Un percorso sindacale condiviso nelle tante assemblee e mobilitazioni.

Nella foto il segretario regionale Fim Cisl Umbria Emilio Trotti
Nella giornata di ieri la proprietà di Acciai Speciali Terni ci ha comunicato l’intenzione di avviare quanto più volte annunciato, e cioè, le prime assunzione dei lavoratori che si trovano in cassa integrazione straordinaria da maggio 2023 per la cessazione dell’attività, con la conferma che il processo terminerà quando saranno chiamati tutti i lavoratori oggetto del provvedimento in essere.
Sin dai primi giorni della vertenza abbiamo chiesto, che dentro una mera diatriba commerciale e più in generale dentro una visione strategica della filiera del tubo venissero salvaguardati i lavoratori.
Riconosciamo alla Famiglia Timpani di essersi fatti carico di una parte di lavoratori che sono stati riassorbiti nelle aziende del Gruppo. Con l’annuncio di Ieri da parte Acciai Speciali Terni, oltre ad anticipare i tempi di qualche mese, possiamo dire di aver tutelato tutti i lavoratori occupati nella TCT, salvaguardando anche i livelli salariali e professionali.
Abbiamo avuto già modo di ringraziare la proprietà e il management locale di AST per un atto, non scontato, e che non era obbligato da contratti o leggi in essere, facendo assumere un valore ulteriore che consolida e rafforza le correte relazioni industriali e i reciproci affidamenti.
Grazie all’unità dei lavoratori siamo stati in grado di tenere insieme e a difendere l’intera filiera del tubo respingendo detrattori e strumentalizzazioni che invece tendevano alla divisione e alla salvaguardia di un interesse particolare. Per questo vogliamo ringraziare anche i lavoratori del Tubificio che hanno compreso la portata delle nostre iniziative.
Possiamo dire dopo nove mesi dall’inizio della vertenza TCT di aver ottenuto un risultato che non era né facile né certo.
FIM-FIOM-FISMIC considerano il buon esito della vertenza uno stimolo a rappresentare di più e meglio i lavoratori e a difendere l’occupazione di questo territorio, già troppo volte colpito da chiusure aziendali con i lavoratori che hanno pagato sempre il prezzo più alto.
Terni 22 febbraio 2024
Le segreterie Territoriali di FIM-FIOM-FISMIC di Terni
Le dichiarazioni del segretario regionale Fim Cisl Umbria Emilio Trotti al Tgr Rai Umbria del 22 febbraio 2024 – Edizione ore 14,00: https://www.rainews.it/tgr/umbria/video/2024/02/assunzioni-in-ast-le-acciaierie-assorbiranno-tutti-i-lavoratori-in-cassa-integrazione-ex-tct-884ac38a-03c5-4393-90ad-dd23937855a1.html
Terni, 22 febbraio 2024

“Rompiamo il silenzio”. Ad affermarlo è Riccardo Marcelli, Responsabile Cisl Terni in merito all’acuirsi in questo inizio del 2024 della piaga sociale delle morti e degli infortuni sul lavoro. Non ultimo quello accaduto a Cesi in un cantiere edile.
Il segretario generale Flaei Cisl Umbria Ciro di Noia, anticipando la questione ai microfoni di
Forse è il caso che dalle parole si passi ai fatti, non sappiamo più come dirlo se non scadendo nella retorica, la retorica sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, è sconveniente, non tollerabile perché si ha a che fare con la vita delle persone, la salute, bene indisponibile delle persone solo da tutelare non da mettere a rischio ogni volta che ci si reca in un luogo di lavoro. E’ ormai retorico indignarsi a mezzo stampa, rendiamo conto della nostra ennesima delusione per il mancato funzionamento dell’apparato di sistema che la vita e la salute nei luoghi di lavoro dovrebbe tutelare. La retorica interviene quando con sufficienza trattiamo la questione. Quando una legge consona e tra le più evolute d’Europa non viene rispettata, o addirittura neppure applicata, dato confermato dalle statistiche dell’ispettorato del lavoro che ci raccontano una realtà drammatica rispetto ai controlli, quei pochi che riescono a fare, non certo per mancanza di volontà ma per mancanza di personale, in cui emerge che per esempio, nell’ambito della vigilanza “110 in sicurezza 2023” (fonte ministero del lavoro) promossa e coordinata dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, un’operazione straordinaria di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e di contrasto al sommerso nel settore dell’edilizia, che ha interessato tutto il territorio nazionale. La giornata di vigilanza straordinaria ha visto la partecipazione di ispettori del lavoro (541 ordinari e 177 tecnici) e dei carabinieri dei Nuclei Ispettorato Lavoro, supportati da militari dei Comandi provinciali dell’Arma dei Carabinieri per un totale di 634 militari impiegati (di cui 350 del Comando per la tutela del lavoro). Alle operazioni hanno preso parte anche personale ispettivo di ASL, INAIL e INPS. Oltre l’80% dei 334 cantieri ispezionati sono risultati irregolari con un sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. già convalidato; sono stati adottati 166 provvedimenti di sospensione delle attività d’impresa, di cui 110 per gravi violazioni in materia di sicurezza e 56 per lavoro nero. In materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sono state contestate violazioni riconducibili principalmente al rischio di caduta dall’alto, irregolarità dei ponteggi, rischio elettrico, all’omessa fornitura e utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuale), alla organizzazione e viabilità inadeguata dei cantieri oltre che alla mancata protezione da investimento per caduta di materiali dall’alto. Numerose le omissioni riguardanti la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la formazione e informazione dei lavoratori, la redazione del DVR (documento valutazione rischi), del POS (piano operativo di sicurezza) e del Pi.M.U.S (piano di montaggio, uso e smontaggio dei ponteggi). L’attività ispettiva ha evidenziato una rilevante presenza di lavoratori a nero nei cantieri edili (116), con residuali ipotesi di indebita percezione del reddito di cittadinanza; accertate, altresì, casi di somministrazione illecita e distacchi non genuini, utilizzo di prestazioni lavorative da parte di pseudo artigiani, violazione in materia di orario di lavoro, omessa registrazione di ore di lavoro e omissione contributiva e mancata iscrizione alla Cassa Edile (94 aziende non iscritte). Nella nostra regione i dati non sono molto diversi e nelle ultime settimane sembra esserci una recrudescenza del fenomeno infortunistico e purtroppo delle morti soprattutto nei cantieri. I dati sono incontrovertibili, non interpretabili, se non in un modo, basta infortuni, basta morti. Le associazioni datoriali battano un colpo, in qualità di rappresentanti delle aziende hanno una responsabilità diretta nel pretendere regolarità e rispetto delle leggi dalle stesse. Le istituzioni battano un colpo anche in virtù del fatto che sempre di più, una parte di queste, saranno chiamate ad essere anche responsabili dirette della sicurezza in qualità di stazioni appaltanti. Abbiamo progetti già sperimentati elaborati dalla nostra bilateralità, che devono essere messi in campo perché funzionano. Le risorse per la sicurezza non dovrebbero mai mancare perché devono far parte dei piani di gestione e organizzazione del lavoro soprattutto nei cantieri. La sicurezza non è mai un costo quando salva le persone, ma è sicuramente un investimento lo è anche per rendere più attrattivo dell’intero settore. Nessuno vorrà avvicinarsi ad un lavoro che può mettere a repentaglio la propria salute se non la vita stessa. Registriamo una scarsa volontà di risolvere il problema, per questo non vorrei ci dovessimo trovare a discutere di provvedimenti estremi, perché il problema è diventato estremo già da diverso tempo.
Perugia, 16 febbraio 2024 – Il 26 gennaio scorso è stato rinnovato il contratto dei lavoratori delle cooperative sociali che ha introdotto delle importanti novità a beneficio dei lavoratori: un incremento di 120 ero al mese a regime, l’introduzione della quattordicesima mensilità, il potenziamento della maternità e altre tutele per le lavoratrici i lavoratori. In Umbria lavorano nelle cooperative sociali 9.500 persone, di cui il 80% donne con 1000 lavoratori diversamente abili e svantaggiati. Questi erogano servizi a favore di 80 mila cittadini.
