Investimenti, lavoro, tempi certi
Sala piena, attenzione alta, interventi fitti e un confronto vero, non rituale, al Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria. Il convegno promosso da Cisl Umbria e Camera di Commercio ha messo al centro la Zes come leva concreta per le Pmi, tra semplificazione amministrativa, investimenti e nuova occupazione. Presente tra gli altri il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra (nella foto in alto a destra).
È stato chiaro, fin dall’avvio dei lavori, che questa volta non si stesse discutendo di una sigla, ma di una leva concreta per rimettere in moto investimenti, tempi decisionali e fiducia. Al Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria, nella mattinata del 23 aprile 2026, il convegno “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, promosso da Cisl Umbria e dallo stesso ente camerale, ha portato al centro del dibattito una domanda semplice e decisiva: come trasformare la Zes in sviluppo vero per una regione fatta soprattutto di piccole e medie imprese.
Il confronto, seguito con grande attenzione dal pubblico, ha visto anche gli interventi dei rappresentanti regionali Mauro Orsini di Confapi, Paola Roscini di Confindustria, Paola Sorbi di CNA, Gian Marco Scopertini di Confartigianato, Simone Fittuccia di Confcommercio, Danilo
Valenti di Legacoop, Carlo Di Somma di Confcooperative e Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria, con la moderazione di Giovanni Giorgetti, presidente ESG89. Durante i lavori è stato inoltre effettuato un sondaggio telematico tra i presenti sulla percezione della Zes: un segnale eloquente di quanto il tema sia ormai entrato nel vivo dell’agenda economica umbra.
Ad aprire l’appuntamento è stato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni (nella foto centrale a destra), che ha richiamato il valore di un confronto capace di unire visione istituzionale e bisogni reali del sistema produttivo. La sede dell’ente camerale, casa naturale delle imprese umbre, è diventata così il luogo nel quale una misura tecnica ha assunto il peso politico ed economico che merita: quello di uno strumento da capire fino in fondo, da spiegare bene e da utilizzare senza esitazioni. “La questione centrale – ha detto – è creare una cabina di regia efficace e rapida, per evitare la polverizzazione degli interventi”.
Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria (nella foto in basso a sinistra), ha allargato subito il campo: “La Zes è uno strumento importante per rilanciare il tessuto economico e produttivo, soprattutto nelle piccole e medie imprese, che in Umbria rappresentano il 95 per cento del tessuto economico e produttivo”. E ancora: “La Zes non deve essere considerata solo per l’aspetto fiscale, ma deve essere inserita in un progetto per riscrivere un nuovo modello di politica industriale e di coesione sociale”. Il punto, per il sindacato, e semplificare sì, ma per creare lavoro qualificato, trattenere i giovani e riportare al centro un’idea di crescita stabile e di qualità.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di una “fase nuova”, chiedendo a istituzioni e imprese di cogliere “a pieno regime” le opportunità della Zes. “Basta parlare di Zes a macchia di leopardo”, ha detto, perché si tratta di “uno strumento fondamentale”. Il passaggio più incisivo è arrivato quando ha indicato nella semplificazione amministrativa la chiave per togliere “le manette” alle imprese, alle partite Iva, agli innovatori. Poi il versante operativo: certezza dei tempi, accompagnamento agli investimenti, benefici potenzialmente estesi a tutti i 92 Comuni umbri e lavoro già avviato sulla futura Carta degli aiuti dal 2028.
Nelle considerazioni finali, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha riportato il ragionamento sul terreno delle infrastrutture: “Serve anche in Umbria un ponte: il ponte che serve in Umbria è quello tra est ed ovest, Adriatico e Tirrenico”. Un richiamo diretto al nodo della connessione materiale della regione, senza la quale anche gli strumenti più utili rischiano di perdere forza.
L’intervento più atteso e più politico è stato però quello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, che ha collocato l’estensione della Zes a Umbria e Marche dentro una strategia nazionale di attrazione degli investimenti. “Passaggio strategico per creare condizioni di maggiore attrattività degli investimenti, nei territori, nelle filiere”. Sbarra ha ricordato che l’allargamento è stato “fortemente voluto dal Governo” per far ripartire investimenti, Pil, occupazione ed export, citando poi i numeri che, a suo giudizio, certificano il valore dello strumento: “20 miliardi di investimenti privati a fronte di 6 miliardi di stanziamenti e di sostegno pubblico. Quasi 50 mila nuovi posti di lavoro”. Anche il 2026, ha aggiunto, mostra segnali rilevanti: “quasi 200 autorizzazioni uniche, un miliardo e mezzo di investimenti con quasi 4 mila nuovi posti di lavoro”.
Il messaggio finale è stato chiaro: creare, anche nel cuore produttivo dell’Italia centrale, condizioni nuove di crescita, politica industriale attiva e sostegno operativo alle imprese. È da qui che il convegno esce con il suo messaggio più netto. La Zes, per l’Umbria, non può restare un annuncio, né una formula da convegno. Deve diventare velocità amministrativa, investimenti reali, occupazione qualificata, capacità di trattenere energie e attirarne di nuove. A Perugia, davanti a una sala piena e a un sistema economico che chiede risposte concrete, è emersa una convinzione condivisa: l’occasione c’è. Adesso bisogna farla funzionare.
Il testo è stato redatto con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale
C’è una differenza sostanziale tra una misura annunciata e una misura compresa, spiegata, resa davvero accessibile a chi fa impresa. È precisamente dentro questo spazio che si colloca “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, il convegno promosso da Cisl Umbria e Camera di Commercio dell’Umbria in programma giovedì 23 aprile 2026, dalle 9.30, nella sede dell’Ente camerale, a Perugia, in via Cacciatori
UNA MOSTRA FOTOGRAFICA PER RACCONTARE IL LAVORO DEI GUALDESI: DA SABATO 18 APRILE 2026 LA CISL UMBRIA RACCOGLIERA’ IL MATERIALE E LO METTERA’ IN MOSTRA NELLA NOSTRA SEDE DI GUALDO TADINO IN VIA STORELLI
Il coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Terni- Orvieto Riccardo Marcelli, nell’esprimere soddisfazione per il partecipato momento odierno, che ha permesso anche di dare avvio alla raccolta di materiale fotografico riguardante il lavoro e i lavoratori nel territorio, ha ringraziato quanti hanno partecipato: “La vostra presenza rende questo momento ancora più significativo: non celebriamo soltanto l’apertura di uno spazio, quello di una sede sindacale, tra l’altro operativo da qualche settimana, ma celebriamo l’inizio di un percorso condiviso. Ogni inaugurazione – aggiunge – è un atto di fiducia nel futuro, un invito a immaginare ciò che ancora non c’è e a costruirlo insieme. Questo luogo nasce con l’ambizione non solo di continuare ad offrire i consueti servizi dal patronato al Caf, ma di diventare un punto di incontro, di idee e di persone, un piccolo seme capace di generare nuove opportunità nella Comunità amerina”.
La parola quindi è andata ai pensionati. Il segretario generale Fnp Cisl di Terni Paolo Conti: “Tante volte si era ipotizzato di cambiare la sede di Amelia. Finalmente grazie alla buona volontà della Fnp ternana e degli operatori che presidiano viale Europa ce l’abbiamo fatta”.
Terni, 10 aprile 2026 – La nuova sede Cisl di Amelia è già operativa da diverse settimane. Tuttavia martedì 14 aprile alle ore 10,15 è prevista l’inaugurazione. Una iniziativa che la Cisl insieme alla Federazione dei pensionati al Caf, all’Inas e alle altre categorie ha voluto fortemente per far conoscere alla cittadinanza i nuovi locali accoglienti. 



PERUGIA, 25 marzo 2026 – C’è stato un tempo in cui il lavoro precario era una fase di passaggio, Un tempo in cui la contrattazione, la politica e il sindacato riuscivano – con determinazione – a trasformare l’incertezza in diritti, e il lavoro “temporaneo” in occupazione stabile. Oggi quel tempo sembra lontano. Ma non è stato dimenticato dalla CISL.