisl Umbria è a fianco dei cittadini per presentare l’istanza da inviare all’Agenzia delle Entrate per il rimborso del 60 per cento dell’Irpef pagata nel 2017.
A tale scopo, da oggi, la Cisl Umbria mette a disposizione UN SERVIZIO PER SUPPORTARE I CITTADINI NELLA COMPILAZIONE DELLE ISTANZE E PER DARE TUTTE LE INFORMAZIONI A RIGUARDO. Per accedere al servizio basterà telefonare o mandare un Whatsapp al numero dedicato 331.6466874.
La domanda all’Agenzia dovrà essere presentata entro i primi giorni di ottobre.
La Cisl Umbria auspica che le istituzioni a tutti i livelli si impegnino per superare questo delicato problema.

Vertenza tempi di vestizione Usl Umbria 1, la posizione della Fp Cisl Umbria: “Prematuro l’abbandono del tavolo da parte della Fp Cgil e Fpl Uil”

E’ entrato nel vivo, nei giorni scorsi, il confronto con la Direzione della Usl Umbria 1 per il doveroso riconoscimento ai lavoratori del giusto indennizzo per i tempi di vestizione non conteggiati. Un tavolo complicato che ha necessità di tempo per comprendere se possibile giungere ad un accordo che possa evitare i lunghi e costosi ricorsi giudiziali.

Nell’apprendere, in questo contesto, dell’abbandono del tavolo da parte dei colleghi di Fp Cgil e Fpl Uil, la Fp Cisl Umbria ritiene che vi siano ancora margini di trattativa con l’Azienda.

Abbiamo infatti contestato la unilaterale applicazione del dettato contrattuale ma, contestualmente, abbiamo riconosciuto l’importante lavoro che stanno effettuando i lavoratori operanti presso il settore delle risorse umane / controllo orario per avere una precisa e reale contezza della situazione.

Per tale motivo abbiamo ottenuto di rivalutare e discutere i contenuti del modello organizzativo che, d’altronde, garantisce un DIRITTO CONTRATTUALE, cioè il riconoscimento dei minuti per la vestizione, DIRITTO che doveva essere già stato riconosciuto da Maggio 2018.

La FP CISL ritiene importante trattare modalità, tempistiche e metodi, e vuole confrontarsi con l’Azienda al fine di dare risposte capillari a tutti coloro, centinaia di lavoratori, aventi diritto a questo importante riconoscimento.

La FP CISL vuole trattare, confrontarsi e, se necessario, combattere fino alla fine, per ottenere il massimo nell’interesse dei Colleghi, e solo qualora non si ottengano i risultati auspicati adiremo le vie legali.

Per quanto sopra invitiamo i colleghi di Cgil e Uil a tornare a sedersi al tavolo poichè un sindacato unito è sempre un valore aggiunto per il raggiungimento dei diritti dei lavoratori.

Sanità in crisi profonda: i sindacati riprendono la mobilitazione

Mancate assunzioni, indennità non riconosciute e niente contratto decentrato: forte preoccupazione per la tenuta del sistema. Pronti a mettere in atto tutte le forme di lotta necessarie

Le assunzioni a tempo indeterminato promesse (oltre 1500) non ci sono, non c’è il contratto decentrato e nemmeno le indennità per l’attività Covid svolta, con grande abnegazione, nella seconda e terza ondata della pandemia: un quadro che i sindacati dei lavoratori della sanità umbra definiscono “drammatico” e che ha portato, dopo mesi in attesa di risposte da parte della Regione, a riaprire lo stato di agitazione, programmando una serie di iniziative di mobilitazione che partiranno già dal mese di agosto, senza escludere “nessuna possibilità, nemmeno lo sciopero”.
“Siamo davvero preoccupati per la tenuta del sistema sanitario regionale – hanno detto stamattina nel corso di una conferenza stampa i rappresentanti di Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Fials e Nursing up dell’Umbria – Le difficoltà che si sono palesate nella chiusura del bilancio 2020, la notevole crescita della mobilità passiva dei pazienti verso altre regioni, le liste d’attesa che continuano ad allungarsi, rappresentano un forte campanello d’allarme rispetto alla qualità della sanità umbra e quindi della risposta ai bisogni di salute della cittadinanza”.
I sindacati hanno evidenziato come la regione oggi non sia più attrattiva non solo per i pazienti che prima arrivavano da fuori, ma anche per il personale sanitario stesso, che infatti si fatica a trovare, visto che altre regioni limitrofe offrono condizioni migliori sia da un punto di vista economico (contratti decentrati) che lavorativo.
“Se chi si laurea all’Università di Perugia poi va a lavorare in Toscana o in Emilia – hanno sottolineato i rappresentanti sindacali – questa è una tragedia per l’Umbria, perché significa in prospettiva essere sempre meno in grado di garantire risposte di qualità ai cittadini della nostra regione”.
Ma già oggi le risposte sono spesso inadeguate. Basta guardare, dicono i sindacati, agli ospedali del territorio, che non hanno ancora ripreso le attività ordinarie: “Provate a chiedere di fare una gastroscopia – hanno suggerito i sindacati – e vi renderete conto delle grandi difficoltà in essere. Chi se lo può permettere si rivolge al privato, per tutti gli altri la soluzione è uscire dall’Umbria, andando ulteriormente ad appesantire la passività economica”.
C’è poi la questione dei tempi di vestizione, previsti dall’ultimo contratto nazionale, ma che in Umbria non vengono invece riconosciuti, con conseguente apertura di centinaia di cause legali (le prime già arrivate a sentenza) che potrebbero essere evitate con grande risparmio economico se la Regione definisse un accordo con le organizzazioni sindacali.
“Per tre mesi abbiamo dato la possibilità alla giunta di definire tutte queste questioni per trovare soluzioni condivise che evitassero la mobilitazione – hanno concluso i sindacati – ma la risposta è stata l’ulteriore taglio delle risorse già concordate per l’indennità Covid (2,8 milioni di euro). È evidente che a questo punto non ci resta altra strada che quella di tornare a confrontarci con i lavoratori e riprendere il percorso di lotta per il giusto riconoscimento del lavoro sanitario e soprattutto per la tenuta del sistema pubblico. Il primo passaggio sarà una richiesta di audizione presso la III commissione regionale e poi, se non ci saranno risposte immediate, torneremo a far sentire la voce di chi lavora in sanità attraverso tutte le forme di mobilitazione che si renderanno necessarie”.

Sit-in davanti a Spoleto, davanti cancelli della Colacem S.p.a.

Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil Umbria: “Il prossimo incontro in Regione sarà giovedì 22 luglio”

 “Nei giorni scorsi si è svolto l’incontro tra Filca Cisl, Fillea Cgil e Fenel Uil Umbria e la società Colacem S.p.a., nel corso del quale ci è stato comunicato che il sito di Spoleto non rientra più nei piani industriali della società e che quindi andrà verso la chiusura. Ciò non può che destare una forte preoccupazione per i 25 lavoratori rimasti in forza e per gli altri 70/80 dell’indotto. Una notizia che non può che preoccuparci, che non valorizza le professionalità messe a disposizione negli anni e che potrebbe avere ricadute anche per lo stesso territorio”.

 

Sono le parole di Emanuele Petrini (Filca Cisl Umbria), Claudio Aureli (Fillea Cgil Umbria) e Nicola Brauzzi (Feneal Uil Umbria) al sit-in di questo pomeriggio, 19 luglio 2021, alle ore 17,00 davanti ai cancelli della Colacem S.p.a. di Spoleto, che è servito per ribadire di fronte agli organi di informazione la necessità di dare una risposta concreta e costruttiva a questi lavoratori.

 

“Appresa la notizia – hanno continuato -, abbiamo richiesto con urgenza un tavolo congiunto di crisi regionale che, nel primo incontro svolto alla presenza dei dirigenti e dell’assessore regionale Michele Fioroni, è stato finalizzato per ragionare su piani industriali alternativi alla chiusura. Come per esempio un’eventuale riconversione del sito: la nostra proposta affonda le radici nella consapevolezza della strategicità di questa realtà e tiene conto delle risorse per il rilancio del settore, a partire dalle infrastrutture (con risorse del PNRR). A questo si aggiunge il fatto che Spoleto fa parte dei comuni del cratere e quindi interessato dal processo di ricostruzione post sisma 2016”.  

Petrini, Aureli e Brauzzi hanno ribadito, nel corso del sit-in spoletino: “Abbiamo il dovere di mettere in campo qualsiasi iniziativa o strategia, chiedendo uno sforzo a tutte le parti coinvolte, con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione diretta ed indiretta, ricordando che in questo territorio si sta subendo un continuo impoverimento in termini di industrializzazione che ha appesantito una crisi in essere. Un’ulteriore perdita di occupazione rappresenterebbe un problema aggiuntivo”.

Queste saranno le ragioni che i sindacati (Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil Umbria) porteranno all’attenzione della Regione nell’incontro convocato per giovedì prossimo, 22 luglio 2021. “Incontro – concludono i sindacalisti – nel quale sarà richiesta l’attivazione di un tavolo di crisi nazionale dove coinvolgere tutti gli altri siti del gruppo, nei quali sarebbe possibile, come anticipato dall’azienda, collocare eventuali esuberi”.

Emanuele Petrini (Filca Cisl Umbria),

Claudio Aureli (Fillea Cgil Umbria),

Nicola Brauzzi (Feneal Uil Umbria)

Sit – in di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil Umbria davanti ai cancelli della Colacem s.p.a. in vista dell’incontro del 21 luglio in Regione

Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil Umbria hanno organizzato davanti allo stabilimento della Colacem S.p.a. di Spoleto – Loc. Sant’Angelo in Mercole un sit- in con incontro con la stampa per manifestare la grande preoccupazione dei lavoratori per la possibile chiusura del processo produttivo riguardante la macinazione del sito.

“Manifesteremo per esporre le difficoltà e lo stato di incertezza di questi lavoratori – hanno sottolineato i sindacati del settore delle costruzioni -. Questo in vista dell’incontro che ci sarà in Regione mercoledì 21 luglio 2021, quando con il supporto delle istituzioni cercheremo di trovare una soluzione a tutela dei lavoratori”.

Il sit – in si terrà lunedì 19 luglio 2021, alle ore 17,00, davanti ai cancelli dello Stabilimento Colacem S.p.a. di Spoleto.

Tutti gli organi di informazione sono invitati a partecipare.

Giancarlo Monsignori alla guida dell’Adiconsum Umbria

Nella foto da sinistra il presidente Adiconsum nazionale Carlo De Masi e il presidente Adiconsum Umbria Giancarlo Monsignori

È Giancarlo Monsignori il nuovo presidente Adiconsum Umbria. Ad eleggerlo, dopo le dimissioni del presidente uscente Francesco Ferroni, il Consiglio regionale dell’associazione dei consumatori della Cisl dell’Umbria, che si è riunito oggi (9 luglio 2021) a Gaglietole di Collazzone, alla presenza del presidente Adiconsum Nazionale Carlo De Masi, del segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti e del segretario regionale Cisl Umbria Simona Garofano.

Nella squadra di Monsignori sono stati eletti Giancarlo Bacchiorri e Maurizio Vulpiani.

Il presidente Adiconsum nazionale Carlo De Masi a chiusura dei lavori del consiglio regionale Adiconsum Umbria del 9 luglio 2021 con il passato presidente Adiconsum Umbria Francesco Ferroni, il neoeletto presidente Adiconsum Umbria Giancarlo Monsignori e la sua squadra. Nella foto anche il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti con il segretario regionale Cisl Umbria Simona Garofano presenti ai lavori dell’associazione regionale dei consumatori della Cisl.

Il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti ha ribadito l’importanza per i lavoratori, cittadini e pensionati di una tutela confederale dei loro bisogni, anche in termini di consumi. “Gli aumenti in bolletta energetica – ha detto -, soprattutto in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, per molte famiglie sono insostenibili. Per questo si rende necessario riformare il sistema”. È stato il presidente Adiconsum nazionale Carlo De Masi a dire come: “Dobbiamo spostare gli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale. Anche per questo la Cisl deve supportare la nostra azione a tutela soprattutto dei più deboli”. Per Adiconsum una delle principali priorità rimane la sicurezza nella rete internet, soprattutto per giovani. Passando alla questione della rappresentatività, De Masi ha sottolineato come “il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti deve diventare più incisivo per tutelare i consumatori, soprattutto i più deboli. Anche per questo abbiamo bisogno del sostegno della Cisl a tutti i livelli”. Il segretario Manzotti, il presidente De Masi e il consiglio Adiconsum Umbria infine hanno augurato buon lavoro a Monsignori e alla nuova squadra dell’Adiconsum Umbria.

Anteas, esperienze e volti del volontariato nell’Alto Tevere

L’importanza del volontariato. In Cisl assume il nome di Anteas. Nel video, pillole di esperienze dall’Alto Tevere

Un video per promuovere l’Anteas e l’importanza del volontariato in Alto Tevere. E’ questo lo spirito che ha mosso la realizzazione del video che oggi, 5 luglio 2021, è stato pubblicato sul sito della Cisl Umbria e condiviso su Facebook – Pagina Cisl Umbria. Non tarda ad arrivare il plauso del coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Alto Tevere Antonello Paccavia che sottolinea: “In un momento di grande difficoltà come quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, soprattutto a causa della pandemia, il volontariato è stato di supporto ai bisogni di cura dei cittadini e rimane strategico”.

Scioperano i lavoratori di elettrico, gas-acqua e igiene ambientale: no all’articolo 177 del codice degli appalti

Presidi di protesta a Perugia e Terni. Sindacati ricevuti dai prefetti: “Rischio destrutturazione dei servizi pubblici essenziali”

Adesione massiccia anche in Umbria allo sciopero dei settori elettrico, gas, acqua e igiene ambientale per chiedere la modifica dell’articolo 177 del Codice degli appalti: un provvedimento che, a partire dal prossimo anno, obbligherà le imprese che gestiscono in concessione settori strategici come il gas-acqua, l’elettrico ed i rifiuti ad esternalizzare l’80% delle attività con conseguenze sociali e ricadute occupazionali pesantissime. A queste ricadute si aggiungerebbero inevitabilmente disservizi nella gestione di servizi essenziali.

A Perugia e Terni la protesta odierna (30 giugno 2021), proclamata da Filctem Cgil, Femca Cisl, Flaei Cisl, Uiltec Uil, Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, è stata accompagnata da due presidi sotto le prefetture. Delegazioni sindacali sono poi state ricevute dai prefetti, ai quali sono state ribadite le richieste alla base della mobilitazione: la cancellazione dell’articolo 177 del Codice degli appalti, perché la sua applicazione, prevista a partire dal 31 dicembre 2021, obbligherà le aziende concessionarie ad esternalizzare l’80% delle attività con importo superiore ai 150mila euro, anche nei casi in cui vengano svolte dal proprio personale. Una norma che avrà ricadute drammatiche sul personale delle aziende elettriche, del gas-acqua e dell’igiene ambientale.

“Il rischio – denunciano i sindacati di categoria – è la desertificazione e la destrutturazione dei servizi pubblici essenziali, lo smembramento delle aziende più importanti che finora hanno garantito un’attività altamente qualificata, la destrutturazione dei contratti nazionali. A perdere il lavoro saranno quelle persone che hanno aiutato il Paese nel momento più buio, garantendo durante la pandemia la piena efficienza dei servizi elettrici, del gas e della raccolta dei rifiuti a tutti i cittadini”.

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