La Cisl Fp Umbria incontra i rappresentanti sindacali dei lavoratori per un evento formativo, ma anche per puntare l’attenzione sull’urgenza di un momento concertativo con le istituzioni. “L’incontro che si è svolto a Terni venerdì scorso – ha fatto sapere il responsabile Cisl Fp Umbria Luca Talevi (nella foto) – è stato un momento importante per confrontarci in vista del percorso concertativo che si rende sempre più necessario in primo luogo con la Regione. Vogliamo così portare all’attenzione delle istituzioni le questioni della sanità, ma anche più in generale del pubblico impiego. Il nostro obiettivo – ha aggiunto il sindacalista – è quello di portare avanti le nostre proposte riguardanti le aziende sanitarie e i principali enti, ma soprattutto quello di dar voce ai lavoratori che chiedono di veder valorizzate le professionalità. Ciò alla luce anche del nuovo Ccnl”.
Il segretario nazionale Fp Cisl Franco Berardi, che è intervenuto all’incontro, ha chiarito come per la prima volta, a livello nazionale, la Fp Cisl è prima nella Sanità, prima nelle Funzioni Centrali e seconda nelle Funzioni Locali. Risultati nazionali importanti, è stato sottolineato nel corso dei lavori, che forniranno stimoli alle Rsu Cisl Umbria per creare le condizioni per dare risposte alle legittime istanze dei lavoratori.
All’incontro hanno partecipato, oltre al segretario nazionale Cisl Fp Franco Berardi e al responsabile Cisl Fp Umbria Luca Talevi, il professor Carmine Russo e il segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli.
Cisl Fp Umbria
Perugia, 23 maggio 2022
Appalti Chiari Lavoro Pulito: se ne parla ad 
Il Coordinamento Donne Cisl Umbria è sbigottito davanti al totale silenzio istituzionale, dopo le parole di un’importante imprenditrice che arrivano a toccare il rapporto, spesso complicato, tra donne e mondo del lavoro e rilancia con proposte ed esempi virtuosi anche del nostro territorio, come quello dell’Acqua Rocchetta.
E’ divenuta, con l’inizio della guerra, la ministra dei territori occupati e punto di riferimento dei corridoi umanitari e dello scambio di prigionieri. Per tutto questo, dal bunker, in cui ormai vive, organizza i corridoi umanitari con i russi e la Croce Rossa che, richiede, prima della partenza, nomi, numeri telefonici, documenti, targhe delle auto e dei bus che faranno il viaggio e poi deve concordare il tragitto, ogni chilometro deve essere approvato, ma alla fine di ogni giornata riesce a fare evacuare dai trenta(30) ai sessanta (60) mila ucraini. Una volta in salvo, ciò che conta è informare i soldati al fronte che, le famiglie, sono fuori dall’inferno, mentre loro combattono per liberare il Paese dagli invasori russi. La vicepremier si rammarica del fatto che non riuscirà a salvare tutti gli ucraini, ma non è disposta a cedere davanti al genocidio di Putin.

