Salta al contenuto principale

Cisl Umbria

Elezioni Rsu e Rls CG CartonGroup Europoligrafico: successo per la Fistel Cisl Umbria

Elezioni Rsu e Rls CG CartonGroup Europoligrafico: successo per la Fistel Cisl Umbria

Straordinario successo per la Fistel Cisl Umbria alle elezioni Rsu e Rls alla CG CartonGroup Europoligrafico di San Sisto. Fistel conquista due Rsu su tre e un Rls su due.

Fra gli Rsu risultano eletti Carlo Cuppoloni, con un vero plebiscito  e Francesco Ravacchioli, mentre l’eletto fra gli Rls è Ettore Burzigotti

Soddisfatta Simona Garofano, reggente della Fistel Cisl Umbria: “In un momento estremamente difficile per via della carenza di commesse che ha diminuito il lavoro e la complicate situazione interna dell’azienda, va sottolineata l’altissima partecipazione al voto: su 84 aventi diritto hanno votato in 75. Per cui vanno prima di tutto ringraziati i Lavoratori, che hanno dimostrato grande sensibilità e responsabilità.

Come Fistel non possiamo poi che essere contenti per il risultato ottenuto che ci ha consentito di far eleggere tre  persone di grande spessore che certamente sapranno essere un punto di riferimento costante per tutti coloro che operano nell’azienda”.

Carlo Cuppoloni, primo eletto degli Rsu Fistel Cisl commenta: “Per me è un grandissimo risultato, una grande emozione. Lo considero un riconoscimento del lavoro fatto da parte dei colleghi. Questo mi ha fatto piacere e naturalmente è un punto di partenza. Ringrazio anche il supporto della Cisl e del suo segretario: continuerò a rimboccarmi le maniche perchè il lavoro da fare è tanto”

Farmacie private, contratto fermo da due anni, Fisascat Umbria: “Superare lo stallo, coinvolti 1000 lavoratori”

Farmacie private, contratto fermo da due anni, Fisascat Umbria: “Superare lo stallo, coinvolti 1000 lavoratori”
Oltre due anni senza rinnovo del contratto nazionale. È la situazione che stanno vivendo i dipendenti delle farmacie private, circa 76mila in Italia e un migliaio in Umbria, dove operano più di 200 farmacie private.
 
Un settore che cambia rapidamente: vaccinazioni, screening, telemedicina e nuovi servizi sanitari hanno aumentato competenze, responsabilità e carichi di lavoro. Ma a questa evoluzione non è ancora seguito un adeguato riconoscimento economico e professionale.
 
Eppure, un accordo è possibile. Lo dimostra il rinnovo del contratto delle farmacie comunali, per il quale lo scorso settembre Fisascat CISL, Filcams CGIL e UILTuCS hanno sottoscritto un’intesa con Assofarm, formalizzata a ottobre. Un risultato importante, che prevede aumenti retributivi fino a 220 euro mensili a regime al primo livello, nuove indennità professionali e maggiori tutele.
Con Federfarma, invece, la trattativa per le farmacie private resta ancora senza un’intesa. Una situazione che non può protrarsi ulteriormente.
Come Fisascat Umbria chiediamo di superare lo stallo e arrivare a un rinnovo che garantisca salari adeguati, diritti e riconoscimento delle professionalità.
 
Una richiesta portata anche all’attenzione della Regione Umbria, la cui Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità, lo scorso aprile, una risoluzione a sostegno del rinnovo contrattuale.
«Le farmacie rappresentano un presidio fondamentale per la salute dei cittadini, ma il valore di questo servizio passa anche attraverso il riconoscimento del lavoro di chi lo garantisce ogni giorno», sottolinea la segretaria generale della Fisascat Umbria, Rachele Rotoni.
Il contratto delle farmacie comunali è stato rinnovato. Ora servono risposte concrete anche per i lavoratori delle farmacie private.

“Insieme per la salute e il sapere”: Cisl Università e il futuro del personale assistenziale

by Emanuele Lombardini
“Insieme per la salute e il sapere”: Cisl Università e il futuro del personale assistenziale

Quale futuro per il personale universitario che opera nella sanità? Quali prospettive per valorizzarne il ruolo, le competenze e i diritti?

Cisl Università  Umbria ne parlerà in un convegno dal titolo “Insieme per la salute e il sapere”, in programma il prossimo 11 Novembre dalle ore 11.30 presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia a Perugia (Edificio B Aula 7 Piano 2)

Quella dello status giuridico ed economico del personale universitario che presta anche funzioni assistenziali è una questione che sta a cuore da sempre alla Cisl Università Umbria. Da qui la scelta di mettere attorno ad un tavolo sindacato, istituzioni ed addetti ai lavori in una mattinata di riflessioni condivise con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e individuare percorsi condivisi per il futuro.

“A distanza di vent’anni esatti dalla sottoscrizione della convenzione tra Università e Regione– sottolinea il segretario regionale Cisl Università Umbria Letizia Pietrolata–  riteniamo non più rinviabile provvedere al suo rinnovo. Dal 2006 ad oggi, infatti, pur a fronte della capienza dei fondi trasferiti dalla Regione all’Università in ragione dei pensionamenti e dei trasferimenti intervenuti, non si è mai proceduto alla revisione dei livelli retributivi e compensativi del personale universitario in convenzione. Si tratta di personale che, nel corso del tempo, ha conseguito titoli di studio abilitanti alla professione medica o alle diverse professioni della dirigenza sanitaria, ovvero titoli abilitanti riconosciuti ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 42 del 26 febbraio 1999 e del DM  745/1994, e che svolge nelle strutture convenzionate funzioni di medico e di dirigente sanitario riconducibili a quelle delle analoghe figure dirigenziali del SSR. Una situazione che avrebbe dovuto comportare l’equiparazione ai corrispondenti ruoli dirigenziali. Per questo come Cisl Università siamo orgogliosi di aver riunito attorno allo stesso tavolo relatori di livello in rappresentanza di università e istituzioni”.

I lavori saranno aperti e conclusi dalla stessa Letizia Pietrolata, mentre a Luigi Fabiani, dirigente sindacale FNP Cisl Umbria sarà affidata l’introduzione. Interverranno il professor Massimiliano Marinelli, magnifico rettore dell’Università di Perugia; la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti; il direttore generale del Mur (Ministero dell’Università e Ricerca) Massimo Miscusi; il segretario generale nazionale Cisl Università Francesco De Simone Sorrentino e il segretario generale regionale Cisl Umbria Angelo Manzotti.

L’incontro è aperto alla comunità accademica e alla cittadinanza.

 

Gubbio Cultura e Multiservizi, i sindacati: “Messa in liquidazione decisione inaccettabile

Gubbio Cultura e Multiservizi, i sindacati: “Messa in liquidazione decisione inaccettabile

Lo scorso 28 ottobre si è svolta presso la sala DigiPASS di Gubbio l’assemblea del personale della Gubbio Cultura e Multiservizi Srl, promossa da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, per analizzare la grave decisione dell’Amministrazione comunale di avviare la messa in liquidazione della società partecipata.

All’esito di questo incontro, il personale e le organizzazioni sindacali esprimono ferma contrarietà e profonda preoccupazione per una scelta calata dall’alto e approvata  tra malumori e distinguo dalla maggioranza in Consiglio Comunale.

“È inaccettabile – sottolineano le segreterie territoriali – che una crisi economico-finanziaria legata a fattori contingenti e straordinari — come il cantiere di Piazza Quaranta Martiri (che hanno già penalizzato la Farmacia Comunale) e i lavori in Piazza Grande, davanti  al Palazzo dei Consoli — venga bollata come “irreversibile”, anziché essere affrontata con un piano industriale di rilancio e risanamento sostenuto dai dati già positivi di gestione finanziaria del 2026”

Dietro la narrazione dell’ “atto dovuto”, le organizzazioni sindacali intravedono una volontà politica rinunciataria, che rischia di scaricare il peso delle criticità sulle spalle del personale e di aprire la strada allo spezzettamento e alla privatizzazione di servizi pubblici (Musei, IAT, Farmacia, DigiPASS).

Per questa ragione, sindacati e lavoratori ribadiscono la necessità di tutelare con forza  la gestione attuale e la qualità dei servizi per cittadini e turisti; la continuità occupazionale, i diritti e la dignità di tutto il personale; la trasparenza sulle prospettive future, pretendendo impegni vincolanti e non generiche rassicurazioni.

L’assemblea ha  inoltre deliberato all’unanimità di richiedere l’immediata convocazione di un tavolo di confronto urgente con l’Amministratore Unico Angelo Linci, il sindaco e il segretario comunale.

In assenza di un tempestivo riscontro, le organizzazioni sindacali e i lavoratori attiveranno ogni legittima iniziativa di mobilitazione e protesta a difesa dell’occupazione e del patrimonio pubblico della città.

Sicurezza sul lavoro, un’altra giovane vita spezzata “Non possiamo più limitarci a contare le vittime”

Sicurezza sul lavoro, un’altra giovane vita spezzata “Non possiamo più limitarci a contare le vittime”

di GIULIANO BICCHIERARO (segretario regionale Cisl Umbria)

La CISL Umbria esprime il proprio profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia e ai cari del giovane di appena 20 anni che ha perso la vita a Valtopina, nel folignate, dopo essere stato schiacciato da un rullo compressore ribaltatosi durante il lavoro.

Una tragedia che colpisce profondamente e che ci ricorda, ancora una volta, quanto sia urgente e non più rinviabile un impegno concreto e condiviso per fermare questa drammatica sequenza di morti sul lavoro. Dietro ogni vittima c’è una persona, una famiglia, un futuro spezzato. Non possiamo abbassare la guardia, né permetterci di considerare queste tragedie come un fatto inevitabile.

«Dobbiamo essere sempre sul pezzo – sottolinea la CISL Umbria – mantenendo alta l’attenzione e traducendo le parole in azioni concrete. La sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo un incidente: deve diventare parte strutturale dell’organizzazione del lavoro, della cultura d’impresa e delle relazioni tra tutti i soggetti coinvolti».

Per farlo, occorre agire con determinazione su quattro direttrici fondamentali.

Rendere la sicurezza strutturale nell’organizzazione del lavoro. La prevenzione deve essere parte integrante di ogni attività lavorativa, delle scelte organizzative e delle procedure operative. È necessario coinvolgere attivamente le lavoratrici e i lavoratori, valorizzandone l’esperienza e promuovendo una partecipazione reale alle decisioni che riguardano la salute e la sicurezza.

Rafforzare la collaborazione tra tutti i soggetti responsabili della prevenzione. Parti sociali, istituzioni, imprese e organi di vigilanza devono lavorare insieme, superando frammentazioni e interventi occasionali. La sicurezza deve diventare una priorità condivisa e permanente nell’agenda politica e istituzionale, sostenuta da impegni verificabili e da un confronto costante sui risultati.

Investire nella formazione concreta e nella percezione del rischio. La formazione non può esaurirsi in un adempimento formale o in qualche ora trascorsa in aula. Deve entrare nei luoghi di lavoro, confrontarsi con le situazioni reali, correggere i comportamenti sbagliati e valorizzare l’analisi dei near miss, cioè dei mancati infortuni e degli eventi che avrebbero potuto provocare conseguenze gravi. Imparare da questi episodi significa intervenire prima che si verifichi l’incidente, aiutando ogni lavoratore a riconoscere tempestivamente i pericoli.

Utilizzare l’innovazione tecnologica come alleata della prevenzione. La digitalizzazione e le nuove tecnologie possono contribuire a ridurre la fatica, migliorare le condizioni operative e segnalare tempestivamente situazioni di rischio. Occorre promuovere l’introduzione di dispositivi e strumenti intelligenti capaci di supportare gli operatori, richiamarne l’attenzione in presenza di pericoli e rendere più sicuri i processi lavorativi.

«Queste direttrici – prosegue la CISL Umbria – devono diventare rapidamente un programma operativo, con responsabilità definite, tempi certi e risorse adeguate. Stringiamoci a coorte, mettendo da parte divisioni e rinvii: di fronte alla perdita di una vita umana, ogni ritardo nella prevenzione è un ritardo che dobbiamo impegnarci a colmare».

Le risorse economiche, del resto, non mancano. L’INAIL mette periodicamente a disposizione delle imprese finanziamenti dedicati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È quindi necessario rafforzare l’informazione, l’accompagnamento e il supporto alle aziende, soprattutto a quelle di minori dimensioni, affinché queste opportunità vengano conosciute e utilizzate in misura sempre maggiore. Anche su questo fronte occorre invertire la tendenza: le risorse destinate alla prevenzione devono tradursi in investimenti effettivi nei luoghi di lavoro.

La CISL Umbria continuerà a sostenere ogni iniziativa utile a rafforzare la cultura della prevenzione e a promuovere il confronto tra istituzioni, imprese e parti sociali.

Perché la sicurezza non è un costo, né un adempimento burocratico: è un diritto fondamentale della persona e una responsabilità collettiva. E nessuno dovrebbe mai perdere la vita per guadagnarsi da vivere.

Manzotti (Cisl Umbria): “Basta bonus, azioni concrete per le famiglie umbre”

Manzotti (Cisl Umbria): “Basta bonus, azioni concrete per le famiglie umbre”

Il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti interviene sulla situazione economica del territorio, anche alla luce dell’attuale quadro geopolitico ed economico nazionale ed internazionale

“La situazione economica nella nostra regione è sempre più difficile – sottolinea il segretario – In un territorio già fiaccato da stipendi che sono fra i più bassi d’Italia, con ricadute sul welfare e in generale su sistema previdenziale, occorre intervenire con azioni concrete e strutturali per salvaguardare il potere d’acquisto. Dai colloqui costanti che abbiamo con i nostri iscritti ed in generale con i lavoratori, stiamo riscontrando come stia crescendo in maniera esponenziale la percentuale di lavoratori e pensionati i quali, di fronte all’impennata del caro-vita non riescono più  a fare fronte alle esigenze quotidiane. Questo li porta a dover fare delle scelte, rinunciando a servizi essenziali, molto spesso alle cure come ricordano i dati di Gimbe.

Stop interventi tampone: gli strumenti ci sono

La politica dei bonus, degli interventi tampone non premia e soprattutto non dà vere risposte alle esigenze dei cittadini. Servono interventi strutturali, che mettano centro i temi del salario, dell’occupazione, delle nuove politiche di welfare e il sostegno alle famiglie. Un occhio di riguardo deve poi essere riservato alle aree interne, dove c’è maggiore carenza dei servizi essenziali e dove è molto più difficile anche costruire sviluppo economico a lungo termine. È urgente dunque un patto sociale che metta  al centro il lavoro, la coesione sociale e la crescita: in questo senso, assumono un ruolo determinante partecipazione e concertazione con tutte le parti datoriali e istituzionali. Oggi abbiamo due strumenti a disposizione: ZES e programmazione comunitaria: questa è l’occasione per rilanciare nuova occupazione, lavoro di qualità, creare nuovi insediamenti produttivi e rilanciare la manifattura. Dare risposte alle persone in questa delicata fase del Paese e ancora di più della nostra regione, deve essere una priorità politica ed economica”

Le richieste in occasione di DEF e DEFR

A livello nazionale, in occasione della discussione del DEF (Documento di economia e finanza) Cisl chiede un taglio strutturale dell’Irpef a sostegno del ceto medio; la detassazione dei premi di risultato e della tredicesima; il potenziamento della contrattazione aziendale: “Oltre a questo – ricorda Manzotti – chiediamo maggiori investimenti sulla sanità, con la promozione della sanità territoriale- investendo soprattutto sul personale – e nuove misure per la non autosufficienza. In questa fase servono poi interventi concreti per contenere il prezzo del carburante: su questo fronte chiediamo misure strutturali e non a tempo: occorre con urgenza una legge che possa calmierare il prezzo del carburante. E anche un intervento simile per il caro-energia in generale”

Manzotti si sofferma poi sulle richieste a livello regionale: “Questo è il tempo per misure straordinarie che facciano realmente cambiare passo al territorio. In occasione della discussione del Defr Documento di economia e finanza regionale), come Cisl Umbria chiediamo che vengano messe al centro politiche del lavoro e di sviluppo del territorio che consentano di creare lavoro stabile e di qualità. Ciò può avvenire soltanto i due modi: rafforzando il sistema produttivo e mettendo al centro i giovani. Vanno costruite le condizioni affinchè gli Under 35 tornino a vedere l’Umbria come una regione che offre opportunità e crea prospettive: questa è l’unica strada per arrestare un declino ed uno spopolamento che avanzano inesorabilmente”.

Rivedere la manovra fiscale

Ma non è finita qui: “Cisl Umbria chiede inoltre alla Regione Umbria di rivedere la manovra fiscale regionale, senza ulteriori proroghe e prevedere una diversa applicazione aliquota o detrazioni per la fascia di reddito che vada da 28.000 a 50.000 euro, ossia per i ceto medio. Questo gettito deve essere riservato a potenziare la sanità territoriale e politiche rivolte al personale”

 

Cisl e Filca Umbria: “Da Comunanza Agraria silenzio inaccettabile su cava Ecoinerti”

Cisl e Filca Umbria: “Da Comunanza Agraria silenzio inaccettabile su cava Ecoinerti”

Cisl Umbria e Filca Cisl Umbria, nelle persone dei rispettivi segretari generali Angelo Manzotti ed Emanuele Petrini, prendono atto con rammarico dell’ingiustificato perdurare della fase di stallo relativamente all’attuazione dell’intesa raggiunta nelle scorse settimane in Prefettura a Perugia circa la disponibilità della Comunanza Agraria di Gualdo Tadino a valutare la proposta presentata da Ecoinerti per l’acquisizione dei terreni sui quali procedere all’ampliamento della cava.

La Comunanza Agraria si era impegnata a fornire una risposta entro il 15 Ottobre. A oltre 7 giorni da quella data e a pochi giorni dalla scadenza della concessione per l’utilizzo della cava, fissato per l’inizio del mese di Novembre rileviamo un preoccupante silenzio.

Dall’incontro in Prefettura erano emerse le condizioni per raggiungere un accordo che fosse soddisfacente per entrambe le parti e tenga conto da una parte della salvaguardia dei livelli occupazionali; dall’altro della sostenibilità ambientale. Le proposte della Ecoinerti infatti andavano in questo senso.

Il silenzio della Comunanza Agraria è pertanto inaccettabile e mette a rischio il futuro di 18 lavoratori e delle loro famiglie. Restiamo fiduciosi sul fatto che si possano creare le condizioni affinchè l’azienda prosegua la propria attività e sviluppi i progetti di riambientamento della cava, valorizzando il territorio e creando sviluppo economico e un beneficio della collettività

Cisl e Filca Umbria ribadiscono il massimo impegno nel sostenere le aziende che intendono investire nei nostri territori, tutelando l’occupazione e mettendo in campo ogni azione necessaria per raggiungere questo obiettivo.

Gualdo Cattaneo, bilancio di previsione illustrato e condiviso coi sindacati: “Punto di partenza”

Gualdo Cattaneo, bilancio di previsione illustrato e condiviso coi sindacati: “Punto di partenza”

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e le rispettive federazioni pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp hanno preso condiviso il percorso per l’approvazione del bilancio di previsione 2027-2029 del comune di Gualdo Cattaneo.  Si tratta, come sottolinea una nota congiunta dell’amministrazione e dei sindacati “di una vera e propria alleanza di valore per il territorio, una svolta partecipativa senza precedenti”.

I pilastri del bilancio sono infatti stati interamente illustrati, condivisi e approvati al tavolo istituzionale dalle rappresentanze sindacali confederali.

Frutto di un percorso di ascolto profondo e responsabile indetto dall’amministrazione comunale, il bilancio triennale traccia una linea programmatica solida, moderna e vicina alle reali esigenze dei cittadini e del mondo del lavoro, fondandosi su tre pilastri imprescindibili

Prima di tutto, il consolidamento dei servizi. Nessun arretramento sul welfare, sulla scuola, sulla sicurezza e sul presidio del territorio. L’impostazione finanziaria garantisce la continuità e l’innalzamento della qualità dei servizi essenziali per i cittadini e per la vasta rete infrastrutturale del territorio comunale, senza pesare sulle tasche delle famiglie.

Poi la trasparenza: una casa di vetro al servizio della collettività. Ogni scelta di spesa, ogni allocazione di risorsa e ogni investimento strategico viene reso leggibile, misurabile e verificabile, rafforzando la fiducia reciproca tra Amministrazione, parti sociali e cittadinanza.

Infine l’equità. La coesione sociale e la tutela delle fasce più deboli rimangono il cuore pulsante dell’azione amministrativa. Risorse mirate e politiche perequative assicurano che la crescita economica e i grandi investimenti in atto portino benefici tangibili e distribuiti a tutta la comunità.

Le parole dell’amministrazione comunale

Così il Comune di Gualdo Cattaneo “Avere al nostro fianco le organizzazioni sindacali nell’approvazione delle linee guida del bilancio 2027/2029 è il segno che quando la politica si fa ascolto e visione condivisa, i risultati non tardano ad arrivare. Aver costruito insieme una manovra che punta forte sul consolidamento dei servizi, sulla trasparenza totale delle scelte e sull’equità sociale dimostra che la strada del dialogo preventivo è l’unica in grado di costruire un futuro sicuro e coeso per Gualdo Cattaneo”

Il pieno avallo delle parti sociali segna così un passaggio politico e amministrativo di straordinario valore, confermando che la concertazione attiva e la condivisione delle priorità rappresentano il modello vincente per lo sviluppo di Gualdo Cattaneo.

Le parole dei sindacati

Le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e le rispettive federazioni dei pensionati “si tratta di un accordo importante, ma non deve essere una parentesi dovuta alla particolarità della situazione. Il lavoro che il sindacato rappresenta deve essere costitutivamente e permanentemente coinvolto, anche al fine di migliorare il senso di civiltà di un territorio. Tutto questo per poter valutare insieme tutte le possibili soluzioni condivise, sempre avendo come priorità le persone più fragili e gli anziani non autosufficienti”

LE SFIDE DELL’IMMIGRAZIONE NEL TERNANO. ANOLF E CISL: “NO AD APPROCCIO SOLO BUROCRATICO, UNIRE LEGALITA’ A TUTELA DELLA PERSONA”

by CISL MF
LE SFIDE DELL’IMMIGRAZIONE NEL TERNANO. ANOLF E CISL: “NO AD APPROCCIO SOLO BUROCRATICO, UNIRE LEGALITA’ A TUTELA DELLA PERSONA”

 

Rimpatrio volontario, decreto flussi, sportello unico per l’immigrazione e procedure operative standard sui controlli preliminari di salute e per l’individuazione delle vulnerabilità. Questi i temi del Consiglio Territoriale per l’immigrazione riunitosi nei giorni scorsi in Prefettura a Terni. Accanto ai rappresentanti delle istituzioni (per la Provincia presente il capo di Gabinetto Raffaello Federighi, per il Comune l’assessore Alessandra Salinetti oltre ai delegati della Regione Umbria) e delle forze dell’Ordine erano presenti anche associazioni datoriali e le sigle sindacati. Per CISL Umbria era presente Abdellilah Amahdar, presidente di Anfolf Umbria.
Focus particolare sugli strumenti messi a disposizione dal Governo per il rimpatrio assistito nei Paesi di origine e sul nuovo decreto flussi, sugli aspetti organizzativi e procedimentali connessi all’attuazione delle disposizioni in materia, in attesa che vengano definite le quote esatte spettanti alle varie province. Relativamente alle procedure sui controlli di salute preliminari, l’obiettivo è quello di assicurare l’uniformità di metodi e strumenti attuativi a garanzia di un approccio coordinato tra i diversi attori territoriali.

 

La riunione ha rappresentato un’importante occasione di raccordo istituzionale e di condivisione di esperienze e contributi operativi, favorendo un confronto costruttivo sulle strategie per affrontare le diverse dimensioni del fenomeno migratorio, coniugando il rispetto della legalità, l’efficacia dell’azione amministrativa e la tutela delle persone.
Abdellilah Amahdar, presidente di Anolf Umbria sottolinea: “Il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione è sempre un’importante occasione di confronto con gli altri attori del settore per condividere idee, esperienze e riflessioni sul fenomeno migratorio. Credo che l’immigrazione non debba essere affrontata soltanto come una questione burocratica o di emergenza, ma come una realtà sociale che richiede visione, responsabilità e politiche concrete. Come Cisl e Anolf, riteniamo fondamentale promuovere l’informazione, la formazione, l’inclusione e la partecipazione attiva delle persone immigrate, favorendo il dialogo tra istituzioni, associazioni, organizzazioni sindacali e territorio”


Giuliano Bicchieraro, segretario regionale della CISL Umbria con delega alle politiche dell’immigrazione e Anolf aggiunge: “Come CISL Umbria riteniamo che i quattro punti all’ordine del giorno debbano essere affrontati in una logica unitaria, nella quale legalità, tutela della persona, lavoro regolare ed efficienza amministrativa siano obiettivi complementari. Sul rimpatrio volontario assistito riteniamo fondamentale garantire informazione corretta, libertà di scelta e percorsi di reinserimento adeguati. Sul decreto flussi chiediamo che la programmazione degli ingressi sia collegata ai fabbisogni effettivi delle imprese e del territorio, coinvolgendo le parti sociali e rafforzando gli strumenti di prevenzione del lavoro irregolare e dello sfruttamento. Sul funzionamento dello Sportello Unico per l’Immigrazione proponiamo un confronto operativo stabile, con l’obiettivo di migliorare i tempi delle procedure, la trasparenza delle informazioni e la gestione delle criticità. Infine, sulle procedure di controllo sanitario e di individuazione delle vulnerabilità, riteniamo necessario garantire competenze adeguate, mediazione linguistica e un efficace raccordo con i servizi territoriali. La CISL è disponibile a fare la propria parte, attraverso l’esperienza dei propri servizi, di ANOLF e della rete territoriale, per contribuire a un modello di gestione dell’immigrazione fondato sulla legalità, sulla dignità della persona e sull’inclusione. Auspichiamo pertanto che il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione diventi sempre più una sede concreta di coordinamento, nella quale le criticità siano affrontate congiuntamente e le proposte si traducano in impegni verificabili”

Colussi trattativa ferma sul contratto integrativo. Le organizzazione sindacali proclamano lo stato di agitazione

by CISL MF
Colussi trattativa ferma sul contratto integrativo. Le organizzazione sindacali proclamano lo stato di agitazione

I sindacati umbri: «Servono risposte concrete e rispetto per le lavoratrici e i lavoratori»

Per lo stabilimento umbro, che conta 380 dipendenti, si apre una fase di mobilitazione a tutela dei diritti, delle condizioni di lavoro e del riconoscimento economico e professionale.

FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL dell’Umbria esprimono forte preoccupazione per lo stallo delle trattative per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale del Gruppo Colussi per il triennio 2026-2029 e condividono la decisione assunta dal Coordinamento nazionale delle RSU di proclamare, con effetto immediato, lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti del Gruppo.

La decisione è arrivata al termine dell’incontro del 15 ottobre 2026, svoltosi presso la sede di Confindustria Umbria, dopo mesi di confronto senza che l’azienda abbia fornito risposte concrete e soddisfacenti alle richieste contenute nella piattaforma sindacale.

Anche in Umbria sono coinvolte 380 lavoratrici e lavoratori, ai quali deve essere garantito un confronto negoziale serio, capace di riconoscere il contributo quotidiano di chi opera nello stabilimento e di tradurre le richieste sindacali in risultati concreti sul piano economico, professionale e delle condizioni di lavoro.

Le organizzazioni sindacali giudicano inaccettabile che, a fronte delle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, l’azienda continui a concentrare le proprie proposte prevalentemente sul tema della riduzione dell’assenteismo, arrivando a ipotizzare modifiche all’impianto originario del Premio per obiettivi. Soluzioni che potrebbero determinare ricadute negative sul personale, comprese le persone che usufruiscono dei benefici previsti dalla Legge 104/1992.

Non è questa la strada per costruire relazioni industriali positive e un accordo integrativo che valorizzi realmente il lavoro. Il rinnovo contrattuale deve rappresentare un’occasione per migliorare le condizioni delle persone, riconoscere professionalità e impegno e garantire un’equa distribuzione dei risultati raggiunti grazie al contributo di tutte e tutti.

Per queste ragioni, FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL dell’Umbria sostengono la mobilitazione proclamata a livello nazionale e promuoveranno assemblee sindacali nello stabilimento umbro, per informare le lavoratrici e i lavoratori sull’andamento della trattativa, raccogliere le loro valutazioni e condividere le iniziative da intraprendere.

Le organizzazioni sindacali chiedono all’azienda di riattivare immediatamente il tavolo negoziale, abbandonando una posizione che rischia di compromettere il percorso di confronto e presentando risposte adeguate alle rivendicazioni contenute nella piattaforma sindacale.

In assenza di un significativo cambio di atteggiamento e di risposte concrete, non si escludono ulteriori iniziative di mobilitazione e di lotta sindacale.

La tutela dei diritti, della dignità e delle condizioni di lavoro delle 380 persone dello stabilimento umbro è una priorità. FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL continueranno a sostenere con determinazione le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale sia il risultato di un confronto vero e produca benefici concreti per chi ogni giorno contribuisce ai risultati del Gruppo Colussi.

FAI CISL Umbria – FLAI CGIL Umbria – UILA UIL Umbria