
Nella foto, da sinistra: il segretario generale Fim Cisl Umbria Simone Liti, il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti e il segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli
Rinnovo Rsu alle acciaierie ternane: la Fim Cisl si conferma il primo sindacato e ottiene 9 delegati, dei quali 7 tra gli operai e 2 espressione degli impiegati. Ad esprimere soddisfazione per il risultato ottenuto sono il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti e il segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli (coordinatore per la Cisl del territorio Terni – Orvieto): “Si tratta di un importante risultato ottenuto dalla nostra categoria dei metalmeccanici, la Fim Cisl Umbria, in un momento difficile che ha visto delle grosse novità, prima tra tutti l’acquisizione del sito da parte del cavaliere Arvedi. Il nostro grazie va a chi si è candidato, a chi ha dato fiducia ai nostri delegati e all’impegno profuso negli anni dalla segreteria regionale della Fim Cisl Umbria. Categoria, quella dei metalmeccanici oggi guidata dal segretario Simone Liti, che è sempre stata attenta ai bisogni dei lavoratori e che ha basato il proprio lavoro sulla contrattazione e sul dialogo per tutelare gli operai e gli impiegati di questa realtà produttiva che incide notevolmente sull’economia non solo della città di Terni, ma dell’interno territorio regionale. Con questo risultato – concludono i segretari – si conferma la validità del gioco di squadra”.
Per la prima volta si è votato anche per gli Rls (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza). Manzotti e Marcelli, anche in questo caso, hanno manifestato soddisfazione: “Complimenti alla Fim Cisl Umbria che, anche in questo caso, è risultata essere la prima organizzazione, eleggendone 4”.
La Cisl Umbria guarda con favore alla sottoscrizione dell’accordo tra Università degli Studi di Perugia e Regione in fatto di sanità. “Dopo 10 anni siamo di fronte ad un accordo importante, soprattutto nella consapevolezza che stiamo attraversando un momento particolare. Ciò rende ancora più importanti le ingenti disponibilità economiche messe a disposizione dal Pnrr” dichiara il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, che è convinto che “in questa partita, se di vincitori vogliamo parlare, c’è ne è uno solo: la comunità umbra. Questo perché siamo di fronte ad una strada ancora tutta da definire attraverso i decreti attuativi: questi, infatti, dovranno prendere forma da un percorso concertativo tra istituzioni e parti sociali”.
La Cisl Fp Umbria incontra i rappresentanti sindacali dei lavoratori per un evento formativo, ma anche per puntare l’attenzione sull’urgenza di un momento concertativo con le istituzioni. “L’incontro che si è svolto a Terni venerdì scorso – ha fatto sapere il responsabile Cisl Fp Umbria Luca Talevi (nella foto) – è stato un momento importante per confrontarci in vista del percorso concertativo che si rende sempre più necessario in primo luogo con la Regione. Vogliamo così portare all’attenzione delle istituzioni le questioni della sanità, ma anche più in generale del pubblico impiego. Il nostro obiettivo – ha aggiunto il sindacalista – è quello di portare avanti le nostre proposte riguardanti le aziende sanitarie e i principali enti, ma soprattutto quello di dar voce ai lavoratori che chiedono di veder valorizzate le professionalità. Ciò alla luce anche del nuovo Ccnl”.
Appalti Chiari Lavoro Pulito: se ne parla ad 
Il Coordinamento Donne Cisl Umbria è sbigottito davanti al totale silenzio istituzionale, dopo le parole di un’importante imprenditrice che arrivano a toccare il rapporto, spesso complicato, tra donne e mondo del lavoro e rilancia con proposte ed esempi virtuosi anche del nostro territorio, come quello dell’Acqua Rocchetta.
E’ divenuta, con l’inizio della guerra, la ministra dei territori occupati e punto di riferimento dei corridoi umanitari e dello scambio di prigionieri. Per tutto questo, dal bunker, in cui ormai vive, organizza i corridoi umanitari con i russi e la Croce Rossa che, richiede, prima della partenza, nomi, numeri telefonici, documenti, targhe delle auto e dei bus che faranno il viaggio e poi deve concordare il tragitto, ogni chilometro deve essere approvato, ma alla fine di ogni giornata riesce a fare evacuare dai trenta(30) ai sessanta (60) mila ucraini. Una volta in salvo, ciò che conta è informare i soldati al fronte che, le famiglie, sono fuori dall’inferno, mentre loro combattono per liberare il Paese dagli invasori russi. La vicepremier si rammarica del fatto che non riuscirà a salvare tutti gli ucraini, ma non è disposta a cedere davanti al genocidio di Putin.
