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Cisl Umbria

“Economia umbra al palo e salari falcidiati dall’inflazione”: per Cgil, Cisl e Uil serve una svolta strutturale

“Economia umbra al palo e salari falcidiati dall’inflazione”: per Cgil, Cisl e Uil serve una svolta strutturale

 “I recenti dati economici pubblicati delineano un quadro d’allarme rosso per l’Umbria, confermando le denunce storiche che portiamo avanti da tempo a difesa delle lavoratrici, dei lavoratori e delle famiglie della nostra regione”. È quanto affermano le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria dopo la diffusione degli studi di Unioncamere e dal Centro studi Tagliacarne, uniti alle rilevazioni del Geography Index dell’Osservatorio JobPricing.

In particolare, i sindacati parlano di “un’economia a due velocità che frena il territorio”: “Le stime sul valore aggiunto – spiegano Cgil, Cisl e Uil – evidenziano una crescita regionale ferma all’1,80%, nettamente inferiore alla media nazionale del 2,30%. Questo dato colloca l’Umbria al diciassettesimo posto in Italia per dinamismo economico. Se da una parte l’industria e i cantieri edili tengono il passo, dall’altro assistiamo al crollo verticale dei servizi. Per quanto riguarda commercio, trasporti e turismo, l’aggregato cala dello 0,45%, rendendo l’Umbria l’unica regione italiana con il segno meno in questo settore. C’è poi un forte divario provinciale: con Perugia che cresce del 2,01%, trainata dal comparto industriale, mentre Terni scivola al 101esimo posto nazionale con una crescita complessiva dell’1,12%, zavorrata dalla stagnazione della sua manifattura tradizionale. Questo squilibrio strutturale si traduce inevitabilmente in un indebolimento del tessuto sociale e dei consumi interni”.

Umbria maglia nera d’Italia

Le organizzazioni sindacali poi affrontano il tema delle retribuzioni e del potere d’acquisto, rilevando come l’Umbria sia “maglia nera in Italia”: “Lo specchio di questa debolezza economica – sostengono – è il dramma salariale evidenziato dal Geography Index. L’Umbria registra il risultato peggiore d’Italia sul fronte della perdita del potere d’acquisto. Nella forbice inflazione-salari si registra un divario drammatico del -15,1% tra l’adeguamento delle retribuzioni reali e l’aumento effettivo del costo della vita. Con una retribuzione media annua che rimane schiacciata attorno ai 29.952 euro, il divario con il resto delle regioni produttive del Paese continua ad ampliarsi, relegando il nostro territorio a un’economia fondata su un lavoro povero e precario”.

Tavolo permanente sul patto Umbria 2030

Di fronte a questa tenaglia, che vede da una parte un terziario che arranca e dall’altra stipendi non in grado di assorbire l’impatto dei prezzi, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria ritengono non più rimandabile un intervento straordinario delle istituzioni locali. Proprio alla luce di questi dati “impietosi”, le tre sigle sindacali hanno formalmente inviato alla Regione Umbria una richiesta urgente di incontro volto all’apertura immediata di un tavolo permanente di confronto sul Patto Umbria 2030. “Non è più il tempo di rinvii o cabine di regia formali – sottolineano le tre sigle confederali regionali –: serve un piano programmatico concreto, condiviso con le parti sociali, che affronti le transizioni industriale, energetica e digitale, e che vincoli le risorse pubbliche e i fondi europei alla creazione di occupazione stabile, sicura e di qualità. Non si può fare impresa tagliando sul costo del lavoro o scommettendo su servizi a basso valore aggiunto. Il Patto Umbria 2030 deve diventare l’alveo in cui rimettere al centro il rinnovo dei contratti, un deciso contrasto alla precarietà e politiche attive in grado di sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione, oggi ridotti ai minimi termini. Dalla giunta regionale ci aspettiamo una convocazione immediata: la risposta a questa crisi deve essere strutturale e non più parcellizzata”

Gubbio Cultura e Multiservizi, i sindacati: “Messa in liquidazione decisione inaccettabile

Gubbio Cultura e Multiservizi, i sindacati: “Messa in liquidazione decisione inaccettabile

Lo scorso 28 ottobre si è svolta presso la sala DigiPASS di Gubbio l’assemblea del personale della Gubbio Cultura e Multiservizi Srl, promossa da FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, per analizzare la grave decisione dell’Amministrazione comunale di avviare la messa in liquidazione della società partecipata.

All’esito di questo incontro, il personale e le organizzazioni sindacali esprimono ferma contrarietà e profonda preoccupazione per una scelta calata dall’alto e approvata  tra malumori e distinguo dalla maggioranza in Consiglio Comunale.

“È inaccettabile – sottolineano le segreterie territoriali – che una crisi economico-finanziaria legata a fattori contingenti e straordinari — come il cantiere di Piazza Quaranta Martiri (che hanno già penalizzato la Farmacia Comunale) e i lavori in Piazza Grande, davanti  al Palazzo dei Consoli — venga bollata come “irreversibile”, anziché essere affrontata con un piano industriale di rilancio e risanamento sostenuto dai dati già positivi di gestione finanziaria del 2026”

Dietro la narrazione dell’ “atto dovuto”, le organizzazioni sindacali intravedono una volontà politica rinunciataria, che rischia di scaricare il peso delle criticità sulle spalle del personale e di aprire la strada allo spezzettamento e alla privatizzazione di servizi pubblici (Musei, IAT, Farmacia, DigiPASS).

Per questa ragione, sindacati e lavoratori ribadiscono la necessità di tutelare con forza  la gestione attuale e la qualità dei servizi per cittadini e turisti; la continuità occupazionale, i diritti e la dignità di tutto il personale; la trasparenza sulle prospettive future, pretendendo impegni vincolanti e non generiche rassicurazioni.

L’assemblea ha  inoltre deliberato all’unanimità di richiedere l’immediata convocazione di un tavolo di confronto urgente con l’Amministratore Unico Angelo Linci, il sindaco e il segretario comunale.

In assenza di un tempestivo riscontro, le organizzazioni sindacali e i lavoratori attiveranno ogni legittima iniziativa di mobilitazione e protesta a difesa dell’occupazione e del patrimonio pubblico della città.

Gualdo Cattaneo, bilancio di previsione illustrato e condiviso coi sindacati: “Punto di partenza”

Gualdo Cattaneo, bilancio di previsione illustrato e condiviso coi sindacati: “Punto di partenza”

Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e le rispettive federazioni pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp hanno preso condiviso il percorso per l’approvazione del bilancio di previsione 2027-2029 del comune di Gualdo Cattaneo.  Si tratta, come sottolinea una nota congiunta dell’amministrazione e dei sindacati “di una vera e propria alleanza di valore per il territorio, una svolta partecipativa senza precedenti”.

I pilastri del bilancio sono infatti stati interamente illustrati, condivisi e approvati al tavolo istituzionale dalle rappresentanze sindacali confederali.

Frutto di un percorso di ascolto profondo e responsabile indetto dall’amministrazione comunale, il bilancio triennale traccia una linea programmatica solida, moderna e vicina alle reali esigenze dei cittadini e del mondo del lavoro, fondandosi su tre pilastri imprescindibili

Prima di tutto, il consolidamento dei servizi. Nessun arretramento sul welfare, sulla scuola, sulla sicurezza e sul presidio del territorio. L’impostazione finanziaria garantisce la continuità e l’innalzamento della qualità dei servizi essenziali per i cittadini e per la vasta rete infrastrutturale del territorio comunale, senza pesare sulle tasche delle famiglie.

Poi la trasparenza: una casa di vetro al servizio della collettività. Ogni scelta di spesa, ogni allocazione di risorsa e ogni investimento strategico viene reso leggibile, misurabile e verificabile, rafforzando la fiducia reciproca tra Amministrazione, parti sociali e cittadinanza.

Infine l’equità. La coesione sociale e la tutela delle fasce più deboli rimangono il cuore pulsante dell’azione amministrativa. Risorse mirate e politiche perequative assicurano che la crescita economica e i grandi investimenti in atto portino benefici tangibili e distribuiti a tutta la comunità.

Le parole dell’amministrazione comunale

Così il Comune di Gualdo Cattaneo “Avere al nostro fianco le organizzazioni sindacali nell’approvazione delle linee guida del bilancio 2027/2029 è il segno che quando la politica si fa ascolto e visione condivisa, i risultati non tardano ad arrivare. Aver costruito insieme una manovra che punta forte sul consolidamento dei servizi, sulla trasparenza totale delle scelte e sull’equità sociale dimostra che la strada del dialogo preventivo è l’unica in grado di costruire un futuro sicuro e coeso per Gualdo Cattaneo”

Il pieno avallo delle parti sociali segna così un passaggio politico e amministrativo di straordinario valore, confermando che la concertazione attiva e la condivisione delle priorità rappresentano il modello vincente per lo sviluppo di Gualdo Cattaneo.

Le parole dei sindacati

Le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e le rispettive federazioni dei pensionati “si tratta di un accordo importante, ma non deve essere una parentesi dovuta alla particolarità della situazione. Il lavoro che il sindacato rappresenta deve essere costitutivamente e permanentemente coinvolto, anche al fine di migliorare il senso di civiltà di un territorio. Tutto questo per poter valutare insieme tutte le possibili soluzioni condivise, sempre avendo come priorità le persone più fragili e gli anziani non autosufficienti”

Gara Tpl regione Umbria, una soluzione che accontenterebbe tutti già esiste

di Fabio Ciancabilla, segretario generale Fit Cisl Umbria

Il segretario generale Fit Cisl Umbria Fabio Ciancabilla

Quello delle gare pubbliche è un ambito, purtroppo, che lascia pochi spazi ad interpretazioni e a scelte politiche. Se a ciò uniamo anche i necessari equilibri di bilancio, capiamo in quale situazione ci troviamo nel caso della prossima gara del TPL in Umbria. Gara che nonostante qualcuno si sia sgolato a dire che non è mai partita, in realtà esiste ed ha iniziato il suo iter. Basta fare un piccolo controllo nel sito istituzionale di Umbria Mobilità e TPL. Gara che trova le sue cause originarie lontano nel tempo e nel fallimento della gestione pubblica di allora. Il preambolo pare necessario vista la corposa e recente rassegna stampa sul tema. Una rassegna stampa che lascia di stucco se a leggerla sono gli addetti ai lavori e lascia ancor più stupiti se a scrivere certi articoli sono, appunto, anch’essi addetti ai lavori. Si resta allibiti, invece, quando qualcuno risponde nel merito alla Corte dei Conti ammettendo superbamente, che sulla questione gara TPL Umbria si sta sbagliando.

Eppure, esiste una soluzione che accontenterebbe tutti. Soprattutto che tutelerebbe l’occupazione e il reddito dei lavoratori coinvolti. Perché alla fine lo scopo del sindacato non è la polemica con l’assessore di turno ma gestire le ricadute sui lavoratori a loro tutela.

Ci riferiamo, anzi la FIT CISL Umbria si riferisce, alla CLAUSOLA SOCIALE RAFFORZATA.

La FIT CISL Umbria, infatti, non ha mai condiviso la scelta della regione Umbria di dividere la gara TPL in 4 lotti. Abbiamo contestato questa scelta anche con uno sciopero. Ma nel momento in cui la precedente Giunta ha scelto in maniera irreversibile di procedere per questa strada, noi come FIT CISL (insieme alle UILT UIL) abbiamo scelto di trattare con l’assessorato regionale ai trasporti e migliorare le condizioni future dei lavoratori coinvolti. Questa scelta ha pagato? Sicuramente ha pagato molto più di chi ha scelto di fare 7 scioperi senza ottenere nulla poiché abbiamo ridefinito il perimetro di gara inserendovi la navigazione del Trasimeno, il personale SAVIT, la mobilità alternativa. Ma soprattutto abbiamo chiesto ed ottenuto di inserire in ambito di offerta tecnica la cosiddetta CLAUSOLA SOCIALE RAFFORZATA che prevede per i concorrenti di poter offrire la garanzia occupazionale e di reddito per tutti i dipendenti oggetto di gara, non solo per un anno come la legge prevede (clausola sociale legale) ma per l’intera durata della gara (da qui il termine “RAFFORZATA”). Qualcuno potrebbe eccepire che offrire la clausola sociale rafforzata sia una facoltà e che non ci sono garanzie che venga utilizzata nell’offerta di gara. Teoricamente è possibile ma in realtà è poco probabile che accada poiché i margini per vincere la gara del TPL in Umbria sono minimi dal punto di vista economico e tutto si giocherà sulla migliore offerta tecnica. La nostra proposta, già valutata come compatibile dall’avvocatura della Regione e per questa inserita nella struttura di gara, se resa effettiva risolverebbe il problema occupazionale e di reddito a prescindere dal numero di lotti individuati.

La CLAUSOLA SOCIALE RAFFORZATA è l’unico escamotage possibile in questo contesto vista la normativa esistente.

È ovvio che la Legge permette anche altre scelte politiche. Scelte che, però, hanno un prezzo. La Regione potrebbe scegliere un Lotto unico, e noi saremo d’accordissimo; oppure due lotti o 4 lotti da assegnare tutti al vincitore ma in ogni caso ci sarebbe da convincere la Corte dei Conti, l’ART che già si sono espresse chiaramente contro tali ipotesi in quanto ridimensionano il principio della contendibilità. Soprattutto andrebbero trovate risorse aggiuntive poiché ogni ipotesi diversa dai 4 lotti determinerebbe un aggravio sostanziale sul bilancio regionale. Senza parlare della sospensione della gara che costerebbe alla Regione almeno 5 milioni annui di sanzione.

Quindi, consci del fatto che le Giunte cambiano ma le norme restano, a differenza di chi andava dicendo che cambiando Giunta si sarebbe azzerata la Gara del TPL in Umbria e ciò non sta avvenendo, la FIT CISL Umbria resta coerente alla realtà e propone, come da titolo, una soluzione che accontenterebbe tutti: LA CLAUSOLA SOCIALE RAFFORZATA.

Ovviamente non saremo d’accordo con qualsiasi altra ipotesi che l’escludesse.

Italy Emergenze, Cisl FP e Uil Fpl: “Lavoratori senza stipendio e con mezzi insicuri: interventi immediati o pronti ad ulteriore mobilitazione”

Foto di repertorio: passata manifestazione

Perugia, 22 novembre 2024 – “Nonostante il lungo stato di agitazione, le promesse e gli impegni, la situazione dei 30 lavoratori della sede umbra della società cooperativa Italy Emergenza è ancora inaccettabile. Mancano gli stipendi da 60 giorni, lavorando peraltro con mezzi privi degli standard minimi di sicurezza. Un fatto che ci rende particolarmente delusi, amareggiati e indignati per la gestione di questa situazione da parte della società, che ha reso i lavoratori vittime di una condizione indegna e insostenibile che mina ogni residua fiducia nei confronti della dirigenza e della struttura aziendale”.

“I lavoratori aspettano da 60 giorni lo stipendio e continuano a lavorare senza percepire retribuzione. Questo li espone però a gravi difficoltà economiche: numerosi dipendenti, con figli a carico, si trovano nella drammatica condizione di non poter affrontare spese essenziali come mutui, affitti, bollette e altre necessità quotidiane. Il pagamento delle retribuzioni deve avvenire quanto prima, considerando il riconoscimento di 88mila euro arrivato dall’Agenzia delle entrate e notificato prima dell’ultima riunione in Prefettura. Alla luce di questa liquidità, quindi, occorre urgentemente il pagamento immediato delle mensilità arretrate relative a ottobre 2024. Il ritardo nel versamento delle retribuzioni non solo costituisce una grave violazione contrattuale, ma rappresenta un atto lesivo della dignità dei lavoratori. Non accetteremo ulteriori rinvii o giustificazioni in merito”.

“Denunciamo inoltre l’inaccettabile stato dei mezzi utilizzati dai lavoratori, privi degli standard minimi di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Ai sensi del Codice Civile (art. 2087), il datore di lavoro è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti. Le attuali condizioni lavorative però sono degradanti e minano non solo il benessere fisico e mentale dei lavoratori, ma anche la qualità del servizio erogato. Questa situazione, protratta per mesi, denota una mancanza di rispetto e considerazione per il personale e per i valori che dovrebbe incarnare un servizio pubblico essenziale come quello che fornite. Non intendiamo accettare ulteriori ritardi o inadempienze e siamo pronti, in tal caso, ad ulteriori azioni amministrative o legali, per tutelare i lavoratori”.

Così in una nota Marcello Romeggini (Cisl Fp) e Monica di Angelo (Uil Fpl)

Sciopero di due ore e presidio per i lavoratori della Barry Callebaut di San Sisto di Perugia. Fai Cisl e Flai Cgil Umbria: “Un gesto di solidarietà per i lavoratori di Intra”

PERUGIA, 30 settembre 2024 – Questa mattina, 30 settembre 2024, le Rsu assieme alla Fai Cisl e Flai Cgil Umbria e ad alcuni lavoratori hanno dato vita ad un presidio davanti ai cancelli della Barry Callebaut di San Sisto di Perugia per manifestare la solidarietà per i colleghi dello stabilimento di Intra, in Piemonte, ai quali è stato comunicato che chiuderà lo stabilimento. “Nessun rischio per i lavoratori umbri – ribadiscono dalla Fai Cisl Umbria e Flai Cgil Umbria -. La scelta di scioperare due ore a fine turno e di realizzare questo presidio è un gesto di solidarietà per un centinaio di lavoratori piemontesi che temono per la propria stabilità lavorativa.

Questo dopo l’annunciata volontà di chiusura da parte dell’azienda che dovrebbe essere tra febbraio e marzo 2025”. Intanto anche la delegazione umbra si sta preparando per prendere parte al presidio a Roma, sotto il Ministero del lavoro e della politiche sociali, di mercoledì 2 ottobre 2024.

“Vogliamo il contratto”: lavoratrici e lavoratori del terziario in presidio sotto Confcommercio a Perugia

Manifestazione in vista dello sciopero nazionale del 22 dicembre. Bloccata per qualche minuto via Settevalli

Nella foto la manifestazione di oggi, 7 dicembre 2023, a Perugia

Vogliono un contratto scaduto ormai da 4 anni, vogliono un giusto salario e la redistribuzione degli enormi profitti realizzati dalle aziende del commercio e del turismo in questi anni. Le lavoratrici e i lavoratori del terziario hanno manifestato oggi a Perugia, insieme ai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, sotto la sede regionale di Confcommercio. “Vogliamo accendere un faro su questi settori in cui le condizioni di chi lavora sono ormai insostenibili, mentre le aziende fanno utili da capogiro che però non vogliono redistribuire con un giusto contratto – hanno detto intervenendo al presidio lavoratrici, lavoratori e rappresentanti sindacali – L’inflazione galoppa e i salari sono fermi, per questo saremo in sciopero il prossimo 22 dicembre, insieme al resto d’Italia, e manifesteremo in migliaia a Roma per far sentire la nostra voce”.
Sono 7 milioni nel nostro paese, oltre 50mila in Umbria, le lavoratrici e i lavoratori di questi settori, in attesa, da troppo tempo, dei rinnovi contrattuali. Lo sciopero, che si estenderà per l’intera giornata o turno di lavoro del 22 dicembre, sarà accompagnato da tre grandi manifestazioni interregionali a Milano, Roma (alla quale parteciperà l’Umbria) e Napoli, oltre a eventi specifici per le isole Sicilia e Sardegna.
Al termine del presidio di oggi a Perugia i manifestanti hanno occupato per qualche minuto via Settevalli, bloccando il traffico. “Abbiamo bisogno di alzare l’attenzione rispetto a questa clamorosa ingiustizia – hanno spiegato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – Il messaggio, rivolto alle associazioni imprenditoriali di settore, è chiaro: non c’è più spazio e tempo per tattiche dilatorie o espedienti volti a eludere un’assunzione di responsabilità da parte delle imprese e delle loro associazioni di rappresentanza”.

Perugia, 7 dicembre 2023

Incidenti sul lavoro, Cgil, Cisl e Uil Umbria assieme a Filca, Fillea e Feneal regionali: “Servono atti concreti”

In una foto di repertorio il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti

Perugia, 16 ottobre 2023 – “Due incidenti sul lavoro gravissimi, con i lavoratori del settore edile entrambi in prognosi riservata, a Petrignano e a Monteleone di Orvieto. La giornata di oggi è una di quelle che segna l’ennesima pagina nera per la nostra regione, già in vetta nella classifica degli incidenti mortali sul lavoro, e che continua a segnare record negativi. E’ però arrivato il momento di dire basta e di fermare una ecatombe continua. Il nostro appello è quello di uno scatto di coscienza alle istituzioni tutte e alle associazioni datoriali, affinché possa finalmente prendere forma e attuazione la nostra piattaforma, presentata e condivisa, con l’obiettivo di arrivare ad un patto regionale per la salute, la sicurezza e l’ambiente e dare vita finalmente ad una vera filiera della sicurezza. Il tempo delle dichiarazioni e dei proclami è finito, ora servono atti concreti”.

Così in una nota Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil dell’Umbria, Angelo Manzotti segretario generale della Cisl Umbria, Maurizio Molinari, segretario generale Uil dell’Umbria insieme alle categorie dei lavoratori dell’edilizia Elisabetta Masciarri, segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Giuliano Bicchieraro segretario generale Filca Cisl Umbria e Roberto Lattanzi, responsabile Feneal Uil Umbria.

Asm di Terni, il segretario generale Flaei Cisl Umbria Ciro di Noia: “E’ urgente l’apertura di un tavolo di confronto”

COMUNICATO AI LAVORATORI GRUPPO ASM

Il rapporto con i sindacati non va bene!

Non siamo una pratica da espletare

Nella foto Ciro Di Noia, il segretario generale Flaei Cisl Umbria

Come FLAEI-CISL dell’Umbria, ci saremmo aspettati che la nuova governance di Acea all’interno dell’ASM di Terni potesse caratterizzarsi per un deciso cambio di passo nella gestione dell’azienda, portando all’interno di essa, la grande esperienza sia tecnica che relazionale che ci risulta essere un punto di forza della Azienda romana. Nuove idee, un nuovo modello di gestione interna, un modo nuovo di gestire il personale e soprattutto nuove e moderne Relazioni Industriali.

Ancora oggi, purtroppo con estremo disappunto registriamo nostro malgrado, che questo salto di qualità che ci attendevamo non c’è stato. Oltre al fatto che ancora non si sente parlare del NUOVO PIANO INDUSTRIALE di ASM, l’Azienda continua a procedere con le vecchie logiche, attuando modifiche organizzative senza mettere in atto il dovuto confronto.

Registriamo in questi giorni che la Dirigenza, per ciò che riguarda GREEN-ASM, ha deciso unilateralmente di intervenire trasferendo 4 risorse in ASM, se pur temporaneamente, senza indicare il criterio di scelta, ma soprattutto cambiando il modello organizzativo in GREEN-ASM, continuando ad ignorare la richiesta unitaria di incontro e i due successivi solleciti. Richiesta che era stata avanzata dalle Segreterie di Flaei, Filctem e Uiltec proprio per analizzare le molteplici e pesanti problematiche di quella realtà.

Ci sono inoltre altre situazioni evidenziate da tempo alla direzione di cui attendiamo le risposte dovute, che però stentano ad arrivare.

La FLAEI-Cisl è sempre stata una organizzazione disponibile ad ascoltare le necessità dell’azienda, e soprattutto siamo sempre disponibili ad un CONFRONTO propositivo, chiaro e trasparente sulle problematiche che si presentano, per il bene dell’azienda ma soprattutto dei lavoratori.

Dove invece NON SIAMO DISPONIBILI è il fatto di accettare modifiche organizzative e decisioni unilaterali, che tendono ad escludere le Organizzazioni Sindacali e rendere l’Azienda Autoreferenziale. Questo modo di procedere impatta fortemente sui lavoratori e sul clima aziendale intero.

Auspichiamo finalmente un cambio di passo e ci aspettiamo di vedere l’impronta di ACEA all’interno di ASM per quanto riguarda la gestione delle Relazioni Industriali. Alla luce di quanto evidenziato siamo a richiedere con la massima urgenza l’apertura di un tavolo di confronto per poter gestire con una modalità di relazioni industriali corretta le varie problematiche in essere.

Foligno, 10.07.2023

Ciro Di Noia

Segretario Generale Flaei Cisl Umbria