Farmacie private, contratto fermo da due anni, Fisascat Umbria: “Superare lo stallo, coinvolti 1000 lavoratori”

Farmacie private, contratto fermo da due anni, Fisascat Umbria: “Superare lo stallo, coinvolti 1000 lavoratori”
Oltre due anni senza rinnovo del contratto nazionale. È la situazione che stanno vivendo i dipendenti delle farmacie private, circa 76mila in Italia e un migliaio in Umbria, dove operano più di 200 farmacie private.
 
Un settore che cambia rapidamente: vaccinazioni, screening, telemedicina e nuovi servizi sanitari hanno aumentato competenze, responsabilità e carichi di lavoro. Ma a questa evoluzione non è ancora seguito un adeguato riconoscimento economico e professionale.
 
Eppure, un accordo è possibile. Lo dimostra il rinnovo del contratto delle farmacie comunali, per il quale lo scorso settembre Fisascat CISL, Filcams CGIL e UILTuCS hanno sottoscritto un’intesa con Assofarm, formalizzata a ottobre. Un risultato importante, che prevede aumenti retributivi fino a 220 euro mensili a regime al primo livello, nuove indennità professionali e maggiori tutele.
Con Federfarma, invece, la trattativa per le farmacie private resta ancora senza un’intesa. Una situazione che non può protrarsi ulteriormente.
Come Fisascat Umbria chiediamo di superare lo stallo e arrivare a un rinnovo che garantisca salari adeguati, diritti e riconoscimento delle professionalità.
 
Una richiesta portata anche all’attenzione della Regione Umbria, la cui Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità, lo scorso aprile, una risoluzione a sostegno del rinnovo contrattuale.
«Le farmacie rappresentano un presidio fondamentale per la salute dei cittadini, ma il valore di questo servizio passa anche attraverso il riconoscimento del lavoro di chi lo garantisce ogni giorno», sottolinea la segretaria generale della Fisascat Umbria, Rachele Rotoni.
Il contratto delle farmacie comunali è stato rinnovato. Ora servono risposte concrete anche per i lavoratori delle farmacie private.