Salute e sicurezza: le proposte del sindacato, la risposta delle istituzioni

by CISL LDS

Arrivare ad un “Patto per salute, sicurezza e ambiente nei luoghi di lavoro”, al fine di sconfiggere il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali nella
nostra regione. È l’obiettivo che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria si sono poste nella loro vertenza regionale che vedrà martedì 31 ottobre un nuovo importante appuntamento. I tre sindacati, che hanno elaborato e presentato una piattaforma in 18 punti per interrompere la strage sul lavoro, hanno organizzato una giornata di confronto con le istituzioni e le parti datoriali che si terrà presso la cassa edile di Perugia, in via Pietro Tuzi. Apertura dei lavori alle ore 9.45 a cura di Riccardo Marcelli (Cisl) e relazione introduttiva di Fabio Benedetti (Uil). Seguiranno gli interventi di Salvatore Macrì, responsabile servizio Prevenzione Regione Umbria, Armando Gradone, Prefetto di Perugia, Alessandra Ligi, direttrice regionale INAIL, Dina Musio, direttrice Ispettorato del Lavoro, Michele Toniaccini, ANCI Umbria, Stefania Proietti, presidente della Provincia di Perugia. Concluderà la sessione mattutina Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil dell’Umbria.
A segiure, dalle ore 13.30, spazio ad una tavola rotonda, coordinata dal giornalista Fabrizio Ricci, che vedrà confrontarsi, Angelo Manzotti, segretario generale Cisl Umbria, Massimo D’Angelo, direttore Salute e Welfare Regione Umbria, Vincenzo Briziarelli, presidente Confindustria Umbria, Mauro Franceschini, presidente Confartigianato Umbria, Michele Carloni, presidente Cna Umbria, Carlo Salvati, presidente Confapi Umbria, Danilo Valenti, presidente Legacoop Umbria. Concluderà i lavori intorno alle ore 15.00 Maurizio Molinari, segretario generale Uil Umbria.

Incidenti sul lavoro, Cgil, Cisl e Uil Umbria assieme a Filca, Fillea e Feneal regionali: “Servono atti concreti”

In una foto di repertorio il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti

Perugia, 16 ottobre 2023 – “Due incidenti sul lavoro gravissimi, con i lavoratori del settore edile entrambi in prognosi riservata, a Petrignano e a Monteleone di Orvieto. La giornata di oggi è una di quelle che segna l’ennesima pagina nera per la nostra regione, già in vetta nella classifica degli incidenti mortali sul lavoro, e che continua a segnare record negativi. E’ però arrivato il momento di dire basta e di fermare una ecatombe continua. Il nostro appello è quello di uno scatto di coscienza alle istituzioni tutte e alle associazioni datoriali, affinché possa finalmente prendere forma e attuazione la nostra piattaforma, presentata e condivisa, con l’obiettivo di arrivare ad un patto regionale per la salute, la sicurezza e l’ambiente e dare vita finalmente ad una vera filiera della sicurezza. Il tempo delle dichiarazioni e dei proclami è finito, ora servono atti concreti”.

Così in una nota Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil dell’Umbria, Angelo Manzotti segretario generale della Cisl Umbria, Maurizio Molinari, segretario generale Uil dell’Umbria insieme alle categorie dei lavoratori dell’edilizia Elisabetta Masciarri, segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Giuliano Bicchieraro segretario generale Filca Cisl Umbria e Roberto Lattanzi, responsabile Feneal Uil Umbria.

Sanità: Cgil Cisl Uil di Terni incontrano il sindaco Leonardo Latini

by CISL LDS

Nella foto il coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Terni – Orvieto Riccardo Marcelli

CGIL, CISL e UIL di Terni hanno organizzato per il 7 luglio 2022 a partire dalle ore 9,30 un presidio presso la Prefettura di Terni

Nella giornata di oggi 4 luglio, su richiesta delle Organizzazioni Sindacali, si è tenuto un incontro presso il Comune di Terni tra il sindaco Leonardo Latini ed i segretari territoriali di CGIL-CISL-UIL per affrontare i temi dei servizi socio-sanitari nel territorio ternano.
CGIL-CISL-UIL hanno ribadito il proprio punto di vista relativamente all’idea di Sanità e alle scelte che dovrebbero essere fatte anche in considerazione delle modifiche demografiche e delle nove necessità e bisogni dei cittadini.
In particolar modo, CGIL-CISL-UIL di Terni, hanno ribadito la non condivisione delle scelte di indirizzo politico che la giunta regionale sta compiendo su questi temi caratterizzate da un idea di accentramento, allontanamento dal territorio e privatizzazione di alcuni servizi.
CGIL-CISL-UIL hanno chiesto con forza al Sindaco di Terni di promuovere un’azione politica per rafforzare la territorialità, non arretrare sui servizi dei distretti rafforzando presidi e rete dei Medici di Medicina Generale.
CGIL-CISL-UIL di Terni ritengono questa prima attenzione, sopra detta, un elemento dirimente per “alleggerire” la pressione sulla rete ospedaliera e decongestionare gli afflussi ai pronto soccorsi e agli ospedali.
Per quanto riguarda l’Ospedale di Terni, CGIL-CISL-UIL, hanno ribadito la necessità di affrontare il problema infrastrutturale (magari pensando ad un progetto di rigenerazione urbana nel quartiere dove è oggi situato il Santa Maria), mantenere i due livelli di aziende ospedaliere distinti tra Terni e Perugia, garantire l’alta specialità dell’ospedale di Terni attraverso integrazione di primariati, assunzioni di personale e qualità delle prestazioni.
CGIL-CISL-UIL hanno esplicitato al sindaco la possibilità di fare il nuovo ospedale di Terni attraverso fondi pubblici, come avvenuto per gli altri ospedali umbri.
E’ stato inoltre chiesto di affrontare tutto il post-cura con particolare riferimento alle case di comunità e/o case della salute, individuando tempi certi per farle, dove farle e soprattutto cosa metterci dentro a livello di servizi e prestazioni erogate.
Complessivamente CGIL-CISL-UIL hanno manifestato la necessità di ripensare complessivamente i servizi socio-sanitari, affrontando il tema della gestione con l’obiettivo della piena integrazione tra territorio ed ospedali magari capitalizzando e sfruttando al massimo le risorse disponibili, prevedendo un grande piano di investimento sulle strutture, sul personale, sulla formazione e sulle tecnologie.
Le scriventi organizzazioni hanno ribadito al Sindaco che la “vertenza sanità” andrà avanti perché intendiamo rappresentare il disagio, le inefficienze e le problematiche che si trovano costretti ad affrontare le cittadine ed i cittadini di questo territorio.
Nel chiedere un cambio di passo e scelte precise rispetto ai temi trattati, ed in coerenza con quanto detto e fatto fino ad oggi, abbiamo informato il sindaco che Giovedì 7 Luglio 2022 svolgeremo un presidio presso la prefettura di Terni a partire dalle ore 9,30 per poi trasferire il punto di vista delle organizzazioni sindacali e delle cittadine e dei cittadini che rappresentiamo a sua eccellenza il Prefetto.
Crediamo come CGIL-CISL-UIL di Terni che il tempo delle scelte è adesso, che occorre una svolta radicale su questi temi e pensiamo che ciò debba essere fatto nel solco del nostro dettato costituzionale che obbliga a garantire un servizio sanitario pubblico, universale, efficiente ed efficace come diritto fondamentale ed indisponibile di una società civile.
Terni, 4 luglio 2022

Cgil, Cisl e Uil Umbria per una sanità pubblica e universale

Sanità pubblica e universale: Cgil, Cisl e Uil Umbria questa mattina, 5 aprile 2022, hanno consegnato alla Regione le 8500 firme raccolte in queste settimane nel corso di assemblee nei territori e nei luoghi di lavoro.
 
Per il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti c’è bisogno di una sanità territoriale, rispondente alle esigenze dei cittadini e più attrattiva. “Oggi ci sono le risorse – ha spiegato nel suo intervento in piazza Italia – per riuscire a dare una sterzata ai tagli lineari, che hanno caratterizzato questi ultimi 10 anni, e per fare nuove assunzioni”.
 
Per la Cisl Umbria è arrivato il momento del confronto, rinforzando un sempre più necessario percorso concertativo con la Regione per continuare a stare dalla parte dei cittadini, lavoratori e pensionati.

Cgil, Cisl e Uil Umbria sotto la prefettura di Terni per dire: “Basta morti sul lavoro”.

by CISL LDS

Con il presidio di questa mattina (24 maggio 2021) a Terni, prosegue la mobilitazione dei sindacati confederali per ribadire l’importanza della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e l’urgenza di risposte certe per un tema che continua ad essere di grande attualità. Dopo essere scesi in piazza a Perugia, in piazza Grande a Gubbio e di nuovo a Perugia, aver incontrato il prefetto nella città capoluogo, Cgil, Cisl e Uil Umbria hanno riportato all’attenzione pubblica, dei giornalisti e all’incontro con il Prefetto di Terni il drammatico tema delle “strage nei luoghi di lavoro”. 

“Ci vuole un piano nazionale dedicato alla sicurezza” hanno ribadito i sindacati che hanno anche riportato al rappresentante del governo le forti preoccupazioni rispetto alle ipotesi di deregolamentazione sugli appalti, presenti nel decreto semplificazioni. “Così si generalizza il massimo ribasso e si liberalizzano i sub-appalti senza limiti – hanno osservato i rappresentanti dei tre sindacati – In questo modo si antepone il profitto alla qualità e alla sicurezza, ma non può essere questa la leva per costruire un nuovo modello di sviluppo che, oltre a porre attenzione all’ambiente e all’innovazione tecnologica, dovrebbe basarsi anche sulla coesione sociale”. Cgil, Cisl e Uil hanno poi ribadito gli obiettivi chiave della mobilitazione nazionale: raggiungere un accordo per la sicurezza tra Esecutivo, enti locali, enti preposti e parti sociali; condizionare le risorse del Pnrr destinate alle imprese al rispetto dei contratti e delle norme su salute e sicurezza, con la previsione di una patente a punti; formazione e assunzioni per garantire prevenzione, ispezioni e controlli; valorizzare la contrattazione e rafforzare la rappresentanza sindacale in tutti i luoghi di lavoro.

Sicurezza sul lavoro, Giuliano Bicchieraro (Filca Cisl Umbria): “Basta morti”

by CISL LDS

Il segretario generale Filca Cisl Umbria Giuliano Bicchieraro (il secondo da destra) in piazza Grande a Gubbio, alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil Umbria dedicata alla sicurezza sul lavoro del 13 maggio 2021

Il segretario generale Filca Cisl Umbria Giuliano Bicchieraro, con la sua segreteria, ha partecipato lunedì 10 maggio al presidio unitario in piazza Italia a Perugia e, poi, mercoledì 12 maggio 2021 alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil Umbria a Gubbio per dire: “Basta morti”. A seguire la sua dichiarazione.

Per l’ennesima volta ci troviamo a dover piangere morti sul lavoro, una motivazione che non è prevista nella nostra coscienza di essere umani, perché risulta essere un’antinomia, una contraddizione. Si lavora per vivere, per emanciparsi economicamente e socialmente ma non certo per morire. Eppure di lavoro si muore. C’è qualcosa che non torna, nel luogo di lavoro non si deve neppure rischiare di morire. Il lavoro è vita perché il lavoratore nell’ambito della sua attività lavorativa, esprime virtù e qualità quali l’intelligenza, la creatività, la manualità, che appartengono ad esseri che amano la vita e questo amore lo esprimono attraverso il lavoro. Abbiamo assistito in questi giorni ad una recrudescenza di lutti di congiunti che si sono visti strappare i propri cari dalla fonte di sostentamento, appunto di vita, nei cantieri, ed in altri ambiti lavorativi.

Siamo preoccupati, a breve, anche secondo quanto recentemente ci ha esposto l’ USR (ufficio speciale alla ricostruzione) si realizzeranno decine di cantieri nella zona del cratere, dove ormai quasi 5 anni fa si è manifestato il tragico evento sismico. Siamo preparati? Abbiamo una serie importante di norme vedi DURC per Congruità, che puntando alla regolarità e alla legalità, possono indirettamente favorire anche il rispetto delle regole nell’ambito della sicurezza. Ci servono garanzie ineluttabili, che si possano verificare a monte e a valle e cioè da quando viene dato un appalto a quando il lavoro si realizza. In particolare nei cantieri edili stiamo assistendo ad una recrudescenza drammatica di infortuni gravi e purtroppo anche mortali. Negli ultimi giorni si sono contati troppi morti la strage deve finire. Non c’è più tempo da perdere, abbiamo, tutti un ruolo da esercitare, il sindacato denuncia e fa proposte, spesso insieme alle aziende, quelle sane e che hanno a cuore la salute dei propri dipendenti, ma in questo settore esistono delle realtà diverse che inquinano il mercato, non rispettando la benché minima regola contrattuale e di legge soprattutto quelle che riguardano la sicurezza. Le istituzioni a vari livelli, locali e nazionali svolgano ed esercitino la propria missione di promozione dei provvedimenti necessari e ne controllino costantemente l’applicazione.

L’edilizia resta uno dei settori più a rischio. Lo raccontano i dati inesorabili nei primi mesi dell’anno c’è stato un incremento degli incidenti mortali di circa il 7% rispetto allo stesso periodo del 2020. Da tempo chiediamo l’applicazione del sistema della Patente a punti, uno strumento previsto dal decreto legislativo 81/2008 e mai messo in pratica. Oltre alle norme servono controlli, per questo chiediamo che vengano coinvolti i nostri enti bilaterali che si occupano di formazione e sicurezza perché costantemente nei cantieri si tenga alta la percezione del rischio e il rispetto delle regole in materia di sicurezza. Un fenomeno che deve essere combattuto e riportato nell’alveo della regolarità è il dumping contrattuale; nei cantieri va applicato il contratto dell’edilizia con tutto ciò che ne consegue rispetto non solo al salario, ma soprattutto la normativa contrattuale che tratta di sicurezza. Il cantiere è un universo a sé, con rischi per la salute e la sicurezza specifici che richiedono una preparazione e quindi una formazione consona. Questo è un lavoro fortemente usurante, come tale deve essere riconosciuto con la possibilità che possa essere consentito, al lavoratore edile, anche una cospicua flessibilità in uscita dal lavoro per accedere alla meritata pensione. Infine non accetteremo nessun tipo di destrutturanti semplificazioni delle normative, che sono sì necessarie per affrontare le nuove sfide europee ma certo non nell’ambito della salute e sicurezza dove invece occorre intervenire per rendere più pressanti ed efficaci le norme.
Giuliano Bicchieraro
Il segretario generale Filca Cisl Umbria
Perugia, 13 maggio 2021

Morti sul lavoro: presidio di Cgil, Cisl e Uil sotto la Prefettura di Perugia

by CISL LDS

Cgil, Cisl e Uil Umbria: “Pronti ad azioni di lotta, la cultura della sicurezza nel lavoro deve diventare patrimonio comune, anche delle imprese”

“Inaccettabile. Quello che continua ad accadere in Umbria, come nel resto del Paese è semplicemente inaccettabile. Non ci vogliamo rassegnare a questo stillicidio di vittime inermi”. Ad affermarlo in una nota unitaria sono Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria che annunciano per lunedì 10 maggio un presidio sotto la prefettura di Perugia, con richiesta di incontro al prefetto Armando Gradone. “Al prefetto vogliamo ribadire che è necessario adeguare la nostra società alla sicurezza, costruendo prima di tutto una cultura del lavoro in sicurezza. Perché deve essere inaccettabile l’improvvisare, l’arrangiarsi, il rischiare nel lavoro. O si fa questo salto – continuano Cgil, Cisl e Uil – oppure è inutile e da ipocriti piangere queste giovani vite spezzate”.
Al prefetto i sindacati annunceranno inoltre l’avvio di iniziative di lotta, “necessarie per ottenere questo cambiamento”. “E siccome c’è una responsabilità collettiva di quello che succede, istituzioni, associazioni di categoria, enti di controllo – continuano Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria – queste lotte non possono pagarle solo i lavoratori. È ora che anche le imprese mettano la loro parte, se come dicono anche per loro questa è una priorità”.
Intanto, anche sul piano nazionale le segreterie di Cgil, Cisl e Uil, in stretto contatto in queste ore con l’Umbria, stanno predisponendo iniziative e mobilitazioni. “Basta morti per il lavoro, basta ritualità postuma – concludono i tre sindacati umbri – Serve intervenire subito e con decisione. Il Governo, la Regione, tutti gli organi preposti, facciamo la loro parte”.

Perugia, 8 maggio 2021

Adesso Ascoltateci: Cgil, Cisl e Uil Umbria in piazza a Perugia, collegamenti da altri otto territori

by CISL LDS

Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno manifestato in tutta la regione la rabbia del mondo del lavoro

LAVORATORI E SINDACATI UMBRI IN PIAZZA: LA POLITICA CI ASCOLTI E DIA RISPOSTE

Grande attenzione su sanità e necessità di investire bene le risorse europee a disposizione

 

L’intervento del segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti ha aperto da Perugia la manifestazione “Adesso Ascoltateci” del 23 marzo 2021

Da Perugia a Terni, da Città di Castello a Orvieto, passando per Castiglione del Lago, Gualdo Tadino, Pantalla, Foligno e Norcia, martedì 23 marzo le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno portato in piazza centinaia di lavoratori, nel pieno rispetto delle normative anti-covid, per far sentire alla politica regionale la rabbia e il disagio del mondo del lavoro, dei pensionati, dei precari e dei disoccupati in un momento di grande difficoltà come quello attuale. Una manifestazione che ha chiesto a gran voce risposte concrete e immediate su vari fronti, a partire da quello sanitario. “La campagna vaccinale – hanno sottolineato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini – è partita male e prosegue peggio, posizionando la nostra regione agli ultimi posti per tasso di popolazione vaccinata. Serve organizzazione, trasparenza e più personale. Procediamo a rilento anche per le difficoltà della nostra sanità, frutto di scelte politiche ben precise caratterizzate da mancanza di assunzioni e dal rifiuto di ascoltare le lavoratrici e i lavoratori del comparto”.

Ma se la situazione della sanità è ben nota, non c’è però settore sociale ed economico che non mostri segni di sofferenza, come testimoniato da tanti lavoratori che sono intervenuti online nel corso della manifestazione. “Adesso – hanno detto Sgalla, Manzotti e Bendini – è il momento di rilanciare l’economia con un nuovo modello di sviluppo basato su alcuni pilastri ben precisi: ambiente, infrastrutture, istruzione e ricerca, insieme a inclusione e coesione sociale. Un modello che sia in grado di riportare la qualità della vita ai tempi in cui l’ascensore sociale funzionava ed era forte il senso della comunità e del bene comune; quando la scuola, l’università e la formazione creavano le premesse per una vita migliore e la ripartizione della ricchezza era più equa. C’è bisogno di lavoro, ma di lavoro buono, quello che dà dignità alla persona”.

A guidare l’evento “Adesso Ascotateci” del 23 marzo 2021 da Perugia, con collegate altre otto piazze umbre, in una diretta Facebook e Tv i giornalisti Livia Di Schino e Fabrizio Ricci con l’attrice Giulia Zeeti

“Ci sono enormi risorse economiche a disposizione oggi, e quindi grandi opportunità – hanno ricordato Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria –. Non possiamo fallire questa sfida, perciò chiediamo alla Regione di utilizzare le migliori energie e di coinvolgere tutti i portatori di interesse affinché questi fondi siano spesi bene. I lavoratori e i cittadini dovranno essere protagonisti e servirà concentrare le risorse europee su poche e qualificate proposte. Sono anni che chiediamo un nuovo progetto per l’Umbria, che chiediamo di contribuire a ridisegnare una regione che non sia più ultima in classifica. Vogliamo essere all’altezza di questa storia e per questo proseguiremo nelle nostre iniziative, cercheremo di allargare il consenso verso le nostre proposte e moduleremo la protesta a seconda delle risposte che la politica ci darà”.

Adesso ascoltateci: martedì 23 marzo Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria manifestano sotto il palazzo della Regione

Collegamenti da tante piazze dell’Umbria per portare alla politica la voce del mondo del lavoro

Portare la voce e la rabbia del mondo del lavoro, delle pensionate e dei pensionati, dei precari, della parte più fragile della società, dentro i palazzi della politica, laddove si prendono le decisioni sul futuro dell’Umbria. “Adesso ascoltateci” è lo slogan scelto per la manifestazione che martedì 23 marzo, dalle ore 9.30, in coincidenza con la convocazione del Consiglio regionale dell’Umbria, si svolgerà in piazza Italia a Perugia e in tante altre piazze dell’Umbria, collegate tra loro virtualmente, per portare direttamente a palazzo Cesaroni le istanze di lavoratrici e lavoratori.
“Abbiamo scelto di tornare in piazza, nel pieno rispetto delle disposizioni anti-covid, ma con grande determinazione, perché c’è bisogno che la politica regionale prenda coscienza della gravità della situazione che la nostra regione sta vivendo – affermano i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini – Dopo essere stati per due mesi l’epicentro del contagio e avendo ancora tassi di occupazione delle terapie intensive 20 punti sopra la media nazionale, la campagna vaccinale è partita male: “Paghiamo le mancate assunzioni, la disorganizzazione della rete ospedaliera, le tante scelte prese senza ascoltare le lavoratrici e i lavoratori – affermano Sgalla, Manzotti e Bendini – donne e uomini che stanno tenendo in piedi il nostro sistema sanitario, nonostante una politica sorda alle loro richieste”.

Intanto, accanto all’emergenza sanitaria, è già evidente quella economica e sociale: “I primi studi sugli effetti della pandemia per la nostra economia regionale descrivono un quadro molto allarmante, con oltre il 40% delle imprese in forte difficoltà e rischi enormi per l’occupazione – continuano i tre segretari – È evidente che il blocco dei licenziamenti ha rappresentato un elemento fondamentale per ridurre i danni che comunque si sono già prodotti, soprattutto colpendo le fasce meno protette e più precarie del lavoro. Ora non si può continuare ad aspettare gli eventi, perché quando salterà il tappo il rischio è che le imprese pensino di risolvere le loro difficoltà licenziando. Decine di migliaia di posti di lavoro sono a rischio in Umbria. Ecco perché – insistono Sgalla, Manzotti e Bendini – vogliamo alzare la voce, vogliamo che l’Umbria, come hanno fatto altre regioni, si metta al lavoro, coinvolgendo davvero (e non formalmente) i corpi sociali, condividendo un progetto di sviluppo che sfrutti le tante risorse in arrivo dall’Europa, superando la logica dei mille bandi, della frammentazione, dell’elargizione a pioggia. Quello che serve è un’idea di futuro, un progetto organico che affondi i piedi negli indirizzi dettati da Agenda 2030 e quindi faccia della sostenibilità (non solo ambientale, ma sociale ed economica) il suo tratto distintivo. In questo progetto, il lavoro, quello buono e stabile, deve essere messo al centro. Non c’è più tempo da perdere, adesso ascoltateci”, concludono i tre segretari.

 

La manifestazione: piazza reale e piazza virtuale
Vista la permanente situazione di emergenza sanitaria la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria si svolgerà in modalità mista. I tre sindacati saranno presenti fisicamente, con numeri contingentati, in piazza Italia a Perugia, davanti al palazzo del consiglio regionale, dove si svolgerà una seduta del consiglio stesso. Contemporaneamente, delegazioni sindacali saranno presenti nelle piazze e davanti a luoghi simbolo di tante città dell’Umbria: Terni, Orvieto, l’ospedale di Pantalla, Foligno, Città di Castello, Norcia, Castiglione del Lago e Gualdo Tadino. Tutte le piazze saranno collegate in una diretta che sarà trasmessa via Facebook sulla pagina umbriaripartedallavoro. Previsti anche tre video messaggi dei segretari nazionali Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

 

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“L’Umbria riparte dal lavoro”: il laboratorio di idee e proposte di Cgil, Cisl e Uil

by CISL LDS

A “L’Umbria riparte dal lavoro” ha partecipato il segretario nazionale Cisl Andrea Cuccello

Lavoro, ambiente e sanità: sono i temi al centro del convegno “L’Umbria riparte dal lavoro” di oggi, 13 ottobre 2020, ma soprattutto le parole d’ordine per il rilancio dell’Umbria. All’iniziativa prima le parole dei segretari generali regionali Cgil, Cisl e Uil Umbria (Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini) e poi gli interventi dei segretari confederali nazionali Cgil, Cisl, Uil (Maurizio Landini, Andrea Cuccello e Pierpaolo Bombandieri).

 
“La nostra regione oggi – ha sottolineato Manzotti- è fortemente impoverita da una crisi che ha ragioni strutturali e che si è aggravata dalla pandemia che purtroppo è ancora in corso. Tutte le forze sociali ed economiche, assieme alle istituzioni, si devono unire per condividere un progetto di rilancio dell’economia umbra”.
Oltre alle istituzioni locali ci rivolgiamo a quelle nazionali: considerato che L’Umbria si colloca tra le regioni maggiormente in difficoltà. “La nostra proposta – prosegue Manzotti- è quella di estendere la possibilità della decontribuzione (ad oggi solo per le regioni del Sud) anche all’Umbria”.
 

Il segretario Cisl nazionale Andrea Cuccello con il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti prima dell’inizio dei lavori

Lo sviluppo poi, secondo il segretario della Cisl Umbria, passa da una politica che si basa sulla sostenibilità ambientale: oggi è possibile, più che nel passato, conciliare la produzione con l’ambiente. L’Umbria non è il fanalino di coda. Questo perché abbiamo molte aziende che hanno fatto della sostenibilità un fattore di crescita e di sviluppo”.

La sanità, legata al territorio, per la Cisl rappresenta un modello da perseguire non solo ed esclusivamente per contenere effetti dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, ma anche uno strumento per stare vicino alle esigenze della popolazione umbra. “Un umbro su quattro – ha precisato Manzotti- nella nostra regione è over 65 e quindi necessita di cure e assistenza: servizi che le strutture territoriali possono offrire”.
 
Il segretario Cisl Nazionale Andrea Cuccello, assieme agli altri due segretari confederali nazionali di Cgil e Uil, si è confrontato con i lavoratori su importanti temi di attualità. Temi sollevati direttamente da Perugia o in collegamento da Terni, Foligno e Città di Castello.
 
“Sulla scuola si è perso tempo – ha sottolineato Cuccello- e per andare avanti, come ci ha ricordato la testimonianza del lavoratore intervenuto, bisogna ricordarsi il passato. E noi abbiamo dimenticato quello che è successo a marzo.
Il tema vero da affrontare, assieme a quello delle assunzioni, rimane quello di ampliare le classi, i plessi scolastici. È vero che la tecnologia avanza, ma sulla formazione a distanza rimane irrisolta la questione del digital divide”.
 
Sullo smart working. “Questa materia – ha chiarito il segretario Cisl- deve essere affrontata con la contrattazione e non lasciata al confronto individuale tra datore di lavoro e lavoratore. Questo per non creare situazioni di svantaggio. Soprattutto per le donne”.
Sui fondi europei e la loro destinazione. “Questo tema è prioritario e va affrontato con il Governo, in un confronto che non c’è ancora stato”.
 
Il segretario Cisl Nazionale Andrea Cuccello è poi tornato sul Mes. “È prioritario -ha concluso- per ricostruire la rete della sanità nazionale, già insufficiente prima dell’emergenza Covid-19, e per dare nuovi presidi sanitari, medicina di territorio, diagnostica. I 37 miliardi a disposizione non possiamo non utilizzarli”.