Cisl Umbria

Nodo di Perugia, Fabio Ciancabilla (Fit Cisl Umbria): “Opera fondamentale per tutta la regione”

by CISL LDS

Perugia, 4 maggio 2025 – “Quanto riferito dall’Assessore De Rebotti in relazione alla necessità di progettare totalmente il nodo di Perugia in occasione della conferenza sulla ZES organizzata dalla CISL Umbria il 23 aprile scorso, è del tutto condivisibile. Come FIT CISL Umbria, infatti, abbiamo da sempre sostenuto la necessità di procedere con l’opera senza soluzioni tampone o ridimensionamenti poiché il nodo rappresenta una soluzione strategica per la mobilità su strada di carattere interregionale”

Queste le parole del Segretario Generale FIT CISL Umbria Fabio Ciancabilla (nella foto) riguardo il tema della realizzazione del nodo stradale su Perugia salito nuovamente alla ribalta a seguito delle parole dell’Assessore De Rebotti. Ciancabilla aggiunge:

“Finalmente il tema delle infrastrutture entra al centro del dibattito poiché grazie alla ZES ci si è accorti che le potenzialità ad essa associate sarebbero limitate senza collegamenti efficienti che possano rispondere alle nuove esigenze di mobilità. Lo dimostra non solo quanto detto dall’Assessore ai Trasporti ma anche quanto sostenuto dal Presidente di Confindustria Urbani. Come FIT CISL Umbria siamo pronti a dare il nostro contributo, come sempre, in termini di proposte. Si riparta da subito con la convocazione di un tavolo istituzionale sull’Aeroporto S. Francesco e speriamo che per quanto concerne il nodo si passi dal dibattito alla sostanza.”

Primo Maggio, Cgil, Cisl e Uil Umbria a Umbertide: “Un lavoro dignitoso per il futuro dell’Umbria”

by CISL LDS
I segretari Maria Rita Paggio, Angelo Manzotti e Maurizio Molinari: “Un momento di ripartenza per ricostruire immondo del lavoro”
 

I segretari generali regionali Maria Rita Paggio (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil) nel corteo del Primo Maggio 2026 ad Umbertide. Prima del comizio.

Umbertide, 1 maggio 2026 – “Vogliamo un lavoro stabile, dignitoso e giustamente retribuito”. Questo il messaggio che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno lanciato dal palco del Primo maggio confederale regionale svoltosi a Umbertide, che ha visto una grande partecipazione di giovani e famiglie. In testa al corteo, a seguito delle note della ‘Banda Cittadina’, e sul palco, con la presenza delle istituzioni locali e regionali, sono intervenuti i segretari generali regionali Maria Rita Paggio (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil).

“Questo Primo Maggio – hanno detto i sindacati – deve essere un momento di ripartenza per ricostruire il mondo del lavoro in modo diverso, serve un nuovo modello economico: tutti insieme dobbiamo ridare futuro a questo Paese e a questa regione. In Umbria serve un patto per il lavoro, per riportare le imprese e restituire fiducia e dignità ai lavoratori sfruttando tutte le opportunità a disposizione, compresa la Zes. Allo stesso tempo, sollecitiamo un’accelerazione sul nuovo piano sanitario regionale, per garantire risposte efficaci ai tanti cittadini umbri che oggi non riescono ad accedere adeguatamente al sistema pubblico e sono quindi costretti a rivolgersi al privato. Un settore che, tra l’altro, chiede il rinnovo del contratto, scaduto da oltre dieci anni”.
“La contrattazione e la partecipazione – hanno ribadito Cgil, Cisl e Uil – devono essere funzionali a questo necessario sviluppo, che deve offrire opportunità ai giovani che vogliono rimanere nella nostra regione. Loro sono il futuro e, dal momento che l’età media dei lavoratori supera i 50 anni, fra qualche anno saranno il 30 per cento della forza lavoro. Bene quindi oggi avere tra noi molti di loro, che hanno scelto, in questa giornata di festa, di sfilare insieme a noi. A loro e a tutti i lavoratori dobbiamo offrire lavoro stabile e sicuro, che superi quindi la precarietà e la stagionalità di molti contratti. L’intelligenza artificiale, strumento già presente nella nostra società, deve essere governato dalle persone in modo che non ci siano ricadute negative per i lavoratori. Altra questione che deve essere affrontata è quella dei contratti pirata, che prevedono meno tutele rispetto a quelli sottoscritti dalle più rappresentative sigle sindacali”.
Riguardo al tema della sicurezza, Paggio, Manzotti e Molinari hanno ribadito l’urgenza di superare il dato critico dell’Umbria, “perché non è accettabile che chi esce per recarsi al lavoro, rischi di non ritornare a casa. Serve un lavoro sicuro e giustamente retribuito, come previsto dalla nostra Costituzione. Un lavoro che superi le disparità di genere: troppo spesso le donne non hanno adeguate opportunità lavorative e quelle che lavorano non sono retribuite quanto i colleghi uomini”. Più in generale Cgil, Cisl e Uil, da Umbertide, hanno concluso: “Bisogna rimettere soldi nelle tasche dei lavoratori: aumentare i salari, garantire più sicurezza, più diritti alle persone anziane che hanno costruito il nostro Paese e creare condizioni reali di giustizia sociale”.
Uffici stampa Cgil, Cisl e Uil Umbria

Contratto funzioni locali al bivio: riconoscimento, innovazione e sicurezza

by CISL LDS

CISL FP lancia la sfida al rinnovo del CCNL 2025–2027 delle Funzioni Locali anche con una proposta storica per chi presidia ogni giorno le strade d’Italia

 È iniziata il 27 aprile 2026, con il primo incontro ufficiale all’ARAN, la stagione negoziale più attesa per i Lavoratori degli Enti Locali e per chi ogni giorno indossa la divisa della Polizia Locale. La CISL Funzione Pubblica si è presentata al tavolo con un mandato preciso e con la voce del proprio Segretario Generale Roberto Chierchia: riportare dignità, sicurezza e futuro alle categorie che rappresentano il volto più vicino ai Cittadini dello Stato.

Il dato politico è inequivocabile: per la prima volta nella storia contrattuale del pubblico impiego, si avviano trattative con il contratto ancora in piena vigenza. Un segnale di rispetto verso Lavoratrici e Lavoratori, che la CISL FP ha reso possibile con la sottoscrizione lungimirante del CCNL 2022-2024.

La crisi di attrattività che non si può ignorare

I dati IFEL evidenziati dal Segretario Nazionale con delega alle Funzioni Locali Diego Truffa, fotografano una realtà allarmante: le dimissioni volontarie superano ormai i pensionamenti.

Professionisti formati, competenti, motivati abbandonano gli Enti Locali in cerca di riconoscimento altrove. Difficoltà che si evidenziano anche per la Polizia Locale, che ogni giorno affronta situazioni di rischio concreto, dalla sicurezza stradale alla gestione dell’ordine pubblico locale, dall’emergenza ambientale alla tutela dei soggetti vulnerabili, non può permettersi di restare indietro.

“Chiudere questo contratto nei tempi giusti è già un atto politico di rilievo”, ha dichiarato Chierchia.

Tutto questo a due giorni dal Convegno Nazionale “40 anni dalla Riforma della Polizia Locale”, presso la Camera di Commercio di Roma tra le colonne dell’antico Tempio di Vibia Sabina e Adriano, alla presenza del Ministro dell’Interno , del Consigliere regionale , del Sindaco di Roma e il Vicepresidente di ANCI , dove la nostra Segretaria Generale ha affermato “Una riforma che tarda da 40 anni necessita di essere attualizzata, ma non basta. Dobbiamo costruire le condizioni perché anche per la Polizia Locale diventi una scelta di vita appetibile, sicura e riconosciuta, non un ripiego.

A dare ulteriore forza e concretezza alla posizione nazionale è la CISL FP Umbria, presente con tutta la Segreteria, che condivide pienamente la linea negoziale e che ha avanzato una proposta destinata a fare storia: l’istituzione di un’indennità specifica per la Polizia Locale, capace di valorizzare in modo strutturale il disagio, il rischio e la responsabilità che caratterizzano quotidianamente questa professione.

“La Polizia Locale non è un corpo di serie B”, afferma il Segretario Generale Marcello Romeggini (nella foto a sinistra). “Ogni agente che entra in servizio sa che potrebbe trovarsi a gestire situazioni ad alto rischio, spesso senza le tutele che spetterebbero di diritto. Un’indennità specifica (come nel Contratto Sanità per le Professioni Sanitarie) non è un privilegio: è giustizia per chi garantisce sicurezza giornalmente alla propria Comunità. È il minimo che uno Stato degno di questo nome deve garantire a chi lo difende strada per strada” e inoltre “merita una legge quadro moderna, un’indennità che ne riconosca il rischio e una carriera che ne valorizzi la competenza. Oggi, con questo contratto, abbiamo la possibilità concreta di scrivere una pagina nuova. La CISL FP c’è, con tutta la sua forza e la sua responsabilità”.

 La CISL FP non si limita al tavolo dell’ARAN. La strategia del “Doppio Canale” prevede un’azione parallela e coordinata: da un lato le trattative contrattuali per le normative e l’organizzazione del lavoro; dall’altro un confronto diretto con il Ministro della Pubblica Amministrazione per rimuovere gli ostacoli legislativi che da troppo tempo soffocano lo sviluppo del comparto. In concreto, la CISL FP chiede:

  • Sblocco dei limiti assunzionali per un vero ricambio generazionale;
  • Superamento dei tetti storici al salario accessorio;
  • Garanzie per le Progressioni sia orizzontali sia verticali;
  • Detassazione del salario di produttività.

e per la Polizia Locale

  • Accesso alle banche dati operative (SDI) e integrazione nel sistema NUE 112;
  • Riconoscimento del servizio come attività “gravosa” con piena tutela legale;
  • Equiparazione dei trattamenti economici e previdenziali alle Forze ad ordinamento statale;
  • Status di “Vittime del dovere” per chi cade in servizio.

La visione della CISL FP non è solo rivendicativa: è profondamente innovativa. Conciliazione vita-lavoro, flessibilità oraria strutturata, smart working in forma mista, revisione delle turnazioni usuranti e poi la grande sfida del futuro: la governance partecipata dell’Intelligenza Artificiale nell’organizzazione del lavoro, perché la tecnologia sia uno strumento di emancipazione professionale e non di sostituzione.

Non meno urgente è la questione delle carriere: progressioni verticali da implementare e sbloccare, differenziali stipendiali finanziati in modo strutturale, formazione e percorsi di riqualificazione massiva.

Un Dipendente delle Funzioni Locali deve poter vedere davanti a sé un orizzonte professionale credibile, non un binario morto.

I prossimi appuntamenti

Il negoziato proseguirà il 13 maggio 2026 alle ore 15:00 presso l’ARAN, dove la CISL FP presenterà in forma compiuta la propria piattaforma rivendicativa. La delegazione sarà presente con tutte le strutture territoriali, a conferma di un’organizzazione compatta e determinata a chiudere il contratto nei tempi fisiologici previsti.

Grazie

Fonte: Fp Cisl Umbria

Perugia, 30 aprile 2026

Dal Consiglio generale Fim Cisl Umbria: “Il contratto dei lavoratori metalmeccanici è stato rinnovato, adesso va calato nelle realtà produttive e territoriali”

by CISL LDS

La segreteria della Fim Cisl Umbria con il segretario generale Fim Cisl nazionale Ferdinando Uliano. Da sinistra: il segretario regionale Emilio Trotti, il segretario generale Fim Cisl nazionale Ferdinando Uliano, il segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti e il segretario regionale Fim Cisl Umbria Andrea Calzoni.

Città di Castello, 29 aprile 2026 – Il contratto dei lavoratori metalmeccanici è stato rinnovato, adesso va calato nelle realtà produttive e territoriali. Con questa consapevolezza il consiglio generale Fim Cisl Umbria odierno che si è tenuto a Città di Castello, alla Scuola di Arti e Mestrieri O. Bufalini, assume particolare rilevanza, soprattutto perché vede la partecipazione di chi quel contratto l’ha sottoscritto, il segretario generale Fim Cisl nazionale Ferdinando Uliano che ha ribadito come sia “strategica e fondamentale per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, a questo punto, la contrattazione di secondo livello, seguendo le linee guida che abbiamo elaborato. Un protagonismo che può essere possibile solo se i lavoratori sapranno quello che abbiamo fatto per riuscire a riempire di contenuti il rinnovo contrattuale. Il confronto è iniziato nel luglio 2023 e abbiamo fortemente voluto rinforzare tutti i contenuti da quelli salariali a quelli normativi: salute e sicurezza, formazione e inquadramento professionale, stabilizzazione dei contratti, le tutele negli appalti, i comitati della partecipazione, e il rinforzamento delle tutele di genere. La riduzione di orario di salario poi è stata una conquista che appartiene al nostro dna ed è persino raffigurata nel nostro simbolo: la foglia verde che si stacca dalle altre bianche rappresenta proprio questo. In due rinnovi contrattuali abbiamo incrementato i salari di 515 euro mensili, tutelando il potere d’acquisto dei salari anche in caso di impennata inflazionistica”.
Nella relazione introduttiva del segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti, che ha aperto il partecipato dibattito dell’assise, in primo piano la questione regionale dell’automotive. “Il settore sta attraversando una transizione epocale – sottolinea -. La componentistica nei distretti di Terni, Città di Castello, Umbertide sente già le conseguenze dei grandi cambiamenti in corso. I numeri degli addetti e delle aziende ci dicono che non è un problema futuro: è un problema presente”. La situazione umbra viene offerta nella stessa relazione del segretario che, fotografando il comparto produttivo dell’auto, sottolinea come lo stesso “offra direttamente lavoro a 2 mila persone, impegnate in 70 aziende che producono principalmente componenti per le grandi industrie automobilistiche; ulteriori 4 mila persone si stimano occupate nell’incontro, che coinvolge almeno 80 imprese; infine, altre 3 mila persone sono direttamente o indirettamente coinvolte nella filiera allargata, che comprende anche la manutenzione”.
Per il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti questo tema è preoccupante se analizzato nella sua progressione temporale di questi ultimi anni: “Il lavoro stabile in questo settore nella nostra regione è stato sostituito spesso con quello precario, con conseguenze per i lavoratori e le famiglie interessati”.
Per il settore metalmeccanico e produttivo più in generale, e soprattutto per l’Ast, poi, rimane aperta la questione energetica. “L’autonomia energetica del nostro Paese – afferma Liti – è insufficiente e gli scenari internazionali rischiano di peggiorare drammaticamente questa condizione. Su questo chiediamo con forza alla Regione Umbria che faccia la sua parte e che si proceda a una verifica puntuale al Mise, così come richiesto anche dalla Fim Cisl nazionale”. Altro tema che per Liti rimane è quello delle infrastrutture sul quale si basano i collegamenti tra l’Umbria e le altre realtà nazionali ed internazionali e quindi si gioca il futuro della regione: “Le infrastrutture fisiche e digitali – chiarisce – sono due facce della stessa medaglia e su entrambe siamo indietro”.
Insieme a questo il segretario Fim Cisl Umbria ha puntato l’attenzione sulla formazione. “Sempre più spesso si sentono imprenditori lamentare la scarsità di laboratori con i profili professionali ricercati. Questo è un paradosso in una regione che ha ancora tassi di disoccupazione significativa. Dobbiamo affrontare la questione con strumenti adeguati: la bilateralità e la partecipazione sono strumenti che potrebbero avere un ruolo specifico per fare in modo che la formazione sia più rispondente ai fabbisogni del territorio”. Per la Fim Cisl Umbria, in conclusione, serve coraggio per costruire passando almeno da tre macrotemi. “L’Università e le imprese devono lavorare maggiormente insieme per una mappatura dei fabbisogni territoriali; trattenere i giovani significa, oltre ad offrire opportunità lavorative, sviluppare un sistema di welfare adeguato attraverso accordi sindacali; e poi, cogliere appieno l’opportunità offerta dalla Zes. La Fim Cisl Umbria per sostenere queste prospettive – conclude Liti – sta investendo sul bene più prezioso che ha: i suoi delegati ed attivisti. Questo anche in vista dei rinnovi delle Rsu/Rls”.

Tra i presenti, il coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Alto Tevere Antonello Paccavia.

Zes, l’Umbria entra nella partita, a Perugia il confronto che prova a trasformare una sigla in sviluppo

by CISL LDS

Investimenti, lavoro, tempi certi

Sala piena, attenzione alta, interventi fitti e un confronto vero, non rituale, al Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria. Il convegno promosso da Cisl Umbria e Camera di Commercio ha messo al centro la Zes come leva concreta per le Pmi, tra semplificazione amministrativa, investimenti e nuova occupazione. Presente tra gli altri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra (nella foto in alto a destra).

È stato chiaro, fin dall’avvio dei lavori, che questa volta non si stesse discutendo di una sigla, ma di una leva concreta per rimettere in moto investimenti, tempi decisionali e fiducia. Al Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria, nella mattinata del 23 aprile 2026, il convegno “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, promosso da Cisl Umbria e dallo stesso ente camerale, ha portato al centro del dibattito una domanda semplice e decisiva: come trasformare la Zes in sviluppo vero per una regione fatta soprattutto di piccole e medie imprese.
Il confronto, seguito con grande attenzione dal pubblico, ha visto anche gli interventi dei rappresentanti regionali Mauro Orsini di Confapi, Paola Roscini di Confindustria, Paola Sorbi di CNA, Gian Marco Scopertini di Confartigianato, Simone Fittuccia di Confcommercio, Danilo
Valenti di Legacoop, Carlo Di Somma di Confcooperative e Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria, con la moderazione di Giovanni Giorgetti, presidente ESG89. Durante i lavori è stato inoltre effettuato un sondaggio telematico tra i presenti sulla percezione della Zes: un segnale eloquente di quanto il tema sia ormai entrato nel vivo dell’agenda economica umbra.
Ad aprire l’appuntamento è stato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni (nella foto centrale a destra), che ha richiamato il valore di un confronto capace di unire visione istituzionale e bisogni reali del sistema produttivo. La sede dell’ente camerale, casa naturale delle imprese umbre, è diventata così il luogo nel quale una misura tecnica ha assunto il peso politico ed economico che merita: quello di uno strumento da capire fino in fondo, da spiegare bene e da utilizzare senza esitazioni. “La questione centrale – ha detto – è creare una cabina di regia efficace e rapida, per evitare la polverizzazione degli interventi”.

Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria (nella foto in basso a sinistra), ha allargato subito il campo: “La Zes è uno strumento importante per rilanciare il tessuto economico e produttivo, soprattutto nelle piccole e medie imprese, che in Umbria rappresentano il 95 per cento del tessuto economico e produttivo”. E ancora: “La Zes non deve essere considerata solo per l’aspetto fiscale, ma deve essere inserita in un progetto per riscrivere un nuovo modello di politica industriale e di coesione sociale”. Il punto, per il sindacato, e semplificare sì, ma per creare lavoro qualificato, trattenere i giovani e riportare al centro un’idea di crescita stabile e di qualità.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di una “fase nuova”, chiedendo a istituzioni e imprese di cogliere “a pieno regime” le opportunità della Zes. “Basta parlare di Zes a macchia di leopardo”, ha detto, perché si tratta di “uno strumento fondamentale”. Il passaggio più incisivo è arrivato quando ha indicato nella semplificazione amministrativa la chiave per togliere “le manette” alle imprese, alle partite Iva, agli innovatori. Poi il versante operativo: certezza dei tempi, accompagnamento agli investimenti, benefici potenzialmente estesi a tutti i 92 Comuni umbri e lavoro già avviato sulla futura Carta degli aiuti dal 2028.

Nelle considerazioni finali, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha riportato il ragionamento sul terreno delle infrastrutture: “Serve anche in Umbria un ponte: il ponte che serve in Umbria è quello tra est ed ovest, Adriatico e Tirrenico”. Un richiamo diretto al nodo della connessione materiale della regione, senza la quale anche gli strumenti più utili rischiano di perdere forza.
L’intervento più atteso e più politico è stato però quello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, che ha collocato l’estensione della Zes a Umbria e Marche dentro una strategia nazionale di attrazione degli investimenti. “Passaggio strategico per creare condizioni di maggiore attrattività degli investimenti, nei territori, nelle filiere”. Sbarra ha ricordato che l’allargamento è stato “fortemente voluto dal Governo” per far ripartire investimenti, Pil, occupazione ed export, citando poi i numeri che, a suo giudizio, certificano il valore dello strumento: “20 miliardi di investimenti privati a fronte di 6 miliardi di stanziamenti e di sostegno pubblico. Quasi 50 mila nuovi posti di lavoro”. Anche il 2026, ha aggiunto, mostra segnali rilevanti: “quasi 200 autorizzazioni uniche, un miliardo e mezzo di investimenti con quasi 4 mila nuovi posti di lavoro”.

Il messaggio finale è stato chiaro: creare, anche nel cuore produttivo dell’Italia centrale, condizioni nuove di crescita, politica industriale attiva e sostegno operativo alle imprese. È da qui che il convegno esce con il suo messaggio più netto. La Zes, per l’Umbria, non può restare un annuncio, né una formula da convegno. Deve diventare velocità amministrativa, investimenti reali, occupazione qualificata, capacità di trattenere energie e attirarne di nuove. A Perugia, davanti a una sala piena e a un sistema economico che chiede risposte concrete, è emersa una convinzione condivisa: l’occasione c’è. Adesso bisogna farla funzionare.

Il testo è stato redatto con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale

ZES Umbria, il convegno che porta le Pmi dentro la nuova stagione delle opportunità

by CISL LDS

A Perugia un confronto di alto profilo su strumenti, regole e ultime novità
Alla Camera di Commercio dell’Umbria il confronto promosso da Cisl Umbria ed Ente camerale con il sottosegretario alle Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, la presidente della Regione Stefania Proietti, il presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni e il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti.

Le redazioni sono invitate a partecipare

C’è una differenza sostanziale tra una misura annunciata e una misura compresa, spiegata, resa davvero accessibile a chi fa impresa. È precisamente dentro questo spazio che si colloca “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, il convegno promosso da Cisl Umbria e Camera di Commercio dell’Umbria in programma giovedì 23 aprile 2026, dalle 9.30, nella sede dell’Ente camerale, a Perugia, in via Cacciatori
delle Alpi 42. Non un appuntamento formale, ma un confronto di merito pensato per aiutare le imprese a orientarsi in uno scenario che, dopo l’estensione della Zes unica nazionale anche a Umbria e Marche, si è fatto più ricco di possibilità e, proprio per questo, più bisognoso di chiarezza.
La Zes unica, istituita dal 1° gennaio 2024, è uno strumento che punta a sostenere lo sviluppo economico dei territori interessati attraverso semplificazione amministrativa e agevolazioni per gli investimenti. In concreto, significa procedure più ordinate, la possibilità di accedere allo Sportello Unico Digitale ZES, il ricorso all’Autorizzazione unica nei casi previsti dalla normativa e un impianto pensato per accompagnare
non solo nuovi insediamenti, ma anche l’ampliamento e il rafforzamento di attività produttive già esistenti. È qui che il tema smette di essere astratto: per una regione di piccole e medie imprese come l’Umbria, la Zes può diventare un fattore reale di competitività, a condizione che imprese, istituzioni e rappresentanze ne conoscano fino in fondo meccanismi, tempi e requisiti.
Il convegno nasce esattamente da questa esigenza. Da un lato, spiegare che cosa cambia e quali opportunità si aprono; dall’altro, mettere a fuoco con lucidità i passaggi tecnici e burocratici che non possono essere sottovalutati. La domanda, in fondo, è semplice: come si traduce questa nuova cornice in investimenti concreti, progetti credibili, occupazione, crescita? La risposta richiede informazioni solide, un linguaggio
comprensibile e un luogo autorevole di confronto. Per questo la scelta della sede non è secondaria: la Camera di Commercio dell’Umbria è la Casa delle Imprese, e proprio per questo è il luogo più naturale per un appuntamento che vuole tenere insieme visione istituzionale e bisogni operativi del sistema produttivo.
A dare il tono dell’iniziativa saranno i saluti introduttivi di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, e di Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria: due presenze che collocano il confronto nel punto esatto in cui le politiche di sviluppo incontrano i territori. La relazione introduttiva sarà affidata ad Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria, che ha voluto
fortemente questo appuntamento nella convinzione che la Zes non riguardi soltanto gli investimenti delle imprese, ma anche la qualità della crescita e le sue ricadute sul lavoro, sull’occupazione e sulla tenuta sociale della regione. Anche per questo il tema interessa da vicino il mondo sindacale: la Zes, infatti, non parla solo di procedure e incentivi, ma anche di lavoro che può nascere, consolidarsi e qualificarsi.
Nel merito, il quadro è oggi ancora più interessante perché il 2026 porta con sé elementi nuovi e concreti. Per gli investimenti nella Zes unica è previsto un credito d’imposta 2026 commisurato agli investimenti realizzati nel corso dell’anno, con specifiche comunicazioni da trasmettere all’Agenzia delle Entrate secondo finestre temporali definite. Accanto a questo, resta centrale il capitolo lavoro: l’INPS ha dato attuazione al Bonus ZES Unica, che riconosce ai datori di lavoro privati un esonero contributivo del 100%, entro il limite mensile previsto, per nuove assunzioni di lavoratori con età fino a 35 anni e disoccupati da almeno 24 mesi, beneficio applicabile anche a Umbria e Marche. Sono misure che, lette insieme, mostrano con chiarezza il punto politico ed economico della Zes: accompagnare l’investimento con strumenti che possano produrre anche effetti occupazionali.
Ma il valore del convegno sta anche in un altro aspetto, forse il più importante: sarà un’occasione preziosa per fare il punto sulle ultime novità della Zes e sul modo in cui esse possono incidere, fin da subito, sul tessuto economico umbro. In questo senso, la presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra assume un rilievo particolare. Sbarra è il referente governativo con delega al Sud e ha presieduto a febbraio la Cabina di regia ZES nella quale è stato sottolineato che il Piano strategico è stato esteso anche a Marche e Umbria. La sua partecipazione al convegno di Perugia dà quindi al confronto un valore ulteriore: quello di un aggiornamento diretto, autorevole e tempestivo sullo stato dell’arte, sulle prospettive e sugli eventuali correttivi necessari perché la Zes possa essere davvero una leva di sviluppo
anche per il cuore produttivo dell’Italia centrale.
Attorno a questo asse istituzionale e operativo si muoverà il contributo delle rappresentanze economiche e del sistema regionale: Mauro Orsini per Confapi Umbria, Paola Roscini per Confindustria Umbria, Michele Carloni per CNA Umbria, Mauro Franceschini per Confartigianato Umbria, Simone Fittuccia per Confcommercio Umbria, Danilo Valenti per Legacoop Umbria, Carlo Di Somma per Confcooperative Umbria e Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria. Le considerazioni finali saranno affidate all’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, mentre a moderare sarà Giovanni Giorgetti, presidente ESG89. È la composizione stessa del tavolo a dire con chiarezza che il tema non riguarda una sola categoria, ma l’intero ecosistema economico e sociale regionale.
Il testo è stato redatto con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale

Foto della tradizione lavorativa gualdese, al via il racconto della Cisl nella sede di Gualdo Tadino

by CISL LDS

UNA MOSTRA FOTOGRAFICA PER RACCONTARE IL LAVORO DEI GUALDESI: DA SABATO 18 APRILE 2026 LA CISL UMBRIA RACCOGLIERA’ IL MATERIALE E LO METTERA’ IN MOSTRA NELLA NOSTRA SEDE DI GUALDO TADINO IN VIA STORELLI
PERUGIA, 15 aprile 2026 – “Non sarà solo il taglio di un nastro inaugurale, ma l’inizio di un racconto collettivo: quello sulla trasformazione del lavoro nel territorio. Un racconto fatto di sguardi, volti e luoghi. Luoghi di lavoro: perchè dove c’è lavoro c’è futuro”. Con questo messaggio la CISL Umbria anticipa l’appuntamento per l’inaugurazione della nuova sede CISL di Gualdo Tadino, programmata per il 18 aprile alle ore 10,30, in via Siro Storelli.
L’invito della CISL Umbria “è di portare una foto, non solo in quel giorno, ma anche in quelli successivi. Questo – spiegano dalla Segreteria CISL Umbria – sarà importante per la memoria collettiva, per chi ha vissuto il lavoro nel passato e per chi ancora non c’era. Servirà per non dimenticare, ma anche a monito per il futuro: l’attività del sindacato, a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori, è funzionale a tutelare i diritti. Diritti che non devono essere mai dati per scontati. Sta a tutti noi, alle lavoratrici e ai lavoratori e, naturalmente, ai corpi intermedi come i sindacati impegnarsi quotidianamente affinché sia mantenuto ciò che è stato conquistato. Ma oltre alla tutela, serve una prospettiva. E per la CISL, questa, è fatta di partecipazione. Per questo, recarsi in una sede CISL significa non solo essere in cerca di un supporto, di una consulenza, di un confronto o di un servizio, ma anche condividere una visione del presente e del futuro. Un futuro che si deve sviluppare nei territori, anche e soprattutto in quelli più piccoli, attraverso i servizi e il lavoro”.
Tutti gli organi di informazione sono invitati a partecipare

Amelia, con l’inaugurazione della nuova sede Cisl al via “Scatti di lavoro, il volto della Comunità amerina”

by CISL LDS
Tanti gli interventi alla partecipata inaugurazione della sede Cisl ad Amelia, che si è tenuta nel corso della mattinata del 14 aprile 2026.
 
Il coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Terni- Orvieto Riccardo Marcelli, nell’esprimere soddisfazione per il partecipato momento odierno, che ha permesso anche di dare avvio alla raccolta di materiale fotografico riguardante il lavoro e i lavoratori nel territorio, ha ringraziato quanti hanno partecipato: “La vostra presenza rende questo momento ancora più significativo: non celebriamo soltanto l’apertura di uno spazio, quello di una sede sindacale, tra l’altro operativo da qualche settimana, ma celebriamo l’inizio di un percorso condiviso. Ogni inaugurazione – aggiunge – è un atto di fiducia nel futuro, un invito a immaginare ciò che ancora non c’è e a costruirlo insieme. Questo luogo nasce con l’ambizione non solo di continuare ad offrire i consueti servizi dal patronato al Caf, ma di diventare un punto di incontro, di idee e di persone, un piccolo seme capace di generare nuove opportunità nella Comunità amerina”.
Il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, intervenendo, ha quindi precisato: “A chi ha lavorato con dedizione per arrivare fin qui, la segreteria dei Pensionati di Terni, Sintumbria che è il nostro Caf, il Patronato Inas, la segreteria della Cisl, va il nostro sincero ringraziamento. A voi che oggi partecipate, il nostro augurio di sentirvi parte di questa storia fin dal primo passo. Che questo sia solo l’inizio di qualcosa di bello, utile e duraturo per tutta la comunità. Le persone hanno bisogno di una stretta di mani”.
La parola quindi è andata ai pensionati. Il segretario generale Fnp Cisl di Terni Paolo Conti: “Tante volte si era ipotizzato di cambiare la sede di Amelia. Finalmente grazie alla buona volontà della Fnp ternana e degli operatori che presidiano viale Europa ce l’abbiamo fatta”.
Franco Orsini, responsabile Inas Terni: “Anche io evidenzio il lavoro svolto in questo territorio, un lavoro impreziosito da quello del patronato che ha sempre garantito il servizio di prossimità”.
La presidente di Sintimbria Beatrice Billardello ha commentato: “Un investimento condiviso per accogliere gli utenti, iscritti e non iscritti, ma anche per consentire ai nostri dipendenti di lavorare in un ambiente più confortevole. In più l’idea, quella di provare a lanciare l’iniziativa “Scatti di lavoro, il volto della Comunità amerina”. Vorremmo raccogliere, grazie al contributo e alla passione di alcune persone che si sono già messe a disposizione, immagini del lavoro che fu, degli antichi mestieri, ma anche del lavoro
attuale”.
All’inaugurazione odierna anche Cora Prussi, Ufficio formazione e Fim CISL Nazionale: “Prendendo spunto e soprattutto ricordando che ad Amelia c’è il Centro studi nazionale della Fim Cisl inaugurato nel 1982. Un legame indissolubile. All’ interno della sede è stato possibile ammirare alcuni scatti che ripercorrono una parte della storia sindacale metalmeccanica ma anche locale sia del Centro studi dagli anni Ottanta in avanti, ma anche di momenti contemporanei come la raccolta firme sulla partecipazione che ad Amelia ha visto la compilazione di decine di pagine, fino all’organizzazione di un corso di formazione itinerante della Cisl Umbria con la partecipazione di quasi tutte le categorie che ha fatto tappa anche al Romitorio, e che ha visto la consegna degli attestati durante il congresso regionale della Cisl alla presenza del segretario nazionale Sauro Rossi”.
Il segretario Riccardo Marcelli ha aggiunto: “Tra le presenze di oggi, ringrazio i consiglieri regionali Laura Pernazza di Forza Italia e Francesco Filipponi, del Partito democratico, che tra gli altri pregi hanno quelli di ascoltarci quando serve e di aver supportato a suo tempo anche la raccolta firma per quella che poi è diventata la legge 76 sulla Partecipazione. Ringrazio per la presenza l’assessore al comune di Amelia Antonella Sensini, il sindaco Avio Proietti Scorsoni”. Il primo cittadino Proietti Scorsoni, nel suo saluto istituzionale, dopo aver ricordato l’ invito ricevuto nel giorno di San Valentino, ha sottolineato: “L’importanza di un luogo come quello della sede sindacale che si trasforma in un comune come punto di riferimento della Comunità amerina”.
A dare ulteriore lustro alla giornata la partecipazione del segretario confederale Cisl nazionale Andrea Cuccello: “Che mattina quella di oggi: seguendo un filo rosso non programmato e organizzato, attraverso gli interventi di questa mattina abbiamo sottolineato i valori della Cisl, quella Cisl autonoma che mette al centro la persona, che offre servizi ai lavoratori e alle lavoratrici, ai pensionati e alle pensionate, ai giovani e ai migranti, che oltre alla persona mette al centro la solidarietà e la giustizia sociale. E poi abbiamo parlato di formazione, contrattatazione e partecipazione”.
Prima di passare al taglio del nastro, Padre Mauro Russo, parroco di San Francesco, ha impartito la benedizione della sede e a tutte le persone presenti.
Amelia, 14 aprile 2026