Pagata l’indennità accessoria straordinaria al personale dell’Università degli Studi di Perugia in convenzione con il SSR

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Nella foto il segretario generale Cisl Università Umbria Letizia Pietrolata

La Cisl Università dell’Umbria sottolinea l’importanza dell’obiettivo raggiunto nel  Comunicato Stampa Cisl Università Umbria del 2 settembre 2020: “Al personale dell’Università degli Studi di Perugia in convenzione con il SSR – si legge nella nota – è stata pagata l’indennità accessoria straordinaria, aggiuntiva a titolo di produttività/risultato una tantum prevista dall’Accordo siglato il 5 maggio 2020 tra le OO.SS. del comparto Funzione Pubblica, Dirigenza Medica della CGIL, CISL, UIL oltre a COSMED e CIDA, la Regione Umbria e le Aziende del SSR finalizzata a remunerare l’impegno ed il rischio del personale tecnico-amministrativo coinvolto nella fase di gestione dell’emergenza connessa alla diffusione del Covid – 19”.

Cgil, Cisl e Uil Umbria contro i licenziamenti e per la continuità occupazionale

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Tavolo regionale di crisi, Cgil, Cisl e Uil Umbria: misure straordinarie contro i licenziamenti e per la continuità occupazionale

“Abbiamo chiesto al tavolo regionale di crisi di definire una misura eccezionale contro i licenziamenti e di rafforzare tutti gli ammortizzatori sociali per il 2020 al fine di salvaguardare l’occupazione, sia quella a tempo indeterminato che quella precaria”. Lo dichiarano in una nota i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini che hanno partecipato alla riunione in video conferenza con gli assessori regionali Paola Agabiti e Michele Fioroni.

“I lavoratori umbri vanno tenuti agganciati ai loro posti di lavoro, per una ripresa più rapida ed efficace – affermano i tre segretari dei sindacati umbri – e questo non solo per le ovvie ricadute sociali, ma anche per non disperdere le professionalità e le competenze di queste lavoratrici e lavoratori”. Al contrario, secondo Cgil, Cisl e Uil, in questa fase “vanno messe in campo politiche straordinarie di protezione sociale e formazione professionale. L’Umbria sia promotrice di una nuova fase che ha come priorità la salute e il lavoro delle persone”.

Perugia, 28 maggio 2020

Sanità, obiettivo raggiunto!

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Il responsabile Cisl Fp Umbria Luca Talevi esprime soddisfazione per la firma di un accordo che riconosce, sin dalle buste paga di maggio, un doveroso riconoscimento economico ai professionisti della sanità umbra che con professionalità ed abnegazione hanno efficacemente e coraggiosamente lavorato per risolvere le tante emergenze legate al Covid-19: “Per la Fp Cisl – aggiunge Talevi- si tratta di un primo importante passo per la valorizzazione dei lavoratori della sanità umbra. Il lavoro proseguirà ora in ogni azienda per dare le giuste risposte economiche ed organizzative”.

Sanità, obiettivo raggiunto!

Contratti: Cgil Cisl Uil Fp, proclamato lo stato di agitazione per il rinnovo Sanità Privata e Rsa

Covid-19, Fase 2 e settore delle costruzioni. Filca Cisl Umbria: “Subito comitati per la sicurezza e un tavolo regionale”

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Dal 4 maggio, con la Fase 2, è ripartita anche l’attività delle costruzioni. “Questo settore, che nel tempo è stato volano di sviluppo per l’intera economia umbra – ricorda Emanuele Petrini della Filca Cisl Umbria (categoria che rappresenta i lavoratori delle costruzioni)-, a livello nazionale contribuisce al Pil in una percentuale che si attesta dal 10 al 12 per cento. Bene quindi che anche nelle nostra regione si sia visto ripartire una delle leve strategiche dell’intera economia. Questo settore purtroppo negli anni – prosegue il sindacalista- soprattutto dopo il 2007/2008, è caduto progressivamente in crisi, arrivando a consolidare una perdita di oltre il 50 per cento dei volumi produttivi e occupazionali. A peggiorare questa situazione si è aggiunto il Covid-19”.

Prima di tutto la salute e la sicurezza dei lavoratori”. Ne è convinta la Filca Cisl Umbria che se da una parte guarda con favore la ripartenza di questa Fase 2, dall’altra propone la costituzione di comitati per la sicurezza territoriali ed aziendali, con il coinvolgimento dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls e Rlst) per vigilare e sorvegliare sul rispetto delle norme anticontagio.

“Oltre alla partita della sicurezza – prosegue Petrini- c’è tutta la questione dello sviluppo del settore, che deve essere riformato e sviluppato. Prima di tutto è necessario dare una risposta concreta e rapida all’area colpita dal sisma del 2016, adattando il modello di ricostruzione post-sisma del 1997 alle esigenze attuali”. 

Rivolgendosi alle istituzioni e alla parte datoriale, la Filca Cisl Umbria propone di ricostituire un tavolo regionale delle costruzioni. “Già dai prossimi giorni ci muoveremo affinché si creino le premesse per un confronto reale e costruttivo. In questo – spiega il sindacato- devono poter confluire tutte le idee e i contributi dei soggetti che rappresentano il settore. In Umbria – chiarisce Petrini – c’è l’esigenza di riconvertire il settore delle costruzioni e spostare l’attenzione sulla riqualificazione, la rigenerazione, il riuso degli immobili e la messa in sicurezza di edifici importanti come le scuole e gli ospedali, oltre a pensare di sviluppare una nuova edilizia Green più attenta all’ambiente e al risparmi energetico. Su questi fronti – suggerisce il sindacalista – dovremo cercare di investire anche le risorse messe a disposizione dall’Europa”.

Tra le altre priorità indicate dalla Filca Cisl ci sono quelle di riformare gli enti appaltanti e coinvolgere attivamente gli enti bilaterali. “In tutto questo processo di cambiamento – conclude Petrini – diventa strategica la formazione attraverso i nostri enti paritetici (Cesf e Tesef) e la creazione di figure professionali che siano preparate ad affrontare in modo costruttivo le nuove esigenze del mercato”.

Regione e parti sociali a confronto sulla “Fase 2”

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Regione e parti sociali a confronto sulla “fase due”: concordati 5 punti fondamentali per l’attuazione
Cgil, Cisl e Uil: “Ok il percorso condiviso, serve massimo rigore nei controlli e nelle sanzioni per chi non lo rispetta”

Riunione stamattina, 24 aprile, tra le parti sociali, Cgil Cisl e Uil, Confindustria, Confartigianato, Cna, Camera di Commercio e la presidente della giunta regionale Donatella Tesei, per discutere le modalità attuative della “fase due”.

“Nel valutare positivamente l’andamento dei contagi nella nostra regione, sottolineando lo straordinario lavoro portato avanti dal nostro sistema sanitario pubblico, abbiamo ribadito e condiviso con gli altri attori sociali che la priorità, anche per la seconda fase, sarà quella di contenere il più possibile i contagi nella nostra regione”, affermano i segretari di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria Vincenzo Sgalla, Angelo Manzotti e Claudio Bendini. “Per fare questo – continuano – è necessario determinare una programmazione della ripresa delle attività produttive in piena sicurezza e nel rispetto dei nuovi accordi nazionali tra le parti sociali”.

Si sono perciò condivisi cinque punti fondamentali per l’attuazione della “fase due” nei luoghi di lavoro: formazione e dispositivi di protezione individuali per tutti; test sierologici al riavvio delle attività con verifica periodica quindicinale; misurazione quotidiana della temperatura all’inizio del lavoro; modalità organizzative che consentano il distanziamento personale durante le attività lavorative, all’entrata, negli spogliatoi e nelle mense o locali comuni; accordo sindacale aziendale e/o territoriale.

“Tutti i soggetti presenti hanno condiviso queste linee guida e si sono ovviamente resi disponibili a garantire la loro attuazione in tutte le attività produttive regionali – continuano Sgalla, Manzotti e Bendini – Con le associazioni artigiane e del commercio abbiamo già fissato per la prossima settimana riunioni specifiche, per determinare anche attraverso gli enti bilaterali il percorso per le intese provinciali e territoriali. Abbiamo altresì sollecitato Confindustria a fissare un confronto per definire analoghe procedure da attuarsi nelle aziende di sua competenza”.

“Infine – concludono i tre segretari – come Cgil, Cisl e Uil abbiamo chiesto di determinare con il massimo rigore le funzioni di controllo e le sanzioni per coloro che non rispetteranno i protocolli e gli accordi sindacali”.

Terni: le richieste dei sindacati al prefetto

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Questa mattina, 21 aprile, i segretari di Cgil Cisl Uil hanno incontrato il prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, per la verifica di aggiornamento rispetto alla situazione territoriale delle aziende che stanno operando sul territorio, come previsto dalla circolare ministeriale.

Al momento sono arrivate al prefetto 584 richieste, di cui soltanto 15 hanno ricevuto un provvedimento di sospensione dopo verifica con Camera di Commercio e Finanza. Per tutte le altre, alcune delle quali in corso di istruttoria, non sono state riscontrate al momento particolari criticità.

Considerato che non sarà breve il tempo nel quale dovremo “convivere” con il potenziale rischio di contagio, risulta ovvio che occorra intervenire in questi giorni di transizione in modo strutturale nelle realtà lavorative, modificando e aggiornando le regole e le procedure, in modo meno emergenziale di come fatto fino ad ora, ma agendo in modo sicuramente più strutturale.

Per queste ragioni le organizzazioni sindacali partendo dal concetto che il protocollo condiviso con il Dpcm del 10 aprile è diventato norma primaria abbiamo chiesto o ribadito:

• di attivare un protocollo utile a rendere esigibili alcuni temi, già individuati da quello condiviso, attraverso un pieno coinvolgimento delle parti;
• di prevedere nei protocolli anticontagio che ogni azienda deve predisporre per la riapertura, la condivisione con le organizzazioni sindacali che provvederanno alla verifica in merito ad organizzazione del lavoro, dispositivi di protezione individuali; formazione; sorveglianza sanitaria – soggetti fragili; analoga richiesta vale per gli uffici della pubblica amministrazione e della scuola;
• di allargare l’effettuazione di tamponi non solo al personale sanitario, che comunque accoglie una nostra richiesta, ma anche a tutti i lavoratori dei servizi essenziali anch’essi esposti in questa fase emergenziale.
• di prevedere, considerando l’alta densità di imprese sul territorio, la promozione dei test sierologici sotto l’egida chiaramente della Regione, per definire un modello che consenta all’Umbria di avviare la Fase 2 nel migliore dei modi, consolidando i risultati fin qui ottenuti grazie al senso di responsabilità di lavoratori e cittadini;
• di conoscere la reale situazione delle residenze per anziani non solo per quanto riguarda il coronavirus, ma anche per il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro a fronte delle indagini in corso;
• di verificare l’idoneità del servizio pubblico locale, esaminando fin da subito con i soggetti preposti pure l’eventuale ripartenza del pendolarismo e più in generale la mobilità territoriale.
Per cogliere tutti questi obiettivi, abbiamo informato il prefetto che intendiamo chiedere il coinvolgimento delle associazioni datoriali e dei sindaci della provincia nella consapevolezza che non tutto potrà/dovrà tornare come prima.

Claudio Cipolla (Cgil Terni)

Riccardo Marcelli (Cisl Terni)

Gino Venturi (Uil Terni)

Fisascat Cisl Umbria: “Chiudere i supermercati e gli ipermercati il 25, 26 aprile e il primo maggio? Una scelta coraggiosa e lungimirante”

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La Fisascat Cisl Umbria – dichiara il segretario generale della federazione sindacale servizi commerciali affini turismo in Umbria Valerio Natili (nella foto) – apprezza la decisione della Regione Umbria di chiudere i supermercati e gli ipermercati nelle giornate del 25, 26 aprile e 1 maggio. Si tratta di una scelta coraggiosa e lungimirante, nonostante nella nostra regione attualmente i contagi ufficiali siano fortunatamente quasi zero”.

“E’ bene precisare – prosegue Natili in un post pubblicato sulla pagina Facebook della categoria- che il sindacato ha chiesto fin dal primo momento dell’emergenza Covid-19 la chiusura nelle giornate più critiche dei supermercati. Al “fronte”, è bene ricordarlo, non ci sono solo tanti medici e personale paramedico ma anche i dipendenti delle catene dei supermercati”.

La CISL Umbria, la CISL FP e la CISL Medici sollecitano una rapida soluzione dell’accordo per un sistema premiante per tutto il personale impegnato nell’assistenza dei pazienti affetti da COVID-19

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La CISL dell’Umbria, la CISL FP e la CISL Medici auspicano una sollecita soluzione all’accordo  regionale sui “criteri di assegnazione ed utilizzo delle risorse per la gestione dell’emergenza COVID-19” e si augura che il prossimo incontro possa essere conclusivo ed invita la Presidente Tesei e l’Assessore Coletto ad un atto di buona volontà e di recepire le osservazioni e proposte di parte sindacale del comparto e della dirigenza. 

La quantità delle risorse messe in campo (circa 12 milioni si euro), riteniamo possano essere un importante contributo, anche di riconoscenza, per il personale impegnato con abnegazione, professionalità e etica, spesso senza spesso senza tutte le necessarie tutele, nell’assistenza ai pazienti COVID.

Per questo riteniamo prioritario la firma di un accordo regionale  il più lineare possibile, e, che sia di facile attuazione, in maniera omogenea,  in tutte le aziende dell’Umbria e che permetta di riconoscere e premiare l’impegno del personale operante in tutte le strutture individuate dalla regione come strutture COVID-19.

Si tratta di una quota di risorse aggiuntive e non sostitutive delle risorse contrattuali (già finanziate con la stipula dei rispettivi contratti) e che pertanto possono e debbono essere utilizzate, tutte, sia per ampliare la platea del personale avente diritto per le particolari condizioni di lavoro che si sono venute a determinare a causa dell’emergenza pandemica da COVID-19, e sia per definire un sistema di premialità complessivo, aggiuntivo e peculiare nel tempo, nelle finalità e nelle procedure che non possono che essere innovative, perché, precedentemente, nessuna norma contrattuale (data l’eccezionalità dell’attuale fase di pandemia), ha mai potuto prevedere e prefigurare.

La CISL Umbria pertanto ritiene prioritario ed anche etico

  1. 1.Riconoscere a TUTTO il personale, senza distinzione di ruoli e funzioni, che opera in ospedali e/o in strutture  COVID-19 la quota di indennità di malattie infettive poiché è difficile se non impossibile definire con certezza le effettive potenzialità di rischio all’interno di uno stesso presidio e/o di una stessa struttura.  La tabella A allegata, infatti, risulta, come minimo, parecchio disomogenea e lascia spazio a profonde ed ampie insoddisfazioni. 

Peraltro, a nostro avviso, tale riconoscimento, per evitare possibili ed ingiuste penalizzazioni, dovrebbe sostanziarsi in un compenso giornaliero per ogni turno di servizio.

  1. Definire un sistema premiante per TUTTO  il personale del Comparto e della Dirigenza, che opera in ospedali e/o in strutture  COVID-19, indipendentemente dal ruolo, dalla funzione e dalla tipologia del contratto e del rapporto di lavoro, incluso il personale universitario in convenzione (anche gli specializzandi) e personale con rapporto di lavoro flessibile e/o atipico, che si sostanzi, accedendo anche, se necessario, ad altre quote di risorse acquisite o acquisibili tramite altre fonti (crowdfunding(?), qualche altra regione lo ha già fatto),  in una quota economica, differenziata per fasce di rischio. 

In questo contesto, a nostro parere,  risulta fondamentale definire con chiarezza e coerenza criteri unitari all’interno delle quattro aziende sanitarie della regione per individuare le strutture ed il personale afferente con quote di rischio omogeneo.

E va altresì garantito tutto il personale che si è ammalato o che, contagiato,  è stato in quarantena.  

Il Coordinatore Politiche Socio-Sanitarie Cisl Umbria Giuseppe Giordano                    

Il Responsabile Cisl Fp Umbria Luca Talevi

Il Segretario Generale Cisl Medici Umbria Tullo Ostilio Moschini