Il progressivo invecchiamento della popolazione regionale, la decrescita e la questione demografica, i nuovi bisogni e il ruolo del lavoro di cura: è questa la “filiera” che ha spinto l’Area Sindacale territoriale della Cisl di Perugia con in testa il suo coordinatore Valerio Natili, la Fnp Cisl di Perugia guidata dal segretario Francesco Ferroni e la Fisascat Cisl Umbra ad organizzare per questa mattina, 13 giugno 2024, a Perugia “Il lavoro di cura nell’Umbria che invecchia” e anticipato nei giorni scorsi su questo sito. Tema di grande attualità che è stato affrontato da più punti di vista e a più livelli. Ospite d’eccezione, che ha dato un respiro nazionale alla questione, la segretaria Fisascat Cisl nazionale Aurora Blanca. Tra i relatori: il presidente di Confcooperative Carlo Di Somma e il medico, specialista in urologia Andrea Boni, il presidente della Cooperativa Sociale Actl Sandro Corsi, il coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale di Perugia e segretario generale Fisascat Cisl Umbria Valerio Natili, il segretario generale Fnp Cisl di Perugia Francesco Ferroni e il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti.
“In Umbria – afferma Natili –, come emerso nel corso dei lavori di questa mattina, sono 228.572 i soggetti con più di 65 anni su un totale di 854.137 residenti, mentre gli over 55 sono 347 mila pari al 39,4 per cento dei residenti. Sempre più persone rinunciano a curarsi a causa delle liste d’attesa, difficoltà a raggiungere il luogo indicato oppure per via dell’orario. C’è poi il problema della solitudine e degli aspetti economici. L’intento di questa giornata – prosegue – è stata quella di fotografare la situazione umbra e di valutare possibili conseguenze sia in termini sociali che occupazionali. Altra questione sulla quale si dovrebbe prestare massima attenzione è quello dell’aspetto economico per quello che riguarda la cura e il welfare. In questo contesto – prosegue il sindacalista – si pone il ruolo della cooperazione sociale e delle lavoratrici e dei lavoratori di questo settore. Centrale quindi nell’affrontare le tante criticità sulle quali ci siamo soffermati nella nostra analisi odierna la contrattazione nazionale, che vede protagonista la Fisascat Cisl”.
Sulla pagina Facebook – Cisl Umbria la condivisione della diretta Facebook dell’iniziativa: https://www.facebook.com/share/p/AgWJJKrbcHYcoheV/
“Il lavoro di cura nell’Umbria che invecchia”: questo l’eloquente titolo dell’iniziativa pubblica organizzata da Fisascat Cisl Umbria, da Fnp Cisl Perugia e dall’Area Sindacale Territoriale Cisl di Perugia, che si terrà il 13 giugno 2024 a partire dalle ore 9,30 al Barton Park di Perugia, e che si presenta come un’occasione per analizzare il tema attraverso molteplici parole chiave: salute, benessere, servizi, tutele, persone.
“L’evento – anticipa il coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Cisl di Perugia Valerio Natili (nella foto) – rappresenta un’opportunità per approfondire la comprensione delle necessità e delle risorse dedicate alla cura della popolazione anziana in Umbria, promuovendo un dialogo costruttivo tra istituzioni, professionisti e cittadini”. Durante l’incontro, infatti, esperti e rappresentanti del settore analizzeranno argomenti fondamentali come il welfare (strategie e sfide per un sistema socio-sanitario efficiente e sostenibile), case di cura (modelli innovativi e best practices per l’accoglienza e l’assistenza agli anziani), solitudine anziani (iniziative e soluzioni per contrastare l’isolamento delle persone anziane) e servizi e tutele per la terza età (diritti, servizi sociali e supporto alle famiglie).

“Dobbiamo lavorare per realizzare un Patto con le Istituzioni e le parti datoriali per affermare il lavoro dignitoso, rafforzando e potenziando il bene comune. Dovremo impegnarci per programmare e progettare la nostra regione e il nostro territorio per un migliore utilizzo dei fondi del Pnrr e la programmazione comunitaria 21 – 27″. È il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti al Consiglio Generale Cisl Umbria odierno, 3 giugno 2024, che si è svolto a Perugia alla presenza della segretaria generale aggiunta Cisl Nazionale Daniela Fumarola e che è stato presieduto dal segretario generale Cisl Medici Umbria Luca Nicola Castiglione. Tanti i temi sollevati dalla relazione introduttiva e ripresi nel corso del dibattito nel quale sono intervenuti rappresentanti e dirigenti confederali e di categoria.
“L’elezioni europee sono ormai prossime – incalza Manzotti – e l’Europa, che non è lontana dalla nostra regione, si trova davanti ad un crocevia: dovrà darsi un assetto e una forma per diventare più giusta e più sociale, oppure crollerà. Occorrono politiche diverse, regole diverse e una maggiore partecipazione dei lavoratori, dei cittadini e delle organizzazioni”.
Per Fumarola è necessario continuare a tenere alta l’attenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (azione che ha portato a primi risultati) e per farlo è necessario proseguire con la mobilitazione in tutti i territori e luoghi di lavoro.

LA CISL FP UMBRIA: “SIAMO SODDISFATTI DEL RISULTATO, ADESSO PERO’ SIAMO IN ATTESA DI UN ACCORDO STRUTTURATO E PIU’ AMPIO”
L’incontro, grazie anche all’intervento di Beatrice Mariani della Fnp Cisl di Foligno (nella foto di sinistra) che ha anche curato l’introduzione della Costituzione regalata agli studenti presenti (particolarmente attenti e partecipi nel confronto odierno), si è svolto prevalentemente ricordando alcuni momenti vissuti proprio nel periodo in cui le donne per la prima volta andarono a votare per scegliere la monarchia o la repubblica democratica.
Prosegue il netto no al possibile processo di privatizzazione di Poste Italiane e questa volta la Slp Cisl, la Slc Cgil e UilPoste, Confsal comunicazioni, Failp Cisal e Fnc Ugl Comunicazioni Umbria sono scese in piazza per dare visibilità a una questione che riguarda sì i lavoratori ma anche e soprattutto i cittadini. Questa mattina, 18 maggio 2024, piazza Italia di Perugia è stata raggiunta dalle bandiere dei sindacati e dai lavoratori per dire “no alla privatizzazione di Poste Italiane e alla divisione fra mercato privati e recapiti, per continuare ad assicurare un presidio sociale in molte frazioni, per evitare una situazione di precariato”.
I sindacati, nel corso della manifestazione umbra, hanno ricordato come questo processo di possibile privatizzazione si andrebbe ad aggiungere a una situazione che vede già azionisti privati in Poste Italiane al 30 per cento: “Dobbiamo ragionare anche in termini di territorio – hanno detto i segretari dei lavoratori delle Poste -. Con la privatizzazione, in Umbria si potrebbe verificare una situazione analoga a quella delle banche e quindi portare ad una sorta di desertificazione degli istituti”. I segretari delle sei sigle sindacali hanno espresso rammarico per l’assenza al presidio dei rappresentanti delle Istituzioni ed, in particolare, di Anci, perché i Comuni sono le prime vittime di questo processo di indebolimento del territorio.