Presidio di Cgil Cisl Uil a Foligno: “Difendiamo l’ospedale San Giovanni Battista e i servizi sanitari dell’ambito sociale del folignate”

Cgil Cisl e Uil, all’indomani dell’ultimo appuntamento (quello di venerdì scorso a Norcia per la ricostruzione e la difesa del territorio), questa mattina, 3 agosto 2020, hanno convocato una conferenza stampa con presidio davanti all’ospedale di Foligno a difesa della sanità pubblica, dell’occupazione e dei servizi che devono essere integrati con il territorio. Nello specifico, i tre rappresentanti territoriali Filippo Ciavaglia (Cgil), Bruno Mancinelli (Cisl) e Andrea Russo (Uil) hanno sottolineato come l’emergenza Covid-19 sia stata affrontata dalla grande professionalità del personale sanitario e tecnico. “Risorsa umana – hanno detto- che deve continuare ad essere tutelata sia da un punto di vista contrattuale che economica, in modo che i cittadini di Foligno e dei comuni di ambito, possano continuare a fruire ed avere risposte celeri dai servizi di eccellenza offerti dall’ospedale di Foligno”.

Le organizzazioni sindacali, assieme alla categoria dei pensionati, hanno indicato come prioritarie le seguenti questioni:

Assunzione di nuovo personale

Nomina Direttore Sanitario per Ospedale di Foligno

Ripristino totale delle attività Chirurgiche

Riapertura del servizio di pre-ospedalizzazione

Riapertura della sala operatoria piccoli interventi (S.O.P.I)

Recupero delle prestazioni sanitarie sospese a seguito delle disposizioni COVID

Riapertura totale delle prenotazioni CUP

Ripristino di tutte le attività ambulatoriali per richieste interne ed esterne

Richiediamo le visite specialistiche nei distretti di residenza per pensionati e non autosufficienti ( come già condiviso con la precedente Giunta Regionale )

Totale esaurimento delle liste di attesa con ripristino dell’attività intramoenia secondo la normativa vigente

Apertura Servizio AFT (ambulatori integrati di medici di medicina generale)

Ripristino di tutte le attività ambulatoriali territoriali con recupero delle prestazioni sanitarie sospese dal Covid ed esecuzioni di nuove prestazioni

Ricostruzione, Cgil Cisl Uil a Norcia: in primo piano le esigenze della popolazione e il rischio spopolamento

“Positivo l’accoglimento degli emendamenti proposti dalla commissione ANCI comuni cratere sisma (e da noi sempre sostenuti) nel recente Decreto Semplificazioni approvato lo scorso 17 luglio”. Così  si è aperta la  conferenza stampa di questa mattina 31 luglio 2020, nella quale Cgil Cisl e Uil a Norcia hanno puntato l’attenzione sulle necessità della popolazione colpita e del rischio spopolamento di questo territorio. Per il sindacato gli emendamenti in questione permetteranno di accellerare la riscostruzione delle opere pubbliche e  private, anche attraverso i maggiori poteri del commissario. “Accogliamo con favore la notizia emersa dal tavolo del 30 luglio scorso con il commissario nel quale si è data la disponibilità   al  posticipo della scadenza del 20 settembre per la presentazione delle domande per i danni lievi, in modo da utilizzare gli ecobonus e sismabonus al  110 per cento”. A rappresentare le sigle  confederali sono stati Filippo Ciavaglia per la Cgil, Bruno Mancinelli per la Cisl (nella foto a sinistra) e Claudio Bendini per la Uil, che hanno ribadito la necessità di una stabilizzazione per i lavopratori precari assunti dai comuni e quelli all’interno dell’Ufficio speciale ricostruzione. “Particolari disagi potrebbero verificarsi per alcuni edifici scolastici  del  comune di Spoleto -hanno continuato-, per i quali ancora non ci sembra che ci siano risposte concrete. Questo a ridosso del nuovo anno scolastico”.

La manifestazione di questa mattina è servita anche per illustrare il volantino informativo unitario, nel quale si legge: “Sul tema della SICUREZZA, apprezziamo e condividiamo quanto espresso nel recente incontro del 28 luglio tra il Commissario Legnini, il Ministro dell’Interno Lamorgese e tutti i Prefetti del cratere, per la  sensibilità dimostrata nel riaffermare la necessità di rinforzare i presidi di legalità necessari ad affrontare la gigantesca operazione di ricostruzione; anzi noi ribadiamo la necessità di riaffermare la strategicità dello strumento del DURC per congruità, che ha già  garantito (dal precedente sisma del 1997) un freno alle infiltrazionii  llegali e al lavoro nero e, non meno importante, ha anche garantito la sicurezza sul lavoro dei tanti lavoratori coinvolti, come ci auguriamo lo sarà ancora”.

I sindacati chiedono al commissario di poter monitorare oltre che sulla sicurezza, anche sul fenomeno del dumping contrattuale e della regolarità salariale. “Strategico rimane il ruolo degli enti bilaterali dell’edilizia – hanno concluso i sindacalisti – soprattutto per quello che riguarda la formazione e gli aspetti riguardanti la sicurezza nei cantieri”. Infine, Cgil Cisl e Uil, per evitare che la ricostruzione non rimanga solo degli edifici ma riguardi la rinascita della comunità, riconfermano l’utilizzo di uno strumento straordinario per tutta l’aria del cratere (che riguarda quattro regioni), quale lo Zes – Zona Economica Speciale. 

Giuliano Bicchieraro alla guida della Filca Cisl Umbria

Nella foto la segreteria della Filca Cisl Umbria, da sinistra il segretario generale regionale della categoria delle costruzioni Giuliano Bicchieraro con Catia Giulivi ed Emanuele Petrini

Riorganizzazione, formazione e contrattazione a difesa dei lavoratori del settore delle costruzioni, ma anche ripartenza delle opere pubbliche, ricostruzione, sicurezza, Patente a punti e Durc per congruità: questi i concetti chiave sui quali si è articolato l’intervento di Giuliano Bicchieraro, da questo pomeriggio (29 luglio 2020) alla guida della categoria della Filca Cisl Umbria (nella sua segreteria sono stati eletti Emanuele Petrini e Catia Giulivi). Il consiglio generale, che si è tenuto a Deruta, è stato anche l’occasione per ricordare la lunga e costruttiva storia di una categoria importante per l’Umbria, protagonista anche nell’elaborazione di proposte importanti come quella del Durc – Documento Unico di Regolarità Contributiva. All’incontro hanno partecipato i vertici della Filca Cisl Nazionale con il suo segretario generale Franco Turri e l’aggiunto Enzo Pelle, che ha commentato: “L’elezione di Bicchieraro arriva al momento opportuno perché si sta aprendo un importante momento di investimenti nel settore. Per quello che riguarda la ricostruzione dell’area colpita dal sisma è arrivato il momento di avere risposte e azioni concrete”.  Per la Cisl regionale ha partecipato il segretario Gianluca Giorgi. 

”Il lockdown ha provocato lo stop di tutti i cantieri anche in Umbria, con poche eccezioni -ha ricordato Bicchieraro-. La ripartenza, con la foga di finire presto le opere, non deve però mettere in discussione la sicurezza, sia sul fronte Covid-19 che sui soliti rischi che l’attività edile comporta, accentuati dal grande caldo”. Le priorità per la Filca Cisl Umbria rimane quella della messa in sicurezza del territorio, la manutenzione di strade, ponti, viadotti, l’ammodernamento di tutti gli edifici pubblici, in particolare di scuole, ospedali, uffici. “E’ bene quindi – ha incalzato il neo segretario – dotarsi di nuovi strumenti normativi per garantire davvero la sicurezza e la dignità dei lavoratori: la Patente a punti, già prevista dal testo unico sulla sicurezza e mai entrata in vigore, permetterebbe di selezionare le imprese, premiando quelle virtuose e allontanando dal mercato quelle che non rispettano le regole”. Bicchieraro poi indica il Durc per congruità come lo strumento giusto per garantire la proporzione tra il lavoro svolto e la mandopera impiegata, e quindi la regolarità del lavoro. “Molto importante – ha ribadito- l’applicazione del solo contratto edile nei cantieri, per evitare il cosiddetto dumping contrattuale. Si tratta di provvedimenti di buon senso, che anche nella nostra regione garantirebbero la legalità, la regolarità e la sicurezza del lavoro edile, con benefici non solo per i lavoratori e per le imprese sane, ma per l’intera collettività”.

Lavoratori stagionali, i sindacati incontrano gli onorevoli umbri

Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil, assieme alle categorie degli agroalimentaristi (Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil) e delle rappresentanza confederali di Cgil, Cisl e Uil Terni, nella mattinata del 27 luglio hanno incontrato a Terni gli onorevoli umbri per porre l’attenzione sulla questione dei lavoratori stagionali.

“Siamo oggi a rappresentare ai Parlamentari umbri, che ringraziamo per la presenza e l’attenzione manifestata, le preoccupazioni per il futuro occupazionale di molti lavoratori in regime stagionale del settore dell’industria alimentare e del settore turistico -hanno affermato Rocco Ricciarelli (Felsa Cisl), Roberta Giovannini (Uiltemp Uil) e Luca Solano (Nidil Cgil) all’incontro presenziato da Riccardo Marcelli (Cisl Terni-Orvieto)-. Solo per l’Eskigel, questi lavoratori arrivano a superare le 400 unità”. A preoccupare il sindacato è il momento che stiamo attraversando e le incertezze per il futuro. “Ad aggravare la contingenza – hanno ribadito- il fatto che questi lavoratori sono sottoposti a un contributo aggiuntivo di 0,5, dettato dal cosiddetto Decreto Dignità. Questo di fatto scoraggia l’assunzione di questi lavoratori e il loro rinnovo contrattuale”. 

A prendere la parola poi, Simone Dezi (Fai Cisl), Fabio Benedetti (Uila Uil) e Paolo Sciaboletta (Flai Cgil) che hanno ribadito che “si rischia nel breve tempo di perdere molti posti di lavoro. Noi ci siamo per avviare un dialogo virtuoso e costruttivo con le istituzioni: un tavolo nel quale metteremo volentieri a disposizione le nostre capacità tecniche”. Per il sindacato, inoltre, è necessario incentivare le stabilizzazioni. “I lavoratori stagionali infatti -hanno chiarito i sindacati- sono una risorsa per le aziende. E’ necessario quindi lavorare anche sugli accordi aziendali, che dovrebbero avere una copertura legislativa”.

All’incontro hanno partecipato gli onorevoli:

  • Lucidi Stefano – Lega
  • Caparbi Virginio – Lega
  • Alessandrini Valeria – Lega
  • Ciprini Tiziana – Movimento 5 Stelle
  • Verini Walter – Pd
  • Grimani Leonardo – Italia Viva
  • Raffaele Nevi – Forza Italia

Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp Uil Umbria

Pandemia e nuove povertà. Manzotti (Cisl Umbria): “Ci vuole un progetto condiviso di ripartenza”

Vertenze aperte, difficoltà economiche e sociali accentuate dall’emergenza sanitaria Covid-19 e nuove povertà: di questo si è discusso nel partecipato Comitato Esecutivo della Cisl Umbria di lunedì 20 luglio, in un incontro aperto dalla relazione del segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti. “A pagare le conseguenze di quello che sta succedendo sono soprattutto le famiglie, quelle giovani con figli piccoli e le donne – afferma Manzotti-, questo perché molto spesso queste persone sono ancora impiegate in lavori non stabili e in settori, come quello del turismo (ma non solo), che sono precipitati a causa delle conseguenze di un’emergenza sanitaria che sta lasciando una preoccupante e pericolosa scia in ambito economico e sociale. Con questa consapevolezza, ci troveremo a Terni il prossimo 27 luglio a partecipare a un incontro con gli onorevoli umbri per trattare della questione dei lavoratori stagionali, a fianco della categoria dei lavoratori atipici e di quella degli agro-alimetaristi. Quest’ultima, già nel mese di giugno, aveva organizzato un’iniziativa analoga, tutta dedicata alla Sangemini”.

Nel corso dell’esecutivo Manzotti, come a comporre un mosaico, ha descritto uno scenario umbro composto da tasselli grandi e tante fragilità più piccole, che tutte assieme fanno una grande vertenza regionale, ponendo in primo piano la questione occupazionale. Se da una parte ci sono Ast, Treofan, Sangemini, Fattorie Novelli, Sogesi e questioni che necessitano di una risposta urgente, pena il rischio di un “pericoloso e irreversibile spopolamento”, come quella dei territori colpiti dal sisma o appartenenti alle aree interne; dall’altra c’è un tessuto diffuso che si basa su realtà produttive piccole se non piccolissime.

“In queste ultime settimane – sottolinea Manzotti- c’è stato il superamento del numero dei pensionati sui lavoratori attivi e questo dato non può che farci preoccupare: se da una parte ci mette in allarme il dato delle pensioni al minimo in Umbria che è alto, dall’altra questo elemento è indicativo della situazione demografica e occupazionale che sta attraversando la nostra regione. Così, mossi dall’importanza della nostra azione, abbiamo proseguito anche quest’anno, assieme alla categoria dei pensionati, nella contrattazione sociale per contenere la pressione fiscale e mantenere i servizi. Siamo scesi in piazza a fianco dei lavoratori del commercio, della scuola, della sanità assieme alle rispettive categorie e a Cgil e Uil regionali – continua con forza il segretario della Cisl Umbria -, ma per cercare una soluzione, che possa avere una tenuta nel tempo, è necessario condividere con la Regione un patto per la ripartenza che metta insieme le forze sociali, datoriali e istituzionali per affrontare in maniera organica e sistematica le difficoltà in essere, in questa estate incerta. Sarà necessario in questo progetto dare la giusta rilevanza alla questione della sostenibilità ambientale grazie all’impiego progressivo di nuove tecnologie per essere, oltre che competitivi a livello internazionale, anche responsabili nel rispetto nostro e delle nuove generazioni. In tutto questo certamente diventa strategica la formazione e la ricerca”.

Oltre a questo la Cisl Umbria pone la massima attenzione sulla questione del credito, degli istituti bancari e del loro rapporto con aziende e lavoratori. “Auspichiamo, come nel caso della Cassa di Risparmio di Orvieto – aggiunge Manzotti- che gli istituti bancari possano continuare ad avere un rapporto stretto con il territorio”. Strategica poi la questione dei fondi europei. “Per la Cisl questi sono uno strumento irrinunciabile per riuscire ad offrire un’opportunità a chi oggi si trova in difficoltà dal punto di vista occupazionale o professionale. Infine – conclude Manzotti- è importante capire quante risorse spetteranno alla nostra regione derivanti dalla nuova composizione del Recovery Fund, che complessivamente porterebbe all’Italia una cifra che si attesta intorno a 209 miliardi di euro”.

 

Lavoratori stagionali, i sindacati chiedono un incontro agli onorevoli umbri. Sarà il prossimo 27 luglio

I sindacati incontrano gli onorevoli umbri per dare visibilità a lavoratori che rischiano di essere invisibili e di subire più di altri le conseguenze del Covid-19. L’incontro sarà il prossimo 27 luglio alle ore 10,30 presso la Cisl di Terni. “Le condizioni di questi lavoratori erano già difficili – fanno sapere i rappresentanti di Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Umbria – ma in questi mesi hanno subito un preoccupante peggioramento a causa dell’attuale condizione legislativa, che non tiene conto di tutti i lavoratori legati alla stagionalità, che con aggravio di costi contributivi legati al Decreto Dignità nel tempo rischiano di diventare nuovi disoccupati. La nostra preoccupazione nello specifico – aggiungono in vista dell’incontro- riguarda il futuro occupazionale dei lavoratori stagionali su cui grava un’addizionale dello 0,5 per cento ad ogni rinnovo contrattuale, che li pone a rischio turn-over”.

All’incontro saranno presenti anche i rappresentanti della categoria degli agro-alimentaristi (Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Umbria) che di recente, assieme a Cgil, Cisl e Uil Terni, avevano incontrato gli onorevoli per puntare l’attenzione sulle vicende, che per altri motivi, sta attraversando la Sangemini. Questa volta in primo piano ci saranno i lavoratori stagionali di Eskigel, ma anche altre centinaia di persone unite dallo stesso problema.

“Per noi rimane come principio cardine la stabilità occupazionale delle persone: normare e modificare alcuni aspetti legislativi può facilitare questo arduo compito sociale.
L’intervento dei parlamentari – concludono- è fondamentale per il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori, pertanto auspichiamo la massima partecipazione”.

Tutti gli organi di informazione sono invitati

Covid-19 e donne, tra lockdown e timori per il futuro

Il Coordinamento Donne Cisl Umbria: “Il prezzo più alto pagato dalle donne. Ci vogliono maggiore consapevolezza e un cambio di passo”

L’intervento della Coordinatrice Donne Cisl Umbria Sara Claudiani (nella foto):

Sempre più pensioni e meno buste paga. In Umbria, si tratta di una conseguenza del Covid-19, del lockdown e delle ricadute economiche negative della pandemia ma anche di problemi strutturali che nella nostra regione rimangono ancora irrisolti. A pagare le conseguenze dell’aggravio di questi mesi sono state soprattutto le donne, su una pluralità di fronti: prima di tutto su quello dell’occupazione, ma anche su quello del carico familiare subito per settimane nelle quali le scuole sono state costrette a chiudere e dove le collaborazioni esterne per le persone anziane, presenti in tempi di normalità, si sono rarefatte a causa dell’imposto distanziamento sociale.

Se per alcuni lavoratori è stato possibile attivare lo smartworking, non tutte le donne lavoratrici hanno potuto svolgere la propria attività in questo modo: basti pensare a quante impegnate nei servizi essenziali, nella sanità, nel commercio e nell’agricoltura. Alcune di queste così si sono trovate costrette a dover rinunciare al proprio lavoro e a rassegnare le dimissioni. L’incertezza per il futuro poi non aiuta chi sta resistendo, cercando di conciliare la propria attività lavorativa con quella del carico della famiglia che in Italia ancora grava quasi esclusivamente sulle donne.

Per la Cisl è arrivato il momento di riconoscere il valore sociale della maternità, garantendo alle donne l’indipendenza economica: in Italia soltanto il 49 per cento delle donne ha un lavoro, contro la media europea del 60 per cento. E’ necessario un cambio culturale che può essere supportato prima di tutto parlando e dando il buon esempio alle nuove generazioni. Come Coordinamento Donne Cisl Umbria inoltre crediamo che sia necessario andare oltre i bonus, garantendo da una parte il congedo parentale obbligatorio per i padri sino a 4 mesi e, dall’altra, iniziando con il diritto agli asili gratuiti (questo, tra l’altro, genererebbe altro lavoro).

Sostenere l’occupazione femminile è possibile, anche attraverso lo strumento della contrattazione e del welfare aziendale. Si potrebbe infatti pensare a dei pacchetti mirati a sostegno delle donne, orari flessibili, assistenza sanitaria integrativa e part-time reversibile. Ciò permetterebbe di trovare un nuovo equilibrio tra vita professionale e familiare: un valore aggiunto per la qualità della vita delle donne, ma anche della società più in generale. Una società che deve puntare di più sulla giustizia sociale e quindi sulla parità salariale di genere.

Non solo, è arrivato il momento che uomini e donne abbiano le stesse opportunità in termini di carriera. Bene quindi il riconoscimento ricevuto da un’azienda italiana e famosa nel mondo: la Ferrari recentemente ha ottenuto la certificazione di parità salariale. Una dimensione lavorativa che valorizza il merito e non il sesso. Un esempio, anche per la nostra regione.

La legalità come strumento di sviluppo per il territorio

Il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti interviene su un tema di grande attualità e invita le forze politiche, associazioni datoriali e categorie a lavorare in rete

La legalità come strumento di sviluppo e di rilancio di un’economia in sofferenza, anche e soprattutto dal punto di vista turistico. Oltre a essere una questione prima di tutto etica, che investe importanti aspetti giuridici, economici e di giustizia sociale, la Cisl Umbria richiama l’attenzione su questo tema per riuscire a coinvolgere tutte le forze politiche, associazioni datoriali e categorie economiche per unire gli sforzi al fine di sostenere tutte le iniziative volte a far emergere il malaffare senza esitazione alcuna. In nostro invito arriva in un momento particolare, in un’estate colpita al cuore dal Covid-19 soprattutto se prendiamo a riferimento le presenze straniere nella nostra regione.

Il tema della legalità parte da lontano e, prima di tutto, ci vuole consapevolezza. E’ urgente, quindi, promuovere nelle scuole anche grazie all’impegno delle parti sociali, la cultura della legalità e della giustizia sociale, spesso assente o sottovalutata. Dobbiamo far crescere la consapevolezza di noi tutti e soprattutto delle nuove generazioni. Il difficile compito di contrasto alla criminalità organizzata parte dalla nostra quotidianità, dalle nostre scelte e passa da un impegno preciso e personale che deve essere mosso dal senso civico che deve andare di pari passo con un rapporto costruttivo con le istituzioni democratiche.

Aspetti questi che sono personali e sociali, ma che hanno un’importante ricaduta sulla nostra immagine ed economia. Anche per questo dobbiamo lavorare in modo sinergico con le istituzioni a tutti i livelli, avvalendoci anche delle nuove risorse arrivate in Umbria in un momento certamente particolare (come il nuovo procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone, ndr). Avere città sicure certamente aiuta a migliorare la qualità della vita dei residenti e rende possibile lo sviluppo di un turismo di qualità e sostenibile, al quale dobbiamo continuare a tendere soprattutto in questo momento di gravi difficoltà caratterizzato dal Covid-19.

Questi fenomeni malavitosi, inoltre, sono pericolosi anche per la salute del tessuto produttivo. La concorrenza sleale diventa mortale per quella parte di economia sana e per tutte quelle aziende che sono il valore aggiunto della nostra regione. Aziende che devono essere supportate anche dal sistema del credito, che trova una risorsa strategica negli istituti territoriali.

Per la Cisl Umbria bisogna superare la politica del massimo ribasso, evitare la modifica o deroghe al codice degli appalti e contrastare gli attacchi al Durc con congruità per riuscire a rinforzare strategie funzionali alla difesa della legalità. Nello specifico, il Documento Unico di Regolarità Contributiva assume, così come in passato, una rilevanza strategica anche e soprattutto per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma. Da evitare che si possano creare i presupposti di uno spopolamento di aree umbre, che difficilmente poi sarebbero ripopolate da un’immigrazione di ritorno, impoverendo in maniera irreversibile il tessuto della nostra regione. Da scongiurare che si creino pericolosi e vulnerabili vuoti territoriali.

Cassa di Risparmio di Orvieto, Cisl e First Cisl Umbria: “Nel futuro di questa vicenda anche quello del territorio”

“Finalmente anche le istituzioni regionali iniziano ad occuparsi della vicenda Cassa di Risparmio di Orvieto”. E’ la First Cisl con la Cisl Umbria a raccogliere positivamente questo segnale e, sottolineando questo aspetto, auspicano che non ci siano ulteriori ritardi nella risoluzione di questa importante vicenda regionale. “Solo grazie al lavoro incessante e all’attaccamento all’istituto bancario dimostrato nel tempo dai rappresentanti di base  – chiariscono dalla Cisl- è stato possibile aprire un tavolo di confronto sul futuro della Cassa di Risparmio di Orvieto”.

“La profonda crisi che ha investito la Banca popolare di Bari, in qualità di capogruppo – spiega il segretario generale First Cisl Umbria Francesco Marini (nella foto) – rischia di distruggere, di fatto, l’ultima banca di territorio della nostra regione, con pesanti ripercussioni sui livelli lavorativi, sui risparmiatori, sul tessuto economico e sociale umbro, con particolare riferimento a quello orvietano”.

Marini ripercorre la vicenda, riconoscendo alla First Cisl nazionale un ruolo fondamentale. “La First Cisl nazionale – precisa- si è costituita parte civile nell’ambito dell’azione di responsabilità, che la Procura della Repubblica di Bari sta avviando nei confronti degli amministratori della banca di Bari,  valutando la sussistenza dei reati di false comunicazioni sociali, falso in bilancio, falso in prospetto”. Tornando alla questione locale, la First CISL Umbria si chiede inoltre “quali siano state le ragioni che hanno spinto la Fondazione Carit ad investire 12 milioni di euro in Brianza, all’ indirizzo di Banco Desio, per una partecipazione al capitale del 4,2%, anziché dialogare con la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, al fine di investire e quindi tutelare un istituto di credito del territorio con i fondamentali in regola, nonostante le vicende che hanno investito la  capogruppo Banca popolare di Bari”.

In questo quadro, a destare interesse in casa Cisl è la notizia secondo la quale ci sarebbe una cordata di imprenditori e professionisti per rilevare una quota rilevante della Cassa di Risparmio di Orvieto. “Una notizia forse positiva – commenta Marini, mantenendo un atteggiamento cauto – sulla quale vigileremo, valutando la strategia e il progetto con cui la stessa offerta viene presentata. L’idea, rappresentata in questa prima fase di valorizzare la vocazione territoriale dell’istituto, il rapporto con le PMI e il tessuto socio economico, ci vede concordi, soprattutto se sarà accompagnato dalla valorizzazione delle professionalità bancarie che lì operano e, grazie alle quali, sino ad oggi, la banca ha tenuto, nonostante le grandi difficoltà incontrate, e non per mera speculazione”.

“Dal futuro del credito passa anche quello dei risparmiatori e delle piccole-medie imprese che per il territorio sono una delle principali risorse per lo sviluppo – chiarisce il segretario regionale Cisl Simona Garofano -. Difendere le realtà di credito del territorio diviene strategico oltre che di primaria importanza, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo attraversando a seguito del lockdown. Per questo dobbiamo lavorare in sinergia anche con le istituzioni per difendere lavoratori e cittadini”.

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