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Cisl Umbria

Le proposte di Cisl Umbria all’Osservatorio su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

by Emanuele Lombardini
Le proposte di Cisl Umbria all’Osservatorio su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Aperto in Prefettura a Perugia l’Osservatorio provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: servono azioni concrete, non un altro tavolo di confronto.

Alla riunione che ne ha sancito l’avvio venerdì 6 Novembre l’avvio hanno preso parte il prefetto Paolo Caneparo e il suo staff,  le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL, insieme alle principali associazioni datoriali e di categoria, tra cui Confindustria, Confapi, CNA, Confartigianato e le altre rappresentanze del mondo produttivo.

Un elemento è emerso con particolare chiarezza e condivisione da parte di tutti i presenti: l’Osservatorio non dovrà trasformarsi nell’ennesimo luogo di confronto nel quale si analizzano i problemi senza riuscire a produrre risposte concrete. La gravità del fenomeno degli infortuni, troppo spesso anche mortali, impone un cambio di passo, con strumenti efficaci, obiettivi verificabili e azioni realmente attuabili.

La CISL, intervenuta per prima nel corso della riunione, ha sottolineato come il territorio disponga già di accordi, intese e protocolli in materia di salute e sicurezza, che rappresentano una base importante dalla quale ripartire. Questi strumenti devono però essere aggiornati nei contenuti, adeguati alle trasformazioni del mondo del lavoro e, soprattutto, tradotti in pratica.

Le cinque proposte della CISL Umbria

Nel proprio intervento la CISL ha individuato alcune direttrici fondamentali sulle quali costruire il lavoro dell’Osservatorio

Prima di tutto la  partecipazione dei lavoratori. “La sicurezza non può essere considerata una materia esclusivamente tecnica o delegata ai soli soggetti preposti. I lavoratori devono essere coinvolti e partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione del lavoro, perché è proprio nell’organizzazione che spesso si determinano le condizioni di rischio. La partecipazione è uno strumento fondamentale di prevenzione”, sottolinea Giuliano Bicchieraro, segretario regionale della Cisl Umbria.

Quindi, il coinvolgimento di tutti i soggetti della prevenzione. Per la Cisl “è necessario rafforzare il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e tutti i soggetti che, a diverso titolo, hanno responsabilità e competenze nella prevenzione”

Terzo aspetto: la formazione direttamente nei luoghi di lavoro. Occorre, secondo la Cisl Umbria superare una formazione troppo spesso limitata alle aule. Servono più presenza, più attività formative e più verifiche direttamente nei luoghi di lavoro, attraverso esperienze concrete e momenti di confronto con chi quotidianamente opera nei contesti produttivi. In questa direzione diventa fondamentale anche la rilevazione e l’analisi costante dei cosiddetti near miss, i mancati infortuni, per individuare preventivamente situazioni di pericolo e correggere comportamenti e procedure.

Per la Cisl Umbria inoltre bisogna mettere la tecnologia al servizio della sicurezza. “L’innovazione tecnologica deve diventare un’alleata della prevenzione. Può contribuire a ridurre la fatica fisica dei lavoratori, migliorare le condizioni operative e mantenere elevata la percezione del rischio. Occorre utilizzare le nuove tecnologie anche per compensare quei momenti di inevitabile calo dell’attenzione che possono verificarsi durante lo svolgimento delle attività lavorative”, sottolinea  Bicchieraro

Infine, ma non meno importante,  l’educazione alla sicurezza nelle scuole. “È necessario – sottolinea – creare le condizioni affinché la cultura della salute e della sicurezza entri stabilmente nei percorsi scolastici. Non attraverso un’eccessiva scolasticizzazione della materia, ma privilegiando un approccio laboratoriale, esperienziale e partecipativo, capace di coinvolgere maggiormente gli studenti e renderli consapevoli dei rischi e del valore della prevenzione”

La riunione si è conclusa con l’impegno della Prefettura a predisporre un primo documento di sintesi dei contributi emersi, che dovrà rappresentare la base per arrivare alla definizione di un vero e proprio Protocollo operativo provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per la CISL, la nascita dell’Osservatorio rappresenta un’opportunità importante, a condizione che sappia tradurre il confronto in responsabilità condivise, impegni precisi e interventi misurabili.

“La sicurezza- conclude Bicchieraro – non può essere soltanto dichiarata, deve essere praticata ogni giorno. Non possiamo limitarci a contare gli infortuni e piangere le vittime: dobbiamo costruire le condizioni affinché quegli infortuni non accadano e quelle vite non vengano spezzate”

 

Le donne protagoniste del cambiamento con Cisl Fp e Cisl Fp Umbria

Le donne protagoniste del cambiamento con Cisl Fp e Cisl Fp Umbria

Una delegazione di CISL FP Umbria era presente a Roma lo scorso 5 Novembre, presso la sede nazionale del sindacato al convegno «Trasparenza salariale e cultura del rispetto. Dalla norma al cambiamento», una giornata di confronto alta e necessaria sul tema della parità retributiva e del rispetto come fondamento dei luoghi di lavoro.

Erano presenti la Coordinatrice donne e pari opportunità Sabrina Arcioni e con tutte le donne componenti la Segreteria regionale, Francesca Acquistucci e Daniela Berrettoni, insieme alla delegata Daniela Argenti, oltre al Segretario Generale Marcello Romeggini. “La nostra partecipazione – dice il sindacato – racconta il modo in cui la CISL FP Umbria intende le politiche di genere: non come un capitolo separato dell’azione sindacale, ma come parte essenziale della sua identità e della sua responsabilità verso lavoratrici e lavoratori”.

 

I temi del convegno

I lavori, aperti  dalla Coordinatrice nazionale CISL FP Donne e politiche di genere, Libera Candida D’Aurelio, e arricchiti dai saluti della Segretaria Nazionale Sonia Uccellatori, sono stati moderati da Germana Caruso, assistente politico e responsabile della contrattazione della dirigenza CISL FP. Il confronto ha visto alternarsi interventi di grande qualità e di profilo diverso, a conferma della natura trasversale del tema: Maria De Paola, dirigente della Direzione centrale studi e ricerche dell’INPS e ordinaria di economia politica all’Università della Calabria; Laura Calafà, ordinaria di diritto del lavoro all’Università degli Studi di Verona; Raffaella de Camelis, avvocata cassazionista e componente della commissione lavoro e diritto antidiscriminatorio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma; Valentina Lealini, dirigente ARAN responsabile dell’Unità Organizzativa. Regioni e autonomie locali; Daniela Falcinelli, dirigente della Direzione organizzazione e sviluppo risorse umane dell’Università degli Studi di Milano e docente di sociologia delle pari opportunità e politiche di conciliazione. Prospettive economiche, giuridiche, contrattuali e organizzative si sono così intrecciate, restituendo la complessità di un percorso che dalla norma deve condurre a un cambiamento reale e misurabile.

La posizione di Cisl FP Umbria

“Il tema della trasparenza salariale- sottolinea Marcello Romeggini –  riveste per le donne un’importanza che non è semplicemente formale. Conoscere i criteri con cui si determinano le retribuzioni, poter confrontare le condizioni economiche a parità di lavoro o di lavoro di pari valore, disporre di strumenti per far emergere e rimuovere le disparità significa restituire alle lavoratrici la possibilità di far valere un diritto che spesso, nei fatti, resta inesplorato proprio perché ciò che non è visibile non può essere contestato. Nel pubblico impiego, dove la contrattazione collettiva rappresenta la sede naturale in cui tradurre i principi in regole, il sindacato ha il dovere di essere protagonista di questo passaggio, vigilando affinché la trasparenza non si esaurisca in un adempimento ma diventi cultura diffusa, e accostandola a quella cultura del rispetto che passa dal riconoscimento del valore del lavoro femminile, dalla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e dal contrasto a ogni forma di discriminazione.

Per questo riteniamo di grande rilievo questo appuntamento  stato fortemente voluto dal Segretario generale nazionale della CISL FP Roberto Chierchia, che ha chiuso la tavola rotonda, e dalla Segretaria Nazionale Sonia Uccellatori. A loro va  il nostro ringraziamento per aver dato alla questione la centralità che merita nell’agenda della Federazione. Altrettanto significativa è stata la presenza della Segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, che ha concluso i lavori: il fatto che la guida della Confederazione sia una donna e abbia scelto di concludere questa giornata rappresenta un segnale concreto e autorevole, che testimonia come la parità non sia una rivendicazione di parte ma un obiettivo dell’intera organizzazione e del Paese.

Di questa giornata come Cisl Fp Umbria portiamo via soprattutto é idee, strumenti e un rinnovato impegno, che intendiamo ora tradurre nel confronto con le amministrazioni e nella contrattazione di secondo livello nei nostri territori. La CISL FP Umbria continuerà a lavorare perché la trasparenza salariale e la cultura del rispetto diventino pratica quotidiana nei luoghi di lavoro della nostra regione, nella convinzione che il cambiamento autentico nasca dalla norma, ma si compia soltanto quando le norme vengono vissute e fatte rispettare”.

 

Gualdo Tadino, Ecoinerti illustra i progetti per la cava. Cisl e Filca: “Comunanza risponda”

by Emanuele Lombardini
Gualdo Tadino, Ecoinerti illustra i progetti per la cava. Cisl e Filca: “Comunanza risponda”

Completare il recupero ambientale di Pian delle Quaglie e dare continuità a un’attività che coinvolge circa 20 lavoratori. È l’obiettivo illustrato da Ecoinerti srl nel corso della conferenza stampa nella sala consiliare del Comune di Gualdo Tadino, durante la quale l’azienda ha fatto il punto sugli interventi realizzati e sulle condizioni necessarie per concludere il progetto. A questa conferenza hanno preso parte anche la Filca Cisl Umbria, col segretario generale regionale Emanuele Petrini e la Cisl Umbria, col segretario generale regionale Angelo Manzotti, oltre a Nando Ferranti, consulente tecnico del progetto e Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino.

Il progetto

Il programma, autorizzato dalla Regione Umbria nel 2010, prevede il risanamento di quattro aree dismesse del versante montano sopra il cimitero di Gualdo Tadino: Colle dei Mori, l’area dell’ex opificio industriale, la cava Edelweiss e le cave Vagli e Bombetta.

Dal 2021 Ecoinerti è impegnata nella realizzazione degli interventi previsti. Un percorso che ha già interessato diverse porzioni del versante, con la sistemazione dell’area dell’ex opificio e l’avanzamento delle attività di recupero della cava Edelweiss, ormai prossime alla conclusione.

L’ultima fase del progetto riguarda l’area Vagli e Bombetta e rappresenta un passaggio fondamentale per completare il programma complessivo di risanamento ambientale.

Per procedere con questo intervento è necessario individuare una soluzione che consenta di ottenere la disponibilità anche di alcuni terreni oggi appartenenti alla Comunanza Agraria Appennino Gualdese, con la quale Ecoinerti ha avviato un percorso di interlocuzione finalizzato all’individuazione di un accordo.

La posizione di Ecoinerti

La volontà della società è quella di trovare una soluzione condivisa capace di contemperare le esigenze dell’intervento con la tutela e la valorizzazione della proprietà collettiva. In quest’ottica, Ecoinerti ha manifestato la propria disponibilità ad approfondire le proposte attraverso un confronto tecnico, nella convinzione che il dialogo possa contribuire a individuare una strada percorribile nell’interesse di tutte le parti coinvolte.

Dal punto di vista economico, l’operazione potrebbe generare un ritorno anche per la proprietà collettiva, attraverso le condizioni economiche proposte alla Comunanza Agraria, valorizzando così un patrimonio che appartiene alla comunità.

Sotto il profilo occupazionale, il progetto si collega alla continuità di un’attività aziendale che coinvolge circa 20 lavoratori. La possibilità di completare l’intervento significa anche tutelare il lavoro, le professionalità e le competenze che operano all’interno dell’azienda, contribuendo a mantenere una realtà produttiva nel territorio di Gualdo Tadino.

 

 

Le dichiarazioni di Ecoinerti

“Crediamo che questa vicenda debba essere guardata soprattutto attraverso le opportunità che può offrire al territorio – ha sottolineato Giulia Mancini, rappresentante di Ecoinerti srl – Non stiamo parlando semplicemente della disponibilità di alcuni terreni, ma della possibilità di completare un intervento di recupero ambientale, valorizzare una proprietà collettiva, generare un ritorno economico e salvaguardare circa 20 posti di lavoro. Riteniamo che questi elementi meritino un’attenta valutazione e un confronto costruttivo”.

La società desidera pertanto ribadire la propria disponibilità a proseguire il dialogo con la Comunanza Agraria Appennino Gualdese e con tutti i soggetti interessati, nella convinzione che un confronto basato su dati, documentazione e valutazioni tecniche possa contribuire a individuare una soluzione condivisa.

L’obiettivo non è alimentare contrapposizioni, ma costruire le condizioni affinché un progetto di recupero ambientale possa trovare il proprio completamento, trasformandosi in un’occasione concreta di valorizzazione per il territorio e per la comunità di Gualdo Tadino.

Gli intervenuti hanno ribadito il sostegno al completamento del progetto, sottolineandone il valore per il recupero ambientale dell’area, lo sviluppo del territorio e la tutela dell’occupazione.

“Siamo in una fase storica – ha dichiarato il Sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti – in cui su temi come la valorizzazione ambientale e dei beni comuni si può davvero svoltare. La vicenda Ecoinerti può rappresentare l’avvio di una nuova fase di collaborazione tesa allo sviluppo complessivo di tutto il territorio. Non servono pertanto contrapposizioni, ma un rinnovato spirito collaborativo nell’interesse della comunità e della tutela dei livelli occupazionali, che potrebbero addirittura crescere in un progetto polifunzionale di grande rilievo regionale e nazionale”.

Le dichiarazioni di Cisl e Filca

Così Angelo Manzotti, segretario generale di Cisl Umbria ed Emanuele Petrini, segretario generale di Filca Cisl Umbria: “Dall’incontro in Prefettura erano emerse le condizioni per raggiungere un accordo che fosse soddisfacente per entrambe le parti e tenesse conto da una parte della salvaguardia dei livelli occupazionali, dall’altra della sostenibilità ambientale. Le proposte di  Ecoinerti oggi illustrate vanno in questo in questo senso.  La mancanza di una risposta da parte della Comunanza Agraria alle proposte di Ecoinerti è pertanto ingiustificata e inaccettabile e mette a rischio il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. Siamo al loro fianco e al fianco di un’azienda che vuole investire in un territorio già in difficoltà e che sconta un’altissima percentuale di inoccupati. Al contempo, restiamo fiduciosi sul fatto che si possano creare le condizioni affinché l’azienda prosegua la propria attività e porti avanti i progetti, valorizzando il territorio e creando sviluppo economico e un beneficio della collettività”.

“Economia umbra al palo e salari falcidiati dall’inflazione”: per Cgil, Cisl e Uil serve una svolta strutturale

“Economia umbra al palo e salari falcidiati dall’inflazione”: per Cgil, Cisl e Uil serve una svolta strutturale

 “I recenti dati economici pubblicati delineano un quadro d’allarme rosso per l’Umbria, confermando le denunce storiche che portiamo avanti da tempo a difesa delle lavoratrici, dei lavoratori e delle famiglie della nostra regione”. È quanto affermano le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria dopo la diffusione degli studi di Unioncamere e dal Centro studi Tagliacarne, uniti alle rilevazioni del Geography Index dell’Osservatorio JobPricing.

In particolare, i sindacati parlano di “un’economia a due velocità che frena il territorio”: “Le stime sul valore aggiunto – spiegano Cgil, Cisl e Uil – evidenziano una crescita regionale ferma all’1,80%, nettamente inferiore alla media nazionale del 2,30%. Questo dato colloca l’Umbria al diciassettesimo posto in Italia per dinamismo economico. Se da una parte l’industria e i cantieri edili tengono il passo, dall’altro assistiamo al crollo verticale dei servizi. Per quanto riguarda commercio, trasporti e turismo, l’aggregato cala dello 0,45%, rendendo l’Umbria l’unica regione italiana con il segno meno in questo settore. C’è poi un forte divario provinciale: con Perugia che cresce del 2,01%, trainata dal comparto industriale, mentre Terni scivola al 101esimo posto nazionale con una crescita complessiva dell’1,12%, zavorrata dalla stagnazione della sua manifattura tradizionale. Questo squilibrio strutturale si traduce inevitabilmente in un indebolimento del tessuto sociale e dei consumi interni”.

Umbria maglia nera d’Italia

Le organizzazioni sindacali poi affrontano il tema delle retribuzioni e del potere d’acquisto, rilevando come l’Umbria sia “maglia nera in Italia”: “Lo specchio di questa debolezza economica – sostengono – è il dramma salariale evidenziato dal Geography Index. L’Umbria registra il risultato peggiore d’Italia sul fronte della perdita del potere d’acquisto. Nella forbice inflazione-salari si registra un divario drammatico del -15,1% tra l’adeguamento delle retribuzioni reali e l’aumento effettivo del costo della vita. Con una retribuzione media annua che rimane schiacciata attorno ai 29.952 euro, il divario con il resto delle regioni produttive del Paese continua ad ampliarsi, relegando il nostro territorio a un’economia fondata su un lavoro povero e precario”.

Tavolo permanente sul patto Umbria 2030

Di fronte a questa tenaglia, che vede da una parte un terziario che arranca e dall’altra stipendi non in grado di assorbire l’impatto dei prezzi, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria ritengono non più rimandabile un intervento straordinario delle istituzioni locali. Proprio alla luce di questi dati “impietosi”, le tre sigle sindacali hanno formalmente inviato alla Regione Umbria una richiesta urgente di incontro volto all’apertura immediata di un tavolo permanente di confronto sul Patto Umbria 2030. “Non è più il tempo di rinvii o cabine di regia formali – sottolineano le tre sigle confederali regionali –: serve un piano programmatico concreto, condiviso con le parti sociali, che affronti le transizioni industriale, energetica e digitale, e che vincoli le risorse pubbliche e i fondi europei alla creazione di occupazione stabile, sicura e di qualità. Non si può fare impresa tagliando sul costo del lavoro o scommettendo su servizi a basso valore aggiunto. Il Patto Umbria 2030 deve diventare l’alveo in cui rimettere al centro il rinnovo dei contratti, un deciso contrasto alla precarietà e politiche attive in grado di sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione, oggi ridotti ai minimi termini. Dalla giunta regionale ci aspettiamo una convocazione immediata: la risposta a questa crisi deve essere strutturale e non più parcellizzata”

Elezioni Rsu e Rls CG CartonGroup Europoligrafico: successo per la Fistel Cisl Umbria

Elezioni Rsu e Rls CG CartonGroup Europoligrafico: successo per la Fistel Cisl Umbria

Straordinario successo per la Fistel Cisl Umbria alle elezioni Rsu e Rls alla CG CartonGroup Europoligrafico di San Sisto. Fistel conquista due Rsu su tre e un Rls su due.

Fra gli Rsu risultano eletti Carlo Cuppoloni, con un vero plebiscito  e Francesco Ravacchioli, mentre l’eletto fra gli Rls è Ettore Burzigotti

Soddisfatta Simona Garofano, reggente della Fistel Cisl Umbria: “In un momento estremamente difficile per via della carenza di commesse che ha diminuito il lavoro e la complicate situazione interna dell’azienda, va sottolineata l’altissima partecipazione al voto: su 84 aventi diritto hanno votato in 75. Per cui vanno prima di tutto ringraziati i Lavoratori, che hanno dimostrato grande sensibilità e responsabilità.

Come Fistel non possiamo poi che essere contenti per il risultato ottenuto che ci ha consentito di far eleggere tre  persone di grande spessore che certamente sapranno essere un punto di riferimento costante per tutti coloro che operano nell’azienda”.

Carlo Cuppoloni, primo eletto degli Rsu Fistel Cisl commenta: “Per me è un grandissimo risultato, una grande emozione. Lo considero un riconoscimento del lavoro fatto da parte dei colleghi. Questo mi ha fatto piacere e naturalmente è un punto di partenza. Ringrazio anche il supporto della Cisl e del suo segretario: continuerò a rimboccarmi le maniche perchè il lavoro da fare è tanto”

Farmacie private, contratto fermo da due anni, Fisascat Umbria: “Superare lo stallo, coinvolti 1000 lavoratori”

Farmacie private, contratto fermo da due anni, Fisascat Umbria: “Superare lo stallo, coinvolti 1000 lavoratori”
Oltre due anni senza rinnovo del contratto nazionale. È la situazione che stanno vivendo i dipendenti delle farmacie private, circa 76mila in Italia e un migliaio in Umbria, dove operano più di 200 farmacie private.
 
Un settore che cambia rapidamente: vaccinazioni, screening, telemedicina e nuovi servizi sanitari hanno aumentato competenze, responsabilità e carichi di lavoro. Ma a questa evoluzione non è ancora seguito un adeguato riconoscimento economico e professionale.
 
Eppure, un accordo è possibile. Lo dimostra il rinnovo del contratto delle farmacie comunali, per il quale lo scorso settembre Fisascat CISL, Filcams CGIL e UILTuCS hanno sottoscritto un’intesa con Assofarm, formalizzata a ottobre. Un risultato importante, che prevede aumenti retributivi fino a 220 euro mensili a regime al primo livello, nuove indennità professionali e maggiori tutele.
Con Federfarma, invece, la trattativa per le farmacie private resta ancora senza un’intesa. Una situazione che non può protrarsi ulteriormente.
Come Fisascat Umbria chiediamo di superare lo stallo e arrivare a un rinnovo che garantisca salari adeguati, diritti e riconoscimento delle professionalità.
 
Una richiesta portata anche all’attenzione della Regione Umbria, la cui Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità, lo scorso aprile, una risoluzione a sostegno del rinnovo contrattuale.
«Le farmacie rappresentano un presidio fondamentale per la salute dei cittadini, ma il valore di questo servizio passa anche attraverso il riconoscimento del lavoro di chi lo garantisce ogni giorno», sottolinea la segretaria generale della Fisascat Umbria, Rachele Rotoni.
Il contratto delle farmacie comunali è stato rinnovato. Ora servono risposte concrete anche per i lavoratori delle farmacie private.

“Insieme per la salute e il sapere”: Cisl Università e il futuro del personale assistenziale

by Emanuele Lombardini
“Insieme per la salute e il sapere”: Cisl Università e il futuro del personale assistenziale

Quale futuro per il personale universitario che opera nella sanità? Quali prospettive per valorizzarne il ruolo, le competenze e i diritti?

Cisl Università  Umbria ne parlerà in un convegno dal titolo “Insieme per la salute e il sapere”, in programma il prossimo 11 Novembre dalle ore 11.30 presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia a Perugia (Edificio B Aula 7 Piano 2)

Quella dello status giuridico ed economico del personale universitario che presta anche funzioni assistenziali è una questione che sta a cuore da sempre alla Cisl Università Umbria. Da qui la scelta di mettere attorno ad un tavolo sindacato, istituzioni ed addetti ai lavori in una mattinata di riflessioni condivise con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e individuare percorsi condivisi per il futuro.

“A distanza di vent’anni esatti dalla sottoscrizione della convenzione tra Università e Regione– sottolinea il segretario regionale Cisl Università Umbria Letizia Pietrolata–  riteniamo non più rinviabile provvedere al suo rinnovo. Dal 2006 ad oggi, infatti, pur a fronte della capienza dei fondi trasferiti dalla Regione all’Università in ragione dei pensionamenti e dei trasferimenti intervenuti, non si è mai proceduto alla revisione dei livelli retributivi e compensativi del personale universitario in convenzione. Si tratta di personale che, nel corso del tempo, ha conseguito titoli di studio abilitanti alla professione medica o alle diverse professioni della dirigenza sanitaria, ovvero titoli abilitanti riconosciuti ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 42 del 26 febbraio 1999 e del DM  745/1994, e che svolge nelle strutture convenzionate funzioni di medico e di dirigente sanitario riconducibili a quelle delle analoghe figure dirigenziali del SSR. Una situazione che avrebbe dovuto comportare l’equiparazione ai corrispondenti ruoli dirigenziali. Per questo come Cisl Università siamo orgogliosi di aver riunito attorno allo stesso tavolo relatori di livello in rappresentanza di università e istituzioni”.

I lavori saranno aperti e conclusi dalla stessa Letizia Pietrolata, mentre a Luigi Fabiani, dirigente sindacale FNP Cisl Umbria sarà affidata l’introduzione. Interverranno il professor Massimiliano Marinelli, magnifico rettore dell’Università di Perugia; la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti; il direttore generale del Mur (Ministero dell’Università e Ricerca) Massimo Miscusi; il segretario generale nazionale Cisl Università Francesco De Simone Sorrentino e il segretario generale regionale Cisl Umbria Angelo Manzotti.

L’incontro è aperto alla comunità accademica e alla cittadinanza.

 

Gubbio Cultura e Multiservizi, i sindacati: “Messa in liquidazione decisione inaccettabile

Gubbio Cultura e Multiservizi, i sindacati: “Messa in liquidazione decisione inaccettabile

Lo scorso 28 ottobre si è svolta presso la sala DigiPASS di Gubbio l’assemblea del personale della Gubbio Cultura e Multiservizi Srl, promossa da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, per analizzare la grave decisione dell’Amministrazione comunale di avviare la messa in liquidazione della società partecipata.

All’esito di questo incontro, il personale e le organizzazioni sindacali esprimono ferma contrarietà e profonda preoccupazione per una scelta calata dall’alto e approvata  tra malumori e distinguo dalla maggioranza in Consiglio Comunale.

“È inaccettabile – sottolineano le segreterie territoriali – che una crisi economico-finanziaria legata a fattori contingenti e straordinari — come il cantiere di Piazza Quaranta Martiri (che hanno già penalizzato la Farmacia Comunale) e i lavori in Piazza Grande, davanti  al Palazzo dei Consoli — venga bollata come “irreversibile”, anziché essere affrontata con un piano industriale di rilancio e risanamento sostenuto dai dati già positivi di gestione finanziaria del 2026”

Dietro la narrazione dell’ “atto dovuto”, le organizzazioni sindacali intravedono una volontà politica rinunciataria, che rischia di scaricare il peso delle criticità sulle spalle del personale e di aprire la strada allo spezzettamento e alla privatizzazione di servizi pubblici (Musei, IAT, Farmacia, DigiPASS).

Per questa ragione, sindacati e lavoratori ribadiscono la necessità di tutelare con forza  la gestione attuale e la qualità dei servizi per cittadini e turisti; la continuità occupazionale, i diritti e la dignità di tutto il personale; la trasparenza sulle prospettive future, pretendendo impegni vincolanti e non generiche rassicurazioni.

L’assemblea ha  inoltre deliberato all’unanimità di richiedere l’immediata convocazione di un tavolo di confronto urgente con l’Amministratore Unico Angelo Linci, il sindaco e il segretario comunale.

In assenza di un tempestivo riscontro, le organizzazioni sindacali e i lavoratori attiveranno ogni legittima iniziativa di mobilitazione e protesta a difesa dell’occupazione e del patrimonio pubblico della città.

Sicurezza sul lavoro, un’altra giovane vita spezzata “Non possiamo più limitarci a contare le vittime”

Sicurezza sul lavoro, un’altra giovane vita spezzata “Non possiamo più limitarci a contare le vittime”

di GIULIANO BICCHIERARO (segretario regionale Cisl Umbria)

La CISL Umbria esprime il proprio profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia e ai cari del giovane di appena 20 anni che ha perso la vita a Valtopina, nel folignate, dopo essere stato schiacciato da un rullo compressore ribaltatosi durante il lavoro.

Una tragedia che colpisce profondamente e che ci ricorda, ancora una volta, quanto sia urgente e non più rinviabile un impegno concreto e condiviso per fermare questa drammatica sequenza di morti sul lavoro. Dietro ogni vittima c’è una persona, una famiglia, un futuro spezzato. Non possiamo abbassare la guardia, né permetterci di considerare queste tragedie come un fatto inevitabile.

«Dobbiamo essere sempre sul pezzo – sottolinea la CISL Umbria – mantenendo alta l’attenzione e traducendo le parole in azioni concrete. La sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo un incidente: deve diventare parte strutturale dell’organizzazione del lavoro, della cultura d’impresa e delle relazioni tra tutti i soggetti coinvolti».

Per farlo, occorre agire con determinazione su quattro direttrici fondamentali.

Rendere la sicurezza strutturale nell’organizzazione del lavoro. La prevenzione deve essere parte integrante di ogni attività lavorativa, delle scelte organizzative e delle procedure operative. È necessario coinvolgere attivamente le lavoratrici e i lavoratori, valorizzandone l’esperienza e promuovendo una partecipazione reale alle decisioni che riguardano la salute e la sicurezza.

Rafforzare la collaborazione tra tutti i soggetti responsabili della prevenzione. Parti sociali, istituzioni, imprese e organi di vigilanza devono lavorare insieme, superando frammentazioni e interventi occasionali. La sicurezza deve diventare una priorità condivisa e permanente nell’agenda politica e istituzionale, sostenuta da impegni verificabili e da un confronto costante sui risultati.

Investire nella formazione concreta e nella percezione del rischio. La formazione non può esaurirsi in un adempimento formale o in qualche ora trascorsa in aula. Deve entrare nei luoghi di lavoro, confrontarsi con le situazioni reali, correggere i comportamenti sbagliati e valorizzare l’analisi dei near miss, cioè dei mancati infortuni e degli eventi che avrebbero potuto provocare conseguenze gravi. Imparare da questi episodi significa intervenire prima che si verifichi l’incidente, aiutando ogni lavoratore a riconoscere tempestivamente i pericoli.

Utilizzare l’innovazione tecnologica come alleata della prevenzione. La digitalizzazione e le nuove tecnologie possono contribuire a ridurre la fatica, migliorare le condizioni operative e segnalare tempestivamente situazioni di rischio. Occorre promuovere l’introduzione di dispositivi e strumenti intelligenti capaci di supportare gli operatori, richiamarne l’attenzione in presenza di pericoli e rendere più sicuri i processi lavorativi.

«Queste direttrici – prosegue la CISL Umbria – devono diventare rapidamente un programma operativo, con responsabilità definite, tempi certi e risorse adeguate. Stringiamoci a coorte, mettendo da parte divisioni e rinvii: di fronte alla perdita di una vita umana, ogni ritardo nella prevenzione è un ritardo che dobbiamo impegnarci a colmare».

Le risorse economiche, del resto, non mancano. L’INAIL mette periodicamente a disposizione delle imprese finanziamenti dedicati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È quindi necessario rafforzare l’informazione, l’accompagnamento e il supporto alle aziende, soprattutto a quelle di minori dimensioni, affinché queste opportunità vengano conosciute e utilizzate in misura sempre maggiore. Anche su questo fronte occorre invertire la tendenza: le risorse destinate alla prevenzione devono tradursi in investimenti effettivi nei luoghi di lavoro.

La CISL Umbria continuerà a sostenere ogni iniziativa utile a rafforzare la cultura della prevenzione e a promuovere il confronto tra istituzioni, imprese e parti sociali.

Perché la sicurezza non è un costo, né un adempimento burocratico: è un diritto fondamentale della persona e una responsabilità collettiva. E nessuno dovrebbe mai perdere la vita per guadagnarsi da vivere.

Manzotti (Cisl Umbria): “Basta bonus, azioni concrete per le famiglie umbre”

Manzotti (Cisl Umbria): “Basta bonus, azioni concrete per le famiglie umbre”

Il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti interviene sulla situazione economica del territorio, anche alla luce dell’attuale quadro geopolitico ed economico nazionale ed internazionale

“La situazione economica nella nostra regione è sempre più difficile – sottolinea il segretario – In un territorio già fiaccato da stipendi che sono fra i più bassi d’Italia, con ricadute sul welfare e in generale su sistema previdenziale, occorre intervenire con azioni concrete e strutturali per salvaguardare il potere d’acquisto. Dai colloqui costanti che abbiamo con i nostri iscritti ed in generale con i lavoratori, stiamo riscontrando come stia crescendo in maniera esponenziale la percentuale di lavoratori e pensionati i quali, di fronte all’impennata del caro-vita non riescono più  a fare fronte alle esigenze quotidiane. Questo li porta a dover fare delle scelte, rinunciando a servizi essenziali, molto spesso alle cure come ricordano i dati di Gimbe.

Stop interventi tampone: gli strumenti ci sono

La politica dei bonus, degli interventi tampone non premia e soprattutto non dà vere risposte alle esigenze dei cittadini. Servono interventi strutturali, che mettano centro i temi del salario, dell’occupazione, delle nuove politiche di welfare e il sostegno alle famiglie. Un occhio di riguardo deve poi essere riservato alle aree interne, dove c’è maggiore carenza dei servizi essenziali e dove è molto più difficile anche costruire sviluppo economico a lungo termine. È urgente dunque un patto sociale che metta  al centro il lavoro, la coesione sociale e la crescita: in questo senso, assumono un ruolo determinante partecipazione e concertazione con tutte le parti datoriali e istituzionali. Oggi abbiamo due strumenti a disposizione: ZES e programmazione comunitaria: questa è l’occasione per rilanciare nuova occupazione, lavoro di qualità, creare nuovi insediamenti produttivi e rilanciare la manifattura. Dare risposte alle persone in questa delicata fase del Paese e ancora di più della nostra regione, deve essere una priorità politica ed economica”

Le richieste in occasione di DEF e DEFR

A livello nazionale, in occasione della discussione del DEF (Documento di economia e finanza) Cisl chiede un taglio strutturale dell’Irpef a sostegno del ceto medio; la detassazione dei premi di risultato e della tredicesima; il potenziamento della contrattazione aziendale: “Oltre a questo – ricorda Manzotti – chiediamo maggiori investimenti sulla sanità, con la promozione della sanità territoriale- investendo soprattutto sul personale – e nuove misure per la non autosufficienza. In questa fase servono poi interventi concreti per contenere il prezzo del carburante: su questo fronte chiediamo misure strutturali e non a tempo: occorre con urgenza una legge che possa calmierare il prezzo del carburante. E anche un intervento simile per il caro-energia in generale”

Manzotti si sofferma poi sulle richieste a livello regionale: “Questo è il tempo per misure straordinarie che facciano realmente cambiare passo al territorio. In occasione della discussione del Defr Documento di economia e finanza regionale), come Cisl Umbria chiediamo che vengano messe al centro politiche del lavoro e di sviluppo del territorio che consentano di creare lavoro stabile e di qualità. Ciò può avvenire soltanto i due modi: rafforzando il sistema produttivo e mettendo al centro i giovani. Vanno costruite le condizioni affinchè gli Under 35 tornino a vedere l’Umbria come una regione che offre opportunità e crea prospettive: questa è l’unica strada per arrestare un declino ed uno spopolamento che avanzano inesorabilmente”.

Rivedere la manovra fiscale

Ma non è finita qui: “Cisl Umbria chiede inoltre alla Regione Umbria di rivedere la manovra fiscale regionale, senza ulteriori proroghe e prevedere una diversa applicazione aliquota o detrazioni per la fascia di reddito che vada da 28.000 a 50.000 euro, ossia per i ceto medio. Questo gettito deve essere riservato a potenziare la sanità territoriale e politiche rivolte al personale”