“Ripartire dal lavoro”: per Manzotti (Cisl Umbria) questo rimane il tema principale

by CISL LDS

Fatto riferimento a tre tipi di crisi (sanitaria, economica e sociale), il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti nella sua dichiarazione video chiede di aprire immediatamente un tavolo per discutere dei problemi nazionali ed economici.

“Ripartire dal lavoro”, giornata di mobilitazione nazionale, ha visto impegnati questa mattina Cgil, Cisl e Uil Umbria nella città di Terni. A margire di questo incontro, Manzotti ha ribadito che il tema principale è il lavoro, il lavoro di qualità e dignitoso. Per la Cisl l’elemento determinante è la contrattazione, che ha un ruolo fondamentale sia in termini salariali che normativi.

“Ripartire dal lavoro”: sindacati umbri uniti per chiedere di “non ripercorrere vecchi schemi”

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A Terni l’iniziativa unitaria inserita nella mobilitazione nazionale. La segretaria Tania Scacchetti: “Il lavoro ha tenuto in piedi il Paese nell’emergenza, dal lavoro deve partire il rilancio dell’economia”

“Ripartire dal lavoro non è il solito slogan, ma una necessità, quasi un obbligo in questo momento storico”. Con queste parole Riccardo Marcelli, della Cisl di Terni-Orvieto, ha aperto l’iniziativa regionale di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, inserita nella giornata di mobilitazione nazionale promossa dalle tre organizzazioni sindacali per rimettere al centro – appunto – i temi del lavoro.
“Ci sono le condizioni e le risorse per voltare pagina – ha detto Marcelli, davanti a una folta platea formata da delegati e dirigenti sindacali – soprattutto in Umbria, ove la crisi è cominciata ancora prima del Covid, con una produttività di 14 punti inferiore alla media nazionale, tassi di invecchiamento della popolazione allarmanti, più di 100 vertenze aperte e 50mila famiglie a rischio povertà. Non serve quindi qualche aggiustamento – ha insistito il sindacalista – ma una rifondazione che guardi alla sostenibilità ambientale e sociale, all’innovazione tecnologica e alla ricerca, al rilancio della sanità pubblica e della scuola, all’ammodernamento della pubblica amministrazione, agli investimenti, all’equità fiscale”.
Non ripercorrere vecchi schemi: è questo il messaggio forte che parte dai tre sindacati confederali. “Un messaggio che – ha ricordato Claudio Bendini, segretario generale della Uil dell’Umbria – abbiamo portato proprio ieri nel confronto con la presidente Tesei, ricordando che i finanziamenti ci sono, dal Recovery Fund al Mes, dai fondi europei ordinari a quelli per la ricostruzione, da Industria 4.0 al programma per le aree interne, senza dimenticare le aree di crisi attivate nella nostra regione. Ora è importante che l’Umbria sappia garantirsi una quota giusta delle risorse nazionali e che si definiscano al più presto le priorità di intervento, con il coinvolgimento del mondo del lavoro. Dobbiamo fare il massimo sforzo e dare il meglio di noi – ha sottolineato Bendini – perché non avremo altre opportunità per molti anni. Per questo se non arriveranno risposte coerenti e adeguate dovremo organizzare forme di dissenso incisive. Ne va del futuro dell’Umbria”.
“Da Terni come da tutta Italia oggi Cgil, Cisl e Uil mandano un messaggio molto forte – ha detto nelle sue conclusioni Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil nazionale – Riparte la mobilitazione del lavoro, quel lavoro che ha salvato e tenuto in piedi il Paese nei mesi del lockdown e che deve essere oggi il motore delle scelte strategiche per cambiare il nostro modello di sviluppo”.
Investimenti, riforma fiscale e degli ammortizzatori sociali, un più forte ruolo dello Stato come “regolatore” dei rapporti in economia, infrastrutture, istruzione, educazione, sanità: sono questi per Cgil, Cisl e Uil i pilastri fondamentali del cambiamento, su cui indirizzare le ingenti risorse che arriveranno dall’Europa. Senza dimenticare l’assoluta necessità di rinnovare i contratti collettivi nazionali, scaduti per oltre 10 milioni di lavoratori in Italia: “Confindustria non faccia politica e sottoscriva i contratti – ha rimarcato Scacchetti – a partire da quello della sanità privata, che aspetta da 14 anni: una vergogna”.
La segretaria nazionale ha poi concluso con un messaggio rivolto ai giovani: “Noi vogliamo che le nostre nuove generazioni – ha detto – abbiano l’opportunità di vivere in un Paese in cui lavoro, sostenibilità, welfare e beni comuni sono gli obiettivi fondamentali delle scelte politiche”.

Uffici stampa CGIL CISL UIL

Rimettiamo l’Umbria su un “binario” di sviluppo

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Cgil, Cisl e Uil in presidio alla stazione di Città di Castello, simbolo del ritardo infrastrutturale della regione
 
“La realizzazione di adeguate infrastrutture nell’Alto Tevere e in Umbria in generale è uno dei temi più discussi, ma che ad oggi non trova soluzioni, anzi negli anni la carenza infrastrutturale si è aggravata e nell’Alto Tevere in particolare è una delle emergenze che blocca la ripresa e la competitività del sistema produttivo locale”. È questo il messaggio lanciato stamattina (15 settembre) da Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia dal presidio organizzato di fronte alla stazione ferroviaria di Città di Castello, luogo simbolo dell’arretratezza infrastrutturale del territorio e dell’assoluta necessità di investimenti per il rilancio. I sindacati – che hanno dato vita ad una simbolica invasione dei binari – hanno ribadito la richiesta a Regione e Governo di “prendere atto della gravità della situazione” procedendo subito alla realizzazione e alla sistemazione delle infrastrutture necessarie al territorio.

“Non possiamo più tollerare la drammatica inefficienza della ferrovia che invece di essere innovata ed adeguata alle esigenze del territorio negli anni è stata destrutturata, resa sempre meno in grado di corrispondere alle esigenze della potenziale utenza – hanno detto i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, Filippo CiavagliaAntonello Paccavia e Claudio Bendini – Tratti ferroviari dismessi dopo averci investito per l’elettrificazione, percorsi di poche decine di Km che hanno tempi di percorrenza lunghissimi, mancanza di un orario unico regionale che faciliti l’utilizzo dei mezzi pubblici”.Ma non c’è solo il trasporto su ferro ad allarmare le organizzazioni sindacali: “Non si può più accettare che la E45 sia ancora ad una corsia nel viadotto Puleto, dopo una chiusura durata mesi nel 2019 – hanno rimarcato i sindacati – Un’arteria fondamentale per l’Umbria, da anni è sottoposta a lavori di sistemazione dei quali però non si vede mai la fine, con disagi enormi per il traffico e seri problemi di sicurezza”.

A pesare, poi, sempre secondo Cgil, Cisl e Uil è l’incertezza sulla realizzazione della E78, “per la quale di Governo in Governo si prevedono i finanziamenti per il tratto umbro che poi scompaiono o non vengono spesi, rimandando sempre il varo dell’infrastruttura che dovrebbe collegare Grosseto e Fano con le importanti ricadute positive per l’economia dei territori interni di Toscana, Umbria e Marche”.

C’è poi la strada “Pian d’Assino” Umbertide – Gubbio, “una delle arterie più pericolose dell’Umbria, dove i lavori di adeguamento non partono, pur essendoci i finanziamenti”.
Infine, pesa, secondo Cgil, Cisl e Uil la mancanza dei supporti infrastrutturali necessari al funzionamento della piastra logistica, così come l’assenza del cablaggio del territorio per la modernizzazione delle imprese e lo sviluppo della alfabetizzazione informatica.

“Diciamo basta all’arretramento economico, sociale, culturale del sistema Umbria – hanno concluso i tre segretari dal presidio di Città di Castello – la Regione investa in un grande piano infrastrutturale condiviso con le forze sociali, per impedire un ulteriore regresso del nostro territorio. Il Governo metta a disposizione le necessarie risorse per realizzare quanto è necessario ad una nuova stagione di crescita e di tenuta dell’Umbria”.

Ricostruzione post – sisma 2016, la Fp Cisl Umbria: “La stabilizzazione dei lavoratori precari è a garanzia e speranza di una ricostruzione più spedita”

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Il Commissario Fp Cisl Umbria Luca Talevi (nella foto) nei giorni scorsi ha incontrato, in videoconferenza, il Commissario Straordinario per la Ricostruzione post-sisma 2016, Giovanni Legnini, in collegamento da Roma, e oggi 15 settembre 2020 ha diffuso agli organi di informazione la seguente nota.

 

Tante le criticità ancora presenti a distanza di quattro anni dal sisma e, tra queste, il futuro di circa 150 lavoratori precari presenti all’interno dei comuni (circa 120) e nell’ufficio regionale per la ricostruzione (circa 30).

La Fp Cisl ha ribadito con forza come solo con la stabilizzazione di questi lavoratori si possa dare garanzia e speranza ad una ricostruzione più veloce: “Vi è la necessità di derogare alla durata dei contratti individuali prevista dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro – ha ribadito la categoria della Funzione Pubblica della Cisl dell’Umbria -, oltre a prevedere una deroga al limite della soglia del fabbisogno del personale al fine di non disperdere le straordinarie professionalità acquisite nella gestione tecnica ed amministrativa dei procedimenti riguardanti la ricostruzione, sia edilizia che economico – sociale dei territori devastati”.

La soddisfazione della Fp Cisl Umbria arriva per quanto condiviso dal Commissario Legnini: “Il Commissario ha assicurato, anche a seguito delle recenti ordinanze, una ripartenza della ricostruzione entro tre mesi ed una piena disponibilità a risolvere le questioni aperte, contemporaneamente ad una riforma globale del sistema istituzionale che preveda, con l’utilizzo del personale già operativo, una struttura emergenziale pronta a risolvere le criticità che oggi riguardano le regioni di Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e che, nel futuro, potrà intervenire in altre parti del territorio nazionale. Il Commissario – prosegue la Fp Cisl Umbria – ha inoltre assicurato di esercitare verso il Governo tutte le leve possibili per accellerare una ripresa socio – economica dei nostri territori ed evitare lo spopolamento”.

La Fp Cisl Umbria nel condividere le azioni intraprese dal Commissario ha ribadito l’importanza di non disperdere le professionalità del personale precario per valorizzarlo in una ottica di stabilizzazione e valore aggiunto per gli enti ove operano.

Cgil, Cisl e Uil chiamano i Comuni della provincia di Perugia: “Apriamo una stagione di contrattazione territoriale”

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“Nell’emergenza sanitaria ed economica i Comuni della provincia di Perugia possono e devono mettere in campo politiche di sostegno alle fasce sociali più deboli e alle famiglie in maggiore difficoltà. Uno strumento importante per farlo è quello della contrattazione territoriale, per questo chiederemo alle amministrazioni della nostra provincia di aprire una fase straordinaria di progettazione condivisa su servizi, fisco locale e tariffe, anche in virtù delle ingenti risorse economiche in arrivo”. È questo il messaggio lanciato stamattina, nel corso di una conferenza stampa, da Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia, che hanno annunciato l’invio a tutte le 59 amministrazioni comunali della richiesta di aprire una fase di “contrattazione territoriale” con le organizzazioni che rappresentano lavoratori e pensionati umbri.
I sindacati hanno evidenziato come, di fronte alla pesante diminuzione di reddito che si è determinata in questa fase (basti pensare al numero elevatissimo di lavoratrici e lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali, circa 27mila a livello regionale) anche la leva del fisco locale, a partire da una seria lotta all’evasione (“tema scomparso dal dibattito pubblico”) possa essere importante: “Attualmente – hanno spiegato i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Filippo Ciavaglia, Valerio Natili e Claudio Bendini – le addizionali regionali e comunali pesano da un minimo di 155 euro annue a persona nel Comune di Monteleone di Spoleto fino ad un massimo di 436 euro nel Comune di Perugia, cifre non altissime, ma comunque significative soprattutto per i redditi più bassi. Proprio per questo insistiamo nel chiedere che vengano introdotti tetti di esenzione più alti e criteri più stringenti di progressività, soprattutto per quanto riguarda l’addizionale regionale, che è quella che pesa nettamente di più”.
L’altra faccia della medaglia sono i servizi che i Comuni gestiscono e che in questa fase non possono in alcun modo essere indeboliti: “Anche qui – hanno rimarcato Ciavaglia, Natili e Bendini – guardiamo con preoccupazione al fenomeno degli appalti al ribasso, che, per contenere i costi, penalizzano pesantemente in particolare i lavoratori della cooperazione”.
Su questi e su molti altri temi (trasporti locali, ambiente, infrastrutture, etc.) i sindacati chiedono dunque di aprire una stagione di contrattazione territoriale con i Comuni, ma al tempo stesso preparano la mobilitazione: il prossimo 18 settembre Cgil, Cisl e Uil infatti scenderanno in piazza anche in Umbria contro l’immobilismo politico che non lascia intravedere un impegno concreto rispetto alla necessità di operare scelte condivise in grado di cogliere le opportunità che le ingenti risorse europee (recovery fund, Mes, etc.) a disposizione sarebbero in grado di garantire.

Cementi Spoleto del Gruppo Colacem, Filca Cisl e Fillea Cgil a difesa dei lavoratori diretti e dell’indotto

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“Preoccupazione legata al futuro dei dipendenti rimasti in forza lavoro: 27 lavoratori diretti più l’indotto e 2 alla Cava, i quali a settembre sono in scadenza di contratto”. A porre l’attenzione sulla situazione dello stabilimento Cementi Spoleto del Gruppo Colacem, dopo queste settimane caratterizzate dal Covid-19, sono la Filca Cisl e Fillea Cgil Umbria. Questo all’indomani dell’incontro che si è tenuto in Comune a Spoleto, alla presenza del sindaco e delle Rsu Emanuele Laureti e Alessio Ceppi.

“Sono emerse molte preoccupazioni legate al futuro del sito produttivo –sottolineano Filca Cisl e Fillea Cgil Umbria- e per questo si ritiene importante riattivare una cabina di regia regionale con un tavolo di confronto permanente tra tutti i soggetti al fine di dare futuro e tranquillità a questi lavoratori. Nell’assemblea, che si è svolta la settimana scorsa, è emersa la volontà di mettere in campo le azioni possibili a difesa di questa importante realtà produttiva e del lavoro”.

Filca Cisl e Fillea Cgil Umbria

Pagata l’indennità accessoria straordinaria al personale dell’Università degli Studi di Perugia in convenzione con il SSR

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Nella foto il segretario generale Cisl Università Umbria Letizia Pietrolata

La Cisl Università dell’Umbria sottolinea l’importanza dell’obiettivo raggiunto nel  Comunicato Stampa Cisl Università Umbria del 2 settembre 2020: “Al personale dell’Università degli Studi di Perugia in convenzione con il SSR – si legge nella nota – è stata pagata l’indennità accessoria straordinaria, aggiuntiva a titolo di produttività/risultato una tantum prevista dall’Accordo siglato il 5 maggio 2020 tra le OO.SS. del comparto Funzione Pubblica, Dirigenza Medica della CGIL, CISL, UIL oltre a COSMED e CIDA, la Regione Umbria e le Aziende del SSR finalizzata a remunerare l’impegno ed il rischio del personale tecnico-amministrativo coinvolto nella fase di gestione dell’emergenza connessa alla diffusione del Covid – 19”.

Fisco locale e servizi: i Comuni siano protagonisti nell’emergenza. Venerdì conferenza stampa di Cgil, Cisl e Uil Perugia

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Un’analisi dettagliata del peso del fisco locale nei 58 Comuni della provincia di Perugia e lo stato dell’arte della contrattazione sociale su tasse, tariffe e servizi in un momento delicatissimo per l’economia umbra: saranno questi i temi della conferenza stampa che Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia terranno venerdì 4 settembre, alle ore 11.30, presso la sala Falcone e Borsellino della Provincia di Perugia (piazza Italia).

Alla conferenza stampa interverranno i segretari Filippo Ciavaglia (Cgil), Valerio Natili (Cisl) e Claudio Bendini (Uil).

Tutti gli organi di informazione sono invitati a partecipare