Cisl Umbria

La soddisfazione della segreteria della Cisl Umbria: “Fim Cisl conferma e rafforza il primato in AST–Arvedi Terni”

by CISL LDS

Nella foto, da sinistra il segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti, il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti e il segretario regionale Cisl Umbria e coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Terni – Orvieto Riccardo Marcelli

Nella foto, la squadra della Fim Cisl Umbria

“La Fim Cisl Umbria si conferma, anche in questa tornata elettorale, prima organizzazione sindacale all’interno del gruppo Acciai Speciali Terni – Arvedi, rafforzando un risultato che testimonia la solidità del lavoro svolto negli anni”. E’ quanto affermano congiuntamente il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti e il responsabile della Cisl Terni Riccardo Marcelli (nella foto con il segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti). “L’affluenza al voto, altissima e pari al 97 per cento,  testimonia la partecipazione consapevole delle lavoratrici e dei lavoratori rafforzando ulteriormente il valore del mandato ricevuto”.
“La fiducia espressa dalle lavoratrici e dai lavoratori premia un modello sindacale fondato sulla presenza costante nei reparti, sulla capacità di contrattazione e su una tutela concreta e quotidiana. In una fase di profonde trasformazioni industriali e organizzative, questo risultato assume un valore ancora più significativo: la Fim Cisl Umbria si conferma interlocutore autorevole e responsabile nelle scelte strategiche che riguardano il futuro del sito ternano e dell’intero territorio umbro, rafforzando il ruolo sindacale nel settore della manifattura. La riconferma del primato non è solo un dato numerico, ma il segno di una relazione solida con la comunità lavorativa, costruita su ascolto, competenza e credibilità”.
La Cisl Umbria esprime vivo apprezzamento per il lavoro svolto dal gruppo dirigente della Fim Cisl congratulandosi con tutte le lavoratrici e i lavoratori per la straordinaria partecipazione e per la fiducia rinnovata al sindacato metalmeccanico.

Rinnovo Rsu-Rls Arvedi Acciai Speciali Terni e Arvedi Tubificio di Terni. Vince la Fim Cisl: “804 volte grazie per la fiducia!”

by CISL LDS

Terni, 15 maggio 2026 – La FIM CISL Umbria esprime un sentito ringraziamento a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Arvedi Acciai Speciali Terni e Arvedi Tubificio di Terni. Il risultato più importante è rappresentato dalla partecipazione: il 97% degli aventi diritto 2291 ha preso parte alle elezioni per il rinnovo della R.S.U. – R.L.S.
Ai lavoratori e alle lavoratrici di Arvedi Acciai Speciali Terni e Arvedi Tubificio di Terni: 804 volte grazie.

Con grande senso di responsabilità, la FIM CISL ringrazia per la fiducia accordata alla nostra organizzazione. La FIM CISL si riconferma prima organizzazione sindacale, e mantiene lo stesso numero dei delegati, nonostante rispetto alla tornata precedente si sia ridotto il numero dei dipendenti e, di conseguenza, il numero dei delegati da eleggere (da 27 a 24) per AST.

FIM CISL – 9 delegati eletti ad AST per un totale di 769 voti:

Operai (6): Emiliano Petralla (delegato più votato 106 ), Daniele Sassone, Gabriele D’Ignazi, Gianluca Madrid, Sandro Pompili, Federico Sopranzi

Impiegati (2): Marco Giardinieri, Federica Abbati

Quadro (1): Marco Felici

FIM CISL prima anche al Tubificio di Terni con 35 voti totali. Eletto: Maurizio Chiari
FIM CISL prima tra gli RLS.

Un grande lavoro di squadra, dove il collettivo fa la differenza.

Congratulazioni ai nuovi eletti R.S.U. della FIM CISL e a tutti i candidati di AST:
Amarante Alfoso, Bonaccini Andrea, Cali Flamur, Catozzi Gianluca, Colarieti Sergio, De Angelis Paolo, Fontana Riccardo, Forti Massimo, Francia Matteo, Giovannini Marco, Listanti Federico, Liti Fabio, Longari Nastasia, Lunardi Simone, Marini Bernardino, Menghinelli Riccardo, Pannaccio Daniele, Pelini Alessandro, Prosperi Gabriele, Ronco Umberto, Rubini Maurizio, Temperini Samuele, Vagliani Umberto. Per il Tubificio: Bellagamba Diego, Bellucci Massimiliano, Leonte Adrian.

Un ringraziamento speciale al presidente della Commissione Elettorale Valter Canestrini e ai membri della commissione Stefano Rossetti e Wilmer Cardinali, agli scrutatori: Fabio Stefanetti, Maraga Oscar Riccardo Gentile, Matteo Faustini, Gianluca Gasbarrini, Giulio Mariani, Danilo Fraticelli per il lavoro svolto in questi giorni.

“Il risultato ottenuto -affermano il Segretario Generale Fim Cisl Umbria Simone Liti (nella foto) e Il Segretario Fim Cisl Umbria Emilio Trotti- conferma la solidità dei principi che orientano il nostro agire: la persona al centro, una contrattazione che non lascia nessuno indietro, il rispetto reciproco, la tutela della salute e della sicurezza, la crescita professionale continua e il diritto a un lavoro stabile e dignitoso.

La nostra presenza e il nostro impegno quotidiano, fondati su identità, autonomia ed esperienza, rappresentano un risultato importante che rafforza la nostra azione sindacale.

La vostra fiducia è per noi il riconoscimento più importante. Continueremo a lavorare al vostro fianco, con la stessa serietà e la stessa passione di sempre.

Fim Cisl Umbria

Giuliano Bicchieraro (Cisl Umbria): “Infrastrutture, collegamenti e aree interne, i numeri certificano l’isolamento dell’Umbria”

by CISL LDS

La CISL Umbria richiama con forza l’attenzione sulle condizioni strutturali della regione, che continuano a rappresentare un freno allo sviluppo, all’occupazione e alla coesione territoriale.

Il segretario regionale Cisl Umbria Giuliano Bicchieraro

I dati del recente rapporto OCSE, insieme alle analisi dell’Agenzia Umbria Ricerche (AUR), delineano un quadro chiaro, l’Umbria è oggi una regione penalizzata da un deficit infrastrutturale, materiale e immateriale, che rischia di alimentare ulteriormente il divario con il resto del Paese e dell’Europa.

Per quanto riguarda le infrastrutture materiali, l’accessibilità bassa e servizi insufficienti fa sì che l’Umbria si collochi tra le regioni meno accessibili d’Italia, quarta per peggior accessibilità stradale e nel 20% peggiore a livello europeo, tra le peggiori anche sul piano ferroviario, con una rete sotto gli standard europei e senza alta velocità.

A questo si aggiunge un dato particolarmente significativo, solo il 43,1% dei cittadini umbri è soddisfatto del trasporto pubblico, uno dei livelli più bassi tra le regioni OCSE.

Un dato che conferma quanto già evidenziato dall’AUR, la mobilità regionale soffre di tempi di percorrenza elevati, scarsa integrazione tra gomma e ferro e difficoltà sistemiche nei collegamenti interni, con effetti diretti sulla qualità del lavoro e sulla competitività delle imprese.

Per quanto riguarda le infrastrutture immateriali si registrano ritardi digitali che frenano sviluppo e lavoro.

Anche su questo fronte emergono criticità rilevanti, solo il 52% della popolazione è raggiunto dalla fibra ottica, contro il 61% della media italiana e il 65% europea, le velocità di connessione mobile risultano inferiori del 40–50% rispetto alla media OCSE.

l’Umbria è anche tra le cinque peggiori regioni italiane per velocità della rete fissa.

Questi dati si riflettono direttamente su produttività, innovazione e capacità di attrarre investimenti, confermando le analisi AUR che evidenziano un ritardo nella transizione digitale del sistema economico regionale, soprattutto nelle PMI e nei territori più periferici.

Per quanto riguarda le aree interne lo spopolamento porta al rischio di marginalizzazione.

Le criticità infrastrutturali colpiscono in modo ancora più grave le aree interne, dove si concentra una parte significativa del territorio umbro.

Il rapporto OCSE evidenzia che, il calo demografico è più intenso nei comuni isolati, dove si registra una perdita costante di popolazione, qui si innesca un circolo vizioso, meno abitanti, porta a meno servizi, con la conseguenza di avere meno lavoro e quindi ulteriore spopolamento.

Anche sul fronte delle politiche pubbliche emergono criticità, il 72% dei fondi per le aree interne è stato impegnato, con ritardi significativi nell’attuazione degli interventi.

Un quadro che si inserisce in una tendenza già rilevata dall’AUR: invecchiamento della popolazione, desertificazione produttiva e riduzione dei servizi essenziali, soprattutto nelle zone appenniniche e rurali.

Una questione di equità territoriale e qualità del lavoro, il ritardo infrastrutturale dell’Umbria non è solo un problema di mobilità, ma una vera e propria questione di diritti di cittadinanza, accesso al lavoro, pari opportunità tra territori.

La difficoltà di spostarsi, di connettersi e di accedere ai servizi penalizza lavoratori, giovani e imprese, rendendo più fragile l’intero sistema regionale.

Di fronte a questo scenario la CISL Umbria prova ad avanzare delle proposte e in alcuni casi a riproporle.

Oltre a chiedere un cambio di passo deciso, la CISL Umbria propone di lavorare per una maggiore integrazione dell’Umbria nelle reti nazionali ad alta velocità, investire sulla qualità della rete stradale e sulla sicurezza, potenziamento e integrazione del trasporto pubblico locale, accelerazione sulla banda larga e sulla fibra, soprattutto nelle aree interne, rafforzamento delle politiche per le aree interne, superando ritardi e frammentazione.

Il punto è, senza infrastrutture non c’è sviluppo, i dati parlano chiaro, senza un intervento strutturale sulle infrastrutture materiali e immateriali, l’Umbria rischia di restare ai margini.

Per la CISL Umbria è il momento di mettere al centro una strategia regionale concertata e partecipata, capace di connettere territori, creare lavoro di qualità e contrastare lo spopolamento.

L’isolamento non è un destino, è una condizione che va superata con scelte politiche coraggiose e investimenti concreti.

Giuliano Bicchieraro

Segretario Regionale Cisl Umbria

Perugia, 11 maggio 2026

Nodo di Perugia, Fabio Ciancabilla (Fit Cisl Umbria): “Opera fondamentale per tutta la regione”

by CISL LDS

Perugia, 4 maggio 2025 – “Quanto riferito dall’Assessore De Rebotti in relazione alla necessità di progettare totalmente il nodo di Perugia in occasione della conferenza sulla ZES organizzata dalla CISL Umbria il 23 aprile scorso, è del tutto condivisibile. Come FIT CISL Umbria, infatti, abbiamo da sempre sostenuto la necessità di procedere con l’opera senza soluzioni tampone o ridimensionamenti poiché il nodo rappresenta una soluzione strategica per la mobilità su strada di carattere interregionale”

Queste le parole del Segretario Generale FIT CISL Umbria Fabio Ciancabilla (nella foto) riguardo il tema della realizzazione del nodo stradale su Perugia salito nuovamente alla ribalta a seguito delle parole dell’Assessore De Rebotti. Ciancabilla aggiunge:

“Finalmente il tema delle infrastrutture entra al centro del dibattito poiché grazie alla ZES ci si è accorti che le potenzialità ad essa associate sarebbero limitate senza collegamenti efficienti che possano rispondere alle nuove esigenze di mobilità. Lo dimostra non solo quanto detto dall’Assessore ai Trasporti ma anche quanto sostenuto dal Presidente di Confindustria Urbani. Come FIT CISL Umbria siamo pronti a dare il nostro contributo, come sempre, in termini di proposte. Si riparta da subito con la convocazione di un tavolo istituzionale sull’Aeroporto S. Francesco e speriamo che per quanto concerne il nodo si passi dal dibattito alla sostanza.”

Primo Maggio, Cgil, Cisl e Uil Umbria a Umbertide: “Un lavoro dignitoso per il futuro dell’Umbria”

by CISL LDS
I segretari Maria Rita Paggio, Angelo Manzotti e Maurizio Molinari: “Un momento di ripartenza per ricostruire immondo del lavoro”
 

I segretari generali regionali Maria Rita Paggio (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil) nel corteo del Primo Maggio 2026 ad Umbertide. Prima del comizio.

Umbertide, 1 maggio 2026 – “Vogliamo un lavoro stabile, dignitoso e giustamente retribuito”. Questo il messaggio che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno lanciato dal palco del Primo maggio confederale regionale svoltosi a Umbertide, che ha visto una grande partecipazione di giovani e famiglie. In testa al corteo, a seguito delle note della ‘Banda Cittadina’, e sul palco, con la presenza delle istituzioni locali e regionali, sono intervenuti i segretari generali regionali Maria Rita Paggio (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil).

“Questo Primo Maggio – hanno detto i sindacati – deve essere un momento di ripartenza per ricostruire il mondo del lavoro in modo diverso, serve un nuovo modello economico: tutti insieme dobbiamo ridare futuro a questo Paese e a questa regione. In Umbria serve un patto per il lavoro, per riportare le imprese e restituire fiducia e dignità ai lavoratori sfruttando tutte le opportunità a disposizione, compresa la Zes. Allo stesso tempo, sollecitiamo un’accelerazione sul nuovo piano sanitario regionale, per garantire risposte efficaci ai tanti cittadini umbri che oggi non riescono ad accedere adeguatamente al sistema pubblico e sono quindi costretti a rivolgersi al privato. Un settore che, tra l’altro, chiede il rinnovo del contratto, scaduto da oltre dieci anni”.
“La contrattazione e la partecipazione – hanno ribadito Cgil, Cisl e Uil – devono essere funzionali a questo necessario sviluppo, che deve offrire opportunità ai giovani che vogliono rimanere nella nostra regione. Loro sono il futuro e, dal momento che l’età media dei lavoratori supera i 50 anni, fra qualche anno saranno il 30 per cento della forza lavoro. Bene quindi oggi avere tra noi molti di loro, che hanno scelto, in questa giornata di festa, di sfilare insieme a noi. A loro e a tutti i lavoratori dobbiamo offrire lavoro stabile e sicuro, che superi quindi la precarietà e la stagionalità di molti contratti. L’intelligenza artificiale, strumento già presente nella nostra società, deve essere governato dalle persone in modo che non ci siano ricadute negative per i lavoratori. Altra questione che deve essere affrontata è quella dei contratti pirata, che prevedono meno tutele rispetto a quelli sottoscritti dalle più rappresentative sigle sindacali”.
Riguardo al tema della sicurezza, Paggio, Manzotti e Molinari hanno ribadito l’urgenza di superare il dato critico dell’Umbria, “perché non è accettabile che chi esce per recarsi al lavoro, rischi di non ritornare a casa. Serve un lavoro sicuro e giustamente retribuito, come previsto dalla nostra Costituzione. Un lavoro che superi le disparità di genere: troppo spesso le donne non hanno adeguate opportunità lavorative e quelle che lavorano non sono retribuite quanto i colleghi uomini”. Più in generale Cgil, Cisl e Uil, da Umbertide, hanno concluso: “Bisogna rimettere soldi nelle tasche dei lavoratori: aumentare i salari, garantire più sicurezza, più diritti alle persone anziane che hanno costruito il nostro Paese e creare condizioni reali di giustizia sociale”.
Uffici stampa Cgil, Cisl e Uil Umbria

Contratto funzioni locali al bivio: riconoscimento, innovazione e sicurezza

by CISL LDS

CISL FP lancia la sfida al rinnovo del CCNL 2025–2027 delle Funzioni Locali anche con una proposta storica per chi presidia ogni giorno le strade d’Italia

 È iniziata il 27 aprile 2026, con il primo incontro ufficiale all’ARAN, la stagione negoziale più attesa per i Lavoratori degli Enti Locali e per chi ogni giorno indossa la divisa della Polizia Locale. La CISL Funzione Pubblica si è presentata al tavolo con un mandato preciso e con la voce del proprio Segretario Generale Roberto Chierchia: riportare dignità, sicurezza e futuro alle categorie che rappresentano il volto più vicino ai Cittadini dello Stato.

Il dato politico è inequivocabile: per la prima volta nella storia contrattuale del pubblico impiego, si avviano trattative con il contratto ancora in piena vigenza. Un segnale di rispetto verso Lavoratrici e Lavoratori, che la CISL FP ha reso possibile con la sottoscrizione lungimirante del CCNL 2022-2024.

La crisi di attrattività che non si può ignorare

I dati IFEL evidenziati dal Segretario Nazionale con delega alle Funzioni Locali Diego Truffa, fotografano una realtà allarmante: le dimissioni volontarie superano ormai i pensionamenti.

Professionisti formati, competenti, motivati abbandonano gli Enti Locali in cerca di riconoscimento altrove. Difficoltà che si evidenziano anche per la Polizia Locale, che ogni giorno affronta situazioni di rischio concreto, dalla sicurezza stradale alla gestione dell’ordine pubblico locale, dall’emergenza ambientale alla tutela dei soggetti vulnerabili, non può permettersi di restare indietro.

“Chiudere questo contratto nei tempi giusti è già un atto politico di rilievo”, ha dichiarato Chierchia.

Tutto questo a due giorni dal Convegno Nazionale “40 anni dalla Riforma della Polizia Locale”, presso la Camera di Commercio di Roma tra le colonne dell’antico Tempio di Vibia Sabina e Adriano, alla presenza del Ministro dell’Interno , del Consigliere regionale , del Sindaco di Roma e il Vicepresidente di ANCI , dove la nostra Segretaria Generale ha affermato “Una riforma che tarda da 40 anni necessita di essere attualizzata, ma non basta. Dobbiamo costruire le condizioni perché anche per la Polizia Locale diventi una scelta di vita appetibile, sicura e riconosciuta, non un ripiego.

A dare ulteriore forza e concretezza alla posizione nazionale è la CISL FP Umbria, presente con tutta la Segreteria, che condivide pienamente la linea negoziale e che ha avanzato una proposta destinata a fare storia: l’istituzione di un’indennità specifica per la Polizia Locale, capace di valorizzare in modo strutturale il disagio, il rischio e la responsabilità che caratterizzano quotidianamente questa professione.

“La Polizia Locale non è un corpo di serie B”, afferma il Segretario Generale Marcello Romeggini (nella foto a sinistra). “Ogni agente che entra in servizio sa che potrebbe trovarsi a gestire situazioni ad alto rischio, spesso senza le tutele che spetterebbero di diritto. Un’indennità specifica (come nel Contratto Sanità per le Professioni Sanitarie) non è un privilegio: è giustizia per chi garantisce sicurezza giornalmente alla propria Comunità. È il minimo che uno Stato degno di questo nome deve garantire a chi lo difende strada per strada” e inoltre “merita una legge quadro moderna, un’indennità che ne riconosca il rischio e una carriera che ne valorizzi la competenza. Oggi, con questo contratto, abbiamo la possibilità concreta di scrivere una pagina nuova. La CISL FP c’è, con tutta la sua forza e la sua responsabilità”.

 La CISL FP non si limita al tavolo dell’ARAN. La strategia del “Doppio Canale” prevede un’azione parallela e coordinata: da un lato le trattative contrattuali per le normative e l’organizzazione del lavoro; dall’altro un confronto diretto con il Ministro della Pubblica Amministrazione per rimuovere gli ostacoli legislativi che da troppo tempo soffocano lo sviluppo del comparto. In concreto, la CISL FP chiede:

  • Sblocco dei limiti assunzionali per un vero ricambio generazionale;
  • Superamento dei tetti storici al salario accessorio;
  • Garanzie per le Progressioni sia orizzontali sia verticali;
  • Detassazione del salario di produttività.

e per la Polizia Locale

  • Accesso alle banche dati operative (SDI) e integrazione nel sistema NUE 112;
  • Riconoscimento del servizio come attività “gravosa” con piena tutela legale;
  • Equiparazione dei trattamenti economici e previdenziali alle Forze ad ordinamento statale;
  • Status di “Vittime del dovere” per chi cade in servizio.

La visione della CISL FP non è solo rivendicativa: è profondamente innovativa. Conciliazione vita-lavoro, flessibilità oraria strutturata, smart working in forma mista, revisione delle turnazioni usuranti e poi la grande sfida del futuro: la governance partecipata dell’Intelligenza Artificiale nell’organizzazione del lavoro, perché la tecnologia sia uno strumento di emancipazione professionale e non di sostituzione.

Non meno urgente è la questione delle carriere: progressioni verticali da implementare e sbloccare, differenziali stipendiali finanziati in modo strutturale, formazione e percorsi di riqualificazione massiva.

Un Dipendente delle Funzioni Locali deve poter vedere davanti a sé un orizzonte professionale credibile, non un binario morto.

I prossimi appuntamenti

Il negoziato proseguirà il 13 maggio 2026 alle ore 15:00 presso l’ARAN, dove la CISL FP presenterà in forma compiuta la propria piattaforma rivendicativa. La delegazione sarà presente con tutte le strutture territoriali, a conferma di un’organizzazione compatta e determinata a chiudere il contratto nei tempi fisiologici previsti.

Grazie

Fonte: Fp Cisl Umbria

Perugia, 30 aprile 2026

Dal Consiglio generale Fim Cisl Umbria: “Il contratto dei lavoratori metalmeccanici è stato rinnovato, adesso va calato nelle realtà produttive e territoriali”

by CISL LDS

La segreteria della Fim Cisl Umbria con il segretario generale Fim Cisl nazionale Ferdinando Uliano. Da sinistra: il segretario regionale Emilio Trotti, il segretario generale Fim Cisl nazionale Ferdinando Uliano, il segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti e il segretario regionale Fim Cisl Umbria Andrea Calzoni.

Città di Castello, 29 aprile 2026 – Il contratto dei lavoratori metalmeccanici è stato rinnovato, adesso va calato nelle realtà produttive e territoriali. Con questa consapevolezza il consiglio generale Fim Cisl Umbria odierno che si è tenuto a Città di Castello, alla Scuola di Arti e Mestrieri O. Bufalini, assume particolare rilevanza, soprattutto perché vede la partecipazione di chi quel contratto l’ha sottoscritto, il segretario generale Fim Cisl nazionale Ferdinando Uliano che ha ribadito come sia “strategica e fondamentale per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, a questo punto, la contrattazione di secondo livello, seguendo le linee guida che abbiamo elaborato. Un protagonismo che può essere possibile solo se i lavoratori sapranno quello che abbiamo fatto per riuscire a riempire di contenuti il rinnovo contrattuale. Il confronto è iniziato nel luglio 2023 e abbiamo fortemente voluto rinforzare tutti i contenuti da quelli salariali a quelli normativi: salute e sicurezza, formazione e inquadramento professionale, stabilizzazione dei contratti, le tutele negli appalti, i comitati della partecipazione, e il rinforzamento delle tutele di genere. La riduzione di orario di salario poi è stata una conquista che appartiene al nostro dna ed è persino raffigurata nel nostro simbolo: la foglia verde che si stacca dalle altre bianche rappresenta proprio questo. In due rinnovi contrattuali abbiamo incrementato i salari di 515 euro mensili, tutelando il potere d’acquisto dei salari anche in caso di impennata inflazionistica”.
Nella relazione introduttiva del segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti, che ha aperto il partecipato dibattito dell’assise, in primo piano la questione regionale dell’automotive. “Il settore sta attraversando una transizione epocale – sottolinea -. La componentistica nei distretti di Terni, Città di Castello, Umbertide sente già le conseguenze dei grandi cambiamenti in corso. I numeri degli addetti e delle aziende ci dicono che non è un problema futuro: è un problema presente”. La situazione umbra viene offerta nella stessa relazione del segretario che, fotografando il comparto produttivo dell’auto, sottolinea come lo stesso “offra direttamente lavoro a 2 mila persone, impegnate in 70 aziende che producono principalmente componenti per le grandi industrie automobilistiche; ulteriori 4 mila persone si stimano occupate nell’incontro, che coinvolge almeno 80 imprese; infine, altre 3 mila persone sono direttamente o indirettamente coinvolte nella filiera allargata, che comprende anche la manutenzione”.
Per il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti questo tema è preoccupante se analizzato nella sua progressione temporale di questi ultimi anni: “Il lavoro stabile in questo settore nella nostra regione è stato sostituito spesso con quello precario, con conseguenze per i lavoratori e le famiglie interessati”.
Per il settore metalmeccanico e produttivo più in generale, e soprattutto per l’Ast, poi, rimane aperta la questione energetica. “L’autonomia energetica del nostro Paese – afferma Liti – è insufficiente e gli scenari internazionali rischiano di peggiorare drammaticamente questa condizione. Su questo chiediamo con forza alla Regione Umbria che faccia la sua parte e che si proceda a una verifica puntuale al Mise, così come richiesto anche dalla Fim Cisl nazionale”. Altro tema che per Liti rimane è quello delle infrastrutture sul quale si basano i collegamenti tra l’Umbria e le altre realtà nazionali ed internazionali e quindi si gioca il futuro della regione: “Le infrastrutture fisiche e digitali – chiarisce – sono due facce della stessa medaglia e su entrambe siamo indietro”.
Insieme a questo il segretario Fim Cisl Umbria ha puntato l’attenzione sulla formazione. “Sempre più spesso si sentono imprenditori lamentare la scarsità di laboratori con i profili professionali ricercati. Questo è un paradosso in una regione che ha ancora tassi di disoccupazione significativa. Dobbiamo affrontare la questione con strumenti adeguati: la bilateralità e la partecipazione sono strumenti che potrebbero avere un ruolo specifico per fare in modo che la formazione sia più rispondente ai fabbisogni del territorio”. Per la Fim Cisl Umbria, in conclusione, serve coraggio per costruire passando almeno da tre macrotemi. “L’Università e le imprese devono lavorare maggiormente insieme per una mappatura dei fabbisogni territoriali; trattenere i giovani significa, oltre ad offrire opportunità lavorative, sviluppare un sistema di welfare adeguato attraverso accordi sindacali; e poi, cogliere appieno l’opportunità offerta dalla Zes. La Fim Cisl Umbria per sostenere queste prospettive – conclude Liti – sta investendo sul bene più prezioso che ha: i suoi delegati ed attivisti. Questo anche in vista dei rinnovi delle Rsu/Rls”.

Tra i presenti, il coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Alto Tevere Antonello Paccavia.

Zes, l’Umbria entra nella partita, a Perugia il confronto che prova a trasformare una sigla in sviluppo

by CISL LDS

Investimenti, lavoro, tempi certi

Sala piena, attenzione alta, interventi fitti e un confronto vero, non rituale, al Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria. Il convegno promosso da Cisl Umbria e Camera di Commercio ha messo al centro la Zes come leva concreta per le Pmi, tra semplificazione amministrativa, investimenti e nuova occupazione. Presente tra gli altri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra (nella foto in alto a destra).

È stato chiaro, fin dall’avvio dei lavori, che questa volta non si stesse discutendo di una sigla, ma di una leva concreta per rimettere in moto investimenti, tempi decisionali e fiducia. Al Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria, nella mattinata del 23 aprile 2026, il convegno “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, promosso da Cisl Umbria e dallo stesso ente camerale, ha portato al centro del dibattito una domanda semplice e decisiva: come trasformare la Zes in sviluppo vero per una regione fatta soprattutto di piccole e medie imprese.
Il confronto, seguito con grande attenzione dal pubblico, ha visto anche gli interventi dei rappresentanti regionali Mauro Orsini di Confapi, Paola Roscini di Confindustria, Paola Sorbi di CNA, Gian Marco Scopertini di Confartigianato, Simone Fittuccia di Confcommercio, Danilo
Valenti di Legacoop, Carlo Di Somma di Confcooperative e Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria, con la moderazione di Giovanni Giorgetti, presidente ESG89. Durante i lavori è stato inoltre effettuato un sondaggio telematico tra i presenti sulla percezione della Zes: un segnale eloquente di quanto il tema sia ormai entrato nel vivo dell’agenda economica umbra.
Ad aprire l’appuntamento è stato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni (nella foto centrale a destra), che ha richiamato il valore di un confronto capace di unire visione istituzionale e bisogni reali del sistema produttivo. La sede dell’ente camerale, casa naturale delle imprese umbre, è diventata così il luogo nel quale una misura tecnica ha assunto il peso politico ed economico che merita: quello di uno strumento da capire fino in fondo, da spiegare bene e da utilizzare senza esitazioni. “La questione centrale – ha detto – è creare una cabina di regia efficace e rapida, per evitare la polverizzazione degli interventi”.

Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria (nella foto in basso a sinistra), ha allargato subito il campo: “La Zes è uno strumento importante per rilanciare il tessuto economico e produttivo, soprattutto nelle piccole e medie imprese, che in Umbria rappresentano il 95 per cento del tessuto economico e produttivo”. E ancora: “La Zes non deve essere considerata solo per l’aspetto fiscale, ma deve essere inserita in un progetto per riscrivere un nuovo modello di politica industriale e di coesione sociale”. Il punto, per il sindacato, e semplificare sì, ma per creare lavoro qualificato, trattenere i giovani e riportare al centro un’idea di crescita stabile e di qualità.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di una “fase nuova”, chiedendo a istituzioni e imprese di cogliere “a pieno regime” le opportunità della Zes. “Basta parlare di Zes a macchia di leopardo”, ha detto, perché si tratta di “uno strumento fondamentale”. Il passaggio più incisivo è arrivato quando ha indicato nella semplificazione amministrativa la chiave per togliere “le manette” alle imprese, alle partite Iva, agli innovatori. Poi il versante operativo: certezza dei tempi, accompagnamento agli investimenti, benefici potenzialmente estesi a tutti i 92 Comuni umbri e lavoro già avviato sulla futura Carta degli aiuti dal 2028.

Nelle considerazioni finali, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha riportato il ragionamento sul terreno delle infrastrutture: “Serve anche in Umbria un ponte: il ponte che serve in Umbria è quello tra est ed ovest, Adriatico e Tirrenico”. Un richiamo diretto al nodo della connessione materiale della regione, senza la quale anche gli strumenti più utili rischiano di perdere forza.
L’intervento più atteso e più politico è stato però quello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, che ha collocato l’estensione della Zes a Umbria e Marche dentro una strategia nazionale di attrazione degli investimenti. “Passaggio strategico per creare condizioni di maggiore attrattività degli investimenti, nei territori, nelle filiere”. Sbarra ha ricordato che l’allargamento è stato “fortemente voluto dal Governo” per far ripartire investimenti, Pil, occupazione ed export, citando poi i numeri che, a suo giudizio, certificano il valore dello strumento: “20 miliardi di investimenti privati a fronte di 6 miliardi di stanziamenti e di sostegno pubblico. Quasi 50 mila nuovi posti di lavoro”. Anche il 2026, ha aggiunto, mostra segnali rilevanti: “quasi 200 autorizzazioni uniche, un miliardo e mezzo di investimenti con quasi 4 mila nuovi posti di lavoro”.

Il messaggio finale è stato chiaro: creare, anche nel cuore produttivo dell’Italia centrale, condizioni nuove di crescita, politica industriale attiva e sostegno operativo alle imprese. È da qui che il convegno esce con il suo messaggio più netto. La Zes, per l’Umbria, non può restare un annuncio, né una formula da convegno. Deve diventare velocità amministrativa, investimenti reali, occupazione qualificata, capacità di trattenere energie e attirarne di nuove. A Perugia, davanti a una sala piena e a un sistema economico che chiede risposte concrete, è emersa una convinzione condivisa: l’occasione c’è. Adesso bisogna farla funzionare.

Il testo è stato redatto con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale

ZES Umbria, il convegno che porta le Pmi dentro la nuova stagione delle opportunità

by CISL LDS

A Perugia un confronto di alto profilo su strumenti, regole e ultime novità
Alla Camera di Commercio dell’Umbria il confronto promosso da Cisl Umbria ed Ente camerale con il sottosegretario alle Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, la presidente della Regione Stefania Proietti, il presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni e il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti.

Le redazioni sono invitate a partecipare

C’è una differenza sostanziale tra una misura annunciata e una misura compresa, spiegata, resa davvero accessibile a chi fa impresa. È precisamente dentro questo spazio che si colloca “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, il convegno promosso da Cisl Umbria e Camera di Commercio dell’Umbria in programma giovedì 23 aprile 2026, dalle 9.30, nella sede dell’Ente camerale, a Perugia, in via Cacciatori
delle Alpi 42. Non un appuntamento formale, ma un confronto di merito pensato per aiutare le imprese a orientarsi in uno scenario che, dopo l’estensione della Zes unica nazionale anche a Umbria e Marche, si è fatto più ricco di possibilità e, proprio per questo, più bisognoso di chiarezza.
La Zes unica, istituita dal 1° gennaio 2024, è uno strumento che punta a sostenere lo sviluppo economico dei territori interessati attraverso semplificazione amministrativa e agevolazioni per gli investimenti. In concreto, significa procedure più ordinate, la possibilità di accedere allo Sportello Unico Digitale ZES, il ricorso all’Autorizzazione unica nei casi previsti dalla normativa e un impianto pensato per accompagnare
non solo nuovi insediamenti, ma anche l’ampliamento e il rafforzamento di attività produttive già esistenti. È qui che il tema smette di essere astratto: per una regione di piccole e medie imprese come l’Umbria, la Zes può diventare un fattore reale di competitività, a condizione che imprese, istituzioni e rappresentanze ne conoscano fino in fondo meccanismi, tempi e requisiti.
Il convegno nasce esattamente da questa esigenza. Da un lato, spiegare che cosa cambia e quali opportunità si aprono; dall’altro, mettere a fuoco con lucidità i passaggi tecnici e burocratici che non possono essere sottovalutati. La domanda, in fondo, è semplice: come si traduce questa nuova cornice in investimenti concreti, progetti credibili, occupazione, crescita? La risposta richiede informazioni solide, un linguaggio
comprensibile e un luogo autorevole di confronto. Per questo la scelta della sede non è secondaria: la Camera di Commercio dell’Umbria è la Casa delle Imprese, e proprio per questo è il luogo più naturale per un appuntamento che vuole tenere insieme visione istituzionale e bisogni operativi del sistema produttivo.
A dare il tono dell’iniziativa saranno i saluti introduttivi di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, e di Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria: due presenze che collocano il confronto nel punto esatto in cui le politiche di sviluppo incontrano i territori. La relazione introduttiva sarà affidata ad Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria, che ha voluto
fortemente questo appuntamento nella convinzione che la Zes non riguardi soltanto gli investimenti delle imprese, ma anche la qualità della crescita e le sue ricadute sul lavoro, sull’occupazione e sulla tenuta sociale della regione. Anche per questo il tema interessa da vicino il mondo sindacale: la Zes, infatti, non parla solo di procedure e incentivi, ma anche di lavoro che può nascere, consolidarsi e qualificarsi.
Nel merito, il quadro è oggi ancora più interessante perché il 2026 porta con sé elementi nuovi e concreti. Per gli investimenti nella Zes unica è previsto un credito d’imposta 2026 commisurato agli investimenti realizzati nel corso dell’anno, con specifiche comunicazioni da trasmettere all’Agenzia delle Entrate secondo finestre temporali definite. Accanto a questo, resta centrale il capitolo lavoro: l’INPS ha dato attuazione al Bonus ZES Unica, che riconosce ai datori di lavoro privati un esonero contributivo del 100%, entro il limite mensile previsto, per nuove assunzioni di lavoratori con età fino a 35 anni e disoccupati da almeno 24 mesi, beneficio applicabile anche a Umbria e Marche. Sono misure che, lette insieme, mostrano con chiarezza il punto politico ed economico della Zes: accompagnare l’investimento con strumenti che possano produrre anche effetti occupazionali.
Ma il valore del convegno sta anche in un altro aspetto, forse il più importante: sarà un’occasione preziosa per fare il punto sulle ultime novità della Zes e sul modo in cui esse possono incidere, fin da subito, sul tessuto economico umbro. In questo senso, la presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra assume un rilievo particolare. Sbarra è il referente governativo con delega al Sud e ha presieduto a febbraio la Cabina di regia ZES nella quale è stato sottolineato che il Piano strategico è stato esteso anche a Marche e Umbria. La sua partecipazione al convegno di Perugia dà quindi al confronto un valore ulteriore: quello di un aggiornamento diretto, autorevole e tempestivo sullo stato dell’arte, sulle prospettive e sugli eventuali correttivi necessari perché la Zes possa essere davvero una leva di sviluppo
anche per il cuore produttivo dell’Italia centrale.
Attorno a questo asse istituzionale e operativo si muoverà il contributo delle rappresentanze economiche e del sistema regionale: Mauro Orsini per Confapi Umbria, Paola Roscini per Confindustria Umbria, Michele Carloni per CNA Umbria, Mauro Franceschini per Confartigianato Umbria, Simone Fittuccia per Confcommercio Umbria, Danilo Valenti per Legacoop Umbria, Carlo Di Somma per Confcooperative Umbria e Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria. Le considerazioni finali saranno affidate all’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, mentre a moderare sarà Giovanni Giorgetti, presidente ESG89. È la composizione stessa del tavolo a dire con chiarezza che il tema non riguarda una sola categoria, ma l’intero ecosistema economico e sociale regionale.
Il testo è stato redatto con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale