Salta al contenuto principale

Cisl Umbria

Manzotti (Cisl Umbria): “Basta bonus, azioni concrete per le famiglie umbre”

Manzotti (Cisl Umbria): “Basta bonus, azioni concrete per le famiglie umbre”

Il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti interviene sulla situazione economica del territorio, anche alla luce dell’attuale quadro geopolitico ed economico nazionale ed internazionale

“La situazione economica nella nostra regione è sempre più difficile – sottolinea il segretario – In un territorio già fiaccato da stipendi che sono fra i più bassi d’Italia, con ricadute sul welfare e in generale su sistema previdenziale, occorre intervenire con azioni concrete e strutturali per salvaguardare il potere d’acquisto. Dai colloqui costanti che abbiamo con i nostri iscritti ed in generale con i lavoratori, stiamo riscontrando come stia crescendo in maniera esponenziale la percentuale di lavoratori e pensionati i quali, di fronte all’impennata del caro-vita non riescono più  a fare fronte alle esigenze quotidiane. Questo li porta a dover fare delle scelte, rinunciando a servizi essenziali, molto spesso alle cure come ricordano i dati di Gimbe.

Stop interventi tampone: gli strumenti ci sono

La politica dei bonus, degli interventi tampone non premia e soprattutto non dà vere risposte alle esigenze dei cittadini. Servono interventi strutturali, che mettano centro i temi del salario, dell’occupazione, delle nuove politiche di welfare e il sostegno alle famiglie. Un occhio di riguardo deve poi essere riservato alle aree interne, dove c’è maggiore carenza dei servizi essenziali e dove è molto più difficile anche costruire sviluppo economico a lungo termine. È urgente dunque un patto sociale che metta  al centro il lavoro, la coesione sociale e la crescita: in questo senso, assumono un ruolo determinante partecipazione e concertazione con tutte le parti datoriali e istituzionali. Oggi abbiamo due strumenti a disposizione: ZES e programmazione comunitaria: questa è l’occasione per rilanciare nuova occupazione, lavoro di qualità, creare nuovi insediamenti produttivi e rilanciare la manifattura. Dare risposte alle persone in questa delicata fase del Paese e ancora di più della nostra regione, deve essere una priorità politica ed economica”

Le richieste in occasione di DEF e DEFR

A livello nazionale, in occasione della discussione del DEF (Documento di economia e finanza) Cisl chiede un taglio strutturale dell’Irpef a sostegno del ceto medio; la detassazione dei premi di risultato e della tredicesima; il potenziamento della contrattazione aziendale: “Oltre a questo – ricorda Manzotti – chiediamo maggiori investimenti sulla sanità, con la promozione della sanità territoriale- investendo soprattutto sul personale – e nuove misure per la non autosufficienza. In questa fase servono poi interventi concreti per contenere il prezzo del carburante: su questo fronte chiediamo misure strutturali e non a tempo: occorre con urgenza una legge che possa calmierare il prezzo del carburante. E anche un intervento simile per il caro-energia in generale”

Manzotti si sofferma poi sulle richieste a livello regionale: “Questo è il tempo per misure straordinarie che facciano realmente cambiare passo al territorio. In occasione della discussione del Defr Documento di economia e finanza regionale), come Cisl Umbria chiediamo che vengano messe al centro politiche del lavoro e di sviluppo del territorio che consentano di creare lavoro stabile e di qualità. Ciò può avvenire soltanto i due modi: rafforzando il sistema produttivo e mettendo al centro i giovani. Vanno costruite le condizioni affinchè gli Under 35 tornino a vedere l’Umbria come una regione che offre opportunità e crea prospettive: questa è l’unica strada per arrestare un declino ed uno spopolamento che avanzano inesorabilmente”.

Rivedere la manovra fiscale

Ma non è finita qui: “Cisl Umbria chiede inoltre alla Regione Umbria di rivedere la manovra fiscale regionale, senza ulteriori proroghe e prevedere una diversa applicazione aliquota o detrazioni per la fascia di reddito che vada da 28.000 a 50.000 euro, ossia per i ceto medio. Questo gettito deve essere riservato a potenziare la sanità territoriale e politiche rivolte al personale”

 

Cisl e Filca Umbria: “Da Comunanza Agraria silenzio inaccettabile su cava Ecoinerti”

Cisl e Filca Umbria: “Da Comunanza Agraria silenzio inaccettabile su cava Ecoinerti”

Cisl Umbria e Filca Cisl Umbria, nelle persone dei rispettivi segretari generali Angelo Manzotti ed Emanuele Petrini, prendono atto con rammarico dell’ingiustificato perdurare della fase di stallo relativamente all’attuazione dell’intesa raggiunta nelle scorse settimane in Prefettura a Perugia circa la disponibilità della Comunanza Agraria di Gualdo Tadino a valutare la proposta presentata da Ecoinerti per l’acquisizione dei terreni sui quali procedere all’ampliamento della cava.

La Comunanza Agraria si era impegnata a fornire una risposta entro il 15 Ottobre. A oltre 7 giorni da quella data e a pochi giorni dalla scadenza della concessione per l’utilizzo della cava, fissato per l’inizio del mese di Novembre rileviamo un preoccupante silenzio.

Dall’incontro in Prefettura erano emerse le condizioni per raggiungere un accordo che fosse soddisfacente per entrambe le parti e tenga conto da una parte della salvaguardia dei livelli occupazionali; dall’altro della sostenibilità ambientale. Le proposte della Ecoinerti infatti andavano in questo senso.

Il silenzio della Comunanza Agraria è pertanto inaccettabile e mette a rischio il futuro di 18 lavoratori e delle loro famiglie. Restiamo fiduciosi sul fatto che si possano creare le condizioni affinchè l’azienda prosegua la propria attività e sviluppi i progetti di riambientamento della cava, valorizzando il territorio e creando sviluppo economico e un beneficio della collettività

Cisl e Filca Umbria ribadiscono il massimo impegno nel sostenere le aziende che intendono investire nei nostri territori, tutelando l’occupazione e mettendo in campo ogni azione necessaria per raggiungere questo obiettivo.

Gualdo Cattaneo, bilancio di previsione illustrato e condiviso coi sindacati: “Punto di partenza”

Gualdo Cattaneo, bilancio di previsione illustrato e condiviso coi sindacati: “Punto di partenza”

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e le rispettive federazioni pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp hanno preso condiviso il percorso per l’approvazione del bilancio di previsione 2027-2029 del comune di Gualdo Cattaneo.  Si tratta, come sottolinea una nota congiunta dell’amministrazione e dei sindacati “di una vera e propria alleanza di valore per il territorio, una svolta partecipativa senza precedenti”.

I pilastri del bilancio sono infatti stati interamente illustrati, condivisi e approvati al tavolo istituzionale dalle rappresentanze sindacali confederali.

Frutto di un percorso di ascolto profondo e responsabile indetto dall’amministrazione comunale, il bilancio triennale traccia una linea programmatica solida, moderna e vicina alle reali esigenze dei cittadini e del mondo del lavoro, fondandosi su tre pilastri imprescindibili

Prima di tutto, il consolidamento dei servizi. Nessun arretramento sul welfare, sulla scuola, sulla sicurezza e sul presidio del territorio. L’impostazione finanziaria garantisce la continuità e l’innalzamento della qualità dei servizi essenziali per i cittadini e per la vasta rete infrastrutturale del territorio comunale, senza pesare sulle tasche delle famiglie.

Poi la trasparenza: una casa di vetro al servizio della collettività. Ogni scelta di spesa, ogni allocazione di risorsa e ogni investimento strategico viene reso leggibile, misurabile e verificabile, rafforzando la fiducia reciproca tra Amministrazione, parti sociali e cittadinanza.

Infine l’equità. La coesione sociale e la tutela delle fasce più deboli rimangono il cuore pulsante dell’azione amministrativa. Risorse mirate e politiche perequative assicurano che la crescita economica e i grandi investimenti in atto portino benefici tangibili e distribuiti a tutta la comunità.

Le parole dell’amministrazione comunale

Così il Comune di Gualdo Cattaneo “Avere al nostro fianco le organizzazioni sindacali nell’approvazione delle linee guida del bilancio 2027/2029 è il segno che quando la politica si fa ascolto e visione condivisa, i risultati non tardano ad arrivare. Aver costruito insieme una manovra che punta forte sul consolidamento dei servizi, sulla trasparenza totale delle scelte e sull’equità sociale dimostra che la strada del dialogo preventivo è l’unica in grado di costruire un futuro sicuro e coeso per Gualdo Cattaneo”

Il pieno avallo delle parti sociali segna così un passaggio politico e amministrativo di straordinario valore, confermando che la concertazione attiva e la condivisione delle priorità rappresentano il modello vincente per lo sviluppo di Gualdo Cattaneo.

Le parole dei sindacati

Le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e le rispettive federazioni dei pensionati “si tratta di un accordo importante, ma non deve essere una parentesi dovuta alla particolarità della situazione. Il lavoro che il sindacato rappresenta deve essere costitutivamente e permanentemente coinvolto, anche al fine di migliorare il senso di civiltà di un territorio. Tutto questo per poter valutare insieme tutte le possibili soluzioni condivise, sempre avendo come priorità le persone più fragili e gli anziani non autosufficienti”

LE SFIDE DELL’IMMIGRAZIONE NEL TERNANO. ANOLF E CISL: “NO AD APPROCCIO SOLO BUROCRATICO, UNIRE LEGALITA’ A TUTELA DELLA PERSONA”

by CISL MF
LE SFIDE DELL’IMMIGRAZIONE NEL TERNANO. ANOLF E CISL: “NO AD APPROCCIO SOLO BUROCRATICO, UNIRE LEGALITA’ A TUTELA DELLA PERSONA”

 

Rimpatrio volontario, decreto flussi, sportello unico per l’immigrazione e procedure operative standard sui controlli preliminari di salute e per l’individuazione delle vulnerabilità. Questi i temi del Consiglio Territoriale per l’immigrazione riunitosi nei giorni scorsi in Prefettura a Terni. Accanto ai rappresentanti delle istituzioni (per la Provincia presente il capo di Gabinetto Raffaello Federighi, per il Comune l’assessore Alessandra Salinetti oltre ai delegati della Regione Umbria) e delle forze dell’Ordine erano presenti anche associazioni datoriali e le sigle sindacati. Per CISL Umbria era presente Abdellilah Amahdar, presidente di Anfolf Umbria.
Focus particolare sugli strumenti messi a disposizione dal Governo per il rimpatrio assistito nei Paesi di origine e sul nuovo decreto flussi, sugli aspetti organizzativi e procedimentali connessi all’attuazione delle disposizioni in materia, in attesa che vengano definite le quote esatte spettanti alle varie province. Relativamente alle procedure sui controlli di salute preliminari, l’obiettivo è quello di assicurare l’uniformità di metodi e strumenti attuativi a garanzia di un approccio coordinato tra i diversi attori territoriali.

 

La riunione ha rappresentato un’importante occasione di raccordo istituzionale e di condivisione di esperienze e contributi operativi, favorendo un confronto costruttivo sulle strategie per affrontare le diverse dimensioni del fenomeno migratorio, coniugando il rispetto della legalità, l’efficacia dell’azione amministrativa e la tutela delle persone.
Abdellilah Amahdar, presidente di Anolf Umbria sottolinea: “Il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione è sempre un’importante occasione di confronto con gli altri attori del settore per condividere idee, esperienze e riflessioni sul fenomeno migratorio. Credo che l’immigrazione non debba essere affrontata soltanto come una questione burocratica o di emergenza, ma come una realtà sociale che richiede visione, responsabilità e politiche concrete. Come Cisl e Anolf, riteniamo fondamentale promuovere l’informazione, la formazione, l’inclusione e la partecipazione attiva delle persone immigrate, favorendo il dialogo tra istituzioni, associazioni, organizzazioni sindacali e territorio”


Giuliano Bicchieraro, segretario regionale della CISL Umbria con delega alle politiche dell’immigrazione e Anolf aggiunge: “Come CISL Umbria riteniamo che i quattro punti all’ordine del giorno debbano essere affrontati in una logica unitaria, nella quale legalità, tutela della persona, lavoro regolare ed efficienza amministrativa siano obiettivi complementari. Sul rimpatrio volontario assistito riteniamo fondamentale garantire informazione corretta, libertà di scelta e percorsi di reinserimento adeguati. Sul decreto flussi chiediamo che la programmazione degli ingressi sia collegata ai fabbisogni effettivi delle imprese e del territorio, coinvolgendo le parti sociali e rafforzando gli strumenti di prevenzione del lavoro irregolare e dello sfruttamento. Sul funzionamento dello Sportello Unico per l’Immigrazione proponiamo un confronto operativo stabile, con l’obiettivo di migliorare i tempi delle procedure, la trasparenza delle informazioni e la gestione delle criticità. Infine, sulle procedure di controllo sanitario e di individuazione delle vulnerabilità, riteniamo necessario garantire competenze adeguate, mediazione linguistica e un efficace raccordo con i servizi territoriali. La CISL è disponibile a fare la propria parte, attraverso l’esperienza dei propri servizi, di ANOLF e della rete territoriale, per contribuire a un modello di gestione dell’immigrazione fondato sulla legalità, sulla dignità della persona e sull’inclusione. Auspichiamo pertanto che il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione diventi sempre più una sede concreta di coordinamento, nella quale le criticità siano affrontate congiuntamente e le proposte si traducano in impegni verificabili”

Colussi trattativa ferma sul contratto integrativo. Le organizzazione sindacali proclamano lo stato di agitazione

by CISL MF
Colussi trattativa ferma sul contratto integrativo. Le organizzazione sindacali proclamano lo stato di agitazione

I sindacati umbri: «Servono risposte concrete e rispetto per le lavoratrici e i lavoratori»

Per lo stabilimento umbro, che conta 380 dipendenti, si apre una fase di mobilitazione a tutela dei diritti, delle condizioni di lavoro e del riconoscimento economico e professionale.

FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL dell’Umbria esprimono forte preoccupazione per lo stallo delle trattative per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale del Gruppo Colussi per il triennio 2026-2029 e condividono la decisione assunta dal Coordinamento nazionale delle RSU di proclamare, con effetto immediato, lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti del Gruppo.

La decisione è arrivata al termine dell’incontro del 15 ottobre 2026, svoltosi presso la sede di Confindustria Umbria, dopo mesi di confronto senza che l’azienda abbia fornito risposte concrete e soddisfacenti alle richieste contenute nella piattaforma sindacale.

Anche in Umbria sono coinvolte 380 lavoratrici e lavoratori, ai quali deve essere garantito un confronto negoziale serio, capace di riconoscere il contributo quotidiano di chi opera nello stabilimento e di tradurre le richieste sindacali in risultati concreti sul piano economico, professionale e delle condizioni di lavoro.

Le organizzazioni sindacali giudicano inaccettabile che, a fronte delle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, l’azienda continui a concentrare le proprie proposte prevalentemente sul tema della riduzione dell’assenteismo, arrivando a ipotizzare modifiche all’impianto originario del Premio per obiettivi. Soluzioni che potrebbero determinare ricadute negative sul personale, comprese le persone che usufruiscono dei benefici previsti dalla Legge 104/1992.

Non è questa la strada per costruire relazioni industriali positive e un accordo integrativo che valorizzi realmente il lavoro. Il rinnovo contrattuale deve rappresentare un’occasione per migliorare le condizioni delle persone, riconoscere professionalità e impegno e garantire un’equa distribuzione dei risultati raggiunti grazie al contributo di tutte e tutti.

Per queste ragioni, FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL dell’Umbria sostengono la mobilitazione proclamata a livello nazionale e promuoveranno assemblee sindacali nello stabilimento umbro, per informare le lavoratrici e i lavoratori sull’andamento della trattativa, raccogliere le loro valutazioni e condividere le iniziative da intraprendere.

Le organizzazioni sindacali chiedono all’azienda di riattivare immediatamente il tavolo negoziale, abbandonando una posizione che rischia di compromettere il percorso di confronto e presentando risposte adeguate alle rivendicazioni contenute nella piattaforma sindacale.

In assenza di un significativo cambio di atteggiamento e di risposte concrete, non si escludono ulteriori iniziative di mobilitazione e di lotta sindacale.

La tutela dei diritti, della dignità e delle condizioni di lavoro delle 380 persone dello stabilimento umbro è una priorità. FAI CISL, FLAI CGIL e UILA UIL continueranno a sostenere con determinazione le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale sia il risultato di un confronto vero e produca benefici concreti per chi ogni giorno contribuisce ai risultati del Gruppo Colussi.

FAI CISL Umbria – FLAI CGIL Umbria – UILA UIL Umbria

Il Pnrr è terminato ma nel cratere del sisma c’è ancora molto da lavorare Cisl Umbria e Fp CISL Umbria venerdì 9 ottobre 2026 fanno il punto sulla ricostruzione a Cascia

by CISL MF
Il Pnrr è terminato ma nel cratere del sisma c’è ancora molto da lavorare Cisl Umbria e Fp CISL Umbria venerdì 9 ottobre 2026 fanno il punto sulla ricostruzione a Cascia

Nel cratere sisma c’è ancora molto da fare, anche dopo la fine del Pnrr. Per questo occorrono certezze che mettano al sicuro le professionalità che stanno lavorando alla ricostruzione nelle quattro regioni del centro Italia colpiti dieci anni fa dalle scosse.

Cisl Fp ne parla a margine della recente redistribuzione di nuove risorse da parte del Governo per le zone colpite dalle scosse del 2016 e successivamente di quelle del 2023 in un incontro dal titolo “Le mani che ricostruiscono meritano un futuro certo”.

Venerdi 9 Ottobre all’auditorium Santa Chiara di Cascia, a partire dalle ore 15 la segreteria regionale Cisl Fp Umbria e Cisl Umbria mettono insieme sindacati e istituzioni di Umbria, Abruzzo, Lazio e Marche con l’obiettivo di fare il punto sulla ricostruzione ma anche e soprattutto sulla situazione di chi concretamente ad essa lavora, personale qualificato e specializzato che continua ad operare in condizioni di precarietà e senza certezze sul futuro

“Come Cisl Fp avevamo presentato degli emendamenti in questo senso – spiega il segretario regionale Cisl Fp Umbria Marcello Romeggini – che però non sono stati approvati. Questo appuntamento allora arriva al momento giusto. Bisogna accendere i fari su un aspetto: qui rischiamo di creare la stessa situazione delle Case e degli ospedali di Comunità: ci sono i soldi per le strutture, ma non per chi ci lavora. Serve personale specializzato che coordini, faccia funzionare correttamente la macchina della ricostruzione. Ma i soldi per assumerli non ci sono. Quello che è stato fatto è sin qui eccellente e a regola d’arte. Questo è soltanto grazie alle professionalità che ci lavorano. Noi chiediamo che vengano stabilizzate: non possono vivere anno dopo anno aspettando che arrivino i fondi. Senza una stabilizzazione, si rischia di perdere queste professionalità qualora trovassero un posto sicuro. C’è poi un altro aspetto: internalizzare queste competenze a livello regionale consente di avere una rete di professionisti a disposizione nella malaugurata ipotesi dovesse verificarsi un altro evento sismico”

Cisl Fp Umbria e Cisl Umbria ribadiscono quindi la necessità di legare i contributi a regole certe e soprattutto a sicurezza e legalità: “Niente risorse pubbliche senza regole sul lavoro- ricordano Cisl Umbria e Cisl Fp – servono vincoli chiari che leghino risorse e relativi interventi alla forza lavoro. Questo vale in tutto il settore del pubblico impiego e ancora di più nel comparto che sta seguendo la ricostruzione: condizioni di lavoro migliori e stabilità economica significano servizi migliori. Contratti stabili tutelano tutti, perché garantiscono continuità nel servizio e non disperdono le professionalità”

Per la parte sindacale, che sarà aperta dal segretario generale di Cisl Fp Umbria Marcello Romeggini prenderanno parte all’evento, oltre alla segreteria regionale dell’Umbria di Cisl Fp Umbria, quelle di Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio; la segreteria nazionale Cisl Fp col segretario nazionale Dario Truffa; il segretario Filca Cisl Umbria Emanuele Petrini e il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti

La parte istituzionale vedrà presente il commissario alla ricostruzione sisma, senatore Guido Castelli, la sua vice per l’Umbria Stefania Proietti e alcuni sindaci delle aree colpite.

Questa tavola rotonda avrà due particolare focus. Uno è quello sul diverso stato di avanzamento dei lavori: “In Abruzzo – sottolinea Romeggini – sono più avanti proprio perché hanno sfruttato le competenze del sisma de L’Aquila, mettendole al servizio delle aree colpite nel suo territorio”.

Il secondo focus sarà dedicato ai tre comuni che hanno pagato il conto più salato in termini di vittime, ovvero Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto. Con la testimonianza diretta dei primi cittadini, Cisl Fp racconterà quanto in queste zone la ricostruzione fisica proceda a rilento, con molti borghi fantasma e quella sociale sia inesistente, col rischio di ricostruire case e strutture per nessuno.

“Questo è l’altro grande aspetto – sottolinea Romeggini – la ricostruzione della comunità oltre a quella degli edifici. Anche questo è responsabilità della politica e anche per questo è ancora più importante stabilizzare chi sta lavorando alla ricostruzione”. Concluderà l’evento il segretario nazionale Cisl Fp Dario Truffa.

QUATTRO REGIONI UNITE PER UN FUTURO CERTO: CISL FP UMBRIA E CISL UMBRIA A CASCIA: “DARE CERTEZZE ALLA RICOSTRUZIONE POST SISMA”

QUATTRO REGIONI UNITE PER UN FUTURO CERTO: CISL FP UMBRIA E CISL UMBRIA A CASCIA: “DARE CERTEZZE ALLA RICOSTRUZIONE POST SISMA”

Nel cratere sisma c’è ancora molto da fare, anche dopo la fine del Pnrr. Per questo occorrono certezze che mettano al sicuro le professionalità che stanno lavorando alla ricostruzione nelle quattro regioni del centro Italia colpiti dieci anni fa dalle scosse.

Cisl Fp ne parla a margine della recente redistribuzione di nuove risorse da parte del Governo per le zone colpite dalle scosse del 2016 e successivamente di quelle del 2023 in un incontro dal titolo “Le mani che ricostruiscono meritano un futuro certo”.

Venerdi 9 Ottobre all’auditorium Santa Chiara di Cascia, a partire dalle ore 15 la segreteria regionale Cisl Fp Umbria e Cisl Umbria mettono insieme sindacati e istituzioni di Umbria, Abruzzo, Lazio e Marche con l’obiettivo di fare il punto sulla ricostruzione ma anche e soprattutto sulla situazione di chi concretamente ad essa lavora, personale qualificato e specializzato che continua ad operare in condizioni di precarietà e senza certezze sul futuro.

“Come Cisl Fp avevamo presentato degli emendamenti in questo senso – spiega il segretario regionale Cisl Fp Umbria Marcello Romeggini – che però non sono stati approvati. Questo appuntamento allora arriva al momento giusto. Bisogna accendere i fari su un aspetto: qui rischiamo di creare la stessa situazione delle Case e degli ospedali di Comunità: ci sono i soldi per le strutture, ma non per chi ci lavora. Serve personale specializzato che coordini, faccia funzionare correttamente la macchina della ricostruzione. Ma i soldi per assumerli non ci sono. Quello che è stato fatto è sin qui eccellente e a regola d’arte. Questo è soltanto grazie alle professionalità che ci lavorano. Noi chiediamo che vengano stabilizzate: non possono vivere anno dopo anno aspettando che arrivino i fondi. Senza una stabilizzazione, si rischia di perdere queste professionalità qualora trovassero un posto sicuro. C’è poi un altro aspetto: internalizzare queste competenze a livello regionale consente di avere una rete di professionisti a disposizione nella malaugurata ipotesi dovesse verificarsi un altro evento sismico”

Cisl Fp Umbria e Cisl Umbria ribadiscono quindi la necessità di legare i contributi a regole certe e soprattutto a sicurezza e legalità: “Niente risorse pubbliche senza regole sul lavoro- ricordano Cisl Umbria e Cisl Fp – servono vincoli chiari che leghino risorse e relativi interventi alla forza lavoro. Questo vale in tutto il settore del pubblico impiego e ancora di più nel comparto che sta seguendo la ricostruzione: condizioni di lavoro migliori e stabilità economica significano servizi migliori. Contratti stabili tutelano tutti, perché garantiscono continuità nel servizio e non disperdono le professionalità”.

Per la parte sindacale, che sarà aperta dal segretario generale di Cisl Fp Umbria Marcello Romeggini prenderanno parte all’evento, oltre alla segreteria regionale dell’Umbria di Cisl Fp Umbria, quelle di Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio; la segreteria nazionale Cisl Fp col segretario nazionale Dario Truffa; il segretario Filca Cisl Umbria Emanuele Petrini e i quattro segretari confederali della Cisl Angelo Manzotti (Umbria), Enrico Coppotelli (Lazio), Marco Ferracuti (Marche) e Giovanni Notaro (Abruzzo).

La parte istituzionale vedrà presente il commissario alla ricostruzione sisma, senatore Guido Castelli, la sua vice per l’Umbria Stefania Proietti e alcuni sindaci delle aree colpite.

Questa tavola rotonda avrà due particolare focus. Uno è quello sul diverso stato di avanzamento dei lavori: “In Abruzzo – sottolinea Romeggini – sono più avanti proprio perché hanno sfruttato le competenze del sisma de L’Aquila, mettendole al servizio delle aree colpite nel suo territorio”.

Il secondo focus sarà dedicato ai tre comuni che hanno pagato il conto più salato in termini di vittime, ovvero Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto. Con la testimonianza diretta dei primi cittadini, Cisl Fp racconterà quanto in queste zone la ricostruzione fisica proceda a rilento, con molti borghi fantasma e quella sociale sia inesistente, col rischio di ricostruire case e strutture per nessuno.

“Questo è l’altro grande aspetto – sottolinea Romeggini – la ricostruzione della comunità oltre a quella degli edifici. Anche questo è responsabilità della politica e anche per questo è ancora più importante stabilizzare chi sta lavorando alla ricostruzione”.
Concluderà l’evento il segretario nazionale Cisl Fp Dario Truffa.

Ast-Terni, per Fim Cisl nazionale e Fim Cisl Umbria: “Bene il rispetto del cronoprogramma, ma il Governo risolva il nodo energia. Senza stabilità dei costi a rischio l’occupazione”

by CISL MF

Dichiarazione del Segretario Nazionale FIM-CISL Valerio D’Alò e del Segretario Generale FIM-CISL Umbria Simone Liti

ROMA, 28 settembre 2026 – Si è tenuto oggi al Mimit, l’incontro del Comitato Esecutivo previsto dall’Accordo di Programma per l’AST di Terni, alla presenza di Governo, Enti Locali, vertici del Gruppo Arvedi e Organizzazioni Sindacali. Un tavolo di confronto, durante il quale è stato illustrato lo stato di avanzamento degli investimenti nel sito siderurgico umbro.
Come Fim Cisl valutiamo positivamente l’attivazione e la natura di questa convocazione. Il Comitato Esecutivo è uno strumento di governance che abbiamo fortemente rivendicato per monitorare, passo dopo passo, la messa a terra degli Accordi di Programma.
L’azienda, ad oggi, sta mantenendo gli impegni assunti sia per quanto riguarda la salvaguardia occupazionale, sia sul fronte degli investimenti, non solo industriali ma anche e soprattutto ambientali.
Tuttavia resta il nodo dell’energia. Per la Fim Cisl è impensabile che un Paese – seguendo le direttive europee sulla decarbonizzazione – non garantisca contestualmente le condizioni abilitanti affinché questa transizione avvenga senza contraccolpi sociali.
La prima di queste condizioni è il costo dell’energia, che deve essere reso competitivo ma, soprattutto, stabile nel tempo. I costi energetici hanno un impatto strutturale sui bilanci delle aziende siderurgiche: senza stabilità energetica, viene meno la stabilità occupazionale e la qualità del lavoro, e si mette a repentaglio la tenuta industriale del Paese.
Come Fim Cisl continueremo a monitorare l’avanzamento degli investimenti nei tempi previsti. Al contempo chiediamo a Regione e Comune che gli impegni assunti vengano tradotti in fatti. Ci aspettiamo, in particolare, che la legge regionale promessa veda la luce entro la fine dell’anno.
La continuità di queste sinergie è fondamentale per la buona riuscita di un progetto di investimento importante per la siderurgia del nostro Paese.

Ufficio Stampa nazionale FIM CISL