Rimettiamo l’Umbria su un “binario” di sviluppo

by CISL LDS
Cgil, Cisl e Uil in presidio alla stazione di Città di Castello, simbolo del ritardo infrastrutturale della regione
 
“La realizzazione di adeguate infrastrutture nell’Alto Tevere e in Umbria in generale è uno dei temi più discussi, ma che ad oggi non trova soluzioni, anzi negli anni la carenza infrastrutturale si è aggravata e nell’Alto Tevere in particolare è una delle emergenze che blocca la ripresa e la competitività del sistema produttivo locale”. È questo il messaggio lanciato stamattina (15 settembre) da Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia dal presidio organizzato di fronte alla stazione ferroviaria di Città di Castello, luogo simbolo dell’arretratezza infrastrutturale del territorio e dell’assoluta necessità di investimenti per il rilancio. I sindacati – che hanno dato vita ad una simbolica invasione dei binari – hanno ribadito la richiesta a Regione e Governo di “prendere atto della gravità della situazione” procedendo subito alla realizzazione e alla sistemazione delle infrastrutture necessarie al territorio.

“Non possiamo più tollerare la drammatica inefficienza della ferrovia che invece di essere innovata ed adeguata alle esigenze del territorio negli anni è stata destrutturata, resa sempre meno in grado di corrispondere alle esigenze della potenziale utenza – hanno detto i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, Filippo CiavagliaAntonello Paccavia e Claudio Bendini – Tratti ferroviari dismessi dopo averci investito per l’elettrificazione, percorsi di poche decine di Km che hanno tempi di percorrenza lunghissimi, mancanza di un orario unico regionale che faciliti l’utilizzo dei mezzi pubblici”.Ma non c’è solo il trasporto su ferro ad allarmare le organizzazioni sindacali: “Non si può più accettare che la E45 sia ancora ad una corsia nel viadotto Puleto, dopo una chiusura durata mesi nel 2019 – hanno rimarcato i sindacati – Un’arteria fondamentale per l’Umbria, da anni è sottoposta a lavori di sistemazione dei quali però non si vede mai la fine, con disagi enormi per il traffico e seri problemi di sicurezza”.

A pesare, poi, sempre secondo Cgil, Cisl e Uil è l’incertezza sulla realizzazione della E78, “per la quale di Governo in Governo si prevedono i finanziamenti per il tratto umbro che poi scompaiono o non vengono spesi, rimandando sempre il varo dell’infrastruttura che dovrebbe collegare Grosseto e Fano con le importanti ricadute positive per l’economia dei territori interni di Toscana, Umbria e Marche”.

C’è poi la strada “Pian d’Assino” Umbertide – Gubbio, “una delle arterie più pericolose dell’Umbria, dove i lavori di adeguamento non partono, pur essendoci i finanziamenti”.
Infine, pesa, secondo Cgil, Cisl e Uil la mancanza dei supporti infrastrutturali necessari al funzionamento della piastra logistica, così come l’assenza del cablaggio del territorio per la modernizzazione delle imprese e lo sviluppo della alfabetizzazione informatica.

“Diciamo basta all’arretramento economico, sociale, culturale del sistema Umbria – hanno concluso i tre segretari dal presidio di Città di Castello – la Regione investa in un grande piano infrastrutturale condiviso con le forze sociali, per impedire un ulteriore regresso del nostro territorio. Il Governo metta a disposizione le necessarie risorse per realizzare quanto è necessario ad una nuova stagione di crescita e di tenuta dell’Umbria”.

Infrastutture, Cgil, Cisl e Uil: “L’Umbria deve uscire dall’isolamento, serve l’impegno da parte di tutti gli enti preposti”

by CISL LDS

paolo acciai“Basta promesse, bisogna passare ai fatti”. Cgil, Cisl e Uil Umbria con l’iniziativa odierna “SS E 45 Fondamentale infrastruttura d’Italia”, conclusa da Paolo Acciai (Cisl Nazionale) a Città di Castello chiedono la riapertura di questa strategica via di comunicazione, un investimento in risorse per i territori e puntano l’attenzione sul binomio produttività-infrastrutture. “Ci vuole un’ assunzione di responsabilità da parte di tutti gli enti preposti, di istituire un tavolo di coordinamento territoriale per coordinare e monitorare gli interventi strutturali, di manutenzione, progettazione e finanziamento – affermano con forza Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente rappresentati nei lavori da Maurizio Maurizi, Francesca Rossi e Claudio Bendini-. Ciò è funzionale anche ad aprire un confronto con il Governo Centrale, rispetto alle priorità infrastrutturali dell’Umbria come interesse nazionale”.

“L’Alto Tevere e l’Umbria tutta devono uscire dall’isolamento – hanno detto- e questo passa oltre che dalla riapertura della E45 dal completamento della E78. Questa –hanno chiarito- rappresenta la risposta per un asse strategico trasversale verso il Tirreno affinché possa diventare un territorio interconnesso, attraverso lo sviluppo delle nuove infrastrutture telematiche e digitali”.

e 45I sindacati puntano poi il dito sulla questione burocrazia. “E’ necessario sbloccare i finanziamenti dei lotti appaltati della SS219 (Gubbio-Umbertide) e far partire i cantieri della Perugia/Ancona. Questi-lamentano dal sindacato confederale- sono ancora fermi, anche se possono contare di impegni presi ai massimi livelli istituzionali”.

Dalla gomma al ferro. Per quanto riguarda i servizi ferroviari l’attenzione di Cgil, Cisl e Uil rimane sulle direttrici per Roma, Firenze e Ancona, ma anche e soprattutto sul trasporto locale e, in particolare, sui servizi svolti dalla ex Fcu, linea ferroviaria Sansepolcro-Terni che attraversa l’Umbria, toccando le città più importanti e rappresentando per questo una risposta a migliaia di lavoratori, studenti, cittadini e turisti.
paccavia - sbarra“Con il passaggio alla Rete Ferroviaria Italiana –hanno precisato i sindacati- speriamo che si fermi questo lento declino della ferrovia che ha portato anche ad una chiusura temporanea della linea per l’esecuzione di lavori di manutenzione ed a una solo parziale riapertura. Il nostro auspicio – proseguono- è che in tempi brevi si possa ammodernare questa fondamentale infrastruttura per renderla il vero asse portante del trasporto locale, magari ripristinando anche la tratta Sansepolcro/Arezzo che toglierebbe dall’isolamento i nostri territori (come già sperimentato in passato)”.

bandiere

Cgil, Cisl e Uil chiedono di ripensare, riprogettare un servizio merci moderno ed efficiente che se da una parte deve aiutare le imprese ad essere più competitive sui mercati, dall’altra deve portare grandi benefici sotto l’aspetto del rispetto ambientale.

Nel corso dell’incontro si è trattato di manutenzione ordinaria e straordinaria ma anche di riqualificazione della strade (viabilità minore), dell’infrastrutturazione delle aree industriali con collegamenti alla banda larga/fibra e accesso alle fonti energetiche alternative e delle piattaforme digitali per la promozione e commercializzazione delle produzioni regionali e territoriali.

Cgil, Cisl e Uil Umbria
Città di Castello, 16 luglio 2019