Cisl Umbria

Quattro Accordi Integrativi in 15 giorni: Assemblea partecipata all’Università di Perugia

by CISL LDS

Nella foto il segretario generale Cisl Università Umbria Letizia Pietrolata

Soddisfazione di CISL Università – CONFSAL Snals – FGU Gilda:  “Risorse concrete per tutto il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario”

Si è svolta oggi, 2 luglio 2026, un’Assemblea del personale molto partecipata, indetta da CISL Università, CONFSAL Snals e FGU Gilda, per illustrare al personale tecnico, amministrativo e bibliotecario dell’Ateneo di Perugia i contenuti dei quattro Accordi Integrativi sottoscritti negli ultimi quindici giorni al tavolo della contrattazione tra le OO.SS. di Ateneo, la RSU e la parte datoriale.

Le scriventi OO.SS. esprimono grande soddisfazione per il risultato raggiunto: si tratta di quattro Accordi che portano vantaggi economici concreti a tutto il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario dell’Ateneo.

  1. Elevate professionalità: chiusa la partita del 2025

Il primo Accordo integra un precedente Accordo siglato nel 2025 e chiude una questione rimasta in sospeso relativa al personale delle Elevate Professionalità. La nuova governance di Ateneo, guidata dal Rettore prof. Marianelli, ha incrementato in forma stabile di 500.000 euro il fondo per la contrattazione integrativa. Per l’anno 2025, essendo i contratti collettivi integrativi già stati sottoscritti, tale somma era stata distribuita al personale come integrazione dell’indennità di performance. Restava tuttavia esclusa da questo beneficio la componente delle Elevate Professionalità, non destinataria dell’indennità di performance. Con il nuovo Accordo la questione trova soluzione: le indennità di risultato collegate agli incarichi ricoperti da questo personale vengono incrementate con percentuali comprese tra il 20 e il 30%.

  1. Risorse legge di bilancio 2021: valorizzazione del personale

Il secondo Accordo riguarda la distribuzione, anche per l’anno 2026, delle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2021 per la valorizzazione del personale universitario e per la riduzione del divario retributivo rispetto al restante personale del pubblico impiego. Come noto, il 50% dei 50 milioni di euro complessivi destinati al comparto deve essere gestito e ripartito in sede di contrattazione: anche quest’anno la distribuzione è avvenuta secondo i criteri già utilizzati negli anni precedenti.

  1. Welfare integrativo: contributo per le utenze domestiche a tutto il personale

Il terzo Accordo introduce una prima misura di Welfare Integrativo, prevista sia dal vigente CCNL sia dalla legge finanziaria per il 2025, che riconosce a tutto il personale dell’Ateneo – dagli Operatori alle Elevate Professionalità – un contributo per il pagamento delle utenze domestiche. Negli anni precedenti CISL Università e Confsal Snals non avevano sottoscritto analoghi Accordi, poiché la misura, pur qualificata come Welfare integrativo, era di fatto limitata da requisiti di accesso quali l’ISEE e altri parametri: un impianto ritenuto non condivisibile, in quanto il Welfare deve essere una misura rivolta a tutto il personale e non una misura di tipo mutualistico. Quest’anno l’Amministrazione ha accolto questa istanza: l’Accordo mette a disposizione circa 248.000 euro per Operatori, Collaboratori e Funzionari e ulteriori 6.000 euro per il personale delle Elevate Professionalità, risorse che saranno distribuite a tutto il personale come contributo al pagamento delle utenze domestiche. Seguirà la pubblicazione di un apposito bando e la relativa raccolta della documentazione, propedeutica all’erogazione dei contributi.

  1. Orario di lavoro: buoni pasto raddoppiati da due a quattro a settimana

Il quarto Accordo, certamente non ultimo per importanza, riguarda l’orario di lavoro e porta con sé la conquista più significativa dell’intesa: il raddoppio dei buoni pasto, che passano da due a quattro a settimana, senza alcuna penalizzazione sull’articolazione dell’orario di lavoro. Restano invariate le fasce di compresenza e la flessibilità in entrata. I quattro buoni pasto settimanali sono riconosciuti a fronte di una prestazione lavorativa giornaliera pari o superiore a sei ore e cinque minuti, con dieci minuti di pausa pranzo. L’Accordo disciplina inoltre la questione delle ore in esubero, sia quelle già maturate sia quelle future, trovando una convergenza dopo anni di posizioni molto rigide da parte delle precedenti governance. Con l’attuale governance è stato invece raggiunto un Accordo pieno e condiviso.

Relazioni sindacali ritrovate

Il lavoro svolto in queste settimane testimonia il ritrovato clima di serenità nelle relazioni sindacali di Ateneo e la possibilità di una contrattazione vera, sana, leale e costruttiva. Per questo CISL Università, CONFSAL Snals e Gilda ringraziano l’Amministrazione per aver restituito questa possibilità, che è peraltro un diritto delle parti sociali, con l’auspicio di proseguire su una strada che si sta dimostrando particolarmente costruttiva e produttiva.

Resta ancora molto lavoro da fare: numerosi istituti del CCNL vigente attendono ancora attuazione a livello locale, così come il nuovo CCNL 2025-2027, il cui stralcio economico è stato firmato proprio ieri e che porterà, a partire dai prossimi mesi, i relativi incrementi contrattuali in busta paga.

CISL Università Umbria – CONFSAL Snals Perugia – FGU Gilda Perugia

Cisl Medici Umbria sul nuovo Accordo integrativo regionale per la medicina generale: “Presenza capillare e cure più vicine ai bisogni dei cittadini”

by CISL LDS
Perugia, 1° luglio 2026 – A seguito della firma del nuovo Accordo integrativo regionale per la medicina generale, la Cisl Medici Umbria esprime profonda soddisfazione per il raggiungimento di un traguardo storico, frutto di oltre un anno di complessa e costante concertazione con la Direzione Regionale Salute e Welfare.

L’intesa, siglata il 30 giugno a Perugia, rappresenta un passo fondamentale per il rilancio della sanità territoriale, recependo gli indirizzi dell’Accordo Collettivo Nazionale e dando concreta attuazione agli obiettivi del DM 77/2022 e del PNRR. Il cuore dell’accordo prevede un nuovo modello organizzativo che vede i medici di medicina generale impegnati per 6 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, garantendo così una presenza capillare e cure più vicine ai bisogni dei cittadini.

La soddisfazione di Luca Nicola Castiglione, segretario regionale generale della Cisl Medici Umbria (nella foto a sinistra): “Siamo stati protagonisti di un confronto serrato, durato oltre dodici mesi, con l’obiettivo irrinunciabile di tutelare la dignità professionale e l’autonomia del medico di famiglia, risorsa insostituibile del nostro servizio sanitario. L’obbligatorietà delle 6 ore nelle Case di Comunità rappresenta una reale opportunità di integrazione. La Cisl Medici Umbria ha lavorato per ottenere un percorso equilibrato che valorizzi il rapporto fiduciario tra medico e paziente, garantendo al contempo la sostenibilità operativa per i professionisti coinvolti”.

Grazie a questo accordo, la Regione Umbria ridisegna l’organizzazione delle cure primarie. La Cisl Medici Umbria continuerà a vigilare affinché ogni fase dell’attuazione sia accompagnata da adeguate garanzie professionali ed economiche, assicurando che la medicina generale resti il primo e più solido presidio di salute sul territorio.

 
Fonte e foto della Cisl Medici Umbria

Presentato il “Sondaggio Digitalmentis”

by CISL LDS

ADICONSUM UMBRIA, FIRST CISL UMBRIA, FNP CISL UMBRIA E CISL UMBRIA: “PER I SERVIZI SERVE IL DOPPIO BINARIO: QUELLO DIGITALE E QUELLO UMANO”
Perugia, 29 giugno 2026 – “Il 20 per cento della popolazione è isolata dal punto di vista digitale”. E’ il presidente di Adiconsum Umbria Giancarlo Monsignori a descrivere la situazione emersa dal “Sondaggio Digitalmentis” che è stato presentato questa mattina alla Provincia di Perugia, alla presenza del presidente Massimiliano Presciutti. Il sondaggio, che si è avvalso di un campione di oltre 200 persone (tra persone che hanno scelto, ma non solo, di frequentare i corsi di digitalizzazione tra il 2025 e il 2026 con Adiconsum Umbria, First Cisl Umbria e Fnp Cisl Umbria), ha disegnato sin dalle prime battute la situazione, permettendo di focalizzare l’attenzione su limiti conoscitivi ma anche di strumentazione delle persone. Limiti che possono peggiorare in base al luogo nel quale si vive.
E’ stato infatti il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti a ribadire che, alla luce dell’approfondimento, della consapevolezza dell’invecchiamento della popolazione umbra e che 200 mila cittadini vivono nelle aree interne, c’è necessità di una digitalizzazione uniforme “per la quale si potrebbero utilizzare i fondi residui del Pnrr”. Per Manzotti, “la digitalizzazione deve essere uno strumento di coesione sociale e non di esclusione, uno strumento per garantire i servizi essenziali”. Sulla questione dei servizi essenziali, delle fragilità sociali e della solitudine ha fatto perno l’intervento del segretario generale Fnp Cisl Umbria Dario Bruschi che ha sottolineato come tutto questo “possa diventare terreno fertile per potenziali truffe e malattie, come la ludopatia. Temi sui quali abbiamo organizzato, e continueremo a farlo, incontri di approfondimento nei territori”. Per la Fnp Cisl Umbria è necessario continuare ad avere un doppio binario di accesso ai servizi: quello digitale ma anche e soprattutto quello basato sul rapporto umano.
E proprio sul doppio binario per i servizi, in special modo quelli bancari, è intervenuto il segretario generale First Cisl Umbria Roberto Contessa che, seguendo la linea del convegno organizzato lo scorso settembre sulla desertificazione bancaria, ha ribadito come il sindacato che rappresenta si stia facendo carico di un processo di alfabetizzazione digitale in modo che l’utenza, “anche e soprattutto in quelle aree impoverite di servizi, possa accedere con più facilità al sistema Homebanking (banca virtuale)”. Per lui, proprio come per gli altri sindacalisti, l’esperienza formativa proseguirà e dopo aver fatto tappa a Castiglione del Lago, Foligno e Terni raggiungerà probabilmente la Valnerina.

Ad apertura della conferenza stampa odierna il Presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti: “Vi ringrazio per aver scelto di presentare i dati del Sondaggio Digitalmentis in Provincia sono convinto che una strategia, per essere efficace, deve necessariamente partire dall’analisi oggettiva dei dati così da trasformare le idee in azioni concrete. La transizione digitale non è più una prospettiva futura, ma un processo ineludibile e irreversibile. È in questo contesto che si inserisce PerugIA Nexst, il progetto di cui siamo promotori e che aggrega numerosi soggetti per costruire un ecosistema territoriale coeso. Il nostro obiettivo è creare un terreno di gioco condiviso, dove imprese e Pubblica Amministrazione possano operare in sinergia con i privati, prevenendo asimmetrie di potere e garantendo un equilibrio equo per tutti gli attori coinvolti. Si tratta di un progetto aperto, plurale e inclusivo: per questo motivo, invitiamo formalmente tutte le forze sindacali a partecipare attivamente a questo percorso di innovazione.”

Il consiglio generale Fnp Cisl di Foligno ribadisce l’importanza di fare rete e tra le priorità richiama quella del Piano regionale socio – sanitario

by CISL LDS

ASSISI, 29 giugno 2026 – E’ stato il segretario generale Fnp Cisl di Foligno Sante Fraccalvieri ad aprire il Consiglio Generale Fnp Cisl di Foligno, il primo di quest’anno, che si è tenuto il 26 giugno 2026 ad Assisi. Tanti i temi che sono emersi nel corso dei lavori, a partire dalla sua relazione, esposta a nome della segreteria (composta da Patrizia Sisti ed Attilio Renzini): sanità, terzo polo, liste di attesa, questione abitativa e altri sociali sono in sintesi le priorità emerse dall’organizzazione territoriale dei pensionati, alle quali si sono aggiunti temi importanti come la Zes (indicato come strumento di sviluppo) e il rapporto intergenerazionale (come investimento per il futuro), ma anche la consapevolezza del dover guidare le trasformazioni in essere (in primis quella dell’intelligenza artificiale). Poi, Fraccalvieri, ha sottolineato le realtà con le quali la Fnp Cisl di Foligno ha creato rapporti e legami costruttivi: il volontariato dell’Anteas, i servizi offerti dal Caf e dal Patronato Inas e la consulenza offerta dall’Adiconsum e dall’Ufficio Vertenze e con gli altri servizi e categorie dell’organizzazione sindacale (all’assise sono intervenuti Fisascat e Filca). Il consiglio si è quindi impegnato per monitorare la questione dell’inflazione e della rivalutazione delle pensioni. In primo piano dunque le esigenze delle persone anziane e pensionate: in special modo quelle sole.

Sulla solitudine, e sull’esigenza di un piano socio – sanitario regionale, si è soffermato lungamente il segretario generale Fnp Cisl Umbria Dario Bruschi che ha concluso i lavori: “Dobbiamo superare la situazione di stallo in essere e rinforzare la territorialità”. Da questo il ruolo strategico della partecipazione e della concertazione come le istituzioni, tema già sottolineato nell’intervento del segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli (intervenuto ai lavori per conto della segreteria confederale). “La posizione della Cisl Umbria è chiara – ha sintetizzato il segretario Marcelli – e dice sì alle due aziende ospedaliere e alle due Asl, ma soprattutto il nostro assenso lo diamo alla centralità della persona. Sia essa paziente che lavoratore”.

Sull’importanza della concertazione anche nel territorio di Assisi è intervenuto il responsabile dell’Area Sindacale Territoriale Foligno – Spoleto Bruno Mancinelli, che ha preso la parola prima dell’assessore alle politiche sociali del comune di Assisi, la dottoressa Francesca Corazzi, che ha raggiunto i lavori.

Il consiglio è stato l’occasione anche per consegnare due riconoscimenti: alla presidente dell’Anteas di Foligno, la dottoressa Anna Rita Mollaioli, è stato conferito il titolo di Cavaliere del Millennio del Centro Pace di Assisi, consegnato dal presidente Gianfranco Costa. Presente alla consegna anche il presidente onorario dell’Anteas di Foligno Francesco Emanuele. Inoltre la Fnp Cisl di Foligno, assieme al segretario generale Fnp Cisl Umbria Dario Bruschi e il segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli, ha consegnato a Giuseppe Di Tanna una targa di riconoscimento per l’operato svolto negli anni alla Fnp Cisl di Spoleto, terminato nel 2025.

A. Manzotti, Qui si lavora ma non si cresce, in «Corriere dell’Umbria»

by CISL MF

I dati economici emersi nelle ultime ore sul Corriere dell’Umbria mettono a nudo una realtà che come Cisl denunciamo da tempo: la nostra regione è scivolata in un paradosso che non possiamo più ignorare. L’Umbria lavora, ma non cresce. Tiene sul piano occupazionale e dell’inclusione sociale, ma arretra sul terreno dello sviluppo economico, del reddito e della produttività.
La fotografia scattata dagli ultimi rapporti è chiara e preoccupante. Il Pil regionale nel 2025 è previsto in calo dello 0,2%, collocando l’Umbria tra le regioni con le peggiori performance del Paese, mentre l’Italia continua a crescere. Il settore dei servizi, che rappresenta una componente fondamentale della nostra economia, registra una contrazione del 2,3%. Allo stesso tempo gli stipendi medi umbri restano inferiori dell’11,2% rispetto alla media nazionale.

Questi numeri raccontano una regione che crea occupazione ma fatica a generare ricchezza diffusa. Una regione in cui il lavoro c’è, ma troppo spesso non basta a garantire prospettive di crescita economica e sociale alle persone e alle famiglie.
I lavoratori umbri amano la propria terra e il proprio impiego. Lo dimostra anche l’alto livello di soddisfazione registrato dalle indagini più recenti. Ma l’orgoglio non paga le bollette. Il divario salariale rispetto al resto d’Italia certifica l’esistenza di una vasta platea di lavoratrici e lavoratori che, pur avendo un’occupazione, faticano ad arrivare serenamente alla fine del mese.

Per questo non possiamo accontentarci di leggere positivamente il dato occupazionale. Il vero indicatore di successo è la qualità del lavoro: salari adeguati, stabilità contrattuale, competenze valorizzate, percorsi professionali qualificati e possibilità concrete di costruire un progetto di vita nella propria regione.
Se a questo quadro aggiungiamo che oltre un quarto dei laureati umbri risulta sotto-occupato o che la produttività oraria continua a diminuire, emerge con evidenza la necessità di ripensare il modello di sviluppo regionale. Continuare a discutere delle responsabilità del passato serve a poco se non matura una visione condivisa per il futuro.

Per la Cisl la strada da seguire è chiara e richiede l’insieme di interventi coordinati. Nessuna tendenza, da sola, può invertire una rotta che si è consolidata negli anni.
In questo contesto la Zona economica speciale rappresenta una leva strategica importante. Esattamente due mesi dopo la nostra iniziativa pubblica sul tema, dobbiamo però constatare che il dibattito appare ancora fermo a una fase di approfondimento e valutazione. Un ritardo che l’Umbria non può permettersi.
La Zes deve diventare operativa in tempi rapidi attraverso una cabina di regia snella ed efficiente, capace di attrarre investimenti produttivi, piattaforme logistiche, infrastrutture digitali e nuove opportunità occupazionali. In particolare può rappresentare un volano per rilanciare un settore dei servizi oggi in evidente difficoltà e per aumentare l’attrattività complessiva del territorio regionale.

Ma la Zes, da sola, non basta. La vera sfida è fare in modo che la crescita si traduca in salari più alti e in maggiore benessere per le famiglie. Per questo è indispensabile aprire una nuova stagione di contrattazione di secondo livello, sia aziendale che territoriale.
Dobbiamo aggredire quel pesante divario salariale che separa l’Umbria dalla media nazionale, portando la contrattazione integrativa in un numero sempre maggiore di aziende, collegando gli incrementi retributivi ai risultati produttivi e sviluppando sistemi di welfare aziendale capaci di sostenere concretamente il potere d’acquisto delle famiglie: asili nido, sostegno alla genitorialità, mobilità sostenibile, sanità integrativa e servizi di conciliazione rappresentano strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita delle persone che lavorano.

Alla stesso tempo anche il sistema delle imprese è chiamato a fare la propria parte. La competitività non può fondarsi esclusivamente sul contenimento del costo del lavoro. Deve poggiare su innovazione, investimenti, formazione continua e valorizzazione delle competenze. Solo così sarà possibile aumentare la produttività e generare una crescita sostenibile e duratura.
Parallelamente occorre affrontare con decisione l’emergenza giovanile. Non possiamo più accettare che tanti giovani qualificati siano costretti a lasciare l’Umbria per trovare opportunità adeguate alle proprie competenze o che siano intrappolati in condizioni di sotto-occupazione e precarietà. Ogni giovane che parte rappresenta una perdita di capitale umano, innovazione e futuro per l’intera comunità regionale.

Per questo chiediamo l’attivazione di tavoli permanenti di filiera che mettano in connessione diretta l’Università degli Studi di Perugia, gli Its Academy, il sistema scolastico e il mondo delle imprese. Dobbiamo costruire una mappatura costante dei fabbisogni professionali e tecnologici del territorio, orientare meglio la formazione e creare percorsi di inserimento lavorativo stabili, qualificati e dignitosamente retribuiti. L’Umbria conserva un patrimonio prezioso fatto di coesione sociale, qualità della vita, competenze e forte senso di comunità. Ma l’invecchiamento della popolazione, il calo demografico e la fuga dei giovani ci ricordano che il tempo a disposizione non è infinito. Per questo chiediamo alla Giunta regionale l’apertura immediata di un tavolo permanente di confronto con le parti sociali, finalizzato a definire una strategia condivisa per la crescita, il lavoro e lo sviluppo. Occorre accelerare sull’attivazione della Zes, rilanciare la contrattazione di secondo livello, sostenere gli investimenti e creare opportunità concrete per i giovani. Non possiamo permetterci di perdere altre occasioni a causa di ritardi burocratici o indecisioni politiche.

L’Umbria non ha bisogno di rassegnarsi al declino. Ha bisogno di salari più alti, investimenti più veloci e opportunità vere per le nuove generazioni. Le energie per ripartire ci sono. Ora servono scelte coraggiose, responsabilità condivisa e una visione capace di restituire fiducia ai lavoratori, dignità ai salari e futuro alle famiglie umbre.

* Segretario regionale Cisl Umbria
Ripreso

“Sondaggio Digitalmentis”, la presentazione precederà le proposte di Adiconsum, First, Fnp, Cisl Umbria

by CISL LDS

PERUGIA, 25 giugno 2026 – Il giorno 29 giugno 2026 alle ore 11,00 presso la Sala della Provincia in piazza Italia a Perugia sarà presentato il risultato del “Sondaggio Digitalmentis” (agli organi di informazione presenti sarà consegnata copia cartacea) portato avanti tra la fine del 2025 ed inizio del 2026 dall’Adiconsum Umbria, First Cisl Umbria, Fnp Cisl Umbria e Cisl Umbria. “L’occasione – è stato anticipato – è stata quella dei corsi mirati per la digitalizzazione dei cittadini che abbiamo organizzato in questi mesi per agevolare l’accesso ai servizi, in special modo a quelli bancari”.
L’incontro con gli organi di informazione sarà non solo motivo di analisi, ma anche l’occasione per ribadire alle istituzioni le proposte dell’Adiconsum Umbria, First Cisl Umbria, Fnp Cisl Umbria e Cisl Umbria per i cittadini e possibilità di sviluppo per i territori nei quali risiedono.
Alla conferenza stampa, alla quale sono previsti gli interventi del presidente Adiconsum Umbria Giancarlo Monsignori, del segretario generale First Cisl Umbria Roberto Contessa, del segretario generale Fnp Cisl Umbria Dario Bruschi e del segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, è previsto l’intervento del presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti.

TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE SONO INVITATI A PARTECIPARE

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Umbria con i lavoratori della Deltafina di Bastia Umbra per la filiera del tabacco

by CISL LDS

PERUGIA, 15 giugno 2026 – La Commissione Europea ha avviato il processo di revisione della Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD) e della Direttiva sulla Pubblicità del Tabacco (TAD), promuovendo una consultazione pubblica aperta a tutti i soggetti interessati. A darne comunicazione sono le organizzazioni sindacali nazionali di settore Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, che esprimono preoccupazione per un approccio ritenuto poco attento alle ricadute socioeconomiche e occupazionali che le ulteriori restrizioni potrebbero determinare sulle lavoratrici, sui lavoratori e sull’intera filiera tabacchicola.

Anche Fai Cisl Umbria, Flai Cgil Umbria e Uila Uil Umbria, insieme ai circa 200 lavoratori e lavoratrici della Deltafina di Bastia Umbra, si sono riuniti nella giornata di oggi per manifestare la propria preoccupazione rispetto al percorso di revisione delle direttive europee sul tabacco. Al centro delle osservazioni vi è il fatto che le valutazioni preliminari della Commissione non appaiono pienamente coerenti con i principi del sistema di “Better Regulation”, poiché risultano focalizzate prevalentemente sugli aspetti sanitari, senza una sufficiente analisi degli effetti che le nuove misure potrebbero avere sull’occupazione, sulle condizioni di lavoro e sui sistemi di protezione sociale.

Si tratta di una questione particolarmente rilevante per l’Umbria, dove l’intera filiera tabacchicola, dalla coltivazione alla trasformazione, coinvolge complessivamente circa 9.500 lavoratrici e lavoratori. Per questo motivo le organizzazioni sindacali invitano tutti gli addetti del settore a partecipare alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea, contribuendo a rappresentare le istanze e le specificità del comparto.

Fai Cisl Umbria, Flai Cgil Umbria e Uila Uil Umbria chiedono inoltre la massima attenzione da parte delle istituzioni regionali e nazionali su un tema che interessa migliaia di famiglie e una filiera strategica per il territorio. A tal fine, annunciano l’avvio di un confronto con i soggetti istituzionali competenti, che saranno coinvolti nei prossimi giorni per approfondire gli effetti delle proposte in discussione e individuare possibili azioni di tutela del lavoro e dell’occupazione.

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Umbria

Cgil, Cisl e Uil Umbria in pressing sulla Regione: “Subito risposte concrete su sanità, lavoro ed economia”

by CISL LDS

Conferenza stampa di Paggio, Manzotti e Molinari: “L’Umbria non può più attendere. Servono subito tavoli dedicati, altrimenti siamo pronti a mobilitarci”

Perugia, 11 giugno 2026 – “Basta con le analisi, è il momento delle azioni concrete”. Questo il messaggio con il quale i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Umbria Maria Rita Paggio, Angelo Manzotti e Maurizio Molinari hanno aperto la conferenza stampa di questa mattina, che si è tenuta alla Cassa edile di Perugia per fare il punto sullo stato del confronto con la Regione su temi della sanità e dello sviluppo economico.

“Abbiamo bisogno di un cambiamento strutturale – hanno detto – che scaturisca da una visione, altrimenti la situazione non potrà migliorare”. Il contesto legato alla fine del Pnrr impone incisività nella transizione che si sta vivendo. “La situazione in ambito economico è drammatica, in quanto il Pil è fermo dal 2018, in Umbria la produzione arretra, si indebolisce la manifattura e l’industria mentre crescono logistica e turismo, che non garantiscono però una crescita strutturata, sostenibile e hanno retribuzioni troppo basse. Necessaria è anche una svolta per facilitare l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese, che sono la maggioranza delle aziende umbre. Sull’economia, è stato ricordato che il tavolo promesso a inizio legislatura non è mai stato convocato. “Ci aspettiamo un iter veloce anche per la legge sugli appalti, che dovrà andare ad intervenire sui processi che determinano dumping tra i lavoratori”.

E poi sulla sanità, evidenziate le problematiche nazionali, che hanno ripercussioni inevitabili sull’Umbria in attesa di un nuovo Piano sociosanitario regionale. I segretari: “Leggiamo notizie senza essere mai stati convocati nei tavoli istituzionali più volte richiesti. Questo modus operandi è alquanto discutibile. Se la situazione proseguirà in questo modo, senza avviare una vera fase concertativa, saremo costretti ad assumere le iniziative sindacali più opportune”.

“C’è esigenza di riorganizzare la rete ospedaliera, innalzando le prestazioni e aumentando la presenta della sanità territoriale, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione. Serve un piano di assunzioni più incisivo: oggi i nostri dipendenti sono costretti a turni massacranti, non hanno certezze sulla possibilità di ferie e riposi, rischiando ogni giorno problemi di burn out”. I sindacati hanno inoltre ricordato come le risorse derivanti dall’aumento dell’Irpef regionale, non abbiano per ora dato risultati aspettati sul fronte sanitario.

“In merito alla governance della sanità regionale, di cui si sta parlando in questi giorni – Paggio ha specificato la posizione di Cgil in merito – siamo assolutamente contrari alla Usl unica. Il problema non è sicuramente l’attuale assetto a quattro. Quello che è necessario, invece, sono un’immediata azione e investimenti per: l’ospedale di Terni e la realizzazione del nuovo ospedale di Narni Amelia, l’assunzione di personale, il funzionamento delle case di comunità e della medicina territoriale e riqualificazione della rete ospedaliera”. La Cisl Umbria ha precisato: “Siamo per il mantenimento delle due Asl e delle due Aziende Ospedaliere e vogliamo risposte certe in merito alla realizzazione del nuovo ospedale di Terni”.
Molinari, segretario regionale Uil, ha specificato: “Riteniamo sia fondamentale e prioritario occuparci del benessere dei dipendenti e delle dipendenti, e dei servizi per le persone, evitando di entrare nelle polemiche legate all’architettura sanitaria. La svolta è invece urgente su assunzioni del personale, investimenti per i macchinari e aumento delle prestazioni”.

Cgil, Cisl e Uil Umbria chiedono al più presto l’apertura di un confronto concreto per avere risposte immediate sulle emergenze. “Ci aspettiamo – hanno concluso Paggio, Manzotti e Molinari – che al massimo entro l’autunno si arrivi alla definizione condivisa del nuovo Piano sociosanitario regionale. Se non arriveranno risposte sulle nostre richieste, siamo pronti alla mobilitazione”.

Uffici stampa Cgil, Cisl e Uil Umbria

La Cisl Fp Umbria ancora protagonista nella difesa dei lavoratori della sanità umbra

by CISL LDS

LA CORTE D’APPELLO DI PERUGIA CONFERMA LE DECISIONI DEL TRIBUNALE CHE AVEVANO RICONOSCIUTO AGLI ISCRITTI CISL FP IL DIRITTO ALLA MENSA O ALLE MODALITA’ SOSTITUTIVE DELLA MEDESIMA DOPO UN TURNO DI SEI ORE

Perugia, 11 giugno 2026 – Con due sentenze in data 10 giugno 2026 la Corte d’Appello di Perugia composta dal Presidente Dott. Vincenzo Pio Baldi, dalla Consigliera Dott.ssa Simonetta Liscio e dal Consigliere Pierluigi Panariello hanno confermato le decisioni del Tribunale di Perugia che aveva riconosciuto a due lavoratori turnisti della USL Umbria 1 iscritti alla Cisl FP Umbria il diritto alla mensa o alle modalità sostitutive della medesima attribuendo un risarcimento del danno subito di oltre 8000 Euro.

La decisione prima nel suo genere nella Regione Umbria ha confermato le indicazioni fornite ormai dalla pacifica giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione che riconosce a tutti i Lavoratori della sanità il diritto alla mensa solo dopo 6 ore di servizio continuativo avendo per legge diritto ad una pausa di almeno 10 minuti.

La Cisl FP Umbria porta a conoscenza di tutti i propri iscritti e di tutti i lavoratori che vorranno iscriversi che presso le proprie sedi potranno trovare tutta la documentazione necessaria per procedere alla richiesta di rimborso di tutti i turni non riconosciuti nell’arco di 10 anni.

Un particolare ringraziamento all’Avvocato Maurizio Riommi che ha gestito, seguito e seguirà, con giustizia, correttezza ed eleganza, tutte le procedure.

Fonte: Cisl Fp Umbria

Sanità e sviluppo economico: Cgil Cisl Uil Umbria sul confronto con la Regione

by CISL LDS

Interverranno i segretari generali regionali Maria Rita Paggio (Cgil Umbria), Angelo Manzotti (Cisl Umbria) e Maurizio Molinari (Uil Umbria)
 
Le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto sullo stato del confronto con la Regione Umbria rispetto ai grandi temi della sanità e dello sviluppo economico. L’incontro con i giornalisti si terrà giovedì 11 giugno 2026 alle 11,00 alla Cassa edile di Perugia, in via Pietro Tuzi 11.
 
LE REDAZIONI SONO INVITATE A PARTECIPARE