“Lavoro chiave sociale”, Riccardo Marcelli (Cisl Terni-Orvieto): “Per il territorio di Terni ci vuole un patto sociale condiviso”

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La Cisl Umbria ha ricordato, dopo 40 anni, la visita di Santo Paolo Giovanni II a Terni e alle acciaierie. L’incontro è stato occasione per attualizzare il messaggio del Papa.

Riccardo Marcelli (Cisl Terni-Orvieto), nelle proprie conclusioni, ha sintetizzato i principali contenuti emersi dall’incontro al quale hanno partecipato Insieme Luca Diotallevi, professore dell’università Roma Tre, Monsignor Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni Narni e Amelia, Giacomo Porrazzini, ex sindaco del comune di Terni, e Maurizio Vitali, giornalista ilsussidiario.net.

Riccardo Marcelli (Cisl Terni – Orvieto) durante l’incontro dedicato a 40 anni dalla visita di Santo Giovanni Paolo II a Terni e alle acciaierie

“Ritengo che abbiamo evitato di fare della commemorazione un rituale amarcord di circostanza. E non era scontato. Tutti hanno voluto trarre da questa circostanza una sorta di agenda per l’oggi in vista di un domani più o meno vicino a seconda della pandemia. Ed anche questo è stato un aspetto di non piccola importanza.

Il mondo del lavoro sta avendo una trasformazione strutturale ed irreversibile; la globalizzazione è stato l’evento nuovo con il quale abbiamo fatto i conti. Come sindacato abbiamo subito asserito come in questo nuovo contesto ha avuto posto soltanto quel lavoro che si è aperto alla nuova dimensione. Per ottenere ciò abbiamo investito in una nuova cultura, una intelligenza nuova dei fatti produttivi.

Oggi siamo alle prese con il tema concreto della sostenibilità ambientale economica e sociale.

Come Cisl di Terni crediamo che serva un nuovo Patto sociale con Terni laboratorio del green new deal per un nuovo modello di sviluppo di manifattura sostenibile, con l’Umbria che deve tornare ad essere il cuore verde d’Italia, dove il verde deve essere inteso nella doppia accezione. Ci sono aziende in Regione che sono già impegnate nel promuovere la sostenibilità ambientale, si pensi alle Acciaierie che da sempre con il principio dalla culla alla culla segue i criteri dell’economia circolare utilizzando per fondere il rottame di acciaio, con gli investimenti per la mobilità sostenibile, ne è un esempio l’accordo con il comune e BusItalia per alimentare i mezzi con l’idrogeno, ne è un altro esempio l’incremento della quota di spedizione via treno dal 30% di inizio 2020 al 50% di oggi, contro una media nazionale che si ferma al 5% nazionale. In pratica ad oggi il 50% dei prodotti di AST viaggia sui treni, invece che su gomma: un risultato importante, se si considera che l’obiettivo dell’Italia è di arrivare al 30% nel 2030. Senza dimenticare il progetto scorie che sta sviluppando Tapojarvi.

Ci sono aziende dicevo in precedenza, che sono già impegnate nel promuovere la sostenibilità ambientale, la riqualificazione urbana, i processi di innovazione e l’economia circolare.

Per il Next generation EU occorrono idee, progetti, visione d’insieme, capacità di coinvolgere, competenza, coerenza e concretezza. Non ci potrà essere più qualità, produttività, innovazione se il lavoro e i lavoratori non ne saranno protagonisti come chiediamo da tempo. Se non valorizzeremo la contrattazione in forme più innovative e dinamiche, fondandola sulla condivisione della responsabilità e dei risultati. Il percorso di transizione verde non sarà certamente privo di ostacoli, è proprio per questo motivo che dobbiamo coinvolgere ed essere coinvolti da tutti gli attori che operano, in primis la collaborazione con le istituzioni non può in questo senso mancare. Il comune di Terni, senza aprire polemiche, non lo ha fatto.

La chimica va sostenuta. Dobbiamo convincerci che c’è un’opportunità quella di realizzare

  • Prodotto innovativo compostabile/riciclabile rivolto al mercato degli imballaggi (area chimica Terni)
  • Sempre tenendo ben presente il contesto territoriale in cui operiamo, una delle nostre risorse è l’acqua, ricordiamo che le risorse idriche costituiranno la vera ricchezza del domani. Nel solco del principio dell’eco-innovazione, dunque, perché non pensare, partendo dal gruppo Sangemini, ad un marchio umbro che imponga degli standard di conservazione e ricerca dei bacini, di imbottigliamento sostenibile e di tutela dell’occupazione. Un marchio del genere contribuirebbe sicuramente a creare consapevolezza e a responsabilizzare il consumatore, nonché a dare risalto ad un patrimonio storico regionale

In questo modo il lavoro si fa comunità e cresce la coesione sociale, soprattutto dovremmo essere bravi a gestire la transizione. La sfida del digitale, della creazione di valore, della competitività, che significa anche buona occupazione e giusta redistribuzione si vince così.
Terni e il suo comprensorio ha le caratteristiche per essere apripista e all’avanguardia perché ha già le basi.

 

COSA FARE?

Le organizzazioni sindacali ternane devono essere capaci di formulare proposte e suggerimenti di policies, per valorizzare la dimensione territoriale, relativamente ad almeno tre aspetti:

  • cosa possono fare per favorire la crescita del valore del territorio;
  • come incentivare o spingere le aziende e le loro associazioni di rappresentanza per convergere su obiettivi condivisi;
  • cosa devono fare le istituzioni, dal livello europeo fino al livello locale, affinché la crescita del valore del territorio si traduca in qualcosa di concreto

 

  • COME?
  • PATTO SOCIALE tra istituzioni associazioni datoriali sindacati istituzioni volontariato ordini professionali
  • ANALISI DEL FABBISOGNO TERRITORIALE per gestire la transizione
  • FORMAZIONE
  • serve diritto soggettivo alla formazione; libretto delle competenze; corso per responsabile alla sostenibilità ambientale economica e sociale

CONNESSIONE servizio essenziale come acqua luce e gas

 

Mi auguro presto di vedere all’orizzonte una capacità efficace a lavorare insieme tra tutte le componenti sociali per il benessere della nostra comunità”.

 

Per rivedere l’incontro, che è stato condiviso anche sulle pagine Facebook de La Voce, Umbria Radio in Blu e orvietonews.it, vai al link: https://www.youtube.com/watch?v=wQf1axG3Km0

Covid-19 e congedi parentali, il Coordinamento Donne Cisl Umbria: “E’ necessario un confronto con le istituzioni”

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COVID-19 E CONGEDI PARENTALI, IL COORDINAMENTO DONNE CISL UMBRIA APPREZZA L’INTERESSE DELLA REGIONE E CHIEDE DI APRIRE UN TAVOLO

La zona rossa è stata confermata per la provincia di Perugia e ciò riaccende questioni sollevate dal Coordinamento Donne della Cisl Umbria. Questioni che devono essere discusse urgentemente in un tavolo con le istituzioni, anche alla luce dell’interesse manifestato in questi giorni dalla Regione su temi che riguardano le famiglie umbre, che si trovano a dover conciliare il lavoro con le problematiche legate alla didattica a distanza (Dad).

Analizzando la situazione in essere, la coordinatrice donne della Cisl Umbria Sara Claudiani (nella foto) va al nocciolo del problema: “Come si può conciliare per i genitori lavoratori la didattica a distanza dei figli? Soprattutto se questi non possono usufruire di smart working o della disponibilità dei nonni?”. La questione investe molteplici aspetti: quello economico-tecnologico per chi deve accedere alla didattica a distanza, quello più prettamente lavorativo per i genitori e quelli della formazione complessiva dei giovani limitati, nella propria crescita, nei fondamentali momenti della socializzazione. “Proprio per la complessità della questione – sottolinea Claudiani – si rende necessario un confronto e quindi l’apertura di un tavolo”.

Tutto questo in una situazione grave nel suo complesso. “L’Istat – indica Claudiani – segnala che nel 2020 si sono persi 444 mila posti di lavoro, di cui 312 mila sono delle donne, in un Paese dove le donne si laureano più velocemente e con voti più alti. Le vere vittime dell’emergenza sociale ed economica scatenata dalla pandemia sono le donne che, peraltro, continuano ad essere uccise”.

Claudiani ritorna anche sulla questione del divario retributivo uomo-donna. “Secondo le Nazioni Unite per colmare il gender gap ci vorranno almeno 275 anni. L’Italia è drasticamente in ritardo: questo in un Paese che ha bisogno del mondo rosa, perché la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro farà aumentare in modo esponenziale il Pil globale”.

Claudiani conclude guardando al futuro: “Noi siamo pronte con le nostre proposte sul Recovery Plan: occupazione femminile ed infrastrutture sociali stabili. Il tempo dei bonus è terminato”.

Presidio per dare continuità occupazionale ai navigator – MANIFESTAZIONE ANNULLATA

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Nella foto il segretario generale Felsa Cisl Umbria Rocco Ricciarelli durante un sit-in nel capoluogo umbro

AGGIORNAMENTO DI MERCOLEDì 10 FEBBRAIO 2021 – La videoconferenza stampa è stata convocata per il giorno 11 febbraio 2021 alle ore 11,00

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AGGIORNAMENTO DI LUNEDì 8 FEBBRAIO 2021 – Annullamento manifestazione navigator Umbria

Le organizzazioni sindacali di Nidil Cgil coordinamento regionale, Felsa Cisl Umbria e Uiltemp Umbria nel quadro regionale di un aumento dei contagi e in ragione dell’ordinanza regionale n. 14 del 06.02.2021, revocano la manifestazione dei navigator umbri prevista in data 09/02/2021 a Perugia in piazza del Bacio. Verrà altresì promossa in data da fissare una videoconferenza con gli organi di stampa per riportare le ragioni della mobilitazione.
 
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Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Umbria chiedono continuità occupazionale per i 2700 navigator, tra i quali i 29 lavoratori impiegati nella nostra regione, per questa ragione il 9 febbraio 2021 saranno in piazza insieme ai lavoratori a Montecitorio e con un presidio a Perugia in Piazza del Bacio davanti a palazzo Broletto dalle ore 10.00 alle ore 12.00, nel rispetto delle norme covid.

I navigator umbri, in cooperazione coi lavoratori di Arpal, hanno svolto una preziosa attività, convocando 9000 beneficiari, di cui oltre 3600 presi in carico, degli oltre 15.000 percettori del Reddito di cittadinanza loro assegnati, per avviarli ad un percorso di attivazione e accompagnando in un percorso di ricerca attiva spesso gli ultimi del mercato del lavoro: coloro che non sono appetibili per le agenzie di lavoro private, i disoccupati di lungo corso che hanno perso il lavoro durante la crisi dei mercati finanziari di una decina di anni fa, i lavoratori meno qualificati e quindi più esposti alle “intemperie” del mercato, quelli con una bassa scolarizzazione, senza competenze digitali, senza pc, quelli senza autoveicolo di proprietà o senza patente. Da novembre 2020 tutti i navigator sono stati coinvolti nell’attività di “scouting delle opportunità occupazionali”, cioè nella ricerca, attraverso contatti personali con le aziende, dei possibili sbocchi lavorativi per i percettori del rdc, che li ha portati ad interpellare più di 700 aziende del territorio. Gli allarmanti dati diffusi recentemente dall’Istat sul calo dell’occupazione e dell’aumento degli inattivi, (-0,4% rispetto a novembre, pari a -101mila unità) che coinvolge donne, lavoratori sia dipendenti che autonomi, dovrebbe indurre istituzioni nazionali e locali al rafforzamento delle politiche attive del lavoro e alla valorizzazione di professionalità come quelle dei navigator che rappresentano strumenti indispensabili per costruire una rete virtuosa di relazioni con enti locali, servizi educativi, terzo settore, enti di formazione e imprese al servizio delle persone e delle aziende stesse, di cui il tessuto produttivo della nostra regione ha grande bisogno.

Perugia, 5 febbraio 2021

Torna #FaiBellaLItalia anche in Umbria

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Dario Bruschi (Fai Cisl Umbria): “Appuntamento irrinunciabile”

#FaiBellalItalia: il prossimo 5 giugno sarà la seconda Giornata nazionale per la cura dell’ambiente. La Fai Cisl Umbria, nella consapevolezza del momento e delle criticità legate al Covid-19, non ha voluto rinunciare a questo appuntamento nazionale, che si declina nelle varie realtà territoriali. Per l’Umbria la scelta è caduta su Bevagna e sul suo laghetto Aiso. 

“Nello scegliere di contribuire a ripulire l’area verde attigua al laghetto Aiso – spiega il segretario generale regionale Fai Cisl Umbria Dario Bruschi– oltre a far conoscere un luogo bello e suggestivo dell’Umbria, abbracciamo anche il messaggio della sua leggenda che vuole sottolineare il disvalore dell’avidità in opposizione con quello del rispetto della persona e delle proprie libertà, nel caso specifico quella religiosa, da esercitare attraverso un uso sano e consapevole del tempo”.

L’iniziativa di quest’anno sarà in forma ridotta. “Ci troveremo la mattina del 5 giugno alle ore 9,30 e saremo volutamente in pochi – spiega Bruschi -; anche se a Bevagna lasceremo un segno tangibile del nostro passaggio: in quell’area infatti saranno sistemati per i futuri visitatori dei cestini, compatibili dal punto di vista ambientale, da noi donati per la raccolta differenziata”. 

Chi vorrà potrà inviare le immagini del proprio contributo della giornata alla Fai Cisl (regolamento su www.faicisl.it): “Il Covid-19 -ha concluso Bruschi- ha dimostrato ancora una volta la necessità del rispetto dell’ambiente, attenzione che come categoria abbiamo sempre avuto ed evidenziato con proposte come questa. Ringraziamo sin da ora il sindaco di Bevagna Annarita Falsacappa per la sensibilità manifestata, confermando la propria presenza alla nostra iniziativa”.

La Cisl Umbria guarda con favore a questa proposta. Per questo sarà presente il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti che punta l’attenzione sul significato di un gesto su un tema per il quale c’è un crescente interesse anche da parte delle nuove generazioni: quello dell’ambiente. “Nella fase successiva a quella del Covid-19 – afferma Manzotti – l’ambiente assumerà per l’Umbria un valore strategico per il rilancio del tessuto economico ed occupazionale: da conciliare gli aspetti produttivi con quelli della sostenibilità”.

Nel. video, immagini e parole della prima edizione

 

Settore costruzioni, crisi e ricostruzione post sisma, in Umbria la Filca Cisl: “Dobbiamo fare squadra e dirigere le scelte verso un’edilizia green”

by CISL LDS
Settore costruzioni, crisi e ricostruzione post sisma, in Umbria la Filca Cisl: “Dobbiamo fare squadra e dirigere le scelte verso un’edilizia green”

La crisi dell’edilizia non vede tregua né futuro!! Slogan, promesse, chiacchiere della politica ai vari livelli, che purtroppo ancora ad oggi non hanno creato uno sblocco di cantieri nuovi o la ripartenza di quelli fermi da tempo. Manca ancora un piano straordinario sia di messa in sicurezza, sia di riqualificazione del territorio, delle strade e di molti edifici pubblici come scuole ed ospedali:  nulla o quantomeno assolutamente insufficiente!!               

Come sindacato di categoria, insieme alla Cisl, non possiamo far finta che vada tutto bene e non continuare a denunciare tale grave stato di cose, soprattutto perché la vera ripresa economica che tutti auspichiamo deve per forza iniziare dal settore delle costruzioni e di tutta la filiera che ne consegue (cemento, laterizi, manufatti) in quanto è stato da sempre trainante per l’intera economia nazionale, ma soprattutto per l’economia della nostra regione. 

Come sindacato siamo convinti che sia arrivato il momento di mettere mano a concretezza ed assunzione di  responsabilità, ognuno per il proprio ruolo, partendo in primis dalla classe politica che ci governa a tutti i livelli. Dobbiamo fare squadra e guardare ormai il settore in modo diverso, dirigendo le scelte verso un’edilizia cosiddetta “green”, costruzioni ad alto risparmio energetico, materiali alternativi in linea con le direttive europee, legati all’ambiente e alla sostenibilità ambientale ed anche economica.                                                                                        

La Filca Cisl è da sempre contro la cementificazione selvaggia, ma pensa sia giusto capire quale sia la vera esigenza  (domanda/offerta) del mercato immobiliare attraverso magari un studio preciso e capillare di esperti. Con tale studio si potrebbe pianificare una riconversione e riqualificazione di alcuni edifici esistenti o magari, se accompagnati da consistenti agevolazioni fiscali, addirittura anche pensare alla demolizione e ricostruzione di alcuni edifici, adottando sistemi oggi molto più sostenibili e con caratteristiche più integrate e compatibili al paesaggio e al contesto ambientale che ci circonda.                  

Abbiamo una regione ricca di  valori culturali e cattolici  e quindi il turismo potrebbe essere certamente un volano di ripartenza dell’economia, ma se tutto questo sarà accompagnato anche da una progettualità e da una sistemazione dell’intero territorio, ribadiamo partendo dalle infrastrutture viarie e civili in genere, insieme alla messa in sicurezza del patrimonio rappresentato dal territorio stesso, che già oggi rappresenta un vanto a livello nazionale.

Questa crisi che ormai ha superato i dieci anni, continua ancora nella nostra regione a far perdere pezzi al nostro  settore, colpendo aziende che hanno una storia di alcune generazioni e che sono ridotte a pochi occupati e che hanno perso la fiducia del futuro. Aziende che tentano di sopravvivere con pochissime opportunità, e le poche gare incentrate alla concorrenza solo su uno scontro al massimo ribasso, ossia una guerra tra poveri che alla fine spesso provoca danni che ricadono soprattutto sui lavoratori: basti ricordare  alcuni numeri che la crisi ha provocato, riportati dalle Casse Edili di Perugia e Terni, dove siamo passati da circa 25.000 addetti del 2005 agli attuali circa 7000 in tutta la regione.

Non possiamo inoltre non esprimere amarezza e sconforto, rispetto ai tempi della ricostruzione post terremoto, che per noi riguarda un pezzo fondamentale  della nostra regione, la Valnerina con Norcia e Cascia come capofila del territorio  e Spoleto che e’ rientrato come comune nell’area del cratere. Ad oggi sono pochissimi i lavori avviati, nella Usr (Ufficio Speciale della Ricostruzione) molte pratiche sono ferme per mancanza di personale e purtroppo  questo è in linea con l’immobilismo che riscontriamo nell’intero settore sia privato che pubblico.

Come Filca e Cisl, unitamente alle altre sigle confederali, siamo fermamente convinti che  la ricostruzione potrebbe rappresentare un’opportunità concreta per l’intero settore e di sviluppo dell’ intera regione oggi annoverata tra quelle del Sud. La ricostruzione può creare occupazione sana, di qualità e in sicurezza, attraverso una corretta applicazione del Durc con congruità, norma che permette di tutelare le aziende più regolari e garantire al meglio  i lavoratori, il committente e il lavoro svolto rispetto a qualità e  sicurezza.

Infine quindi pensiamo che  accelerare una buona ricostruzione significa anche poter ridare prospettive e futuro ad un territorio, quello del sisma e di alcune aree interne, che sta già soffrendo in modo particolare, e che ulteriori lungaggini burocratiche nel ricostruire rischiano di accentuare uno spopolamento di intere zone e borghi, di cui sara’ difficile invertire la tendenza, con il rischio concreto di ricostruire case che poi resteranno vuote!!!!                                          

Il nostro impegno come organizzazione sindacale nei prossimi mesi sarà quello di creare momenti di confronto e di dibattito con le varie istituzioni, associazioni e categorie appartenenti al settore ed anche con i cittadini delle zone colpite, con l’obbiettivo di dare un contributo fattivo ed una “scossa positiva” al sistema che altrimenti rischia di ingessarsi in modo definitivo e annullare le flebili speranze che invece noi vogliamo rivitalizzare con fatti concreti e in tempi certi.

Emanuele Petrini – Coordinatore Filca Cisl Foligno/Spoleto

Enzo Pelle – Segretario Generale Aggiunto Filca Cisl

Foligno, 16 agosto 2019

Il duomo e molto altro. Ad Orvieto il turismo non è solo mordi e fuggi

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Angelo Manzotti 5Nello speciale dedicato al turismo del Corriere dell’Umbria, pubblicato il 29 luglio 2019, le parole del coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Cisl Terni-Orvieto Angelo Manzotti (nella foto): “L’Orvietano dovrebbe iniziare a sviluppare anche l’ecoturismo, che l’anno scorso ha portato in Umbria circa 800 mila persone”

Articolo pubblicato dal Corriere dell’Umbria del 29 luglio 2019

Sciopero dei trasporti. Giorgi (Fit Cisl Umbria): “Per il Tpl deve prevalere il senso di responsabilità delle istituzioni a tutti i livelli”

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manifestazione trasporti 24 luglio 2019Sciopero dei trasporti, a Perugia nel corso della manifestazione regionale di Fit Cisl, Filt Cgil, Uiltrasporti e Faisa Cisal del 24 luglio, il segretario generale regionale Fit Cisl Umbria Gianluca Giorgi: “Dai primi riscontri lo sciopero generale dei trasporti sta raccogliendo, anche in Umbria, ampie adesioni da parte dei lavoratori. Chiediamo al Governo -sottolinea- di aprire una serie di tavoli per risolvere le numerose problematiche del settore. Per quanto riguarda il TPL in Umbria -aggiunge il sindacalista- è necessario che prevalga il senso di responsabilità delle istituzioni a tutti i livelli, per trovare le necessarie risorse economiche in modo da garantire almeno il servizio attuale alla cittadinanza”.

manifestazione trrasporti - cislIl coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Foligno-Spoleto Bruno Mancinelli ha aggiunto: “Grazie a tutti i lavoratori dei trasporti che hanno aderito allo sciopero ed in particolare alle lavoratrici della Fit-Cisl di Busitalia, presenti in forza alla manifestazione davanti alla Regione, e un grazie pure agli studenti e ai semplici cittadini presenti a sostegno della protesta, che appunto è anche a loro tutela e non solo dei lavoratori dei trasporti!!!”

Angelo Manzotti (Cisl Terni – Orvieto): “Le periferie esistenziali? Sono i luoghi a rischio spopolamento, dove non ci sono lavoro e servizi”

angelo manzotti“Il salario minimo non può essere la risposta, il Decreto Dignità ha generato false illusioni per i lavoratori, era più funzionale lo strumento del Rei”. A ritornare sulle vecchie e nuove povertà del territorio ternano è Angelo Manzotti, coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale Cisl Terni-Orvieto, e lo fa in in un momento organizzativo particolare, quello all’indomani della Conferenza Organizzativa della Cisl (che si è svolta a Roma da martedì 9 a giovedì 11 luglio) e ha posto come tema centrale, proprio quello delle periferie esistenziali. “A Terni – chiarisce Manzotti, che cala i contenuti nazionali sul proprio territorio- non dobbiamo fare i conti con le periferie delle città metropolitane, ma molti temi legati alla povertà sono anche nel nostro territorio e trovano forma in quartieri, aree a rischio spopolamento dove non ci sono adeguati servizi alla persona e dove, una volta fuoriusciti dal mercato del lavoro, non si riesce a trovare una nuova occupazione”.
La questione per il sindacato rappresentato da Manzotti si può sintetizzare in un dato. “Solo a Terni – sottolineai il sindacalista- sono state presentate, anche su nostro suggerimento, alla sede Inps di Terni circa 2000 domande di Rei, delle quali solo un terzo respinte in quanto prive di requisiti”.

Ma come se ne esce? La Cisl ritorna sulla questione della contrattazione, welfare aziendale, formazione e del sempre più necessario collegamento tra scuola e lavoro. “E’ impensabile che i nostri ragazzi sappiano cosa è un sindacato, un contatto collettivo e come si fa un curriculum. Per la Cisl – precisa- diviene necessario avvicinare questo mondo, far capire ai giovani che ci siamo e quale ruolo abbiamo avuto e ancora svolgiamo in una società dove il lavoro è sempre meno e sempre più precario. Anche quest’anno – ammette- auspico di poter contribuire in qualche incontro con i giovani, come già fatto all’occorrenza a Orvieto”.

Per quello che riguarda la crisi economica e le sue ricadute in termini occupazionali, Manzotti teme che l’acuirsi della stessa possa peggiorare anche la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro. “Dobbiamo continuare a vigilare, dare sempre più concretezza agli strumenti esistenti e trovarne di nuovi affinché ci sia la certezza da parte di ogni lavoratore di svolgere la propria mansione senza rischiare di farsi male o addirittura di perdere la vita. Su questo fronte siamo impegnati, anche con gli enti bilaterali”.

La Cisl sul territorio di Terni, inoltre, ha condiviso una piattaforma unitaria propositiva con Cgil e Uil Terni per il rilancio del tessuto produttivo del comprensorio, con particolare attenzione alle dinamiche occupazionali che devono tener conto dei limiti infrastrutturali. “E’ arrivato il momento – aggiunge Manzotti- di portare a termine progetti incompiuti, come la Piastra Logistica, che oltre a essere un’opportunità per le imprese del territorio e per l’occupazione è anche una risposta concreta in termini di sostenibilità ambientale.

Terni, 19 luglio 2019